Sartre
Rinvio
Tecnica sperimentale, come un flusso di coscienza collettivo. Le varie voci
s’accavallano (senza alcun rispetto della continuità di tempo e di
luogo), confondendo storia (Hitler, Chamberlain, ecc.) e finzione. L’azione si
svolge nell’arco d’una settimana, mentre i grandi negoziano la pace: in questo
modo si mostra il formarsi della coscienza popolare di fronte
all’ineluttabilità della tragedia. Il vero protagonista è il clima
angosciante della guerra.
L’età della ragione
Matteo Delarne è un insegnante di liceo afflitto da crisi esistenziale:
vorrebbe essere libero, ma non capisce come possa fare; la sua amante Marcella
è rimasta incinta, ed ora bisogna trovare i soldi per pagare un aborto
clandestino, ma lui è senza una lira. L’alternativa è tenere il
figlio e sposarla, ma Matteo la scarta subito, proprio perché
significherebbe rinunciare alla sua libertà; e poi Marcella comincia a
disgustarlo un po’, ora che ha preso a frequentare una sua ex studentessa, Ivic,
bella, giovane, cinica e disponibile. A sua volta Ivic sta per dare gli esami e
teme d’essere bocciata, e Matteo ha paura che in tal caso lei possa fare una
sciocchezza, pur di non tornare dai genitori al paese. Suo fratello Boris, non
meno scavezzacollo e per di più tubercolotico, ha per amante la cantante
di cabaret Lola Montero, che potrebbe essere sua madre. Boris è
affascinato dalla personalità di Matteo.
Matteo chiede prima al fratello Giacomo (famoso avvocato) e poi all’amico
Daniele i soldi per l’aborto, ma entrambi glieli negano: disperato, inizia una
corsa contro il tempo per procurarsi quel denaro. Daniele, omosessuale,
intrattiene, di nascosto a Matteo, una sincera amicizia con Marcella, per la
quale lui è una sorta di angelo custode, ed ha rifiutato il denaro a
Matteo perché sa che, in cuor suo, Marcella vorrebbe tenere il bambino, e
si propone d’aiutarla.
Boris vuole, invece, aiutare Lola, e le chiede il denaro che serve a Matteo, ma
lei rifiuta: tossicodipendente, Lola sente di stare invecchiando, e ha il
terrore di perdere il ragazzo. Intanto, Matteo ha perso il controllo della sua
vita, risucchiato nel vortice delle follie di Ivic, che, spesso, s’ubriaca.
Boris crede che Lola sia morta di droga, e chiede a Matteo d’andare a casa sua a
prendere le lettere d’amore che potrebbero comprometterlo: nel farlo, Matteo
vede dove Lola teneva il denaro, ma non ha il coraggio d’approfittarne;
d’altronde, Lola non è morta, e chiede subito di Boris, che, però,
non vuole vederla.
Daniele parla con Matteo, e crede d’averlo convinto a sposare Marcella: in
effetti, Matteo è incerto su dove sia la sua libertà, e continua
ad oscillare fra il sì ed il no; riceve un telegramma da Ivic, che
è stata bocciata, e, temendo il peggio, si precipita alla sua ricerca. La
trova in un locale notturno, ubriaca, e prova un forte desiderio di restare con
lei, ma quando lei viene a sapere di Marcella prova repulsione per lui e se ne
va.
Disperato, Matteo decide di rubare i soldi a Lola, e ci riesce: li porta a
Marcella, che, invece, s’aspettava una proposta di matrimonio, e glieli tira
dietro. Scoperto il furto, Lola crede che sia stato Boris, e non dà retta
neanche alla confessione di Matteo, pensando che stia cercando di proteggere il
giovane; è Daniele a risolvere il problema, restituendo la somma a Lola
ed annunciando a Matteo la decisione di sposare Marcella. Disgustato di
sé stesso, Daniele ha meditato a lungo se evirarsi, e, alla fine, ha
deciso di sacrificarsi per il bene della sua amica segreta, così che lei
possa tenere il bambino.
Ben congegnato: panorama della crisi morale, del bisogno di certezze,
dell’angoscia, della solitudine, della confusione in cui tutti vivono. L’unico
gesto eroico viene dal più emarginato; fino all’ultimo Matteo non riesce
ad essere credibile, né con Marcella, né con Ivic. Tutti tendono a
cacciarsi in situazioni ingestibili.
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