Storia della Musica Rock: 1976-89

Generi e musicisti del periodo 1976-89
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(Copyright © 2002 Piero Scaruffi) - Traduzione di Massimiliano Osini

Il roots-rock negli anni dell'alt-country: 1995-99

Alt-country

La rivoluzione nel roots-rock, iniziata a Chicago nei tardi anni '80 con Souled American e Uncle Tupelo, continuò negli anni '90, dando vita a un genere completamente nuovo. Quei complessi avevano riscoperto il country e la musica folk per la generazione hardcore: i loro discendenti si lasciarono alle spalle l'hardcore e si concentrarono sulle sonorità più tradizionali e spartane.

Gli Uncle Tupelo generarono due progetti collaterali. I Son Volt di Jay Farrar furono soprattutto un mezzo d'espressione per le elucubrazioni del leader: Trace (1995) è un concept album che analizza il subconscio collettivo delle genti del Mississippi. I Wilco (2) di Jeff Tweedy estesero sul loro secondo album, Being There (1996), il vocabolario degli Uncle Tupelo al folk-rock dei Byrds, alle ballate sofferte di Neil Young, al rhythm'n'blues ubriaco dei Rolling Stones, al gospel-rock domestico della Band, a Blonde on Blonde di Bob Dylan e al pop barocco dei Big Star. Le tastiere di Jay Bennett contribuirono ad arrangiamenti in grado di lasciarsi alle spalle le proprie radici. Summer Teeth (1999), la naturale evoluzione dell'idea, è quindi un prodotto di studio che si avvale pesantemente di sonorità elettroniche, mentre Yankee Hotel Foxtrot (2002), il loro album più sperimentale, si rivela un miscuglio di arrangiamenti insoliti e melodie sbilenche, un maestoso nonsense che traccia un parallelo tra i Beach Boys di Pet Sounds e i Radiohead di OK Computer.

Will Oldham (1), dal Kentucky, che registrò musica anche sotto gli pseudonimi di Palace Brothers, Palace Songs, Palace Music e Palace, iniziò virtualmente il movimento "alt-country" con There Is No One What Will Take Care of You (1993), un album che rivela le qualità del rock alternativo indipendente nell'esecuzione di musica country vecchio stile. Il folk acustico di Oldham non fu terribilmente emotivo e Days in the Wake (1994) è, forse, la sua espressione più personale.

Il revival acustico si diffuse nel Kentucky, dove i Freakwater erano ancora attivi. Il gruppo era una collaborazione tra la batterista degli Eleventh Dream Day, Janet Bean, e Catherine Ann Irwin, due cantautrici all'apparenza poco interessate al rock alternativo/d'avanguardia del loro tempo, che iniziarono nell'ambito della musica folk primitiva, ma che ambirono, con Old Paint (1995), a rappresentare una scolorita visione dell'umanità in uno stile essenziale e neutro.

L'alt-country, o il "no-depression folk" (dal classico degli Uncle Tupelo), dominò la seconda metà del decennio e influenzò anche gruppi che poco avevano a che fare con il revival acustico. Significativi album del tempo furono: Tales of Brave Ida (1994) degli Ida, da New York, un duo composto dai cantautori Daniel Littleton e Elizabeth Mitchell; Milk and Scissors (1996) degli Handsome Family, da Chicago; Egg Fusion (1996) dei Retsin, dal Kentucky, ovvero le cantautrici Tara Jane O'Neil e Cynthia Lynn Nelson; Dog Days (1995) dei Blue Mountain, dal Mississippi; Let Me Bring You Down (1996) dei Two Dollar Guitar, il progetto del socio di Jad Fair, Tim Foljhan; etc.

In North Carolina, i Whiskeytown (1), una versione punk degli Uncle Tupelo (o una versione country dei Replacements) che potevano contare sul talento combinato del cantante Ryan Adams, della violinista Caitlin Cary e del chitarrista Mike Daly, firmarono forse il miglior disco del lotto: Strangers Almanac (1997).

I Grant Lee Buffalo (1) di Los Angeles, guidati dal chitarrista dei Shiva Burlesque, Grant Lee Phillips, produssero Fuzzy (1993), il cui stile è un power-pop che suonacome folk, uno strano ibrido di American Music Club, Woody Guthrie e Big Star.

