La Storia della Musica Rock: 1990-1999

Raves, grunge, post-rock, trip-hop

Storia della Musica Rock | 1955-66 | 1967-69 | 1970-75 | 1976-89 | Anni Novanta | 2000
Musicisti del 1955-66 | 1967-69 | 1970-76 | 1977-89 | Anni '90 negli USA | Anni '90 altrove | 2000
Pagina di musica
(Copyright © 2002 Piero Scaruffi & Paolo Latini)

Lo-fi Songwriters

(Traduzione di Paolo Latini)

In un certo senso, gli anni '90 "furono" il decennio dei cantautori, e sempre piu' artisti decisero di intraprendere carriere soliste, piuttosto che cercarsi una band. Tanto la tecnologia (che permetteva di realizzare in casa la propria musica) quanto il "networking" ereditato dalla generazione post-punk(che favoriva collaborazioni piu' fluide) contribuirono ad incrementare il numero di musicisti che registravano solo e semplicemente a loro nome.

In generale, i cantautori degli anni '90, tendevano ad essere piu' docili e umili che negli anni '80 o negli anni '70. I loro maestri erano Joni Mitchell e Leonard Cohen, non Neil Young o Bruce Springsteen.

Di fatto, una delle scuole piu' influenti degli anni '90 fu quella umorale e depressa fondata da Smog a San Francisco, per pura coincidenza la stesaa citta' da cui provenivano American Music Club e Red House Painters (i cui cantanti, Mark Eitzel e Mark Kozelek,seguiranno, infatti, la strada tracciata da Smog). Ovunque si strimpellavano accordi smelenzi, da Los Angeles (Duncan Sheik, Mountain Goats) a Portland (Elliott Smith), a Seattle (Damien Jurado), all'Ohio (Songs:Ohia), a Boston (Mike Johnson, Matt Keating), al New Jersey (Justin Mikulka), alla Pennsylvania (Karl Hendricks), a New York (Jeff Buckley, Dave Schramm, Joseph Arthur). Si estendeva come un virus e divento' quasi un genre a se stante.Vic Chestnutt (Georgia) divideva con Smog l'onore di aver precorso i tempi anticipando questo stile, mentre gli Screaming Trees di Mark Lanegan, fuori Seattle, ne offrirono una versione psichedelica, una sorta di replica di David Crosby e Tim Buckley. In Canada Ron Sexsmith, piu' o meno a meta' decennio, unira' nella sua musica le esperienze di Paul Simon e Leonard Cohen.

Anche San Francisco ha prodotto due stelle "neo-pop": Jason Falkner (poi Jellyfish) e Chris Von Sneidern. Questo era un'altro trend dominante, che tendeva a favorire i veterani del movimento indie-pop: a Los Angeles Frank Black (dei Pixies), in Oregon Eric Matthews (dai Cardinals) e Pete Krebs (dagli Hazel), in Ohio Tobin Sprout (Guided By Voices), in Australia Richard Davies (Cardinals), and Scotsman Edwyn Collins (Orange Juice).

Col passare del tempo, il decennio fu progressivamente segnato dalla gigantesca ombra del bostoniano Stephen Merritt (Magnetic Fields). Arrangiamenti ambiziosi raggiunsero un paradossale primato sul volgere del decennio con i lavori del chicagoiano Archer Prewitt e del canadese Rufus Wainwright.

Presto, gli arrangiamenti eccentrici divennere tanto importanti quanto i testi. Infatti, gli arrangiamenti divennero il punto di forza di musicisti come Sparklehorse in Virginia (una figura dominante verso la fine del decennio), a Washington Sea Saw, a San Francisco Her Space Holiday e VAST, in Connecticut Orange Cake Mix, a Chicago Specula, a Los Angeles Purr Machine, in Indiana Dave Fischoff, in Nebraska Simon Joyner e Bright Eyes, a New York Illyah Kuryahkin, in Australia Ben Lee.

Il maestro degli arrangiamenti, a New York era stato Mark Kramer, es era sempre un esempio influente per le nuove generazioni. E sempre gli arrtangiamenti significavano molto per Mike Gira, che fondamentalmente continuo' i lavori atmosferici degli ultimi Swans.

Los Angeles sembra essere la prossima fermata nell'evoluzione del genere. Beck ha introdotto l'eccentricita' nello stardom e ha cambiato il modo in cui i cantautori sono visti dalla gente comune. ALos Angeles, anche celebrate stars del grunge come John Frusciante (Red Hot Chili Peppers) e Scott Weiland (Stone Temple Pilot) ebbero una seconda vita da bardi eccentrici.

