Storia della Musica Rock: 1976-89

Generi e musicisti del periodo 1976-89
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(Copyright © 2002 Piero Scaruffi) - Traduzione di Massimiliano Osini

Hardcore: 1977-86

La feccia di New York

Furono tre band di New York (New York Dolls, Dictators e Ramones) a definire le coordinate di un genere che avrebbe messo a ferro e fuoco il mondo intero e che sarebbe ritornato negli Stati Uniti come un uragano. Il 1976 fu l'anno in cui il punk-rock esplose in Gran Bretagna, ma le modalità con cui ciò avvenne erano estranee agli americani i quali apprezzavano artisti quali Patti Smith, Television e Suicide, considerando il termine "punk" come sinonimo di "beatnik", "hipster" o "bohemien", non necessariamente i tossicodipendenti dai tagli di capelli barbarici e dalle giacche di pelle.

Ci volle qualche tempo perché il punk-rock, nella sua accezione veloce, violenta e fragorosa, conquistasse i giovani americani nello stesso modo in cui aveva conquistato la Gran Bretagna. Quando ciò accadde questa forma di punk-rock oltranzista prese il nome di "hardcore" e divenne una sorta di idioma nel quale si sarebbero identificati milioni di ragazzi nell'arco di due decenni.

Mentre la scena di New York era dominata dagli intellettuali della new-wave, diversi punk meno "seri" si aggiravano per i suoi club. I Misfits (10) erano già una leggenda nel 1977, ma impiegarono cinque anni per pubblicare il loro primo album, lo sfrenato carnevale di Walk Among Us (1982). Le loro atmosfere grottescamente orripilanti, sfruttavano soprattutto l'idea del rock'n'roll conciso, fulminante e melodico proposto dai Ramones, ma erano impreziosite anche dall'urlo di Glenn Danzig, un ibrido tra Gloria di Van Morrison e Break on Through di Jim Morrison.

Un altro spettacolo sconcertante fu quello dei Plasmatics, i quali catturarono l'attenzione generale per qualche mese sfruttando più la loro immagine oscena, volgare e perversa, che la loro musica, più vicina all'heavy-metal che al punk. Incidentalmente essi iniziarono una tradizione di "scum-rock" che nel complesso rappresentava la continuazione degli spettacoli decadenti dei primi '70. Dopo di loro vennero i Meatmen da Washington e GG Allin da Boston, di gran lunga il più estremo. Più che il punk-rock, l'attrazione principale di questi artisti era il sesso amorale.

Punk-metal

L'unione tra punk-rock ed heavy-metal non era certo un'idea particolarmente originale visto che già i Ramones ci avevano pensato nel 1978. Non era nemmeno troppo difficile, visto che entrambi i generi si fondavano sull'aggressione sonora. Si trattava di un fenomeno destinato a verificarsi e a crescere sempre di più. Il crossover punk-metal fu precorso dai Suicidal Tendencies (1) di Los Angeles con il loro spettacolare Suicidal Tendencies (1983) e dai Corrosion of Conformity (1) della North Carolina, la cui registrazione più penetrante fu Animosity (1985). Entrambi divennero in seguito normali band di heavy-metal.

I punk oltranzisti di New York furono guidati verso l'heavy-metal dagli Agnostic Front (1), soprattutto con il seminale Cause for Alarm (1986). L'ex-cantante dei Misfits, Glenn Danzig aveva già sperimentato questo stile su Initium (1984), l'album d'esordio della sua nuova band Samhain (1). Si trattò di un incontro storico che divenne uno dei temi principali della costa atlantica.

Boston fu uno dei centri chiave per il crossover punk-metal, iniziando con la generazione di Jerry's Kids e SS Decontrol. Il più importante gruppo punk di Boston furono i Mission of Burma (10), i quali non suonavano esattamente hardcore, quanto piuttosto un misto di punk-rock, pop, heavy-metal e prog-rock. L'elastico power-pop dell'EP Signals, Calls and Marches (1981), condotto dai fragorosi accordi del chitarrista Roger Miller, portò al versatile ed erudito crossover dell'album VS (1982), uno dei più influenti dischi di punk-rock. Le manipolazioni di nastri di Martin Swope e la batteria di Peter Prescott furono emblematici delle forze opposte che separavano le loro melodie dal resto del panorama hardcore. I Gang Green (1) guidarono invece la nazione skatepunk e trovarono infine la loro vera voce con You Got It (1987).

