Storia della Musica Rock: 1970-75

Generi e musicisti del periodo 1970-75
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(Copyright © 2002 Piero Scaruffi) - Traduzione di Massimiliano Osini

Follia psichedelica: 1970-74

Il boom della musica psichedelica e le istanze di indipendenza proposte dalla generazione hippie favorirono l'avvento di una generazione di bizzarri musicisti.

Tra le più brillanti e scostanti menti della storia del rock, nonché uno dei suoi miti più duraturi, Syd Barrett (11) fu l'anima eccentrica e idealista dei primi Pink Floyd e, dopo aver lasciato la band, registrò due capolavori di musica folk psichedelica: The Madcap Laughs (1970) e, addirittura migliore, Barrett (1970). Cantate con il tono delle fiabe e delle cantilene per bambini, le ballate di Barrett sembrano rievocare un mondo infantile, ma il tono della sua voce è talmente distaccato da tradire un senso di paranoia e solitudine che gli impedisce di lottare anche contro l'agonia. La sua mente dissemina visioni di un altro mondo, fino al punto da evocare un'Alice nel paese delle meraviglie dell'oltretomba, un'Alice paralizzata dalla paura e dall'angoscia nel rendersi conto di non poter più ritornare a casa. Da un punto di vista musicale, Barrett fece tesoro della spontaneità che gli permise di organizzare in modo semplice la sua tavolozza di colori con una gamma che va dallo spiritual (Baby Lemonade) al ragtime (Gigolo Aunt) al blues (Rats) alla musica da circo e al music-hall. La sua melodia più perfetta, Love Song, è l'inno definitivo della sua melanconica ed ingenua follia, mentre Waving My Arms in the Air aleggia sopra un panorama surreale alla Dalì. Per aver definito, una volta per tutte, la relazione esistente tra la bizzarria e intimità in musica, con modi molto simili a quelli proposti dal surrealismo e dalla psicanalisi, questi due album esercitarono un'ineguagliata influenza sulle generazioni successive di cantautori. Purtroppo la salute mentale di Barrett si deteriorò rapidamente costringendolo a un ritiro prematuro.

Un altro bizzarro personaggio psichedelico, John "Twink" Alder (1), ex-Tomorrow ed ex-Pretty Things, assemblò un altrettanto formidabile repertorio di nonsense con Think Pink (1970). Twink e i resti dei Deviants formarono quindi i Pink Fairies (2), i quali registrarono due dei più originali album di hard-rock: Never Never Land (1971), con Uncle Harry's Last Freak-out, e Kings of Oblivion (1974).

Il terzo solitario iconoclasta della psichedelia britannica fu il chitarrista dei Fleetwood Mac, Peter Green (10), il quale realizzò il disco interamente strumentale The End of the Game (1970) prima di ritirarsi per quasi un decennio. Ispirandosi al formato della jam session tipico dalla musica jazz, ma evocando l'atmosfera dei dipinti surrealisti di Ernst, delle colonne sonore horror e dei rituali voodoo, Green indulge su questo album in veri e propri dipinti sonori. L'allucinato delirio della sua chitarra tesse trame colorate per salmi mantrici le cui sonorità viscerali e primordiali echeggiano eruzioni di vulcani, maree di oceani e cicli vitali di foreste tropicali. L'espansione della coscienza di Green è tale da essere al tempo stesso folle ed estatica, degna di essere definita in termini di terrore epico.

Gli Hawkwind (2) inventarono invece lo "space-rock", un ibrido di hard-rock e acid-rock che univa la potenza sonica del primo con la libera improvvisazione del secondo (e con le visioni fantascientifiche di Robert Calvert). Il loro pantagruelico suono esaltò la frenetica e rumorosa attitudine degli MC5, rappresentando un naturale collegamento, non importa quanto demente, tra la cultura hippie e la cultura punk. Gli album In Search of Space (1971), Doremi Fasol Latido (1972) e Space Ritual (1973) cesellarono l'idea, ma l'attenzione nei loro confronti si focalizzò più sulle esibizioni dal vivo che sui dischi in studio, così come era accaduto negli Stati Uniti con i Grateful Dead.

In America ci furono almeno tre casi di simili bizzarrie.

Prima di sparire per sempre dalle scene musicali, il bassista dei Buffalo Springfield, Bruce Palmer (1), realizzò The Cycle Is Complete (1971), forse il singolo lavoro più stordito dell'epoca.

