Jakov Protazanov


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Jakov Protazanov fu il regista più prestigioso del cinema prerivoluzionario; degli ottanta film che diresse in questo periodo facevano parte kolossal storici e melodrammi mondani, commedie musicali e riduzioni letterarie. Nel genere letterario fornì le prove migliori, dirigendo spesso Mozzuchin, come in Otec Sergij (1918) da Tolstoj, abile tanto a indugiare sui grandi balli aristocratici dell'Ottocento quanto a rendere con realismo e penetrazione la psicologia dei personaggi più tormentati. Dal 1919 al 1923 e al suo ritorno fu circondato di onori. Aelita (1924), adaptation of Aleksey Tolstoy's novel, che in pratica trasferisce su Marte la Rivoluzione d'Ottobre, fu realizzato in grande stile ed ebbe successo in tutto il mondo; la commedia rese celebre la bellissima e gelida Julia Solneeva (Allita) e il comico Igor Slinkins, ma fu criticata dall'avanguardia perché sfruttava i miti borghesi per celebrare l'uomo nuovo sovietico; a parte le scenografie costruttiviste e qualche espediente espressionista ;infatti il film era degno del vecchio cinema zarista.

Un giovane ingegnere costruisce un'astronave e si reca su Marte, i cui abitanti sono oppressi dalla spietata tiranna Allita; dopo aver liberato i marziani però, si risveglia accanto a sua moglie e decide di dedicare la vita all'edificazione del socialismo.

Fino alla guerra continuò a girare film non impegnati, da un lato inaugurando con Prozess o trech millionach (1926) con la satira della NEP e dall'altro approfondendo il filone drammatico civile con Sorok pervij (1927).

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