Storia della Musica Rock: 1976-89

Generi e musicisti del periodo 1976-89
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(Copyright © 2002 Piero Scaruffi) - Traduzione di Massimiliano Osini

Lo-fi pop: 1990-95

Oceania

Il lo-fi pop, la grande invenzione dei musicisti indipendenti della Nuova Zelanda, divenne uno dei principali fenomeni mondiali degli anni '90.

La scena neozelandese fu in gran parte dominata da membri delle vecchie band, e poco fu aggiunto al canone dalle nuove generazioni. I Cakekitchen (1) di Graeme Jefferies distillarono la miscela adulta di melodie austere, filosofia amara e arrangiamenti eleganti di World of Sand (1992), ottenendo infine l'intrepida e rarefatta atmosfera di The Devil and the Deep Blue Sea (1996). Guidati dal chitarrista Alister Parker, i Bailter Space (1) diedero il meglio di sé con il noise-rock atmosferico e ipnotico di Vortura (1994), mettendo a frutto le innovazioni di My Bloody Valentine e Galaxie 500. Gli Underground Lovers (1) aggiornarono il canone psichedelico con Leaves Me Blind (1993), un disco impregnato di sonorità esotiche e mistiche. >I King Loser furono unici nel produrre un fragoroso rumore alla Blue Cheer su Sonic Super Free Hi-Fi (1994) e You Cannot Kill What Does Not Live (1996). Un hard-rock più convenzionale fu invece suonato dai 3Ds.

In Australia, Randall Lee, già chitarrista dei Cannanes, fondò i Nice e gli Ashtray Boy, due tipici esempi di come le dinastie degli anni '80 sopravvissero negli anni '90. All Souls Alive (1994), dei Blackeyed Susans (1), formati dal cantante Rob Snarski e dal bassista Phil Kakulas, deve il fascino delle sue elegie folk/country da camera al chitarrista dei Triffids, David McComb, e al violinista Warren Ellis e al batterista Jim White dei Dirty Three. Untune the Sky (1991) dei Moles, nei quali militava Richard Davies, è forse la stravaganza più affascinante, degna del classico pop della Nuova Zelanda.

Stati Uniti

Il lascito del lo-fi pop fu sentito maggiormente negli ambienti dei college americani. La città di Olympia, vicino a Seattle, già patria dei Beat Happening, vantò la scena più fertile. Tra i nomi più significativi si segnalano: i Some Velvet Sidewalk di Al Larsen, i Kicking Giants, i Lync (la band di Sam Jayne, che in seguito si evolse nei Love as Laughter), gli Spinanes di Rebecca Gates, etc.

Modest Mouse (1) era il nome sotto cui Isaac Brock incise le sentite e sincere vignette di This Is a Long Drive for Someone with Nothing to Think About (1996), una cronaca dilatata di vita quotidiana negli anni '90. I suoi ritratti di vagabondi, perdenti e folli disillusi si fece più acuta e più musicalmente sicura su TheLonesome Crowded West (1998) e sul suo lavoro più sperimentale, Sharpen Your Teeth (2002), realizzato dal suo progetto collaterale Ugly Casanova, con Pall Jenkins dei Black Heart Procession e Tim Rutili dei Califone.

La più influente band lo-fi degli anni '90 furono i Pavement (2). Slanted and Enchanted (1992) è più attitudine che arte, certamente più epigono che originale, ma la sua proposta caotica, erratica e senza pretese non avrebbe potuto essere altro che così, soprattutto se accoppiata alla bizzarra filosofia di Stephen Malkmus. Crooked Rain Crooked Rain (1993) è addirittura amabile e parzialmente innocuo.

Il contagio si diffuse da Los Angeles (Refrigerator, progenitori della "Shrimper scene") a New York (Fan Modine, Fly Ashtray), dal Kansas (Butterglory) alla Virginia (Wingtip Sloat), dall'Oregon (Crabs) a Chicago (Number One Cup) e a Toronto (Dinner Is Ruined).

I Silver Jews (1) di David Berman coniarono, su Starlite Walker (1994), una versione "lo-fi" della boogie-trance dei Velvet Underground, una sorta di incrocio tra Luna e Pavement.

I Crowsdell di Shannon Wright contaminarono lo stile dei Pavement con il roots-rock su Dreamette (1995).

Sfortunatamente, l'idea dei Pavement fu spesso fraintesa nel senso che un mediocre musicista poteva produrre una quantità illimitata di musica infischiandosene di ogni obbligo musicale e i musicisti indipendenti divennero sempre più prolifici.

Il primitivismo

La tradizione più creativa, quella che discendeva da Half Japanese e Residents, fu tenuta in vita da gruppi che sdegnarono il mainstream.

I Trumans Water (2) di San Diego eseguirono Thick Tum (1992) come un complesso di musicisti infastiditi dall'idea di suonare qualsiasi cosa, rendendo ogni canzone simile a una tortura. La loro musica è l'opposto di "intrattenimento", come dimostra Spasm Smash (1993), un carosello di gesti spastici, una sorta di rock'n'roll filtrato dalla no-wave e da Twin Infinitives dei Royal Trux.

I Velocity Girl (2) del Maryland sintetizzarono le sonorità originali del loro tempo, fondendo il noise-rock dei Sonic Youth, l'alt-country degli Uncle Tupelo e le dinamiche lo-fi dei Pavement. Il pop dissonante di Copacetic (1993) è uno studio sui contrasti: tempi effervescenti, chitarre selvaggiamente scordate, il seducente registro pop-soul di Sarah Shannon, ingenue melodie. Simpatico (1994) mette semplicemente a frutto lo stile primitivo di stripellio/improvvisazione da essi stessi inventato per produrre una vivisezione postmoderna di stereotipi pop, soul e addirittura jazz.

Il primitivismo pop ebbe molte facce e produsse in tutti gli Stati Uniti esempi degni di nota: gli Heavy Vegetable di Los Angeles, con The Amazing Undersea Adventures of Aqua Kitty and Friends (1994); i Vegetarian Meat della Pennsylvania, con Let's Pet (1995); i texani Sincola, con What the Nothinghead Said (1995); Quintron della Louisiana, con Internet Feedback 001-011 (1996); gli Home della Florida, con Netherregions (1998); i Kickstand del New Jersey e molti altri.

Suonando come ipotetici Holy Modal Rounders alle prese con spirituals e inni gospel, i Danielson Famile, dal New Jersey, reinventarono la musica cristiana dal punto di vista lo-fi pop su A Prayer for Every Hour (1995). Il bassista dei Trumans Water, Glen "Galaxy" Galloway, dedicò anch'egli il suo progetto, Soul Junk, a temi cristiani, al meglio su 1952 (1995).

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