L'art-punk di Washington

Il punk-rock era nato a New York, ma New York non fu mai la capitale del punk-rock. La relazione tra i due fu sempre fredda, tanto che New York dimostrò sempre molto più calore nei confronti degli intellettuali. Fu Washington la prima città ad avanzare la propria candidatura al titolo di capitale della nazione hardcore.

Fin dall'inizio la scena fu interessante. I Bad Brains (11), un quartetto di rasta neri, crearono un misto di reggae, punk-rock, funk ed heavy-metal che era dieci anni avanti il proprio tempo. I loro primi singoli (Pay to Cum, 1980) e l'album Rock for Light (1982) rivelarono l'urlo bellicoso di Paul "H.R." Hudson, memore al tempo stesso di Prince, Iggy Pop, Mick Jagger, Robert Plant e Johnny Rotten. Quell'urlo, unito al repertorio di riff e glissando Hendrixiani di Gary "Dr Know" Miller, trasformava le loro canzoni in odi alla vita di strada, in grado di sposare il tono contemplativo e la spiritualità giamaicana alla rabbia materialistica delle metropoli americane. Influenzato da Clash e Police, I Against I (1986) utilizzò il reggae in modo più convenzionale, riuscendo tuttavia a incarnare il carisma di una sincera e vibrante chiamata alle armi.

Still Screaming (1982) degli Scream fu un simile infuso di metal e reggae

La frenesia dei Minor Threat (1) derivava soprattutto dal canto veemente di Ian MacKaye. Le canzoni dei loro due EP, Minor Threat (1981) e In My Eyes (1981), suonavano come esplosioni di granito e, incidentalmente, definirono l'hardcore "straight-edge", l'hardcore che si ribellava agli stereotipi di alcool/droga/vandalismo. Il loro unico album, Out of Step (1983), fu un acuto documento di pessimismo adolescenziale.

I No Trend (1) furono la devastazione punk definitiva, molto più vicini alla caotica auto-indulgenza della no-wave che al punk-rock dei Ramones, soprattutto con il loro terzo e ultimo album, Tritonian Nash-Vegas Polyester Complex (1986).

A metà degli anni '80 Washington precorse due delle più importanti evoluzioni dell'hardcore: il "pop-core", con Government Issue, Dag Nasty e le numerose band di Jeff Dahl, ma soprattutto l'hardcore emotivo ("emo-core") che sarebbe diventato lo stile più abusato del decennio seguente. I suoi inventori, i Rites of Spring (1), durarono solo pochi mesi, ma le melanconiche e romantiche odi di Rites of Spring (1985), cantate da Guy Picciotto in un registro agonizzante, furono per l'hardcore l'equivalente delle stigmate di Cristo.

Un'importante scuola di rock cerebrale e poco ortodosso fu iniziata in Virginia dagli Honor Role.

San Francisco

La scena punk di San Francisco fu caratterizzata da una frenesia estrema e da accentuati toni socio-politici. Inni veloci, fragorosi e brevi furono il prodotto principale delle due band che lanciarono il fenomeno nel 1977: gli Avengers, con We Are the One (1977) e The American in Me (1978), e i Nuns, con Decandent Jew (1977) e Suicide Child (1978), entrambe scritte da Alejandro Escovedo. Purtroppo non durarono abbastanza da completare un album, così come non durarono gli Sleepers di Ricky Williams, il cui EP Seventh World (1978) fu altrettanto influente.

I Dead Kennedys (11), il veicolo agit-prop del truculento e articolato cantante e agitatore politico Jello Biafra (Eric Boucher), consegnarono ai posteri l'energia supersonica di Fresh Fruit for Rotting Vegetables (1980), un'eruzione vulcanica di riff ambiziosi e ritornelli solenni. La demente frenesia del complesso, i loro testi paradossali e le loro parodie music-hall aggiornarono l'arte satirica dei Fugs con gli strumenti dell'hardcore, e produssero almeno due capolavori di tutti i tempi: California Über Alles e Holiday in Cambodia. Malgrado gli eccessi didattici, Plastic Surgery Disaster (1982) fu un altro affresco sociale di uno dei più invasati predicatori punk.

