Storia della Musica Rock: 1970-75

Generi e musicisti del periodo 1970-75
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(Copyright © 2002 Piero Scaruffi) - Traduzione di Massimiliano Osini

Sound: 1973-78

Linea di confine: 1974-78

Nella seconda metà degli anni '70, Brian Eno, Larry Fast, Mickey Hart, Stomu Yamashta e molti altri musicisti assottigliarono il confine tra il rock e l'avanguardia.

Dopo essere stato il tastierista dei Roxy Music, Brian Eno (35) intraprese una carriera solista durante la quale le sue intuizioni avrebbero modificato il corso della musica rock almeno tre volte.
L'esperimento di fusione tra pop ed elettronica su Taking Tiger Mountain by Strategy (1974) cambiò la nozione stessa di canzone popolare. Eno prese le facili melodie tipiche del music-hall, dei jingle pubblicitari o delle cantilene per bambini e vi aggiunse una vigorosa base ritmica con un contrappunto di sintetizzatore. Il risultato fu una serie di brani che ricordavano la musica bubblegum e le novità melodiche in voga nei primi anni '60, ma che possedevano al tempo stesso il carisma della genialità post-moderna.
Eno aveva dunque inventato il "meta-pop", una musica d'avanguardia che utilizza elementi della musica pop. Egli continuò la sperimentazione con Another Green World (1975), ma in seguito cambiò prospettiva con Before and After Science (1977) nel quale i suoi motivetti orecchiabili acquisirono una qualità sinistra. L'album fu percepito come un affresco surreale, una visione del genere umano ridotto a una dimensione cibernetica. Le melodie potevano assomigliare a madrigali rinascimentali e il ritmo avrebbe potuto essere usato nella disco-music, ma nel complesso quella musica non fu percepita né come musica rinascimentale né come musica dance, quanto come la fine della civiltà. Consumato conoscitore della musica concreta, della musica aleatoria di John Cage, del minimalismo di LaMonte Young e della musica elettronica di Karlheinz Stockhausen, Eno intraprese l'ambizioso progetto di creare una "musica per non-musicisti", l'equivalente della "Teoria dell'armonia" di Arnold Schoenberg. Se quest'ultimo aveva argomentato in favore di un nuovo modo di composizione (il serialismo), Eno propose in sostanza di abolire del tutto la composizione e concentrarsi esclusivamente sul "sound". Eno aveva iniziato a implementare il suo programma con Discreet Music (1975), che a mala pena può essere definito musica e che non è per niente la "sua" musica in quanto l'autore non fa che metterla in movimento. Ciò che l'ascoltatore sente non è ciò che il compositore ha scritto. Le vignette impressioniste di Music for Films (1978) tracciarono un ponte tra la teoria (la sua musica "discreta") e la pratica (la sua musica pop futurista). La musica "discreta" di Eno si sviluppò quindi attraverso due collaborazioni con il gruppo tedesco Cluster (nel 1977 e nel 1978). Music for Airports (1978) presentò il risultato finale: la "musica ambient", una musica composta di statici droni e languide note, una musica che varia a mala pena, che difficilmente tradisce un qualsiasi sentimento, una musica concepita per "non" essere ascoltata, l'equivalente d'avanguardia della muzak da supermercato. Questa fu la sua terza rivoluzione che sarebbe diventata uno dei più abusati generi degli anni '90. On Land (1982) e Thursday Afternoon (1985) offrirono una versione psicologica della musica ambient.
Sulla strada per diventare uno dei più influenti compositori del secolo, Eno era diventato anche un influente produttore di musica rock. In particolare, egli scolpì il techno-ethnic-funk che riportò alla ribalta i Talking Heads nel periodo 1979-80. E' probabile che occorrano ancora diversi decenni prima che la scena musicale assorba tutte le sue intuizioni.

Larry Fast (3), meglio conosciuto con lo pseudonimo di Synergy, si specializzò in massicci arrangiamenti di sintetizzatore, come dimostrano le sue Electronic Realizations for Rock Orchestra (1975). Forse ispirato dalle sinfonie tardo romantiche di Mahler e dalle orchestrazioni jazz di Gershwin, Fast affrescò i futuristici paesaggi sonori di Cords (1978) e Metropolitan Suite (1985), enfatizzando frenetici movimenti e fitti rumori.

