Storia della Musica Rock: 1976-89

Generi e musicisti del periodo 1976-89
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(Copyright © 2002 Piero Scaruffi) - Traduzione di Massimiliano Osini

Grunge: 1990-96

L'età dell'oro di Seattle

Per quanto limitato soprattutto agli Stati Uniti, il grunge fu uno dei grandi fenomeni degli anni '90. Il grunge fu essenzialmente una riproposta dell'hard-rock anni '70. In ogni caso, fu anche identificato con il rinascimento musicale di Seattle, che improvvisamente divenne uno dei maggiori centri mondiali per la musica rock, al punto che il termine "grunge" arrivò ad includere quasi tutti i complessi che suonavano in quella città.

La strada era stata tracciata nei tardi anni '80 da Pearl Jam, Soundgarden, Melvins e Mudhoney, con quattro stili peculiari che includevano vibrazioni "dure". Questi furono i quattro punti cardinali del grunge di Seattle che i Nirvana avrebbero trasformato in una slot machine.

Gli Alice in Chains (1) perfezionarono una forma di tetro pop-metal e di power-ballad con Facelift (1990) e, soprattutto, il puro melodramma di Dirt (1992). Il canto psicotico di Jerry Cantrell e i riff affilati di Layne Staley trasformarono le loro canzoni in spargimenti di sangue.

Tra i seguaci del loro hard-rock agrodolce si segnalano: i My Sister's Machine, con Diva (1992), i Truly, con Fast Stories (1995), e la più famosa band della seconda generazione, i Foo Fighters, formati dal batterista dei Nirvana, David Grohl, dal chitarrista dei Germs, Pat Smear, e dalla sezione ritmica dei Sunny Day Real Estate, con l'anche più accessibile Foo Fighters (1995), in realtà un disco solista di Grohl.

Una moltitudine di complessi derivativi fece capolino dopo il 1991, anno del successo mondiale dei Nirvana: Candlebox, Sweet Water, Green Apple Quickstep, Love Battery, etc.

Pochi gruppi sperimentarono veramente col formato. Gli Hammerbox (1) furono, se possibile, i più fantasiosi: la loro fusione di elementi punk, country, blues, funk e metal su Numb (1993) fu impareggiabile.

GodHeadSilo (2), il duo formato dal bassista Mike Kunka e dal batterista Dan Haugh, suonava incubi, piuttosto che suoni. I pezzi pantagruelici di Scientific Supercake (1994) sono cataloghi di suoni terrificanti mutuati da Chrome, Unsane e Melvins. Sommerso da un rumore irrazionale di riff galattici, urla demoniache e cadenze schiacciasassi,Skyward in Triumph (1996) non suona neppure minimamente umano.

Un'atmosfera anche più claustrofobica fu espressa dagli Hammerhead (1) con l'orripilante melma post-hardcore di Ethereal Killer (1993).

Gli Atomic 61 (1) sposarono la sensibilità apocalittica dei Melvins al blues-rock di Jimi Hendrix su Tinnitus in Extremis (1993).

Il grunge nel mondo

Nel vicino Oregon operavano Sprinkler e Pond.

Everclear (1) fu il progetto di Art Alexakis, un sincero populista, bardo dei disadattati, il quale espresse l'inquietudine adolescenziale attraverso una mitologica rivisitazione della vita di provincia su Sparkle and Fade (1995) e, soprattutto, So Much for the Afterglow (1997), quest'ultimo abbellito con strati di tastiere, fiati, archi e cori. La sua missione raggiunse il vertice (morale, se non artistico) con il solenne e toccante concept album Songs from an American Movie (2000), i cui sontuosi arrangiamenti sono quasi sinfonici.

La California del sud, da lungo tempo centro principale dell'heavy-metal, saltò sul carrozzone con gli Stone Temple Pilots (1) di Scott Weiland, i quali clonarono virtualmente Pearl Jam e Soundgarden su Core (1993) e Purple (1994), e con i Blind Melon, due delle band di più grande successo degli anni '90, ma anche due delle più derivative.

I Tool (3) furono il complesso più innovativo ad emergere dalla seconda generazione grunge. Undertow (1993) annuncia la loro sinistra, minacciosa e (in modo sottile) esplosiva miscela di Led Zeppelin, grunge, heavy-metal e prog-rock. Le lunghe e cerebrali suite di Aenima (1996) rivelano una abbagliante eleganza che è quasi una contraddizione di termini, ma questo è precisamente il punto: l'arte dei Tool si caratterizza per sottili contrasti e sfumate antinomie; in essa si assiste ad uno scontro continuo tra rabbia esistenziale e volontà titanica. Si tratta anche di un diario di angoscia primordiale, nel quale il livello lirico uguaglia quello strumentale. L ateralus (2001) ede questo approccio su due livelli con tracce che, musicalmente, sono concerti in più parti, o mini-opere, e da un punto di vista lirico assomigliano a sessioni freudiane che esorcizzano ogni possibile demone interiore.

E un'anche più originale assimilazoine del linguaggio prog-rock fu intrapresa da una band di San Diego trasferitasi in Inghilterra, i God Machine (1), con Scenes from the Second Storey (1993).