I Dirty Rotten Imbeciles, o D.R.I. (1), non solo furono tra i più veloci e fragorosi, ma furono anche tra i più influenti, in quanto il loro Dirty Rotten LP (1983) inventò virtualmente il "thrash metal" prima dei Metallica. Tra i loro seguaci vanno inclusi D.O.A. e M.D.C. (Millions of Dead Cops), complessi che eruttarono alcuni dei più estremi e provocatori hardcore della nazione, così come fecero a Portland i Poison Idea, almeno con Kings of Punk (1986).

Dalle ceneri dei leggendari e rumorosi Negative Trend si evolsero i Flipper (11), indiscussi maestri dell'hardcore sperimentale di San Francisco e fondatori di una delle più fertili scene degli anni '80. I crudi inni di Generic (1982) furono costruiti attorno a cori Mersey-beat, boogie alla Rolling Stones, voodoobilly alla Cramps, garage-rock alla Stooges, allucinazioni alla P.I.L., danze cadaveriche alla Chrome, ma poi vennero immersi nell'equivalente musicale di una radiazione nucleare, fatta di frenetiche batterie assordanti e overdose di feedback. Nella sostanza, Gone Fishin' (1984) non fu neanche più hardcore, essendo i suoi pezzi più adatti a uno sballo psichedelico.

I Toiling Midgets (1) si evolsero dagli Sleepers e furono anche meno ortodossi sul vario e dissonante Sea of Unrest (1982).

Il rock femminile visse uno dei suoi momenti storici a San Francisco quando si formarono le Frightwig (1), uno dei primi complessi punk composto esclusivamente da donne (e lesbiche). Il loro Cat Faboo Farm (1984), forte di pose teatrali anti-maschiliste e il cui suono si incentrava sulla chitarra ruvida, cruda e amatoriale di Mia Levin, traeva ispirazione da Joan Jett e dalle sue Runaways e precorse il movimento "riot-grrrrls".

Beach-punk

I punk californiani svilupparono una propria identità, prima a Los Angeles e poi a San Francisco. I primi eroi della scena di Los Angeles furono i Germs (10), la cui breve e tragica carriera sarebbe rimasta il simbolo dell'intera scuola. GI (1979) non contiene canzoni, quanto miniature di canzoni, non melodie, ma solamente urla sparate a velocità ipercinetica. Il loro cantante, Darby Crash, fu un visionario decadente nella tradizione di Rimbaud e Kerouac, ma non ebbe il tempo materiale per dimostrarlo visto che morì di overdose nel 1980.

Furono gli X (12), quindi, ad esprimere nel modo migliore lo zeitgeist di Los Angeles negli anni del punk-rock. Invece di praticare il nichilismo e la perversione che i punk-rocker spesso esibivano, i cantanti John Doe e Christine "Exene" Cervenka li dipinsero come malattie sociali causate dall'alienazione della metropoli. Le depresse litanie di LA (1980) erano più vicine alla weltanschauung dei Suicide che alla disperazione dei Sex Pistols. Per quanto non metafisici come i Doors, gli X si concentrarono sul ritratto atmosferico del male (ovvero la disumanizzazione) piuttosto che sull'analisi fisica dei suoi sintomi. Diversamente dai Doors, che aspiravano ad una trance psichedelica, gli X esprimevano rabbia e disgusto. Quell'album fu, soprattutto, una galleria di disadattati, tossicomani, beatnik, perversi, vandali, etc. La vita decadente non era tanto il soggetto, quanto l'oggetto dei loro sermoni iper-realisti. Non sorprende quindi che il loro punk-rock facesse affidamento sulle sfumature stilistiche del chitarrista Billy Zoom che contenevano forti elementi di country, blues e rockabilly, generi che rimandavano alla gente convenzionale e alle vite ordinarie. Wild Gift (1981) e Under the Big Black Sun (1982) dimostrarono questo assunto: gli X erano un complesso di roots-rock le cui armonie vocali ricordavano i Jefferson Airplane e i cui testi introducevano un populismo di un nuovo genere.