David Crosby (10), l'ex-membro dei Byrds che può vantarsi di aver contribuito all'invenzione di acid-rock, raga-rock e space-rock, realizzò un unico album solista prima di cadere vittima della tossicodipendenza, ma quell'album, If I Could Only Remember My Name (1971), riassumendo le sue passate esperienze con Jefferson Airplane e Crosby Stills Nash & Young, rimane uno dei più toccanti documenti dell'epoca post-hippie. Diverse figure storiche della scena acid-rock di San Francisco presenziarono alle sessioni di registrazione, compresa la gran parte dei Jefferson Airplane e dei Grateful Dead. I salmi melanconici, sognanti ed estatici di quest'album sono cesellati in libere strutture, scintillanti e impressionistiche, mentre Crosby viaggia verso un altro universo, sospira, geme, balbetta, si tormenta, chiacchiera con miraggi e spettri, affonda in una trance mistico-psichedelica.

Merrell Fankhauser (2), cresciuto con la musica surf di Los Angeles (fu lui a scrivere Wipe Out dei Surfaris) formò i Mu assieme al chitarrista di Captain Beefheart, Jeff Cotton. Il loro primo album, Mu (1971), è un esempio unico di acid-rock mistico ed esotico. Trasferitosi alle Hawaii, Fankhauser sfornò bizzarri album in successione, raggiungendo infine il nirvana musicale con Message to the Universe (1986), un'opera rock metafisica.

Gli Ya Ho Wha 13 (1) si formarono nel 1969 per iniziativa di un hippie di mezz'età di nome Tom Baker il quale, credendosi un dio, proseguì con il soprannome di Father Yod. Su dischi quali il loro capolavoro Penetration (1974) essi espressero sonorità estremamente psichedeliche che utilizzavano percussioni tribali e chitarre distorte in maniera infantile.

In Florida, gli Strange (1) di Terry Brooks registrarono album di psichedelia dissonante e libera quali Raw Power (1976).

Lo space-rock giapponese: 1970-73

Il rock psichedelico era stato importato in Giappone da innumerevoli cover band e da gruppi originali quali i Jacks, il cui Vacant World (1968) fu uno dei primi classici. Lo space-rock giapponese nacque con gli Hadaka no Rallizes (conosciuti anche come Les Rallizes Denudes), che trassero ispirazione dai suoni e dalle luci dell'Exploding Plastic Inevitable Show dei Velvet Underground e dalle sonorità fortemente amplificate dei Blue Cheer. Malgrado il fatto di essere completamente ignorato per due decenni, il Giappone rimase da allora un'inestimabile fonte di gruppi space-rock.

I Taj Mahal Travellers (11), guidati dal compositore d'avanguardia e violinista Takehisa Kosugi, suonavano lunghe jam improvvisate per piccolo ensemble (violino, armonica, basso, tuba, tromba, sintetizzatore, mandolino, percussioni) che possono essere riassunte in tre principi: un approccio orientale alla musica concepita come organismo vivente, un intenso style="mso-spacerun: yes"> trattamento elettronico degli strumenti e voci, una regolazione semi-matematica delle frequenze. Praticamente, LaMonte Young in acido. Raccolta su July 15 1972 e August 1974, la loro musica spazia dai sibili cosmici alle distorsioni da incubo, da baccanali pow-wow a salmi e mantra in stile tibetano.

Lost Aaraaff (1971) del gruppo omonimo è incentrato invece su tre jam improvvisate. Il loro giovane chitarrista, Keiji Haino (3) firmò la messa orientale Ama No Gawa - Milky Way (1973) e in seguito, ispirato dal maestro free-jazz Takayanagi Masayuki, formò i Fushitsusha (2) per dedicarsi a lunghe jam psichedeliche e improvvisate. Questo prolifico trio (in origine un quartetto) realizzò monumentali e dissoluti lavori che davano l'impressione di non conoscere alcun limite. La loro prima testimonianza è il doppio Live I (1989), cento minuti di rumore che vanno annoverati tra i capolavori dell'improvvisazione psichedelica di tutti i tempi, un baccanale che vomita detriti di Blue Cheer, MC5, Iron Butterfly, free-jazz, Grateful Dead e Jimi Hendrix. Tra gli album che riproposero la formula si segnalarono Fushitsusha (1991) e Hisou - Pathetique (1994), ma pubblicazioni successive quali The Wisdom Prepared (1998) e I Saw It (2000) furono altrettanto torrenziali. Nel frattempo, Haino fu impegnato anche con Nijiumu e Vajra e la sua carriera solista include le galattiche suite Affection (1992) e Execration (1993), nonché il suo più ambizioso esperimento: I Said This Is the Son of Nihilism (1995). Col crescere dell'influenza esercitata su di lui da LaMonte Young e Brian Eno, Haino arrivò a Abandon All Words at a Stroke So That Prayer Can Come Spilling Out (2001), che contiene una ipnotica pièce per organetto a manovella e voce trattata e un collage industriale di rumori metallici, distorsioni e voci spettrali.

La musica dei Maru Sankaku Shikaku, attivi tra il 1970 e il 1973, fu un'esperienza etnica e mistica che abbracciò lo spirito hippie dei Taj Mahal Travelers e della Third Ear Band.

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