Storia della Musica Rock: 1976-89

Generi e musicisti del periodo 1976-89
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(Copyright © 2002 Piero Scaruffi) - Traduzione di Massimiliano Osini

Il ritorno della musica industriale: 1990-98

Aggro

Nata come sotto-genere della new-wave, la musica industriale ha in seguito esplorato un ampio e incontrollato spettro di generi, dalla musica dance al rumore bianco.

Per tutti gli anni '90, lo stile brutale dei Nine Inch Nails (NIN) imperversò per gli Stati Uniti. La musica industriale divenne un fenomeno di massa con la loro viscerale etica punk applicata a ritmi e arrangiamenti meccanici. Allo stesso tempo, l'influenza dello stile "aggro" dei KMFDM fu meno ovvia ma non meno diffusa, essendo la maggior parte dei complessi intenti a sperimentare diverse variazioni della fusione tra chitarre heavy-metal e macchine elettroniche.

I Grotus di San Francisco furono tra i pochi a percorrere nuove strade nella contaminazione tra musica industriale e rock, utilizzando una schiera di sintetizzatori, campionatori, giradischi e batteria tradizionale su Slow Motion Apocalypse (1993).

Tra i seguaci dei NIN a Chicago vanno citati: i Filter, ovvero Richard Patrick e Bryan Liesegang, i quali furono soprattutto imitatori su Short Bus (1994); gli Stabbing Westward, con Ungod (1994); gli Acumen (1), che scatenarono la furia metal-industriale di Territory = Universe (1996) e poi mutarono nei DJ? Acucrack, per sviluppare un esperimento analogo, con una brutale versione di techno e drum'n'bass completamente elettronica, al meglio espressa su Mutants of Sound (1998).

In Texas, gli Skrew (2), formati dal frontman degli Angkor Wat, Adam Grossman, si dedicarono con Burning in Water Drowning in Flame (1992) e, soprattutto, con Dusted (1994) a un suono più pesante e frenetico.

I Sister Machine Gun (1) di New York, il progetto del tastierista Chris Randall, offrirono una più melodica versione dei KMFDM su Torture Technique (1994).

Gli imitatori di Nine Inch Nails e KMFDM abbondarono in tutto il paese: Ethyl Meatplow, di Los Angeles, con Happy Days, Sweetheart (1993); gli Electric Hellfire Club, di Chicago, con un classico del rock satanico quale Burn Baby Burn (1993); i Chemlab, di New York, con Burn out at the Hydrogen Bar (1993); gli Hate Dept, di San Francisco, con Meat Your Maker (1994); 16 Volt (Eric Powell), dall'Oregon, con Skin (1994); gli SMP (1), o Synthesia Murder Program, di Seattle, con Stalemate (1995); i Kevorkian Death Cycle, di Los Angeles, con Collection for Injection (1996); i Gravity Kills (1), dal Missouri, con Gravity Kills (1996); i Bile, di New York, con Teknowhore (1996); i Society Burning (1), dal Colorado, autori di uno dei lavori più violenti, Tactiq (1997); Hell3ent (Bryant Black), dall'Oregon, con Helium (1998); i Machines of Loving Grace, dall'Arizona; Prick, ovvero Kevin McMahon, dall'Ohio; etc.

I Drown (1), di Los Angeles, sposarono il genere con il prog-metal su Hold on to the Hollow (1994); i God Lives Underwater, della Pennsylvania, lo sposarono con il synth-pop dei Depeche Mode sul completamente elettronico Life in the So-Called Space Age (1998). Nella maggior parte dei casi, il metal industriale divenne un semplice pretesto per produrre cadenze ballabili.