Black Flag e Circle Jerks inaugurarono l'età dell'oro dei beach punk. Se i Circle Jerks si limitarono a produrre una versione più veloce e assordante dei Germs sul loro Group Sex (1980), i Black Flag (12) dimostrarono di essere musicisti tecnicamente molto più dotati. Furono loro a produrre il secondo capolavoro del punk-rock di Los Angeles, Damaged (1981), una raccolta di brevi, epilettiche e devastanti meditazioni, trapanate dai bombardamenti spietati del chitarrista Greg Ginn e scosse dagli ululati, dalle grida e dai ruggiti dell'esuberante cantante Henry Rollins. Come Ginn iniziò a indulgere in cadenze hard-rock e libere improvvisazioni alla chitarra, Rollins si lasciò andare a verbose divagazioni e orazioni teatrali. Per qualche tempo la schizofrenia dei Black Flag diede i suoi frutti, in quanto album quali Slip It In (1984) e Loose Nut (1985), spartiti tra heavy-metal e punk-jazz, permisero a Ginn di esibirsi in tornado di feedback, droni, fuzz-tone, sibili atonali, glissando, frasi armomelodiche, etc. Tuttavia, Rollins e Ginn finirono col dividere le proprie strade.

Come i giovani divennero più familiari con il suo formato amplificato/veloce/arrabbiato, il punk-rock perse alcune delle sue connotazioni ribelli e si ridusse a semplice modo di espressione. Questo portò a un genere più caldo di punk-rock, che si focalizzò sui problemi del ragazzo qualunque appartenente al ceto medio. Gli Adolescents (1), con il solenne e satirico Adolescents (1981), e i Descendents (1), con uno dei rari concept album punk-rock, Milo Goes to College (1982), prima di trasformarsi nel progetto power-pop All, furono tipici di questo nuovo approccio, meno antagonista e meno tragico.

Molti punk-rocker di Los Angeles, nei fatti, rimasero relativamente vicini alle sonorità originali (ovvero assurde) dei Ramones. Tra questi gli Angry Samoans, i Weirdos, ma soprattutto i Dickies (1), il cui Dawn (1979) fu una farsesca ripresa di un immaginario cinematografico di serie B, degno dei music hall.

Il 1981 fu l'anno del picco creativo, testimoniato al meglio dalla colonna sonora del documentario di Penelope Spheeris, The Decline of Western Civilisation. I Fear (10) furono il complesso guida della seconda ondata. Il loro The Record (1982), in particolare, rimane uno dei più importanti album punk di tutti i tempi, un manifesto filosofico e una revisione stilistica ed isterica dei dogmi boogie e rock'n'roll, imbevuto di estreme dosi di sarcasmo e coronato dall'inno battagliero No More Nothing.

Il cantante e chitarrista texano Jerry Lee Pierce formò i Gun Club (102) a Los Angeles, ispirato al tempo stesso dal "voodoobilly" dei Cramps, dal blues del delta di Robert Johnson, dai ritmi swamp della Louisiana, dalla dialettica buia e sensuale di Jim Morrison e dalla scena hardcore Californiana. La parata mozzafiato di Fire of Love (1981) alternava demoniaci sballi rock'n'roll, ipnotici e anfetaminici shuffle blues-rock e tristi ballate country-rock. Il vocabolario musicale di blues, country e rock fu utilizzato per alimentare la spasmodica febbre che consumava la mente di Pierce, una febbre che originava da forze oscure e fantasmi interiori. Nel saccheggiare stereotipi e canoni, Pierce e la sua gang secernevano un magico equilibrio di suspense e disperazione. I Gun Club furono molto più che l'espressione di una rabbia nichilista: la loro musica incarnò una ricerca metafisica sul significato della vita. Non trovandolo, il cantante urlava e la band ruggiva, sprofondando sempre più nel proprio esaurimento nervoso, che in verità era l'esaurimento di un'intera generazione. Miami (1982) fu un lavoro morboso che rimosse gran parte della violenza e si focalizzò sulla tensione emotiva. Era un album rurale, quando il suo predecessore era stato un album urbano (malgrado le sue radici rurali). Più che un richiamo della foresta fu la psicanalisi di uno stato di alienazione mentale. Il primo album era stato un terremoto che aveva creato nuove falle sismiche: il secondo album fu un'esplorazione di queste falle sismiche. I toni orgiastici e macabri del primo album permearono l'EP Death Party (1983), ma Las Vegas Story (1984), influenzato dal secondo chitarrista Kid Congo Powers (Brian Tristan), virò verso un tono più malinconico e atmosferico, lo stesso tono che affiorò ripetutamente nei dischi solisti di Pierce i quali, fondamentalmente, continuarono a ripetere i mantra di un uomo incapace di riconciliarsi con sé stesso. Pierce potrebbe aver trovato ciò che cercava quando morì nel 1996.

