La Storia della Musica Rock: 1976-1989

New Wave, Punk-rock, Hardcore
Tradotta da Massimiliano Osini
Storia del Rock | 1955-66 | 1967-69 | 1970-75 | 1976-89 | Anni '90 | 2000
Musicisti del 1955-66 | 1967-69 | 1970-76 | 1977-89 | Anni '90 US | Anni '90 non-US | Anni 2000
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(Copyright © 2002 Piero Scaruffi & Max Osini)

Industrial Music

La commistione tra musica e arte d'avanguardia, che aveva avuto nella collaborazione tra Andy Warhol e i Velvet Underground uno dei suoi picchi creativi, visse un'intensa stagione a cavallo tra gli anni sessanta e settanta, quando le gallerie d'arte erano sede di performance oltranziste che includevano esibizioni pornografiche, auto-flagellazioni e rituali morbosi. Le colonne sonore di questi spettacoli erano altrettanto abrasive e truculente e si fecero sempre più estreme con l'avvento di nuovi mezzi tecnologici. Questo fervore creativo trovò la sua fortuna maggiore prima in California, dove contribuì alla definizione della new wave locale; e in seguito in Inghilterra, in particolare a Sheffield, che assurse a capitale della cultura industriale.

Il termine "industrial music" fu coniato dal compositore d'avanguardia californiano Monte Cazazza per definire lo stile dei suoi amici Throbbing Gristle, un gruppo di artisti-performer britannici che, assieme ai conterranei Cabaret Voltaire, utilizzava il rumore delle fabbriche come metafora della condizione umana di fine secolo. Le loro prime composizioni erano lunghe suite di rumori elettronici simili ai cigolii, ai tonfi, ai sibili delle macchine che come metronomi scandiscono il funzionamento di una fabbrica.

Lo spirito di questa musica era direttamente collegato al punk (non fosse altro per essere così radicale), ma i mezzi impiegati erano molto diversi in quanto i gruppi industriali smembrarono il tradizionale trio rock formato da chitarra, basso e batteria, optando per una strumentazione quasi del tutto elettronica. Lo spirito era ribelle e oltraggioso proprio come il punk-rock, ma il suono era difficilmente classificabile all'interno del panorama rock. La musica industriale si trovava comunque in sintonia con la new wave americana di quel periodo. Il tema sotteso, l'alienazione dell'individuo nella società industriale, era lo stesso che ispirava la "modern dance" dei Pere Ubu e il rock "devoluzionista" dei Devo, un tema che era stato esplorato in precedenza anche da musicisti Frank Zappa, Brian Eno, i Kraftwerk e i Neu.

Mentre la struttura infantile, barbara e anarchica delle composizioni industriali sembrò incarnare ciò che futurismo e dadaismo avevano predicato all'inizio del secolo, il tono sinistro e tetro di quelle composizioni le allontanava da qualsiasi cosa fosse stata concepita in precedenza da ogni genere di artista. Solo la fantascienza aveva esplorato il regno emotivo della tecnologia deviata, di robot che conquistano il mondo, di olocausti psichici. La musica industriale diede una rappresentazione della tecnologia come un incubo. La natura scandalosa di quelle colonne sonore indusse inoltre i musicisti a esibizioni visive porno-horror che si sommavano al generale piglio apocalittico.

Quando i Throbbing Gristle e i Cabaret Voltaire, abbandonarono i duri e disturbanti sovratoni delle loro prime registrazioni in favore di ritmi ballabili e melodie sintetiche, il resto della scena li seguì pedissequamente. Il termine "Industrial" divenne quindi ambiguo in quanto si riferiva sia ai dipinti sonori radicali dei primi Throbbing Gristle quanto alle ballabili vignette melodiche delle registrazioni successive.

La musica industriale beneficiò, come il punk-rock, del boom delle etichette indipendenti. Le "indies" permisero a una generazione di oscuri musicisti d'avanguardia (per lo più amatoriali) di formare un gruppo e pubblicare dischi. Il fenomeno "indie" è d'altra parte responsabile dell'eccessiva autoindulgenza di questi musicisti i quali a un certo punto cominciarono a realizzare una quantità copiosa di album mediocri e gratuiti, senza curarsi del loro valore artistico. Per la prima volta nella storia lo spirito del "fai-da-te" veniva applicato alla musica elettronica. Si trattava dell'equivalente elettronico del garage rock in quanto anche in questo caso lo spirito contava più delle reali capacità.

Il proliferare di etichette indipendenti favorì la nascita di innumerevoli sottogeneri, tanto che a fortiori il termine industriale viene a indicare meramente una comunità di musicisti d'avanguardia i quali hanno ben poco in comune l'uno con l'altro. Alcuni architettavano sinfonie elettroniche di musica concreta (In the Nursery, Nurse with Wound, Zoviet France); altri compivano esperimenti con ritmi e sovraincisioni (This Heat, 23 Skidoo, Hula); altri si concentravano su un immaginario esoterico (Current 93, Hafler Trio, Psychic Tv, Coil); altri si limitavano a erigere muri di rumore bianco (Attrition, Nocturnal Emissions, Metabolist, Lustmord, British Electric Foundation, Cranioclast, Whitehouse, Konstruktivists); altri si abbandonavano a torrenti selvaggi di suoni percussivi (Test Dept, Organum); altri tessevano statici intrecci di ronzii (Dome); altri ancora si dedicavano a un semplice synth-pop (Chris & Cosey). Gli Swell Maps tracciarono un ponte tra questa avanguardia "fai-da-te" e il punk-rock

