Storia della Musica Rock: 1955-66

Generi e musicisti del periodo 1955-66
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(Copyright © 2002 Piero Scaruffi) - Traduzione di Massimiliano Osini

Paradiso Ritrovato: 1963-1965

Al di là dell'oceano, l'alternativa ai gruppi britannici era rappresentata dalla musica soul che sopravvisse al rhythm'n'blues, riscoprendone e rimodellandone le intime caratteristiche. La relazione tra la musica soul e i ribelli britannici era esplicita: un disco di soul, Can I Get a Witness (1963) di Marvin Gaye, divenne l'inno dei "mod". Con In the Midnight Hour (1964) Wilson Pickett creò una feroce e malvagia variazione di soul. I've Been Lovin' You Too Long (1965) di Otis Redding era musica soul nella quale l'accompagnamento musicale rimpiazzava di fatto il canonico coro gospel e la sua Respect (1965) un saluto al movimento per i diritti civili.

Il merito per l'invenzione del cosiddetto "Memphis sound" va soprattutto a una serie di gruppi strumentali che al tempo passarono quasi inosservati, a dispetto del fatto che furono loro a fornire la "musica" alle grandi stelle. Tra loro i più rilevanti furono gli Mg's, comprendenti il tastierista Booker T Jones, il batterista Al Jackson e il leggendario chitarrista Steve Cropper che aveva militato anche nei predecessori degli Mg's, i Mar-Keys e avrebbe collaborato alla stesura di In the Midnight Hour di Wilson Pickett, Soul Man di Sam & Dave, Knock on Wood di Eddie Floyd, The Dock of the Bay di Otis Redding.

Proprio come il futile pop dei Beatles vendette molti più dischi del coraggioso rock'n'roll degli Who o degli Stones, il tipo di musica soul che rivoluzionò le classifiche nei primi anni '60 era orecchiabile e delicato. Un enfant prodige, Stevie Wonder, dominò le scene per tutti gli anni '60, benché i suoi successi, da Contract of Love (1962) a Uptight (1966), da A Place in the Sun (1966) a Yester-me Yester-day (1969), non fossero che ballate vecchio stampo, scritte da compositori professionisti del calibro di Ron Miller e Bryan Wells. Il suo alter-ego colto era Smokey Robinson, un navigato poeta e arrangiatore, il quale scrisse My Girl (1965) e Since I've Lost My Baby (1965) per i Temptations e Track of My Tears (1965) per i Miracles. Ma il pubblico percepì il soul soprattutto come una forma di intrattenimento, la cui epitome fu l'insuperata "party song" del periodo, Dancing in the Street (1964), scritta da Marvin Gaye per i Vandellas.

Brian Holle, Lamond Dozier e Eddie Holle furono i più grandi autori pop dell'epoca. In pochi anni questo trio produsse un tale numero di capolavori melodici da conquistare di diritto un posto nella storia musicale quale uno dei più grandi fenomeni pop di tutti i tempi. Tra i tanti esempi del loro talento vanno citati almeno Can I Get a Witness (1963) per Marvin Gaye; Where Did Our Love Go (1964), Stop in the Name of Love (1965), I Hear a Symphony (1965), My World Is Empty Without You (1965) e You Can't Hurry Love (1965) per le Supremes; Baby I Need Your Loving (1964), I Can't Help Myself (1965), Same Old Song (1965), Reach out I'll Be There (1966) per i Four Tops. Queste canzoni, che possono essere considerate una versione edulcorata di musica soul, al tempo rappresentavano una delle poche forme di musica nera che le radio non avevano problemi a trasmettere. Si trattava di "party song" da ascoltare come sottofondo per il ballo, conformi alle convenzioni della ballata romantica, cantate da giovani educati e i cui testi non andavano oltre la solite storie d'amore. In definitiva non possedevano neanche uno dei controversi elementi della cultura afro-americana che avevano allarmato i genitori bianchi quando i loro figli avevano iniziato ad ascoltare rhythm'n'blues.

Un'altra produzione di Phil Spector, You've Lost That Loving Feeling (1965) dei Righteous Brothers, lanciò il "blue-eyed soul", la versione soul per cantanti bianchi.

Con Please Please Please (1956) James Brown aveva chiarito la relazione esistente tra desiderio sessuale e fervore religioso. Ci vollero diversi anni al resto della musica soul per raccogliere la sua intuizione, ma alla fine da quello stile monotono e anti-virtuoso nacque un nuovo genere. Con Papa's Got a Brand New Bag (1965) e Cold Sweat (1967) Brown coniò una forma di soul percussivo che può essere considerato il precursore del "funk". La letale combinazione di un falsetto psicotico, una chitarra metallica e battente, linee di basso spezzate, fragorose sezioni di fiati e una poliritmia pulsante dava origine ad una musica da ballo al quadrato. I suoi strilli viscerali alternati a lamenti gutturali e lascivi e i testi pieni di allusioni sessuali lanciarono una nuova forma di canto. Sex Machine (1970), con Bootsy Collins al basso, fu una delle canzoni che inventarono la musica funk, così come il fraseggio del piano inventò virtualmente la musica house.

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