Nel frattempo, l'hardcore era già diventato più ragionevole, grazie a gruppi che cantavano melodie invece di limitarsi a urlare come maniaci, gruppi quali Agent Orange (1), pieni di nostalgia per le sonorità degli anni '60 (surf, Merseybeat) malgrado la disperazione tipicamente anni '80 di Living in Darkness (1981), e i Social Distortion (1) di Mike Ness, il cui versatile e populista Mommy's Little Monster (1983) tracciò un ponte tra l'hardcore e il roots-rock.

I Legal Weapon (10) mostrarono forse il più grande talento quando registrarono Death of Innocence (1982), uno dei più riusciti dischi del periodo e una superba collezione di vibranti e adrenaliniche canzoni power-pop cantate al di sopra di esuberanti ritmi boogie e rock'n'roll.

I Bad Religion (3), forse il più influente gruppo punk della sua generazione, fu uno degli ultimi ad affermarsi. Essi divennero i bardi della frustrazione giovanile diversi anni più tardi con la trilogia di Suffer (1988), No Control (1989) e l'insolitamente malinconico Against the Grain (1990), fondamentalmente una serie di opere rock sulla crisi morale degli anni '80. Le primi due parti fecero tesoro della voce enfatica di Greg Graffin, il quale si interrogava sul significato della vita attraverso melodie orecchiabili, e del doppio attacco di chitarra guidato da Brett Gurewitz, che rinverdiva gli stereotipi del rock'n'roll dai Led Zeppelin ai Clash. Il punk-rock divenne punk-pop con i loro seguaci: M.I.A., Leaving Trains, Rich Kids on LSD e, dal Nevada, 7 Seconds.

Jazzcore

I Minutemen (102), forti di una delle più competenti e creative formazioni di hardcore (Dennes Boon alla chitarra, George Hurley alla batteria e Mike Watt al basso), tessero una ragnatela di soul, jazz, funk e rock'n'roll attorno ai loro motivetti sincopati, fratturati e disgregati. Riprendendo l'impeto pagano dall'hardcore, l'aspra arguzia dalla new-wave e la convulsa quanto cerebrale indulgenza dal prog-rock, i Minutemen architettarono le miniature esplosive di Punch Line (1981) e What Makes a Man Start Fires (1982). L'acrobatico primitivismo di questi album divenne anche più nevrotico e atonale con Double Nickels on the Dime (1984), una delle più ambiziose registrazioni del decennio, una vera e propria enciclopedia di stili musicali rivisitati dal punto di vista di un genio spastico memore di Captain Beefheart e del Pop Group. Dopo la morte di Boon, sopraggiunta nel 1985, i sopravvissuti ingaggiarono un nuovo cantante, si rinominarono fIREHOSE (1), realizzarono Ragin' Full On (1986) e perseguirono un più conscio programma di rifondazione del formato canzone, nel quale il folk-rock dei R.E.M. sostituì le imprevedibili strutture dei Minutemen.

A Black Flag e Minutemen va dato il merito di aver contribuito alla crescita degli standard dell'hardcore. I loro lavori furono spesso sperimentali e le loro doti strumentali furono decisamente sopra la media. I Saccharine Trust (2) di Joe Baiza tentarono la più audace fusione di hardcore e jazz con Paganicons (1981) e Surviving You (1984), due album che sono ricchi di invenzioni alla chitarra e contrappunti di gruppo, sebbene ancora pienamente immersi nella demenza hardcore. La successiva avventura di Joe Baiza nel punk-jazz, Universal Congress Of (1), adottò decisamente il free-jazz di Ornette Coleman. La lungha, libera, caotica jam Certain Way (1987) alzò la posta e Prosperous and Qualified (1988) riuscì nell'impresa di creare un suono di gruppo inventivo e sontuoso.

