Storia della Musica Rock: 1976-89

Generi e musicisti del periodo 1976-89
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(Copyright © 2002 Piero Scaruffi) - Traduzione di Massimiliano Osini

Noisier than rock: 1990-95

Gli anni '90 videro i diversi generi degli anni '80 svilupparsi separatamente, piuttosto che fondersi. Ognuno di questi generi (lo-fi pop, industrial, gothic, roots-rock, noise-rock, indie-pop, techno, ambient, etc.) si moltiplicò e si evolse in modo quasi del tutto indipendente dagli altri.

Gli anni '90 segnarono, per molti aspetti, la rivincita della "provincia" sulla grande città. Mentre la new-wave e il punk-rock (così come il rap e la disco) si erano concentrati attorno alle grandi zone metropolitane americane del nord e dell'ovest, gli anni '80 avevano aperto lentamente le strade al resto del paese. Ad esempio, quando Bill Clinton fu eletto presidente nel 1992, il sud aveva riguadagnato il suo dominio sulla musica popolare, stabilendo lentamente una supremazia su tutta la gamma dei generi "tradizionali": alt-rock, pop e, naturalmente, roots-rock. Gli anni '90 furono inoltre l'epoca di Seattle, un altro centro relativamente "provinciale".

Forse furono meno numerosi i generi che videro la luce negli anni '90, in rapporto ad ognuno dei decenni precedenti, ma alcuni di questi si rivelarono significativi: grunge, post-rock, trip-hop, drum'n'bass, glitch music.

L'eredità di New York

L'influenza dei Sonic Youth fu, forse, la più evidente. Per lo più sconosciuti durante gli anni '80, i Sonic Youth assursero lentamente al rango di gruppo alternativo per antonomasia. La proposta anche più scostante dei Pussy Galore fu di poco seconda. Non sorprende, quindi, che alcuni dei nuovi leader emersero proprio da questi due gruppi. I Bewitched (1), autori di Brain Eater (1990), un lavoro coraggiosamente sperimentale, si formarono per iniziativa del batterista Bob Bert, il quale aveva militato sia nei Pussy Galore che nei Sonic Youth.

La moglie di Jon Spencer, Cristina Martinez, guidò i Boss Hog (1), che re-inventarono la musica da party, prima su Cold Hands (1990), con l'aiuto del bassista degli Honeymoon Killers, Jerry Teel e il batterista degli Unsane, Charlie Ondras, e in seguito su White Out (2000), entrambi evidenti rivisitazioni di stereotipi rock.

Esattamente come i Pussy Galore, la Jon Spencer Blues Explosion (3) fu un trio senza basso che eseguiva un blues trasandato, amatoriale, scheletrico e grottesco. La differenza tra i due complessi risiedeva nel fatto che Spencer faceva a meno del fattore "punk-rock". Uno stilista del cattivo gusto, Spencer realizzò una de-costruzione postmoderna del blues, iniziando col cacofonico e crudamente viscerale Jon Spencer Blues Explosion (1992), in pratica un insulto ai grandi bluesman del passato, proseguendo con l'infantile Extra Width (1993) e infine con il più lineare Orange (1994), sotto molti aspetti la sua raccolta più compiuta, per quanto poco innovativa. Questi dischi contengono sballi psicotici, improvvisazioni dementi e voci orripilanti, che rappresentarono al tempo l'accompagnamento musicale alla moda per i valori distorti della generazione post-punk. La sofisticata sciatteria di Now I Got Worry (1996) e Acme (1998), il primo album di Spencer ad utilizzare il basso, diluisce ulteriormente l'oltraggio originario e presenta un personaggio più civile (ovvero meno bestiale).

New York, che era stata la città natale del noise-rock, ebbe la più varia e affollata scena di gruppi noise: i Dustdevils, guidati dallo sgraziato cantante Jaqi Dulany; i Babe the Blue Ox, con le strane dinamiche di Babe the Blue Ox (1993); i St Johnny, il cui High as a Kite (1993) riecheggiava i Sonic Youth; i Bunny Brains, che pubblicarono il caos creativo di Bunny Magick (1994); i Versus (1), il cui Secret Swingers (1996) fuse il transcendentale acid-rock dei Television con il pop atonale dei Sonic Youth; i Lotion, con la moderata psichedelia di Nobody's Cool (1996); gli Sleepyhead, discepoli dei Sonic Youth che si spostarono verso il folk psichedelico.

Nel complesso, il noise-rock fu una musica metropolitana ed intellettuale, relativamente distaccata dai temi populisti dell'entroterra statunitense.