La musica di Patrick Moraz (1976), registrata dall'ex-tastierista degli Yes Patrick Moraz, fu equivalente nelle intenzioni, sebbene meno ambiziosa.

L'esotico jazz-rock del mostruoso percussionista giapponese Stomu Yamashta (1) raggiunse la sua più compiuta fusione su Go (1976), grazie a un super-gruppo formato con il tastierista Klaus Schulze, il percussionista Michael Shrieve e il chitarrista Al Di Meola.

Il leggendario percussionista dei Grateful Dead, Mickey Hart (2), si riscoprì uno dei più brillanti ideologi e mentori della world-music con album che si fondano su radiosi dispiegamenti di percussioni. Tra i dischi incisi dalla Diga Rhythm Band, Diga (1976) è una delle prime mature fusioni di jazz e musica indiana, nonché una delle pietre miliari della world-music. Dopo Yamantaka (1982), a cui collaborarono anche Henry Wolff e Nancy Hennings alle campane tibetane, e Dafos (1983), un'altra escursione nel jazz, Hart avrebbe trovato un nuovo pubblico in ambito new-age con i suoni naturali di At the Edge (1990), l'orchestrale Mystery Box (1996) e il più convenzionale Supralingua (1998).

Il chitarrista Peter Blegvad (2), che in passato aveva suonato con Slapp Happy e Henry Cow, registrò il lieder jazz nonsense di Kew Rone (1976) e la scostante muzak pop di King Strut (1990).

Techno-rock: 1973-76

L'Electric Light Orchestra (2) di Jeff Lynne inventò virtualmente il pop "high-tech", un'idea nata dalla sovrapposizione di facili ritornelli con muri di tastiere, ricchi arrangiamenti orchestrali, pomposità neo-classiche e testi seducenti. Le quattro lunghe suite orchestrali di II (1973) furono l'esperimento dal quale sarebbero state distillate le canzoni di Eldorado (1975), il loro zenit melodico. Quell'album, il più triviale Face the Music (1975) e A New World Record (1976) portarono al tour de force di Out of the Blue (1977), allo stesso modo in cui Sgt Pepper dei Beatles aveva portato al White Album.

I Supertramp (1) furono ancora più originali nel fondere il pomp-rock degli Yes, l'hard-rock dei Led Zeppelin, le armonie vocali dei Beach Boys, il rock neo-classico di EL&P, la disco-music e i facili ritornelli pop. Grazie alle due tastiere e agli attacchi dei fiati, Breakfast in America (1979) va considerato uno dei più originali dischi pop degli anni '70.

Gli Alan Parsons Project (2), guidati dal tastierista che aveva lavorato come tecnico del suono su Abbey Road dei Beatles e su Dark Side of the Moon dei Pink Floyd, si specializzarono in concept album riccamente arrangiati, quasi sinfonici, quali Tales of Mystery and Imagination (1976) e I Robot (1977), sebbene avrebbero trovato il successo con le sonorità più elettroniche e orecchiabili di Pyramid (1978) e dei successivi lavori.

Negli Stati Uniti, il pop imperniato sulle tastiere produsse alcuni dei più grandi successi del periodo. I Kansas (1) si avvicinarono al pomp-rock degli Yes da un angolazione anche più intima e melodica, grazie a una formazione neo-classica incentrata su violini e tastiere, soprattutto con Kansas (1974). In ogni caso, dopo l'elegante Magnum Opus Suite (1976), divennero divi delle ballate soft-pop. Suite Madame Blue (1975) trasformò gli Styx (1) nella quintessenza del gruppo pomp-rock, uno stile che rifinirono su The Grand Illusion (1977), il loro maggior successo commerciale.

I Neo Zelandesi Split Enz (1), formati dal cantante e tastierista Tim Finn, realizzarono un eccentrico ibrido di glam-rock e techno-pop, Mental Notes (1975), prima che il chitarrista e cantante Neil Finn si unisse alla band e la trasformasse nella macchina pop di Bold as Brass (1977), I See Red (1978), I Got You (1979), History Never Repeats (1981) e Dirty Creature (1982).

