Storia della Musica Rock: 1967-69

Generi e musicisti del periodo 1967-69
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(Copyright © 2002 Piero Scaruffi) - Traduzione di Massimiliano Osini

Canterbury: 1968-73

All'interno del progressive-rock britannico la scuola di Canterbury fu uno dei movimenti più significativi della storia del rock. Già nel 1962 alcuni musicisti tra i quali Hugh Hopper, Robert Wyatt, Kevin Ayers e Richard Sinclair avevano formato i Wilde Flowers. Nella seconda metà del decennio Wyatt, Ayers e Hopper confluirono nei Soft Machine assieme ai loro nuovi colleghi Daevid Allen e Mike Ratledge. Sinclair e gli altri avrebbero continuato invece con il nome di Caravan.

I Soft Machine (103), uno dei più grandi gruppi rock di tutti i tempi, iniziarono con album, quali Volume Two (1969), che si ispiravano al rock psichedelico con un tocco di estetica dadaista, ovvero nonsense. Dopo aver perso per strada Allen e Ayers, la band si spostò verso una personale interpretazione del jazz-rock di Miles Davis su Third (1970), il loro capolavoro e uno degli album essenziali di jazz, rock e classica degli anni '70. Tastiere minimaliste alla Terry Riley e fiati jazz marcano tre delle quattro jam, soprattutto Facelift di Hopper. L'ultima, The Moon in June, è il primo monumentale conseguimento di Wyatt, fondendo una delicata melodia, un'atmosfera melanconica e una profonda umanità. The Moon in June rimarrà probabilmente nel canone della musica occidentale anche dopo la scomparsa della musica rock. Una formazione completamente rivista, influenzata pesantemente dagli ensemble jazz di Ian Carr e Keith Tippett, in grado di porre più enfasi sulla sezione di fiati (ad esempio, Elton Dean), continuò gli stessi esperimenti in una più fredda, cerebrale e austera maniera, come dimostra la suite in quattro movimenti Virtually (1971), sul loro quarto album, e la futuristica 1983 (1972), sul loro sesto album.

Rispetto ai Soft Machine, gli altri fondatori della scuola di Canterbury, i Caravan (3), impersonarono un genere di jazz-rock più semplice, leggero, orecchiabile e accattivante. La loro specialità furono le fantasie melodiche che nobilitavano ninnananne quasi folk con ritmi jazz e complessi contrappunti strumentali: Can't Be Long Now su If I Could Do It All Over Again (1969), Nine Feet Underground, il loro capolavoro che occupa metà di In the Land of Grey and Pink (1971), Nothing at All e The Love in Your Eye, da Waterloo Lily (1972).

I Nucleus (2) di Ian Carr furono uno dei più dotati complessi al mondo, nonché protagonisti assoluti della scena jazz-rock britannica per diversi anni. La sognante, romantica Song for the Bearded Lady, da We'll Talk About It Later (1970), le sonorità orchestrali ed elettroniche di Torso, che occupa una metà di Solar Plexus (1971), l'elegante, barocca sintesi operata dal loro album più impeccabile, Belladonna (1972), fanno affidamento su arrangiamenti di fiati e tastiere, così come su ritmi che sono al tempo stesso solidi e instabili.

Keith Tippett (2), che aveva riunito un formidabile gruppo di talenti, lasciò lavori classificabili più propriamente nel jazz quali Dedicated to You But You Weren't Listening (1971) e il colossale Septober Energy (1971), eseguito dall'orchestra di 50 elementi Centipede.

Dave Stewart e Steve Hillage diedero vita ad un'altra dinastia all'interno della scuola di Canterbury quando formarono gli Egg (3), un'altra sottovalutata band di nonsense musicali. Symphony No.2, su Egg (1970), la fantasmagoria classico-jazz-rock Long Piece No.3 (la loro Valentyne Suite) su The Polite Force (1971), e le ultime jam cerebrali su The Civil Surface (1974) quali Germ Patrol e Enneagram, stiparono abbastanza idee per le esplorazioni di due generazioni di musicisti.

