Gombrowicz

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Pornografia

Witold ricorda come conobbe l'enigmatico Federico nella Varsavia del '43, occupata dai nazisti. Invitati da un proprietario terriero, si recano nella sua dimora: Ippolito è una palla di lardo che ripete sempre due volte quello che dice; sua moglie Maria è una religiosa devota; la figlia sedicenne Enrichetta sembra docile ed ingenua. I due forestieri intuiscono, però, l'esistenza di un rapporto d'amicizia tra Enrichetta e Carlo, un bellissimo contadino coetaneo della fanciulla, e si attaccano morbosamente all'idea che i due adolescenti siano amanti; in realtà Enrichetta è promessa ad un avvocato di nome Alberto, del quale è pienamente soddisfatta; non solo, ma confessa d'essere andata a letto con molti ragazzi. Dal canto suo, Carlo è attratto dal sesso senile: alza le gonne di una vecchia comare e dichiara di preferire Maria alla figlia. Witold, che già si figurava una tenera storia d'amore tra i due puri, ne rimane deluso.

Durante una visita della famiglia a casa del futuro genero, avviene un fatto di sangue: la padrona di casa Amelia viene accoltellata a morte assieme a Beppe, un altro ragazzo sedicenne; prima di morire, invece del crocefisso che Maria premurosamente le mostra, fissa Federico. La versione di Beppe d'essere stato aggredito con un coltello e di essere stato anche colpito a morsi da Amelia non viene creduta perché contrasta troppo vivacemente con il carattere della defunta; Alberto in particolare tormenta il ragazzo per estorcergli un'altra confessione, mentre Federico è più propenso ad ammettere che al buio, ed in determinate circostanze, in lei si siano potuti scatenare degli istinti selvaggi.

Intanto Federico ha un piano per costringere Enrichetta e Carlo a tradire Alberto, e riesce ad entusiasmare anche Witold; entrambi desiderano spasmodicamente accoppiare quei due corpi per potersi poi identificare nel loro erotismo: Federico attira i due giovani su un'isola e, col pretesto di una prova teatrale, fa compiere loro dei gesti compromettenti, mentre Witold mostra da lontano la scena ad Alberto; il piano viene diretto da Federico tramite delle lettere lasciate all'amico sotto un mattone.

contemporaneamente si svolge un altro complotto: un partigiano di nome Siemian, che alloggia presso Ippolito, diserta e viene condannato a morte; mentre Ippolito, Alberto, Witold e Federico progettano come ucciderlo, Siemian implora che lo lascino andare; passano il tempo ad ammazzarlo a parole, ma nessuno ha il coraggio bastante per farlo sul serio. Allora Federico escogita un metodo che consiste nel coinvolgere anche i due ragazzi: Enrichetta sale sino alla sua camera e bussa; quando Simian le apre, Carlo lo accoltella; ma, ormai ossessionato dall'idea di essere tradito, Alberto s'introduce nella camera di Simian, lo uccide e poi si sostituisce a lui per farsi uccidere dai ragazzi; per completare l'opera, Federico sgozza Beppe: il loro piano è ora completo.

Witold è un erotomane che vuol vedere il sesso in tutte le cose, oppure è diventato un erotomane perché in tutte le cose c'è il sesso; Federico è un impotente: il suo breve ed intenso rapporto con Amelia non può che essere platonico; al sesso fa da contraltare la religione: è alla messa che Witold ipotizza una relazione tra i due ragazzi, è molto religiosa Amelia in confronto all'ateo Federico; le truppe naziste, che s'intuiscono sullo sfondo, acuiscono il senso di una prigionia da cui tutti i personaggi sembrano ossessionati; l'ambientazione in campagna li isola dal mondo.

La lucida follia di Federico si tradisce soltanto alla fine, mentre per tutto il libro s'è presentata sotto la forma d'una razionale partita a scacchi con la natura. Witold gli è succube perché sente che Federico è in grado di realizzare l'intrusione nell'erotismo giovanile, che da solo non saprebbe procurarsi.

Con stile veloce, essenziale, telegrafico, Gambrowicz mescola narrazione, psicoanalisi, filosofia; i personaggi sono i simboli di un codice da decifrare, buffe marionette la cui personalità è stata ridotta ad un tratto caratteristico, senza il quale sarebbero semplicemente persone comuni. L'adolescenza eccita la morbosità degli adulti, che, ormai impotenti, ne spiano con concupiscenza le mosse.

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