Il valore della produzione: 1973-78

Sia il prog-rock che il pop-jazz degli anni '70 enfatizzarono maggiormente la "sonorità" in rapporto a melodia, ritmo e armonia. Il "sound" fu per lo più dovuto all'associazione di timbri e al lavoro del produttore. Dai successi di Phil Spector a Pet Sounds dei Beach Boys, a Sgt Pepper dei Beatles, a Dark Side of the Moon dei Pink Floyd, il valore ultimo di un brano musicale si era consistentemente allontanato dai genuini ingredienti del rock'n'roll verso le illusioni dello studio di registrazione e dell' arrangiamento. I significativi progressi compiuti dagli strumenti di registrazione e la diminuzione dei costi crearono una generazione di musicisti il cui scopo principale era di elaborare una sonorità invece che canzoni.

Nonostante i testi eruditi, gli Steely Dan (2), formati dal pianista Donald Fagen e dal bassista Walter Becker, inventarono lo stereotipo dell'elastica, levigata e frivola fusione pop-jazz-soul che sarebbe diventato la lounge-music della disimpegnata generazione yuppie. Countdown to Ecstasy (1973) e Pretzel Logic (1974) sono forse i migliori esempi di quel suono cristallino che era soprattutto un miracolo della produzione e dell'elegante, tecnicamente impeccabile esecuzione.

Hall & Oates divennero maestri di quel genere che nacque dallo spirito del soul-blues bianco quando la tecnologia dello studio permise loro di incidere dolci e languide ballate romantiche immerse in arrangiamenti sontuosi, battiti dance e tastiere spaziali. I loro successi seguono quella evoluzione, da Sara Smile (1975) e Rich Girl (1976) a Kiss on My List (1981) e Maneater (1982). A dispetto della tremenda muzak prodotta sotto il nome di Hall & Oates, gli album solisti di Daryl Hall, Sacred Songs (1980), registrato nel 1976, Three Hearts in the Happy Ending Machine (1986) e Soul Alone (1993), possono essere considerati esperimenti di art-rock.

Trasferitisi a San Francisco e rifondati dal chitarrista Lindsey Buckingham e dal cantante Stevie Nicks, i Fleetwood Mac (2) divennero un sofisticato gruppo vocale e percussivo, erede del folk-rock e degli arrangiamenti barocchi di Brian Wilson, conscio della new wave, del suono artificiale dei Pink Floyd e da questa improbabile fusione riuscirono a creare due dei capolavori di produzione più venduti di tutti i tempi: Rumours (1977) e Tusk (1979).

I Toto (1) furono emblematici del valore della produzione nell'ambito del rock tastieristico e melodico . Toto IV (1982) fu forse il loro "prodotto" più compiuto.

Jim Steinman (13) va ricordato soprattutto per il suo merito principale, quello di aver ideato uno stile di produzione da far impallidire il "wall of sound" di Phil Spector. Le produzioni di Steinman sono la quintessenza della magniloquenza, del tragico, del disperato. I suoi cantanti profferiscono i testi come se sanguinassero nel farlo. Le sue tastiere sono folgori dell'apocalisse. Le sue melodie sono salmi religiosi. Bat out of Hell (1977) di Meat Loaf, che Steinman scrisse e produsse, iniziò come uno scherzo, un'isterica e enfatica esagerazione degli stereotipi del rock'n'roll, ma in effetti reinventò lo spirito del rock'n'roll, così come fece il suo disco solista Bad for Good (1981). Steinman si spostò quindi verso il melodramma puro: Total Eclipse for the Heart (1983) di Bonnie Tyler e Tanz der Vampire (1988) dimostrarono le sue qualità. Le sue stravaganti orchestrazioni e la sua ideologia di abbondanza sonica trionfarono su Original Sin (1989), accreditato ai Pandora's Box, il capolavoro delle sue sonorità sinfoniche e uno dei capolavori del rock di tutti i tempi. Steinman compose un concept metafisico ad imitazione dei musical di Broadway, alternando parodie alla Zappa e pathos di strada. Il risultato è un disco di musica brutale e colossale, di maniaci crescendo, di ritmi pulsanti, di cori deliranti.