Molti dei capolavori di Canterbury furono registrati nei primi anni '70 da precedenti membri dei Soft Machine. Daevid Allen (12) fu solo vagamente correlato alle principali direzioni stilistiche intraprese dai suoi colleghi, essendo prima di tutto un hippie/freak che sposò l'estetica paradossale di Frank Zappa con l'etica comunitaria di San Francisco. I suoi Gong, con il chitarrista Steve Hillage, il sassofonista Didier Malherbe e il tastierista Tim Blake, architettarono una versione "cosmica" dell'acid-rock. I loro capolavori, tra cui sicuramente Camembert Electrique (1971), il superbo Flying Teapot (1973) e Angel's Egg (1973), sono collage dementi di melodie infantili, sezioni di fiati da circo, ritmi jazz, tastiere galattiche, gemiti sensuali/celestiali, mantra sardonici, elettronica finto-eroica, inni caricaturali. L'insieme esala un senso di maestosa cacofonia, una style="mso-spacerun: yes"> psichedelia che è allucinata, non catalettica. Flying Teapot (1973), in particolare, rimane ancora uno dei più arditi voli pindarici della musica rock.

Kevin Ayers (12) divenne un cantautore lunatico che proiettava un immagine da dandy esotico e decadente. Joy of a Toy (1969), una raccolta di incantevoli canzoncine, definì il suo noncurante incrocio di music-hall, ninnananne folk, world-music e anche musica per bambini. La melanconia esistenziale che già affiora da quel lavoro permea il suo album più eccentrico, Shooting at the Moon (1970), con il compositore e tastierista d'avanguardia David Bedford, il giovanissimo chitarrista Mike Oldfield e il sassofonista jazz Lol Coxhill. Qui Ayers trova un improbabile equilibrio di nonsense armonici e ritornelli orecchiabili, mentre immerge le sue fiabe nel surrealismo e nell'espressionismo. La suite di 18 minuti in quattro parti The Confessions of Doctor Dream (1974) fu il suo lavoro più ambizioso e spaventoso.

Robert Wyatt (113) ha prodotto una delle più toccanti musiche di tutti i tempi e almeno uno dei capolavori del secolo. Elaborando le intuizioni della sua The Moon in June sul suo primo album solista, The End of an Ear (1970), egli inventò un linguaggio completamente nuovo con riferimenti sia alla tradizione (pop, soul, folk, jazz) che all'avanguardia (minimalismo, elettronica), sia alla vita individuale che a quella sociale. La stessa fusione di temi pubblici e privati, ma con un'enfasi particolare sulla sua persona politica (e comunista), caratterizza i due album dei Matching Mole, Matching Mole (1972) e Little Red Record (1972), rari esempi di musica agit-prop in grado di essere al tempo stesso toccante. La sua persona privata esplose invece su Rock Bottom (1974), uno dei supremi capolavori della musica rock e una vera trasfigurazione sia del rock che del jazz. I suoi brani oscillano su un improbabile bordo tra l'intenso inno religioso e l'infantile cantilena per bambini. Lungo quella linea immaginaria Wyatt scava una profonda trincea di sfogo emotivo in cui felicità, dolore, fede e rassegnazione trovano una metafisica unità. La sbalorditiva originalità di quel capolavoro e il suo ben congeniato flusso di coscienza non furono più uguagliati dai successivi lavori di Wyatt il cui ultimo disco significativo fu Animals Film (1982).

1984 (1973) di Hugh Hopper (1) e Elton Dean (1971) di Elton Dean vanno annoverati anch'essi tra i più originali ed eruditi lavori del prog-rock britannico. Nel complesso, i seguaci dei Soft Machine costituiscono una significante porzione del canone progressive in Gran Bretagna.

