In un sanatorio, il direttore (Coulmier) autorizza il marchese de Sade a tenere una delle sue rappresentazioni (fatto realmente accaduto). I pazienti interpretano Marat, la sua donna Simonne (un'infermiera), la bella e cattolica Corday (che l'ucciderà), il suo innamorato Duperret (un maniaco sessuale), ecc. Il pubblico partecipa alla recita.
Nei due atti Marat viene rappresentato Marat il giorno del suo omicidio: Sade, l'individualista decadente ("credo solo in me stesso") ed il rivoluzionario fallito Marat (si rende conto che la Rivoluzione ha premiato bottegai e mercanti) si confrontano.
Marat anticipa Marx nella sua visione della società, ma al tempo stesso è responsabile del massacro in corso; Marat muore, e, mentre Sade discute la tragedia con Coulmier, i pazienti-pubblico si ribellano e scatenano una rivoluzione: Sade ride, satanico e trionfante.
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