Il lascito dell'hardcore apocalittico

Il noise-rock di Chicago fu pesantemente influenzato dalla sottocultura dell'hardcore e dal rumore apocalittico dei Big Black. A riassumere, meglio di chiunque altro, questo stile furono i Jesus Lizard (13). La storica formazione del cantante David Yow, del bassista David Sims, entrambi già membri degli Scratch Acid, del batterista Mac McNeilly dei Phantom 309 e del chitarrista Duane Denison fu l'avanguardia di un nuovo genere di hardcore punk, un genere che integrava funk, noise e musica industriale. Il quartetto eseguiva incubi lugubri, viscerali, volgari, truculenti e abrasivi. L'EP Pure (1989) e l'album Head (1990) sono drammi di iper-realismo macabro, immersi nella nevrosi urbana, elaborati dalla mente malata di Yow. Goat (1991), il loro lavoro più compiuto, trova un equilibrio magico tra il borbottio, le grida psicotiche e le perverse visioni di Yow, il vocabolario elegante di Denison in fatto di sonorità trituranti, caustiche, singhiozzanti, sferzanti e un repertorio di ritmi epilettici in continua mutazione. Anche se meno disordinato e patologico, Liar (1992) è ancora estremamente energico, qualche volta caotico, e sempre galvanizzante. La tecnica strumentale si affina su Down (1994) che si eleva ad impressionante contributo nella ridefinizione dell'essenza stessa della musica rock. La musica dei Jesus Lizard fu, innanzi tutto, una musica della paura, la paura di un'intera popolazione urbana di giovani la cui vita era ridotta a una serie di spasimi agonizzanti. Il personaggio principale delle loro storie, una sorta di psicopatico mitologico, rappresentò il subconscio collettivo di quella popolazione. Se il punk-rock era stato il clangore di una battaglia, il suono dei Jesus Lizard fu quello di un ferito agonizzante nel gelo della notte.

Nel vicino Minnesota, i Flour (1), il progetto di Peter Conway, ex bassista dei Rifle Sport, registrarono album, quali Luv 713 (1990), in grado di sposare la violenza dei Big Black con ritmi ballabili e riff heavy-metal.

Tra i più opprimenti discepoli del convulso power-rock dei Jesus Lizard vanno annoverati i Dazzling Killmen (2) dal Missouri, non meno brutali, anche se un pizzico più jazz. Il fuoco incrociato tra il cantante Nick Sakes, il chitarrista Tim Garrigan e l'ostico movimento della sezione ritmica diedero forma alle infernali atmosfere di Dig out the Switch (1992). La band prediligeva psicodrammi horror di feroce intensità, un'arte che culminò su Face of Collapse (1994).

A Chicago, i principali discepoli dei Jesus Lizard furono, forse, gli Shorty, guidati dal chitarrista Mark Shippy e dal cantante Al Johnson, con la bizzarra violenza di Thumb Days (1993).

Gli Unsane (11), formati a New York da Chris Spencer, fratello di Jon, e dal batterista Charlie Ondras, definirono una forma dissonante e violenta di rock'n'roll che riprendeva il puro impeto dell'hardcore, ma svuotandolo di ogni emozione o melodia. I riff catastrofici, l'incedere martellante e le grida sconnesse di Unsane (1991) eseguono autopsie glaciali e spietate sul corpo di uno zombie. Cascate di suoni atroci destabilizzano le loro canzoni, degenerando in una forma di tribalismo isterico. In rapporto ai Sonic Youth, la musica è spasmodicamente tragica, non quietamente intellettuale. Vincent Signorelli rimpiazzò Ondras, dopo la sua scomparsa prematura, per la registrazione di Total Destruction (1994), un altro disco impregnato di ansia sovrumana, un'altra desolata, claustrofobia, dolorosa visione di una vita sub-umana. Anche rapportata alle sonorità estreme dei Big Black, la musica degli Unsane fu un ulteriore passo nella discesa agli inferi, dove i dannati non potevano più nemmeno lamentarsi.

I Three Mile Pilot (2), un trio di San Diego senza chitarra, formato solo da voce, basso e batteria, guidato dal cantante Pall Jenkins (Paolo Zappoli), resuscitarono la depressione post-hardcore dei Jesus Lizard su Na Vucca Do Lupu (1992), un lavoro brutale e appassionato, e Chief Assassin to the Sinister (1994), un testamento disadorno, combattuto e oscuro.

I Season to Risk, di Kansas City, suonavano una musica similmente pesante e sofferta, su album quali In a Perfect World (1995).

A Los Angeles, i Distorted Pony (1) produssero il cupo, minaccioso, super-pesante, apocalittico muro di rumore di Punishment Room (1992), mentre gli Slug sposarono i Big Black ad un assortimento di giradischi e ritmi hip-hop, per non parlare del mostruoso assalto di due bassi, su Swingers (1993).

A New York, sia i Drunk Tank (1), con il crudo Drunk Tank (1991), che i Cell, con Slo Blo (1992), esplorarono ulteriormente i confini di questo stile.