Altrove, i NoMeansNo, due fratelli da Vancouver (Canada), provarono a fondere Sex Pistols e Frank Zappa, focalizzandosi al tempo stesso con maniaca determinazione sulla psiche adolescenziale: album quali Mama (1982) e Wrong (1989) erano auto-parodie sia grottesche che introverse, la cui esecuzione era al tempo stesso fluente e sofisticata.

Midwest

La nazione hardcore si estese anche al Midwest, dai Dead Milkmen della Pennsylvania ai Micronotz del Kansas, e nel mondo, dai canadesi SNFU agli australiani Hard-ons. I Necros dall'Ohio furono uno dei gruppi più viscerali, in grado di suonare inni ultra-violenti e socio-politici su Conquest for Death (1983). Gli Effigies di Chicago furono uno dei primi gruppi punk a sperimentare con pop e heavy-metal (sul loro EP del 1981, Haunted Town). Sottovalutati al tempo, gli Zero Boys (1) dell'Indiana suonarono un popcore ante-litteram sul loro unico album, Vicious Circle (1982). I Negative Approach di John Brannon furono il collegamento tra gli Stooges e i Necros, sebbene la loro carriera si limitò al solo Tie Down (1983).

In Texas, i Dicks (che si sarebbero in seguito spostati a San Francisco prendendo il nome di Sister Double Happiness), i Big Boys e i Poison 13 mantennero viva la scena, ma la vera attrazione furono gli Scratch Acid (1), uno dei complessi che definirono un nuovo standard di ferocia nei tardi anni '80. Il vocabolario spastico e dilapidato di David Yow, ridotto fondamentalmente a urla, agonie e conati, duellava con ritmi sincopati psycho-funky (il bassista Dave Sims e il batterista Ray Washam) e repellenti distorsioni di chitarra. L'ansia elementare che permea Scratch Acid (1985) ricorda l'obliqua eloquenza di Captain Beefheart, Pop Group e Birthday Party.

Ma chiaramente la scena del Midwest fu rivoluzionata dall'apparizione dei giganti pop-core del Minnesota: Hüsker Dü e Replacements.

Nel renderlo al tempo stesso più personale, più complesso e più accessibile, gli Hüsker Dü (113) cambiarono il volto dell'hardcore per sempre. I loro due compositori, il chitarrista Bob Mould e il batterista Grant Hart, confezionarono un'improbabile combinazione nella stretta cornice delle loro violente miniature di hardcore epilettico. Le loro chitarre fragorose non erano né passive (come nella gran parte dei gruppi hardcore), né stantie (come nella gran parte dei gruppi hard-rock), quanto piuttosto emotive, mentre le melodie orecchiabili provenivano direttamente dal cuore, a dispetto del rumore dominante. Il mini-album Metal Circus (1983) inaugurò il loro periodo maggiore focalizzandosi sull'introspezione e rilasciando aromi psichedelici. Il doppio Zen Arcade (1984) accompagnò i punk in un viaggio alla ricerca di sentimenti fragili e umori riflessivi. Quella cornucopia di motivi orecchiabili rivestì le fondamenta di thrash ipercinetico con tocchi gentili e decisi che spaziavano dal folk-rock all'heavy-metal, assestandosi su glissando Hendrix-iani così come su scale di sapore raga. La disperazione punk era ancora predominante, ma non veniva più espressa in forma di rabbia elementare, essendosi trasformata in uno stato d'animo lirico all'interno di uno stato mentale patologico. New Day Rising (1985) perfezionò quell'idea migliorando la definizione sonora. Un muro del suono epico accoppiato a un passo più lento e solenne rimosse le ultime tracce di cinica ribellione, enfatizzando al tempo stesso l'esperienza personale. In un certo senso gli Hüsker Dü portarono l'hardcore a sostituire la musica folk e a farsi portavoce delle emozioni che i punk erano riluttanti ad ammettere, sanando così le contestazioni di una generazione cresciuta sull'antagonismo, l'equivalente di ciò che i R.E.M. stavano facendo attraverso un formato folk molto più lineare. Maturati da un punto di vista umano e musicale, Mould e Hart divennero irrefrenabili: Flip Your Wig (1985) tradì il loro debito con gli anni '60, Candy Apple Grey (1986) fu il loro reportage meno traumatico e Warehouse (1987) chiuse il cerchio con un diluvio di vignette punk-pop toccanti e significative.