La scuola di Canterbury continuò a generare nuovi complessi, talenti e opere significative fin dopo la metà degli anni '70. Richard Sinclair e Dave Stewart unirono le proprie forze e formarono gli Hatfield & the North (1), il cui primo album, Hatfield and the North (1974), è una competente appendice ai Caravan. In seguito Dave Stewart e Alan Gowen formarono una band incentrata più sulle tastiere, i National Health (2), che non esitavano a giocare con la dissonanza, l'elettronica e il jazz-rock orchestrale di Frank Zappa sulle quattro lunghe jam di National Health (1978) e sul loro capolavoro Of Queues and Cures (1978).

Quando il ragazzo prodigio Mike Oldfield (11) incise Tubular Bells (1973), una suite di musica strumentale lunga un album, completamente suonata da lui stesso incollando assieme le parti di dozzine di strumenti, ridefinì il concetto di prog-rock. In effetti il termine divenne obsoleto per definire una musica che attraversava ogni confine stilistico. Le successive puntate di Oldfield nel campo della suite, iniziando con Hergest Ridge (1974), non replicarono mai il miracolo del primo lavoro, malgrado Ommadawn (1975) e Incantations (1978) fossero costruite su fondamenta più ambiziose. Oldfield avrebbe infine ridotto quel formato in favore della canzone pop, soprattutto con Moonlight Shadow (1982).

Comunque, la seconda generazione di Canterbury è meglio rappresentata dagli Henry Cow (22), fondatori del movimento politico e musicale "Rock in Opposition". Vantando virtuosi del calibro del chitarrista Fred Frith, del bassista John Greaves, del percussionista Chris Cutler, del tastierista Tim Hodgkinson, e, in seguito, del suonatore di oboe Lindsay Cooper, essi elevarono il quoziente intellettivo del prog-rock. Leg End (1973), ispirato dal jazz-rock dei Soft Machine e dalle suite orchestrali di Frank Zappa, ma anche dal free-jazz e dall'avanguardia dissonante, nel brano Nine Funerals of the Citizen King fu un semplice antipasto per Unrest (1974) e le sue intelligenti, convulse, ardue, ma anche stravaganti, capricciose e surreali jam/suite. Gli Henry Cow avevano trovato un magico equilibrio tra composizione e improvvisazione. Ulteriori progressi in questo campo furono tentati con Desperate Straights (1974), il primo frutto della collaborazione con gli Slapp Happy (1). Questo gruppo multinazionale, nato dall'unione tra il tastierista britannico Anthony Moore, il cantante tedesco Dagmar Krause e il chitarrista americano Peter Blegvad, aveva già registrato in precedenza Acnalbasac Noom (1973), un intrigante esperimento di cabaret espressionista e musica rock. Il secondo e miglior frutto della collaborazione tra i due gruppi, In Praise of Learning (1975), rimane il loro testamento artistico: la pagliaccesca combinazione dei primi anni mutò definitivamente in un'austera forma di arte. Quell'idea fu ulteriormente esplorata da Frith, Cutler e Krause sotto il nome di Art Bears (2) con gli astratti lieder di Hopes and Fears (1978) e Winter Songs (1979).

Altri notevoli lavori dei veterani di Canterbury sono: New Jerusalem (1978) di Tim Blake e L (1976) di Steve Hillage (2), il quale avrebbe in seguito tracciato un ponte tra la le culture degli hippie e dei rave su System 7 (1991).

I discepoli degli Henry Cow furono i più prolifici, specialmente dopo essere stati riscoperti dalla new wave, come dimostrano gli album Gold Diggers (1983) di Lindsay Cooper (1), Man or Monkey (1983) di Cassiber (1) con Chris Cutler, Work Resumed on the Tower (1984) dei News from Babel (1) con Cutler, Cooper e Krause, Gravity (1980) e Speechless (1981) di Fred Frith (2). Nel corso degli anni '80 Frith e Cutler avrebbero soprattutto affrontato new jazz e avanguardia.

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