Una delle più originali band degli anni '70, la Penguin Café Orchestra (13) di Simon Jeffes suonava musica etnica con l'eleganza di un ensemble da camera e il languore decadente del café-concerto. Negli anni del punk-rock, il nostalgico e aristocratico complesso di violoncello, violino, ukulele e chitarra che registrò Music from the Penguin Café (1976) fu un grottesco ossimoro. Le loro miniature, ritornando agli stili della musica barocca e rinascimentale, esplorano le isole caraibiche, l'Africa, il Mediterraneo ed i campioni ripetitivi preferiti dai compositori minimalisti aggiungono una qualità surreale ad ognuno di questi sketch. Queste cartoline da terre erotiche lasciano l'impressione di ricordi immaginari che, nel complesso, formano l' immaginario ricordo style="mso-spacerun: yes"> collettivo di un qualche eden incantato, un rifugio dalle tensioni etiche della società industriale. L'Orchestra realizzò un revival, ma stava ricostruendo un'epoca, non solo un suono, e un' epoca che non era mai esistita, un'epoca che era un eterno stato del subconscio. Penguin Café (1981), Broadcasting from Home (1984) e Signs of Life (1987) incrementarono il numero di strumenti fuori moda (viola, contrabbasso, fisarmonica, piano, armonium, organo, pianola, penny whistle, trombone, eccetera) e si rapportarono sempre più spesso all'avanguardia, conservando al tempo stesso quella compostezza stilizzata e austera.

Prog-rock: 1974-80

Il suono di "Canterbury" continuò a godere di ottima salute in Gran Bretagna, sebbene fosse mutato in una nuova forma di facile ascolto e di jazz-rock.

Facendo affidamento sulle tastiere elettroniche i Camel (1) evocarono gli stili di Colosseum, Yes e King Crimson su The Snow Goose (1975) e Rain Dances (1977), il cui spirito romantico fu enfatizzato dai meticolosi arrangiamenti.

I Brand X (2), formati dal batterista dei Genesis Phil Collins, suonarono un levigato, eccelso, dimesso e sentimentale jazz-rock completamente strumentale su Unorthodox Behaviour (1976) e Moroccan Roll (1977).

Feels Good to Me (1977) di Bill Bruford (1) fu emblematico di quanto il prog-rock britannico si fosse avvicinato alla musica jazz.

I paesi di lingua francese furono, nel periodo a cavallo tra gli anni '70 e '80, un' inesauribile fonte di ensemble prog-rock.

Gli Heldon (4) di Richard Pinhas eseguivano un rock'n'roll per chitarra e sintetizzatore che aveva pochi, se non nessuno, antecedenti. Per quanto ancora ingenuo, Electronique Guerilla (1974) fu il loro manifesto. It's Always Rock and Roll (1975), che contiene Cocaine Blues, e Agneta Nilsson (1976), che contiene Perspective, furono le loro esposizioni mature, calderoni di hard-rock, free-jazz e rumori puri nei quali Nice, King Crimson, Morton Subotnick, Silver Apples, Jimi Hendrix e Hawkwind condividevano la stessa orbita. Le lunghe e sensazionali jam del loro ultimo album, quali ad esempio Interface (1978), Stand By (1979) e Bolero (1979), rifinirono il concetto a livelli maniacali.

Il tastierista francese Cyrille Verdeaux (2) radunò alcuni membri chiave dei Gong (Steve Hillage, Tim Blake, Didier Malherbe) per registrare la Clearlight Symphony (1975), accreditata ai Clearlight, un sontuoso lavoro sinfonico ed elettronico. Il quarto album dei Clearlight, Visions (1978), vide all'opera una piccola orchestra che includeva musicisti rock, indiani e jazz. Questo lavoro mostrò l'influenza della musica orientale che sarebbe divenuto preminente sui lavori solisti di Verdeaux, culminati con la Kundalini Opera degli anni '80, composta da sette album.

Quello che Walter Carlos aveva fatto per la musica pop elettronica, Jean-Michel Jarre (3) lo fece per la musica dance elettronica. Oxygene (1976) e Equinoxe (1978) si limitavano a sovrapporre e contrastare una melodia orecchiabile, un ritmo vivace e un sintetizzatore, mentre gli elettronici poemi di Le chant magnétique (1981) esplorarono l'elettronica melodica ad un livello più astratto. I suoi concerti dal vivo includevano colossali spettacoli multimediali che alla fine divennero molto più rilevanti della sua musica.