I Replacements (22) furono gli alter-ego populisti e grass-roots degli Hüsker Dü. I loro primi album furono influenzati dall'epica frenesia dei Sex Pistols e dei New York Dolls. Ma su Hootenanny (1983), Paul Westerberg emerse quale compositore confidenziale e visionario e la band iniziò ad alternare blues, country, rockabilly e boogie, conservando al tempo stesso lo spirito inneggiante (e il suono ruvido) del punk-rock. Let It Be (1984) rallentò il passo e ridusse le chitarre, dando a Paul Westerberg la scena principale e un ruolo messianico. La sua tortura interiore divenne il viaggio spirituale di un'intera generazione, una sorta di passione/martirio con cui potesse identificarsi in modo quasi generico il giovane americano medio. Fu la sua iconica mistura di orgoglio, sconfitta, brama e volontà che diede forza alle solide ballate della band. Tim (1985) fu allo stesso tempo un documentario di vita adolescenziale americana e una parata di autentico, impeccabile rock'n'roll. Nei suoi pianti desolati, la mitologia dei disadattati e dei solitari raggiunse un altro zenit di pathos. Il versatile, eclettico, enciclopedico stile di Pleased to Meet Me (1987) segnalò che i Replacements avevano esaurito il loro ruolo storico, avendo al tempo stesso esaurito le preoccupazioni della loro generazione.

Hüsker Dü e Replacements crearono un background che incoraggiò una scena fertile. Magnolias e Rifle Sport furono altri gruppi significativi degli anni '80 a Minneapolis.

Chicago

Un nuovo livello di violenza fu raggiunto a Chicago a metà anni '80 da band che andavano oltre l'hardcore nel modo che avevano di catalizzare tensione, paura e odio. In un certo senso, se il Minnesota si spostò verso la melodia, Chicago andò nella direzione opposta.

I Naked Raygun (3) diedero un nuovo standard di riferimento al brutale, abrasivo e caustico suono dell'hardcore con il vivido ed espressivo Throb Throb (1985). Il complesso era in grado di rappresentare una gamma di emozioni che andava dal grottesco all'epico, malgrado la devastazione causata dalla chitarra che John Haggerty suonava come se fosse una sega a nastro, dalla sua sezione ritmica che scorrazzava tra le melodie come una mitraglia e dalla voce di Jeff Pezzati che intonava le sue odi di frustrazione adolescenziale. Il tono adulto di Jettison (1988) perfezionò la formula, accoppiando una musica serrata ad un equilibrio razionale. La registrazione professionale di Understand (1989) dimostrò la loro consapevolezza dei propri mezzi, lasciando intravedere ciò che Haggerty avrebbe fatto con la sua successiva band, i Pegboy.