Il gruppo più originale fu quello dei Girls Vs Boys (11), formati a Washington dal chitarrista dei Soulside, Scott McCloud, dal batterista Alexis Fleisig e dal bassista Johnny Temple, a cui si aggiunse il tastierista degli Edsel, Eli Janney (Silas Greene). Le loro radici hardcore vengono sradicate da paesaggi sonori freddi, cupi e jazzati su Tropic of Scorpio (1992), un lavoro che esplora i morbosi fondali espressionisti della musica industriale, piuttosto che le sue brutali sfumature. Janney si sdoppia al basso per il più compatto Venus Luxure No.1 Baby (1993), alternato tra calme meditazioni atmosferiche e devastanti scoppi di energia, il primo che irradia uno spleen infernale, il secondo che assale con chitarre atonali e tastiere dissonanti al di sopra di ritmiche spasmodiche, formate da pulsanti linee di basso e catastrofici martellamenti di batteria. La fatale anemia di Nick Drake incontra gli psicodrammi efferati e abrasivi dei Big Black. Cruise Yourself (1994) e House of GVSB (1996) si concentrano sulla bruttezza di quel suono, facendo leva su densi caleidoscopi di effetti sonori. McCloud concluse poi la sua ricerca sonora col progetto New Wet Kojak (2), i cui New Wet Kojak (1995) e Nasty International (1997) sono studi fitti e oscuri, che miscelano l'elettronica con il jazz in modo da creare misteriose atmosfere memori di Robert Wyatt e dei Morphine.

In Europa, l'aggro dei KMFMD progredì grazie a lavori quali: Excluded (1990) del danese Klute (Claus Larsen dei Leaether Strip); Pariah (1991) dei danesi Sloppy Wrenchbody; Combat Shock (1994) degli svizzeri Swamp Terrorists; Assassins Dk United (1994) dei danesi Psychopomps; Transmission Pervous (1995) dei tedeschi Steril (1); Misery Loves Co (1995) degli svedesi Misery Loves Co; etc.

In Gran Bretagna, i Cubanate (1) miscelarono come nessun altro solenni riff di chitarra, demoniache pulsazioni elettroniche e urla sub-umane su Cyberia (1994). Dal canto loro, i Pitch Shifter furono i principali discepoli del grindcore industriale dei Godflesh.

L'EBM nel mondo

L'EBM ("Electronic Body Music" o "electro"), nata da gruppi quali Cabaret Voltaire, Front Line Assembly, Skinny Puppy, Front 242, divenne più abrasiva, brutale e viscerale con Brainstorming (1992) dei tedeschi Yelworc (Domink van Reich), Solitary Confinement (1992) dei danesi Leaether Strip (Claus Larsen), Stored Images (1995) dei belgi Suicide Commando (ovvero Johan Van Roy), Bunkertor 7 (1995) dei tedeschi :Wumpscut: (Rudy Ratzinger), Unburied (1997) degli spagnoli Allied Vision (Oscar Storm), El Dia de la Ira (1998) dei messicani Hocico, etc.

L'EBM americano, d'altro canto, fu per lo più una grottesca mutazione di quello europeo. I Mentallo & the Fixer (2) fusero synth-pop, EBM ed elettronica dissonante per le visioni infernali di Revelations 23 (1993) e Where Angels Fear to Tread (1994). A San Francisco i Battery si affidarono alla cantante Maria Azevedo, che da la miglior prova di sé su Distance (1997), per mostrare una formidabile grinta. Gli Scar Tissue (1) di San Francisco incisero uno dei lavori più innovativi e complessi, TMOTD (1997). Da San Francisco, Xorcist (Peter Stone) fu una delle proposte di dance gotica ad avere più successo, al meglio rappresentato da Damned Souls (1992).

Music "for" the Death Factory

Il dogma originario della musica industriale, scrivere colonne sonore di rumore bianco per rappresentare l'orrore psicologico della società industriale, sopravvisse nei lavori di scultori sonori sparsi in tutto il mondo.