D'altro canto, i Citizens' Utilities (1), di Seattle, produssero su Lost and Foundered (1996), No More Medicine (1997), il loro lavoro più significativo, e Sunbreak (1999) una forma barocca di country-rock, facendo affidamento su armonie vocali in tre parti, tanto quanto su dinamiche dense di tensione ed eccentrici tocchi strumentali.

Gli Scud Mountain Boys di Boston furono quasi slo-core su Massachusetts (1996), ma il cantante Joe Pernice formò in seguito i Pernice Brothers, volgendosi all'orchestrazione pop su Overcome by Happiness (1998).

I Willard Grant Conspiracy (1), da Boston, sul monolite introspettivo 3am Sunday @ Fortune Otto's (1996), eseguirono una musica country elegante, evocativa e malinconica che si evolse nelle ballate solenni e depresse di Mojave (1999), un disco che suona, a tratti, come se Chris Isaak interpretasse Harvest di Neil Young o Knocking on Heaven's Door di Bob Dylan.

Il movimento alt-country generò cantautori quali Robbie Fulks, da Chicago, autore di Country Love Songs (1996) e Josh Rouse, dal Tennessee, con Dressed up Like Nebraska (1998).

Il folk cameristico

A metà degli anni '90, una nuova evoluzione del roots-rock si risolse in una sorta di "chamber folk", uno stile folk/country che impiegava una strumentazione allargata e che aleggiava al confine tra noise-rock e post-rock.

Ai Lambchop (11), del Tennessee, va dato il merito di aver dimostrato l'efficacia dell'idea. I brani di I Hope You're Sitting Down (1994) sono artificiosi travestimenti di un delicato e sommesso menestrello (il chitarrista/leader Kurt Wagner) in un labirinto di tastiere, fiati e archi. La musica si rivela più spesso funerea che esuberante, mentre l'atmosfera è l'equivalente di un "film noir" ambientato a Nashville. How I Quit Smoking (1996) è un lavoro più intimo, ma sempre avvolto in arrangiamenti al tempo stesso pastorali, neoclassici, nostalgici e sognanti.

Guidati dal cantante/chitarrista Ted Stevens e dal poli-strumentista Mike Mogis, i Lullaby for the Working Class (11), dal Nebraska, utilizzarono un arsenale di strumenti acustici per comporre canzoni folk fragili e postmoderne in grado di dilatare il concetto di country malinconico dei Palace Brothers. Su Blanket Warm (1996) le voci dei loro strumenti sono disposte come suoni ambientali, trasformando ogni canzone in un dipinto impressionista. Il suono di I Never Even Asked for Light (1997) è sonnolento e astratto, spesso ipnotico, come se cullasse elusive melodie in un mare di toni caldi. Song (1999) riduce ulteriormente la velocità, immergendosi in un sereno dormiveglia. L'effetto cade a metà strada tra Astral Weeks di Van Morrison e la kammermusik di Hindemith.

I Geraldine Fibbers (2) di Los Angeles, fronteggiati dall'ex cantante degli Ethyl Meatplow, Carla Bozulich, colmarono il divario con la cultura urbana nelle storie desolate e iper-realistiche di Lost Somewhere the Earth and My Home (1995). Il power-pop sovversivo di Butch (1997), registrato con il chitarrista jazz Nels Cline, ingloba melodie nostalgiche all'interno di strutture aliene.

A Chicago, il progetto di Darren Richard, Pinetop Seven (1), si specializzò in ballate maestose e post-apocalittiche, arrangiate in uno stile sofisticato che includeva un'ampia gamma di ambientazioni, soprattutto sul terzo album, Bringing Home the Last Great Strike (2000).

Nell'Ohio, i Mysteries of Life, forti di Jacob Smith e Freda Boner, già sezione ritmica degli Antenna, offrirono un'altra imitazione del folk-soul neoclassico di Van Morrison con Keep a Secret (1996).

Del tutto uniche furono le sonorità barocche e new-age dei Subdudes dalla Louisiana.

Country-rock

Il country-rock moderno fu rappresentato al meglio dai Volebeats (1) di Detroit, il cui stile eclettico e schizofrenico, che incorporava musica surf, world music, Ennio Morricone e molte altre influenze, fu immortalato al meglio sul loro quarto album Solitude (2000). In Ohio, gli Ass Ponys (1) idearono una delle più originali variazioni sul country-rock con Mr Superlove (1990), rustico in teoria, ma afflitto da nevrosi urbana in pratica. A Boston i Blood Oranges fusero bluegrass e grunge su The Crying Tree (1994).