L'Australia e gli australiani espatriati contribuirono in maniera determinante al genere con Foetus (uno dei più importanti musicisti degli anni ottanta), Severed Heads e SPK. La scuola industriale Belga fu anche più influente. Sebbene al tempo Die Form e Front 242 fossero pressoché sconosciuti essi stavano ponendo le basi per la generazione dei cyberpunk. Così come stavano facendo HNAS, Die Haut e Die Krupps in Germania. Gli Einsturzende Neubaten erano promotori del rumore e dell'anarchia ben oltre i proclami della musica industriale, tracciando un parallelo tra l'estetica punk e l'espressionismo. Gli svizzeri Yello eseguivano una versione più leggera del cabaret fantascientifico dei Kraftwerk.

La gran parte di questi musicisti mostrarono i propri limiti nel momento in cui si inserirono in una moda. Per prima cosa adottarono tutti dei ritmi dance e realizzarono dischi ballabili. In seguito adottarono l'estetica della musica ambientale di Brian Eno e si convertirono ai lunghi e quieti "drones".

Un'eccezione degna di nota viene da quei musicisti che, guidati dai Current 93, si allontanarono dalla musica industriale creando una nuova forma di folk, non meno lugubre e depressa. Questo folk apocalittico era la versione industriale del classico lied. Death in June e in seguito Sol Invictus erano particolarmente efficaci nello sposare madrigali medioevali con orchestrazioni futuristiche.

Al confine fra Nico, In The Nursery e Dead Can Dance, fondendo musica classica, musica da film e musica industriale, rappresentando orrore e violenza, la scuola espressionistica della Slovenia divenne la prima rilevante esperienza dell'Europa Orientale: Laibach, Autopsia, Borghesia. Trespassers W fecero qualcosa di simile in Olanda.

La musica industriale spesso sconfinò nel free jazz e spesso assimilò il ritmo sincopato del funk. Jazz e funk erano, in altre parole, il terzo elemento col quale la musica industriale sperimentò, benché l'elettronica fosse l'unica ad essere apertamente ammessa. Il panorama di gruppi che si fissarono sul jazz e sul funk era molto meno omogeneo, ma di gran lunga più creativo. La band che esaltò le potenzialità di questa iper-fusione di generi si chiamava Pop Group, ma raramente un nome è stato tanto fuorviante. Integrando elementi jazz, funk, rock e dub, il Pop Group fu la quintessenza del gruppo sperimentale (nonché agit-prop). La loro musica fu rivoluzionaria sia nello spirito che nella forma. Quando la band si sciolse i Rip Rig & Panic diedero una versione ammorbidita di quel programma, mentre Mark Stewart, in collaborazione con Tackhead, continuò il programma originale di distruzione della forma canzone. Altri gruppi che sperimentavano col funk e col jazz erano i Clock DVA (forse il gruppo più espressionista del tempo), gli A Certain Ratio (forse i più tecnici), Ludus, Glaxo Babies, Shock Headed Peters, Slab, Stump, Gang of Four (in seguito Shriekback). Costoro avevano tutti in comune una stravagante miscela di primitivismo e futurismo: la loro musica era allo stesso tempo memore dei tribalismi africani e proiettata verso panorami post-industriali. Il sentimento industriale si percepiva nei loro ritmi e rumori, ma c'era anche un cuore etnico che batteva tra il metronomo e le distorsioni. Era l'affresco perfetto della società umana dopo l'apocalisse nucleare.

Altri gruppi che nel mondo abbracciarono l'estetica industriale furono i canadesi Skinny Puppy che cristallizzarono il significato di "cyberpunk" e i tedeschi KMFDM che introdussero una componente heavy metal. Da ricordare infine gli americani Sleep Chamber, Executive Slacks, Batz Without Flesh, Drowning Pool.

Industrial music soon spread from Britain (where towards the end of the decade more original combos like Thule continued the tradition) to Boston (Sleep Chamber), to Pennsylvania (Executive Slacks), to Delaware (Batz Without Flesh), to Los Angeles (Drowning Pool), to New York's (Arcane Device).

The seminal achievement of the latter part of the decade was the merge of industrial music with hard-rock and heavy metal, pioneered in Germany by KMFDM (and their founding member Pig), in Switzerland by Young Gods, in France by Treponem Pal, in Canada by Numb, and, above all, in Chicago by Ministry (and their Belgian offshoot Revolting Cocks). Criminal vocals, jackhammer rhythms, and piercing guitars took over the gothic/atmospheric noise of early industrial music.

Towards the end of the decade, Chicago became the epicenter of the new industrial style, thanks to the numerous projects launched in Chicago by Martin Atkins (Brian Brain, Pigface) and to a plethora of bands (My Life With The Thrill Kill Kult, Die Warzau). From this fertile soil Nine Inch Nail was born and the fate of industrial music changed dramatically.

In San Francisco, Neurosis and Steel Pole Bath Tub (later Milk Cult) and, in New York, Cop Shoot Cop and Missing Foundation (later Spitters), created music that borrowed from Foetus, Big Black and Ministry.

In England, a former Napalm Death started Godflesh (and its side project Final), an equally impressive expression of post-industrial music that fuses elements of Foetus and Big Black.

Still in England, Meat Beat Manifesto developed industrial dance music based on polyrhythms that pioneered "jungle music".


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