Gli Helmet (1), formati dal chitarrista dei Band of Susans, Page Hamilton, furono i leader indiscussi del grunge di New York. Strap It On (1990) definisce al meglio il loro suono: tempestoso, denso, oscuro, un rumore ottuso, continuo, torrenziale in grado di creare una tensione maniacale.

I Quicksand, formati dal chitarrista dei Gorilla Biscuits, Walter Schreifels, fusero hardcore e grunge in modo più lineare su Manic Compression (1995).

I Surgery (1) stanno agli Helmet come i Rolling Stones stanno ai Kinks. La frenesia blues-rock sovraccaricata di Nationwide (1990) e il suono selvaggio ed incendiario dell'EP Trim 9th Ward Highrollers (1993) non hanno raffinatezza e nessuna pretesa artistica, ma mettono semplicemente in mostra i loro istinti animali.

I Barkmarket (11) hanno coniato una forma di "progressive grunge", un miscuglio esplosivo di Jesus Lizard e Sonic Youth che si fonda sugli istrionismi sfrenati di David Sardy (memore del peggiore Mick Jagger) e sui baccanali di chitarra alla Surgery per confezionare le incendiarie atmosfere di Vegas Throat (1991). Gimmick (1993) aggiunge effetti sonori e campionamenti a questa già frenetica cacofonia.

Gli austriaci H.P. Zinker (trasferitisi a New York) offrono una versione jazzata del grunge su Beyond It All (1990).

Chicago aveva in effetti contribuito all'invenzione del genere con gli Urge Overkill, soprattutto sul loro secondo album Americruiser (1990), un compromesso tra il loro esordio sperimentale e lo stile melodico che li avrebbe resi famosi. Gruppi quali Hum e Soil mantennero viva la scena.

Dai dintorni di Chicago provenne inoltre la sola band hard-rock che poteva competere con la popolarità del grunge di Seattle: gli Smashing Pumpkins (2). Gish (1991) attraversa i confini di grunge, prog-rock e acid-rock, unificando la forza dei riff e la sottigliezza delle dinamiche. Siamese Dream (1993) dona un'idea di profondità psicologica ed enfasi drammatica: languide melodie sono intonate in un registro nevrotico da Billy Corgan mentre la chitarra di James Iha innalza un muro di rumore. Si tratta più di recite che di canzoni, il conseguimento maggiore della band fuè quello di aver trovato un equilibrio tra eleganza e barbarie. Il monumentale Mellon Collie and the Infinite Sadness (1995) suona come una serie di incontrollati tentativi a sperimentare con ogni sorta di formato (sinfonico, acustico, bubblegum, glam, easy-listening, avanguardia). Il denominatore comune di questi attacchi schizofrenici è rappresentato dall'atmosfera, una disorientante miscela di fiaba e confessioni freudiane.

Nel giro di pochi anni, quasi tutti gli stati americani ebbero i loro eroi grunge: Massachussetts (Anastasia Screamed), Kansas (Paw), Minnesota (Failure), etc.

Gli Scarce (1), formati nel Rhode Island dal chitarrista/cantante Chick Graning dalle ceneri degli Anastasia Screamed, incisero il memorabile Deadsexy (1995), uno dei più melodici e melodramatici album grunge del periodo.

In breve, alcuni incroci stilistici sperimentali tentarono di estendere gli orizzonti del genere. I Big Chief di Detroit fusero il grunge con il funk, il blues, l'hip-hop e il soul su Face (1991) e, a Minneapolis, Walt Mink aggiunse jazz e psichedelia su Miss Happiness (1992).

Nel sud, il grunge si amalgamò con la tradizione locale del "southern boogie" e con gli infiniti sapori del blues, del soul e del gospel: i Verbena, dall'Alabama, con Souls for Sale (1997); i Collective Soul, dalla Georgia, con Hints Allegations and Things Left Unsaid (1994); i Toadies, dal Texas, con Rubberneck (1994); i Nixons, dall'Oklahoma; etc. Un complesso del sud, i Creed, dalla Florida, fu in effetti il fenomeno della terza generazione, grazie all'imitazione dei Pearl Jam proposta su My Own Prison (1997) e Human Clay (1999).

In Inghilterra, il contingente non fu altrettanto numeroso né altrettanto significativo, ma poté ugualmente contare su Bivouac, Terrorvision, Fudge Tunnel, i più devastanti con Hate Songs in E Minor (1991) e Bush, i più famosi, grazie al loro Sixteen Stone (1994).

Tra i gruppi britannici che evitarono il brit-pop e suonavano un virulento hard-rock vanno citati i Manic Street Preachers, con Generation Terrorists (1992). Gutter Erotica (1997) dei 50 Tons of Black Terror è invece un album di musica brutale, contorta e aspra nella tradizione dei Jesus Lizard.

Significativi dischi di grunge australiano sono inoltre: Friends in Danger (1997) dei Magic Dirt e Frogstomp (1995) dei Silverchair, mentre i Blinker the Star furono i divi del grunge canadese.

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