In Colorado, i Sixteen Horsepower (1) attaccarono le icone sonore della tradizione rurale americana (sia lo zydeco della Louisiana che il bluegrass del Kentucky) dalla prospettiva nostalgica del californiano folk-rock "acido" su Sackcloth & Ashes (1996); le elegie magistralmente orchestrate di Low Estate (1997) spostarono l'attenzione verso la nobile empatia di David Eugene Edwards.

Tra i lavori che rinnovarono lo stile country con l'impeto e l'eccentricità del rock alternativo ci furono: Bottle Rockets (1993) dei Bottle Rockets, dal Missouri; Toreador of Love (1993) degli Hazel, dall'Oregon, con in formazione il chitarrista Peter Krebs; Play Cell (1994) dei Tilt, da San Francisco; For the Sake of Argument (1995) degli Stranglmartin, dal Kentucky; The Medicine Is All Gone (1998) dei Caustic Resin, dall'Idaho; Too Far to Care (1997), il terzo album degli Old 97, dal Texas.

Al tempo stesso, i cow-punk mutarono in qualcosa di anche più bizzarro. I New Duncan Imperials di Chicago applicarono, su Hanky Panky Party Voo (1990), l'estetica della Bonzo Dog Band alla tradizione country e blues; gli Strapping Fieldhands, dalla Pennsylvania, applicarono invece l'estetica degli Holy Modal Rounders (chitarre atonali e voci grottesche) alla musica folk degli Appalachi su Discus (1994).

I Grifters (11), il progetto dei cantautori Scott Taylor e David Shouse, dal Tennessee, furono i terroristi dell'alt-country: So Happy Together (1992) sta alla musica delle radici come il noise-rock dei Sonic Youth sta al rock classico, un barbarico baccanale psico-industriale che si compatta raramente, una giostra di voci ubriache, chitarre atonali e ritmi erratici. Leggermente meno grottesco e abrasivo, One Sock Missing (1993) evoca anch'esso gli spettri di Captain Beefheart, Red Crayola e Pussy Galore. Un approccio meglio strutturato e più blues affiora su Crappin' You Negative (1994), mentre l'EP Eureka (1995) ultima una sorta di sintesi, offrendo "motivi" sia orecchiabili che demoniaci. Non sorprende quindi che Ain't My Lookout (1996) e Full Blown Possession (1997) finiscono con l'assomigliare ai Rolling Stones.

I Moviola, dall'Ohio, trovarono un equilibrio tra il country-pop e l'acid-rock pesantemente distorto su The Year You Were Born (1996).

Il punk-rock e il bluegrass vennero fusi dai Bad Livers, in Ohio, ad esempio sul sorprendente Hogs on the Highway (1997); dagli Split Lip Rayfield, dal Kansas, ad esempio sul grottesco In the Mud (1999) e dai Blue Rags, in North Carolina.

Folk-rock

Diversi gruppi, di stanza a San Francisco, aggiornarono significativamente il canone folk-rock: gli X-Tal con Reason Is 6/7 of Treason (1990), gli Harm Farm con Spawn (1990), i Bedlam Rovers, con Wallow (1993) e i Tarnation con Gentle Creatures (1995). I migliori di questa scena furono gli Swell (1), i quali deragliarono le strutture arcaiche del blues e del country con dinamiche e arrangiamenti stravaganti. Swell (1991) e, soprattutto, Well? (1993) sono festival di irregolarità, arricchiti inoltre da testi esistenziali.

In ogni caso, i più famosi furono i Counting Crows, il cui stile, su August and Everything After (1993), fu una più semplice riproposta del classico roots-rock (la voce di Van Morrison, le tintinnanti chitarre dei Byrds e l'organo gospel della Band).

I Cracker (1), guidati dall'ex cantante dei Camper Van Beethoven, David Lowery, produssero il virulento roots-rock di Kerosene Hat (1993).

I Cake, di Sacramento, giocarono con stereotipi country, blues, tex-mex, funk, reggae e salsa, rivestendoli su Motorcade Generosity (1994) con curiosi arrangiamenti e un eclettico senso dell'umorismo che evocava Camper Van Beethoven e Primus.