I belgi Univers Zero (14) iniziarono nella tradizione di King Crimson e Frank Zappa con 1313 (1978), ma Hérésie (1979) si spostò verso atmosfere gotiche e discordanti tessuti industriali. Concentrandosi sull'orchestrazione e sulla produzione invece che sulla melodia e sull'armonia, Ceux du dehors (1982) e Uzed (1984) arrivarono ad un flusso di idee levigato, solenne, artefatto e occasionalmente titanico. Capaci di citare e miscelare stereotipi della musica atonale, così come del jazz-rock, del minimalismo e della musica orientale, fantasie classiche così come requiem, i molteplici tour de force di Heatwave (1986) vanno annoverati tra i più grandi risultati del prog-rock. Cinematiche e sospese, eleganti e drammatiche, le composizioni per archi, strumenti ad ancia e tastiere di Daniel Denis coniarono un nuovo genere di musica da camera e jazz fusion.

Gli Art Zoyd (3) furono ancora più classici. Anche se non si liberarono mai della loro influenza originaria (il jazz-rock di Magma e Henry Cow), la loro larga tavolozza orchestrale dipingeva una sonorità lussuosa e sinfonica con l'austera postura della classica d'avanguardia. Générations sans futur (1980), Symphonie pour le jour où brūleront les cités (1981), che traspose lo stile di Stravinsky nella musica rock, e Phase IV (1982) rivelarono un significativo "orecchio" per i tessuti densi e drammatici, che sarebbero riemersi sulla colonna sonora Metropolis (2002).

I belgi Aqsaq Maboul (1) furono forse i più eclettici discepoli degli Henry Cow. Un senso dell'ironia dadaista rende Un peu de l'amour des bandits (1980) una deliziosa burla di jazz-rock.

La musica semi-classica di Géographies (1986) isola Hector Zazou (1) da ogni altro genere.

Gli Shub-Niggurath furono discepoli di Art Zoyd e Univers Zero.

I supergruppi: 1975-80

In Gran Bretagna, la stagione dell'art-rock raggiunse il suo vertice con i supergruppi dei tardi anni '70.

I 10cc (1), formati dal veterano compositore Graham Gouldman (che aveva scritto in passato diversi successi per Yardbirds e Hollies) e i veterani multi-strumentisti Lol Creme e Kevin Godley, servirono un kitsch insulso, arrangiato con gusto demente e ingegno fumettistico, occasionalmente riecheggiante la Bonzo Dog Doo Dah Band, rappresentato al meglio dal tour de force tecnologico The Original Soundtrack (1975), le cui sonorità scintillanti furono il risultato di un vero e proprio collage di studio.

Già nella formazione dei 10cc, Godley & Creme (1) intrapresero una carriera parallela con la tripla opera rock Consequences (1976), che utilizzava una nuova tecnica per produrre sonorità sinfoniche, corali e naturali, style="mso-spacerun: yes"> primo di una serie di pretenziosi album bizzarri.

I Foreigner (1), formati dall'ex-chitarrista degli Spooky Tooth Mick Jones e dall'ex-tastierista dei King Crimson Ian McDonald, suonavano una versione più orecchiabile e levigata del boogie-rock dei Bad Company su album quali Double Vision (1978).

Gli UK (1) erano formati dal tastierista ed ex-violinista dei Roxy Music Eddie Jobson, dall'ex-chitarrista dei Nucleus Allan Holdsworth, dall'ex-bassista dei King Crimson John Wetton e dall'ex-batterista degli Yes Bill Bruford. UK (1978) contiene la suite In the Dead of the Night. Wetton si unì a un nuovo supergruppo, gli Asia (1), che annoveravano tra le loro file l'ex-batterista degli EL&P Carl Palmer, l'ex-chirarrista degli Yes Steve Howe e l'ex-tastierista dei Buggles Geoff Downes, ma Asia (1982) offrì un misto di rock heavy e soft. Per quanto tecnicamente impeccabili le canzoni di questi supergruppi mostravano ben poche emozioni e suonavano datate tanto quanto il prog-rock stesso.

Gli Sky (1), formati dal chitarrista classico John Williams e nei quali militava l'ex-tastierista dei Curved Air, Francis Monkman, suonavano un pretenzioso prog-rock per le masse, sebbene le lunghe suite quali Where Opposites Meet (1979) e FIFO (1980), entrambe scritte dal Monkman, rievocavano i primordi del genere.

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