Questi gruppi mischiarono in modo sempre più crescente noise-rock, grunge e musica industriale.

Tra noise-rock e feedback-pop

Gli Antenna, dall'Indiana, formati da John Strohm, ex chitarrista dei Lemonheads e dei Blake Babies, si evolsero nei Velo-Deluxe (1), il cui Superelastic (1994) rappresentò al meglio la fusione di roots-rock, power-pop, Velvet Underground e My Bloody Valentine espressa dal leader.

Nel Minnesota, i Polara (1), il progetto del chitarrista dei 27 Various, Ed Ackerson, tracciarono un ponte tra i tardi Sonic Youth, il feedback-pop dei Jesus & Mary Chain e il sound "Madchester" su Polara (1995).

A Los Angeles, i Further (1) produssero Sometimes Chimes (1994), che si sbizzarriva con un noise-pop alla Dinosaur Jr.

La costa est

Successivamente, si formò una nuova generazione di complessi, dediti a una musica non lineare e dissonante, di cui il North Carolina (vale a dire, Chapel Hill) fu l'epicentro. I Polvo (12) furono, per molti aspetti, i leader di questa scuola e risuscitarono il contrappunto di chitarra dei Television, tracciando un ponte tra nevrosi ed estasi, tra esistenzialismo occidentale e trascendenza orientale, per quanto estremizzando il tutto in termini di cacofonia e caos. L'effetto fu un costrutto "atonale" e "subliminale". A trascinare Cor-Crane Secret (1992) sono le intricate e ripulsive collisioni delle chitarre di Ash Bowie e Dave Brylawski, nel mezzo di cambi di tempo incoerenti, che conferiscono al viaggio un'intensità Freudiana, e di melodie attorcigliate, che immergono le "storie" nel regno di Alice nel paese delle meraviglie. Un più erudito sforzo, Today's Active Lifestyles (1993), è di fatto una serie di micro-concerti dissonanti, che evocano dal canto loro una galleria di astratte miniature, non molto differentemente dai capolavori di Captain Beefheart. Exploded Drawing (1996), se possibile il loro capolavoro, perfeziona il loro manuale di armonia. Mentre in superficie appare ancora come una versione spastica degli Henry Cow, il modo noncurante e distaccato, con cui i musicisti giocano segretamente con elementi di raga, blues e folk, accumula una giungla di segni impropri, un disastro semiotico della stessa magnitudo delle più eretiche imprese di Arto Lindsay e Mayo Thompson. I più curati arrangiamenti di Shapes (1997) rivelano che la struttura del loro caleidoscopio sonoro possiede stigmate psichedeliche. Ignorando il formato sovra esteso dell'acid-progressive, i Polvo fecero progredire il concetto di rumore nel formato della canzone pop più di chiunque altro dopo i Sonic Youth.

Boston vantò una scena altrettanto originale. La cantante dei Live Skull, Thalia Zedek, e il chitarrista Chris Brokaw (ex-Codeine) formarono i Come (1), per abbandonarsi a rumorose improvvisazioni blues alla Royal Trux e nevrotiche ballate alla Neil Young. Don't Ask Don't Tell (1994) è una raccolta di inquietanti flussi di coscienza.

I Supreme Dicks (11) furono tra i più intriganti discepoli dell'estetica che stabilisce un parallelo tra "creativo" e "primitivo". I baccanali teatrali di The Unexamined Life (1993) riuscirono ad combinare idee derivate da Holy Modal Rounders, Kurt Weill e Lou Reed. Quel genere di musica folk, ubriaca e dissonante, si evolse verso l'avanguardia e la psichedelia su The Emotional Plague (1996), un lavoro molto più ambizioso che fece ricorso a strutture vaghe, dilatate e distorte.

Tra i seguaci dei Sonic Youth, a Boston e dintorni, si segnalano Papas Fritas, Small Factory, New Radiant Storm King e Turkish Delight.

In Pennsylvania, LP Title (1995) dei Latimer fu un esempio dell'influenza esercitata in tutto il paese dai Sonic Youth.

Due delle band più originali si formarono a Washington e non fu una coincidenza che fossero imparentate con gli Unrest. Gli Tsunami (1), la band dell'esuberante cantante Jenny Toomey, incisero il frenetico e confuso roots-rock di Deep End (1993). I Pitchblende (1), il complesso dei chitarristi Justin Chearno e Treiops Treyfid, forgiarono un attacco veemente e frastagliato su Kill Atom Smasher (1993).