I Third Eye Blind cercarono un percorso intermedio tra l'hard-rock e il folk-rock su Third Eye Blind (1997).

Hootie & the Blowfish, un complesso della South Carolina che debuttò con l'affascinante Cracked Rear View (1994), fu responsabile, assieme ai Counting Crows, della perpetuazione della popolarità del folk-rock.

Guidati da Kevin Griffin, i Better than Ezra (1), dalla Louisiana, conseguirono con Deluxe (1995) un più alto standard di profondità psicologica.

Tra le altre proposte folk-rock vanno inclusi i Wheat (1) di Boston, con il folk-rock leggiadro e malinconico di Medeiros (1997) e Hope and Adams (1999), i Wallflowers di Los Angeles, con Bringing Down the Horse (1996) e gli Appalachian Death Ride (1), dell'Ohio, con Appalachian Death Ride (1996) e, soprattutto, il viscerale, innodico Hobo's Codebook (2003).

Soul-rock

Il blues-rock del sud si mantenne vivo e vegeto, inscenando un significativo ritorno con i Black Crowes (1), dalla Georgia, la cui gustosa imitazione dei Rolling Stones e dei Faces, virata maggiormente verso il soul-rock che verso il blues-rock, su Shake Your Money Maker (1990), fu un'effimera sensazione.

Il folk-rock britannico

Il folk-rock in Inghilterra non era mai morto del tutto, ma si era certamente approssimato alla totale insignificanza con generiche proposte quali Levellers e Bluetones. Alla fine del decennio, il barocco Runa (1996), dei Fire & Ice, e Recorded in State LP (1998), degli Scott 4, venato di hip-hop, contribuirono a rivitalizzare il genere. Una variante originale di roots-rock fu sperimentata dai Gomez su Bring It On (1998), un album che sfrutta più le tecniche di registrazione che la tradizionale scrittura musicale.

La Scozia vantò dispensatori di folk-rock molto più originali. I Belle and Sebastian (2), uno dei complessi guida della seconda metà del decennio, riscoprirono il canto delicatamente sussurrato di Donovan e la sua ingenua miscela di elementi melodici e poetici. Tigermilk (1996) si focalizza sul pahtos intenso di arie sommesse, un apparente ossimoro che la recitazione di Stuart Murdoch trasforma in una nuova forma di arte. Il suo stile fragile e modesto acquisì un aspetto e un'empatia sfarzosi su If You're Feeling Sinister (1997). Molti altri strumenti contribuirono alla magia di The Boy with the Arab Strap (1998) e Fold Your Hands Child (2000), nei quali gli arrangiamenti elaborati interferiscono raramente con le ninnananne strappa lacrime di Murdoch.

Gli Appendix Out, il progetto del cantautore Ali Roberts, si focalizzarono su musica elegante e cadaverica per meditazioni drammatiche sullo spartano The Rye Bears a Poison (1997) e sul più seducente Daylight Saving (1999), una meraviglia di discreti arrangiamenti da camera.

Gli Arab Strap, il progetto del cantante Aidan Moffat e del poli-strumentista Malcolm Middleton, indulsero nelle appassionate e disorientanti atmosfere di Philophobia (1998).

Gli irlandesi Corrs furono di gran lunga il più grande successo commerciale del decennio in fatto di folk-rock, ma solo lontanamente un evento artistico.

World-music

La world-music si fece sempre più sofisticata, ma sempre meno artisti… Tra i lavori più creativi nello sfruttare gli stili etnici si segnalano: Rapid (1997) degli ungheresi Kampec Dolores e The Rhythm of the Ritual (1994) dei belgi Hybryds.

Probabilmente il più creativo tra tutti gli ensemble di world-music nel mondo fu quello dei polacchi Atman (2), i cui Personal Forest (1993) e Tradition (1999) sono collage di surreali miscele di musiche occidentali e orientali, nella vena della Third Ear Band e della Incredible String Band. Il poli-strumentista degli Atman, Marek Styczynski, e la cantante, Anna Nacher, iniziarono un nuovo progetto, Projekt Karpaty Magiczne, o Magic Carpathians Project, concentrandosi su una versione ambient, cosmica e jazz della musica pan-etnica di Atman su Ethnocore II (2001).

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