La tradizione folk/country, da sempre estranea al pop, ha comunque contribuito producendo interessanti eredi di Townes Van Zandt o Neil Young, come Richard Buckner a San Francisco, in Oregon Varnaline, a Seattle Gerald Collier e Pedro The Lion, a New York Joe Henry, Paleface e Jim White, in Ohio Tim Easton, e in Kansas Freedy Johnston, forse il migliore fra questi ultimi. Il movimento alt-country ha generato cantautori come Robbie Fulks a Chicago, e Josh Rouse nel Tennessee, e, ovviamente, il padre di tutti loro, Will Oldham nel Kentucky.

I cantautori di blues bianco erano oscurati da Sue Foley (Canada),Chris Whitley (Texas), Paul K (Kentucky), Ben Harper (San Francisco), e Beth Hart (Los Angeles).

Van Morrison e Tom Waits erano le influenze principali per gli inglesi:David Gray e Jackie Leven (Doll By Doll), lo scozzese Chris Connelly e i neozelandesi Starlings. L'elaborato pop orchestrale anglosassone di Divine Comedy e Spare Snare rappresentano gli eccessi di questa scuola.

Il populismo (a` la Bruce Springsteen, Tom Petty, John Mellencamp, etc) ebbe molti veterani della generazione punk: a Los Angeles Mike Watt (Minutemen), e in Minnesota Grant Hart (Husker Du), Bob Mould (Husker Du), Chris Mars (Replacements), Paul Westerberg (Replacements). Un populista arguto, tristemente trascurato, ha deliziato il Canada: Bob Wiseman. L'irlandese Luka Bloom ha ripreso la tradizione celtica.

Verso la fine del decennio, Chicago ha dato i natali a due stravaganti satiri nello stile di David Peel: Bobby Conn e Lonesome Organist.

Le donne ebbero i loro molti stili. Lanciata dal successo dei loro vecchi idoli, la nuova generazione assunse toni piu' aggressivi, crudi e sarcastici: Sheryl Crow e Meredith Brooks a Los Angeles, Liz Phair a Chicago, Alanis Morissette in Canada, DQE in Georgia, e, ovviamente, Sinead O'Connor in Irlanda, una delle donne piu' famose e maggiormente presente in televisione dell'epoca, seguite in Inghilterra da P.J. Harvey, la piu' aggressiv adi tutte.

L'eccezione era New York, dove una strana forma di narrazione lo-fi psichedelica fu coniata da Azalia Snail, Jarboe, Judy Dunaway e Lida Husik.

Contemporaneamente, le "ladies" continuavano la nobile e intellettuale saga introspettiva iniziata con Joni Mitchell. New York ebbe quattro tra la piu' significative cantanti/compositrici del decennio: Robin Holcomb, Cat Power, Natalie Merchant, Fiona Apple, Lauryn Hill; dopo New York veniva Los Angeles con Tori Amos, Lili Haydn, e la piu' celebrata tra tutte, Jewel (da San Diego), che era anche la piu' vicina al modello Joni Mitchell. Le regine della musica intimista di Boston erano tre veterane: le Blake Babies di Juliana Hatfield, le Throwing Muses di Kristin Hersh, e le Til' Tuesday di Aimee Mann. Susan Voelz (Wisconsin), Danielle Howle (South Carolina), Shannon Wright (North caarolina), Julie Doiron (Canada) e in particolare Edith Frost (Texas) non erano famose, ma di certo nemmeno da trascurare. Una delle piu' commoventi voci del decennio era di una umile violinista dell'Ohio: Lisa Germano.

La forma piu' tradizionale del cantautorato folk femminile persisteva a Seattle con Lois Maffeo (una delle prime teste del movimento "riot grrrrls"), Neko Case e Sarah Dougher; a queste si aggiungono Jill Sobule (Colorado), Iris Dement (Arkansas), Joan Osborne (New York), Suddenly Tammy (Pennsylvania), Tara Key (Kentucky), e Ani DiFranco (probabilmente la migliore di tutte).

Le divette pop-soul venivano sempre allevate a New York (Mariah Carey, una delle piu' vendute di ogni tempo, Poe, Sophie Hawkins, Alana Davis).

Alla fine del decennio, le compositrici femminili ritornarono indietro fino agli strani arrangiamenti dei folksingers psichedelici della New York dei primi anni '90 (Snail, Jarboe, Husik). Impressionanti ed eccentrici debut albums furono registrati a Seattle da Julie Ruin e Heather Duby e in Olanda da Solex.

Per finire, il filone atmosferico iniziato negli anni '80 con Enya, ebbe molti proseliti in Inghilterra: Beth Orton, Heather Nova, Kate St John, Katell Keineg, Sally Doherty, e (su toni piu' esotici) Natacha Atlas. Conunque, la piu' influente tra le cantautrici dei '90 non era ne' americana ne' britannica, ma islandese: Bjork.

L'intero modello del "cantautorato" ha subito una rivoluzione con l'avvento dei rapper bianchi come Eminem, che introdussero non solo le rime sincopate ma anche i contenuti brutali della musica rap tra i giovani bianchi intellettuali.


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