I più radicali furono i neozelandesi Dead C (13), vale a dire Michael Morley e Bruce Russell. La primitiva cacofonia chitarristica di DR503 (1987) si evolse prima in Trapdoor Fucking Exit (1990), che armonizza raga-rock, acid-rock, Sister Ray dei Velvet Underground e Dark Star dei Grateful Dead, e, in seguito, nelle improvvisate jam psichedeliche da camera di Harsh '70s Reality (1992), i cui paesaggi sonori, spogliati del ritmo e rivestiti di rumori molesti ed elettronica dissonante, evocano sia la Metal Machine Music di Lou Reed che le sculture sonore di Gordon Mumma. Improvvisazioni ancor più anti-atmosferiche fanno capolino su The Operation of the Sun (1993). Se Brian Eno ha inventato la musica che non deve essere ascoltata, i Dead C hanno inventato la musica che è impossibile ascoltare. In ogni caso, parvenze di ballate si intravedono tra la fitta nebbia magmatica di White House (1995), una delle loro più emozionanti "sculture", Repent (1996) e Tusk (1998).

Il progetto di Morley, Gate (2), si compiacque delle ballate iper-abrasive e dilatate di Dew Line (1994), ma progressivamente si evolse verso la delicata e languida musica elettronico-digitale di The Lavender Head (1998).

La collaborazione di Russell con il violinista Alastair Galbraith, A Handful of Dust (1), è rappresentata al meglio dalle due lunghe improvvisazioni di The Philosophik Mercury (1994) e da City of God, da Jerusalem Street of Graves (1998)

La trilogia di album solisti di Bruce Russell, Project for a Revolution in New York (1998), Maximalist Mantra Music (2000) e Painting the Passports Brown (2001), si focalizza sulla qualità atmosferica delle sue estese composizioni per chitarra distorta ed elettronica da camera da letto.

Tra i dispensatori di rumore vanno citati: i tedeschi Genocide Organ, il cui Leichenlinie (1989) è stato uno dei più terrificanti dischi a tracciare un ponte tra la vecchia e la nuova scuola; i Namanax, di Philadelphia, con Multi-Phase Electrodynamics (1993); gli Illusion of Safety, di Chicago, il progetto of Dan Burke e Jim O'Rourke, specializzati in macabra angoscia su album quali Cancer (1992); i Dead Voces on Air (1), formati a Vancouver dall'ex collaboratore dei Zoviet France, Mark Spybey, con New Worlds Machine (1995); etc.

Il pandemonio percussivo dei Crash Worship di San Diego fù quasi unico e a mala pena documentato su Triplemania II (1995). Anche i TchKung di Seattle inscenarono spettacoli tribali che offrirono vividi scorci di decadimento industriale accompagnati da declamazioni politiche su Tchkung (1995).

L'assente principale negli anni '90 fu la Gran Bretagna, che era stata la patria dei fondatori del genere. Forse l'unica significativa aggiunta al canone venne dai Towering Inferno (1), che sintetizzarono venti anni di esperimenti con la terrificante opera multimediale Kaddish (1994).

L'hardcore digitale

Diversi complessi avevano giocato con la fusione tra techno e rock. Ad esempio, i Babyland, di San Francisco, avevano suonato la techno con la furia del punk-rock su You Suck Crap (1992).

Una sintesi di gran lunga più significativa fu raggiunta in Germania dagli Atari Teenage Riot (10), il progetto del programmatore berlinese e anarchico Alec Empire (Alexander Wilke) e dei due cantanti Carl Crack e Hanin Elias. L'"hardcore digitale" di Delete Yourself (1995) traccia un ponte tra punk-rock e techno attraverso l'uso di ritmi supersonici, riff heavy-metal, testi agit-prop ed effetti sonori da videogame. Alec Empire (2), il giovane arrabbiato della techno, sperimentò con ogni sorta di stili, tra i quali l'elettronico Les étoiles des filles mortes (1996), che mostra l'influenza del compositore d'avanguardia Karlheinz Stockhausen e vira verso la musica ambient-gotica; il "drill and bass" di The Destroyer (1996) e l'inquietante elettronica free-jazz di The Curse of the Golden Vampire (1998), una collaborazione con la mente dei Techno Animal, Kevin Martin.

Gli EC8OR, ovvero il tastierista francese Patric Catani e la cantante tedesca Gina D'Iorio, condussero una simile campagna con All of Us Can Be Rich (1997), un assalto sonoro terrificante, lancinante e interminabile, composto da cadenze da bulldozer, distorsioni astruse e riff death-metal.

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