Tra i molti musicisti che hanno cercato di mettere l'apocalisse in musica, Steve Albini (31) è certamente stato uno dei più efficaci. Facendo proprie le litanie cadaveriche dei Killing Joke, gli spasimi sincopati del Pop Group, i rituali psicotici dei Suicide, la psichedelia demente dei Red Krayola, Albini ha affrontato costantemente la musica rock come una vittima destinata ad essere vivisezionata, lacerata, corrosa con acido muriatico e inchiodata a una croce. Il suo primo progetto, Big Black, debuttò con due EP epocali, Lungs (1983) e Bulldozer (1984), i quali si concentrarono sull'equivalente musicale della violenza repellente. Più che una raccolta di canzoni, Atomizer (1986) è una sequenza tellurica di musica industriale, di hardcore, di heavy-metal e rock'n'roll orribilmente deformato, nel cui assordante caos di poliritmi e dissonanze Albini racconta le sue macabre storie di menti sconnesse. L'effetto complessivo è simile alla suspense di un thriller omicida (o un thriller su di un serial-killer). I Big Black si sciolsero dopo Songs About Fucking (1987), che sembrò desideroso di scendere a compromessi con un più ragionevole tipo di canzone rap-funk-punk. I Rapeman, nei quali militava la sezione ritmica degli Scratch Acid di Rey Washam e David Sims, aggiunsero due nuovi mostri alla discografia di Albini: l'EP Budd (1988) e l'album Two Nuns and a Pack Mule (1989), un'altra orgiastica, dissonante visione dei lati più oscuri dell'animo umano. Il progetto Shellac, con il batterista dei Rifle Sport, Todd Trainer, e il bassista dei Volcano Suns, Bob Weston, fu quasi una riflessione di Albini sulla sua stessa carriera, come se cercasse di dare un senso al suo viaggio in una terra di dannati. Freddo e cerebrale, At Action Park (1994) rappresenta la contraddizione estrema di un'irrazionalità scientifica.

Il punk europeo

In Europa, mentre l'attenzione di tutti era focalizzata su Londra, la vera arte veniva creata altrove.

Gli anarchici olandesi Ex (2) avevano iniziato nella vena militante dei Crass ma continuarono a migliorare la qualità delle loro cacofonie e dei loro baccanali incoerenti attraverso album sempre più impegnativi quali Blueprints for a Blackout (1983), Joggers & Smoggers (1989), Instant (1995), forse il loro capolavoro,e Starters Alternators (1998).

Gli scozzesi Dog Faced Hermans furono i principali discepoli degli Ex. Guidati dal cantante e trombettista Marion Coutts e dal chitarrista noise Andy Moor, essi indulsero nei pezzi violenti e atonali dei mini-album Humans Fly (1987) e Every Day Timebomb (1989), le anticamere dei baccanali agit-prop di Mental Blocks for All Ages (1991).

Italia

Per tutti gli anni '80, l'Italia vantò una delle più vitali scene hardcore dell'Europa continentale. La rivoluzione iniziò con il demenziale Monotono (1978) degli Skiantos, la risposta italiana al punk-rock; e con Sick Soundtrack (1980), di Gaznevada, la versione italiana della new-wave. Il Confusional Quartet (1) produsse una miscela di punk-rock, new-wave alla Residents e "varietà" autoctono sul folle Confusional Quartet (1980), che rimane ancor oggi un esperimento al tempo stesso sonoro, melodico e postmoderno.

Alcuni dei complessi punk più sperimentali degli anni '80 furono italiani: i Raw Power (1), raggiunsero un'impressionante fusione di hardcore e heavy-metal su Screams from the Gutter (1985), mentre i Negazione firmarono un classico del thrash/hardocore italiano, Lo spirito continua (1985).

Se la new-wave italiana fu piuttosto derivativa del pop/rock britannico e spesso reminescente della locale tradizione melodica (Siberia, 1984, dei Diaframma e, soprattutto, 17 Re, 1986, dei Litfiba offrirono malinconici psicodrammi lirici nella tradizione della poesia romantica), le band di hardcore punk si rivolsero viceversa ad un misto di tensioni vibranti, atmosfere dark/noir e commentari politici.

I CCCP (2) si lasciarono alle spalle gli stereotipi del punk-rock e raggiunsero una convergenza stilistica di hardcore, rock militante, musica industriale e addirittura cameristica nella loro rassegna di cupe visioni dell'umanità. Affinità - Divergenze (1985) eccelle nello stridente contrasto tra uno scarno sottofondo strumentale stridente e i deliranti testi collagistici cantati in un tono Brechtiano da Giovanni Lindo Ferretti. Epica Etica Etnica Pathos (1990) è un vero e proprio tour de force stilistico. Dopo aver cambiato il nome in C.S.I. (Consorzio Suonatori Indipendenti), essi intrapresero esperimenti con una sorta di musica rock da camera, soprattutto su Linea Gotica (1995).

Il solo complesso a uguagliare l'avant-rock dei CCCP furono i Franti, i quali realizzarono un solo album, Il giardino delle quindici pietre (1986).

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