Zazen


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Mystery School (1991) **
Enlightenment (1992) ***
Canyons Of Light (1992) **
Cayman Blue (1996) *
Lievano: Ecologie (Miramar, 1996) ****
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If English is your first language and you could translate my old Italian text, please contact me. Zazen è un gruppo di veterani dell'ambiente musicale: il tastierista Steve Kaplan (anche compositore di colonne sonore), il percussionista Rama, il bassista Andy West (ex Dixie Dregs) e il chitarrista Joaquin Lievano (ex accompagnatore di Jean-Luc Ponty e titolare dell'album One Mind).

Dopo la doppia cassetta dal vivo Samsara (1986), il live Samurai (1986), Urban Destruction (1987), Mandala of Light/Occult Dancer (1987), Light Saber (1987), un tributo allo scrittore Tolkien, a Techno Zen Master (1987), Mystery School (Terra Nova, 1991) li rivelò come tardi emuli di Yes, Genesis e EL&P. Atlantis Rising è una suite di quindici minuti degna di figurare accanto ai classici del progressive-rock.
Tracks: Crystal Dome (8:51), Harvest Time (7:25), Telepathy (5:11), Fertility Rite (6:40), High Priest (8:30), Nile Melody (8:20), Mystery School (11:27), Atlantis Rising (14:52).

Enlightenment (1992 - Miramar, 1994) contiene cinque suite in tre movimenti ciascuna, dedicate ai quattro elementi più il tuono. Il sound, fluido e lussureggiante, rintocca di passaggi barocchi e medievali. Water è formalmente perfetta: la radiosa melodia di Brook, la danza cadenzata di Rain e il salmo solenne di Ocean compongono una trilogia sugli stati d'animo al cospetto di tre forme psicologicamente molto diverse di acqua (ruscello, pioggia e oceano).


Del loro eclettismo fa fede Thunder, che passa dagli accenti esotici di On The Plains, al tema jazzato di In The City al motivo pop di In The Upper Atmosphere. Ancor più estroversa è Fire, che mescola un'elettronica magniloquente alla Vangelis (Brush Fire) a un andamento mediorientale (Kundalini) con un finale sincopato in crescendo (In The Upper Atmosphere). Earth è una fiaba calata in un'atmosfera di mistero e di avventura.

Le cinque piece di Canyons Of Light (1992 - Miramar, 1995), ancora una volta in tre movimenti ciascuna, sono invece dedicate ad altrettanti stati degli USA. Zazen eccelle ancora nella spirituale contemplazione del paesaggio naturale (Bryce Canyon, Grand Canyon) e ancor più nelle melodie timide che sembrano sorgere all'orizzonte mentre la bruma mattutina si dirada (Zion, Taos, Canyons Of Light). Le sonorità dell'album sono questa volta piuttosto uniformi, salvo forse il piglio latino di Bandelier e la propulsione da discoteca di Anza- Borrego Desert. Il sound è forse un po' troppo leggero, ma raramente l'ensemble inciampa nel kitsch.

Le ambiziose composizioni di Zazen sfociano in armonie gradevoli e rilassanti. Se il progressive-rock costituisce l'ispirazione di partenza, la musica ha una grazia e un'eleganza che sono quelle della musica classica e gli arrangiamenti riescono ad assorbire e a mimetizzare con disinvoltura gli spunti etnici. L'amalgama porta a maturazione la convergenza fra gli ensemble di jazz-rock e quelli di new age.

Cayman Blue (Miramar, 1996), dedicated to the Caribbean islands, contains the exuberant refrains of Hurricane Vayu, Blue Flash Over Havana, Turks and Caicos Coffee and Zazen In Paradise

Lievano's solo albums include One Mind (CBS) and especially Ecologie (Miramar, 1996).

Zazen has also released Tantra (1989), that contains the Buddhist Symphony, Atlantis Rising (1989), the meditation albums Samadhi (1992) and Breathless (1992), the hard-rock Retrograde Planet (recorded in 1988 but released in 1992), with Terry Bozzio on drums and Andy West on bass, Ecstasy (1996), an album of conventional new-age music, etc.

Kaplan died in 2003 in a plane accident.

Rocco Stilo scrive a proposito di Lievano:

Con Ecologie di Joaquin Liévano il discorso diventa più squisitamente melodico. Innanzi tutto, benchè la "discografia" elenchi questo solo disco, va rilevato come Liévano sia già sulla scena da parecchio tempo; mi risulta fin dai ’60. Ha collaborato a parecchi dischi di Jean Luc Ponty nei ’70, in cui lo troviamo sempre alla chitarra, ma è autore di altri dischi solisti. Uno è certamente One Mind, che è Global Pacific, 1986, che vorrei riuscire a trovare, perché il "cast" dei collaboratori farebbe presumere sia interessante: Steve Kindler al violino, Rodney Franklin e Steve Kaplan al piano, fra gli altri. Le ricerche al momento non hanno dato esito. Ci sarebbero poi altri due dischi, Canyons of Light ed Enlightenment; dico ci sarebbero, perché tutto ciò che posso dirtene al momento si riduce al loro titolo, e non so nemmeno a quale anno risalgano. Ma prima o poi verrà tutto fuori. Per quanto riguarda Ecologie, Liévano, avvalendosi di una strumentazione che ricalca da vicino quella di Kitaro, ha ideato un album concept in cui ha dimostrato, oltre alla padronanza tecnica, anche un indubbio talento compositivo. Se il sound proposto rievoca in effetti a tratti Kitaro, non ne possiede però il respiro sinfonico né il tocco magico del sintetizzatore; forse maggiori sarebbero i punti di contatto con un disco come Abacus Moon, ad esempio. Ma Liévano ha a disposizione anche la sua esperienza in campo jazzistico, di cui emergono a tratti taluni spunti nell’arrangiamento dei brani, specie quando si ode il suo particolare tocco chitarristico. Dopo l’iniziale title-track, chiaro omaggio alle proprie origini latine, il disco si dipana come un excursus nei contesti geografici più disparati, ma rifuggendo, perché tale non è l’impronta stilistica dell’autore, da ogni venatura impressionistica, con la sola eccezione, forse, di African Adventure. Il criterio di apprezzamento verte quasi esclusivamente sulla creatività melodica dell’artista, che emerge soprattutto nella "danza della foresta pluviale", o nel clima dei "venti del deserto", oppure nel romantico Blue Dolphin. I due ultimi brani si spostano sul continente giallo, ma, perlomeno in Asia, sono sempre le origini latine del musicista a prevalere, dove la perfezione formale si sposa con un certo leziosismo. E il finale tramonto sulle cime più alte del mondo ha un non so che di malinconia crepuscolare, con il contrappunto di arpeggi acustici ed elettrici della chitarra.
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