Modernismo

I Brainiac (2), dall'Ohio, idearono un ibrido surreale di new-wave e musica industriale. Abbandonando la verve del punk-rock del loro album di debutto ispirato ai Devo, Smack Bunny Baby (1993), le brevi canzoni demenziali di Bonsai Superstar (1994), con il nuovo chitarrista John Schmersal, rivelarono una versione più leggera e accessibile di Père Ubu, Pixies e Sonic Youth. Caotico e retrò, questo album mise a frutto le innovazioni di quei maestri, ma grazie al sintetizzatore naif di Tim Taylor e ad un'estetica infantile, rifiutò i toni apocalittici. Hissing Prigs in Static Couture (1996) fu un manicomio meglio organizzato, malgrado lo sfrenato e frenetico caos.

I Pineal Ventana, da Atlanta, offrirono su Living Soil (1995) un vigoroso miscuglio di improvvisazione, ritmiche tribali, droni di sax e urla isteriche.

Il noise-rock nel mondo

L'Inghilterra era immersa nel Brit-pop, ma riuscì ugualmente a generare qualcuna tra le più creative band del periodo.

I Gallon Drunk (11) furono uno dei complessi più aggressivi e intimidatori del loro tempo. You the Night and the Music (1992) presenta un rock'n'roll e un rhythm'n'blues suonati da un branco di lupi selvaggi, una serie di danze tribali deragliate da una chitarra e da un organo orribilmente distorti e da demoniaci cambi di tempo e umore. L'album resuscitò il lascivo e sinistro universo musicale di Birthday Party, Cramps e Scientists, ma all'interno di un'ambientazione più catastrofica e tra echi mutanti di Creedence Clearwater Revival e Bo Diddley. Il più razionale e leggermente jazzato From the Heart of Town (1993), con il suonatore di ance Terry Edwards, trasformò quel selvaggio volo d'immaginazione in uno stile.

I Therapy? (1) sferrarono un altro lavoro brutale, Nurse (1992), un viaggio nella nebbia Freudiana.

L'estetica dei Jacob's Mouse (1) fu anche più libera. Il loro No Fish Shop Parking (1992) fu un calderone di stili noise-rock.

I Faith Healers (1), del chitarrista Tom Cullinan, imitarono Pixies e Sonic Youth su Lido (1992).

I Prolapse (1) si specializzarono in un noise-rock affilato e abrasivo, che sui loro primi album, quali Backsaturday (1995), suonava come un'invettiva al vetriolo contro la musica pop.

I Boyracer si comportarono come infantili fracassoni su More Songs About Frustration and Self-Hate (1994), che conteneva brevi canzoni suonate con veemenza scoordinata e bruttura farsesca.

I Rosa Mota sprigionarono il triplo assalto di chitarra di Wishful Sinking (1995).

I Beatnik Filmstars sporcarono in modo amatoriale il tradizionale formato canzone.

La "Halifax school" in Canada fu di moda per breve tempo. Dischi rappresentativi del genere sono: Love Tara (1993) degli Eric's Trip (1), nei quali militavano Rick White e Julie Doiron, Smeared (1993) degli Sloan e Dreamcake (1994) dei Jale.

Gli svizzeri Sportsguitar e i tedeschi Blumfeld furono band continentali influenzate dal noise-pop. I migliori furono, forse, i tedeschi 18th Dye, soprattutto con Tribute to a Bus (1995).

Italia

Il rock italiano esplose negli anni '90. Sorprendentemente, l'Italia, la patria della musica melodica, si rivelò essere uno dei centri maggiori del noise-rock. In generale il modello sonoro era un misto di Big Black, Sonic Youth e Fugazi, mentre i temi trattati nei testi coniarono una sorta di neo-esistenzialismo, molto attinente con gli psicodrammi del ragazzo qualunque, una sorta di analisi cerebrale sull'orlo di una crisi di nervi. mso-fareast-font-family:"Arial Unicode MS">

Gli Starfuckers (1) sovrapposero sonorità rock ed elettroniche sui loro ambiziosi manifesti estetici Sinistri (1994) e, soprattutto, Infrantumi (1997), una miscela di free-jazz, cubismo, avanguardia dissonante, musica concreta e strutture Faustiane.

Il secondo album dei Massimo Volume, Lungo i bordi (1995), è un viaggio onirico ed oscuro in un inferno Fugaziano. Il noise-rock esistenziale dei Marlene Kuntz, su Il vile (1996) suona come una sintesi di umori europei ed americani. For Pain Relief (1996), dei Three Second Kiss è una sorta di versione free-form del noise-rock. Il tour de force stilistico Hai Paura del Buio? (1997), degli Afterhours propone un'eclettica fusione di hardcore, grunge, folk e pop.

Con il loro terzo album, Different Section Wires (1998), gli Uzeda (1) cementarono uno stile di oscuro noise-rock al tempo stesso brutale e lirico, feroce e misericordioso, fisico e psicologico, incentrato su dinamiche ritmiche jazz-tribali.

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