Il country


Storia del Rock | 1955-66 | 1967-69 | 1970-75 | 1976-89 | Anni '90 | 2000
Musicisti del 1955-66 | 1967-69 | 1970-76 | 1977-89 | Anni '90 US | Anni '90 non-US | Anni 2000
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(Copyright © 2002 Piero Scaruffi )

Indice dei capitoli originali del volume 1 della Storia del Rock

La musica leggera bianca
Il Blues
Il Country
Il Rhythm and Blues
Il Rock and Roll
La Musica Leggera Rock
Il Beat
Il soul
Il Greenwich Movement
Dal Surf al Folk-rock

Il folk bianco

La musica popolare bianca che si era formata nei primi quattro secoli di colonizzazione del Nuovo Mondo era rimasta allo stato selvaggio fino al principio del secolo, tramandata per via orale di generazione in generazione e assolutamente ignorata dagli ambienti musicali.

Soltanto nel Novecento, quando la musica leggera aveva ormai soppiantato del tutto la "old-time music" nel novero degli intrattenimenti popolari, sorse un vero interesse etno-musicale per quelle vecchie canzoni, e al lavoro delle "string band", custodi sacerdotali delle melodie, si aggiunsero le ricerche dei musicologhi.

Nel 1908 venne pubblicata la prima raccolta di canzoni dei cowboy, e due anni dopo John Lomax diede alle stampe "Cowboy Songs and Other Frontier Ballads", opera la cui diffusione e influenza fu capitale per conferire status artistico alla folksong americana.

Oggetto dell'interesse dei musicologhi fu inizialmente la Virginia (in particolare le Cumberland Mountains al confine con il Kentucky e il Tennessee), piu` che altro per il mito creato da Cecil Sharp nella sua raccolta del 1919. Sharp descrisse gli Appalacchi come un santuario remoto e incontaminato, i cui abitanti, i cosiddetti "mountaneer", isolati dal resto del mondo, e legati da severi codici morali, rappresentavano la razza pura americana.

Grazie a questa idealizzazione delle "mountain", per anni gli studiosi si concentrarono soltanto su questa zona. Oggi sappiamo, pero`, che in realta` ogni angolo degli States stava producendo folksong, e in particolare il Sud rurale. I canti piu` antichi conservavano la struttura modale del folk britannico, che si sarebbe presto persa per il dilagare della strumentazione e pertanto dell'armonia. Originariamente le ballate folk erano pero` cantate senza accompagnamento, in un registro acuto e nasale, in un tono distaccato e impersonale.

Un fenomeno decisivo per l'evoluzione del canto fu rappresentato dalla calata delle sette religiose fondamentaliste (metodisti, battisti e presbiteriani). Queste religioni si battevano contro la rigidita` del cerimoniale e la burocrazia ecclesiastica. Divennero percio` molto popolari presso le rozze popolazioni della Frontiera, che mal sopportavano dottrine e sermoni. Fra le novita` introdotte da queste chiese vi fu appunto l'usanza di cantare in coro. Questo costume domenicale favori` il formarsi di gruppi vocali anche fuori dalle chiese. In questi cori da chiesa il tenore cantava ancora nel registro acuto e nasale, sovrastando lo stesso cantante principale, ed era considerato tanto piu` sofisticato quanto piu` la sua voce approssimava il tono delle campane. La Chiesa fu importante anche nello stabilire l'umore delle ballate: essendo indirizzate ad un uditorio calvinista, riflettevano la tragica attesa della imminente punizione divina con un tono mesto e rassegnato. Quel tono di auto-commiserazione sarebbe rimasto come un marchio di fabbrica.

Contrariamente a quanto comunemente si crede, non furono i famosi cantanti pop delle grandi citta` a saccheggiare il patrimonio folk, ma i cantanti folk di paese ad acquisire e adattare tutto cio` che capitava loro di sentire: opera, canzone, blues. Fu per imitazione che i folksinger imbracciarono gli strumenti. E da questo processo continuo di assimilazione ebbe origine la old-time music.

Anche per la musica popolare bianca fu fondamentale l'avvento della radio e la sua diffusione a macchia d'olio durante gli anni '20. Furono le stazioni radio del Sud le prime istituzioni a prestare attenzione ai folksinger locali. Leggenda vuole che sia stata la WSM di Georgia la prima a trasmettere una canzone folk, nel 1922, ma la piu` importante fu la WBAP di Fort Worth, che inauguro` le trasmissioni cosiddette di "barn dance".

Fu quello l'anno in cui un oscuro suonatore texano di fiddle, Eck Robertson, incise il primo disco di old-time music. A riconoscere le potenzialita` di mercato del genere furono due personaggi pittoreschi: il talent scout Ralph Peer, che lavorava per la Okeh di New York, e il commerciante Polk Brockman, titolare di un negozio di fonografi ad Atlanta. Atlanta aveva a quei tempi la densita` piu` alta di folksinger e fiddler: Brockman li conosceva uno per uno e convinse Peer a farli incidere. Brockman allesti` uno studio di registrazione in una soffitta vacante e Peer condusse le audizioni. Era il 14 Giugno 1923 quando venne registrato il disco numero 4890 della Okeh: John Carson che cantava e suonava due pezzi rurali. Era l'inizio della musica "hillbilly".

Negli anni seguenti tutte le maggiori case discografiche accorsero al Sud a registrare talenti locali. Il successo nelle cittadine del Sud fu enorme, anche se del tutto ignoto agli abitanti delle grandi citta` del Nord. Fu Vernon Dalhart il tenore pop che per primo incise canzoni del genere hillbilly decretandone l'accettazione a livello nazionale, soprattutto quando Prisoner vendette sei milioni di copie.

Old-time music

L'old-time music (OTM) bianca nasce grosso modo dall'incontro fra la musica da ballo britannica (che fornisce in massima parte la strumentazione e le melodie di base) e la civilta` del Nuovo Mondo (che fornisce l'arrangiamento e lo stile di interpretazione). Per esempio, i puritani portarono dalla madrepatria un copioso repertorio di ballate (nonche' di canti sacri), ma al tempo stesso nel West si sviluppo' il pittoresco folklore dei cowboy, negli Appalacchi si formo' una canzone di "lavoro", e durante le varie guerre (indiane, messicane, di Secessione) nacquero marce e inni.

La musica dei bianchi risente poi dell'influsso di quella dei neri, sia nella strumentazione (il banjo, ovvero il "bahnjour" dell'Africa Occidentale, introdotto dai primi schiavi neri nel Seicento e reso popolare dai minstrel show) sia nei ritmi (ragtime, blues, swing) sia nell'interpretazione (spiritual, gospel). E risente degli apporti delle altre etnie di origine europea, principalmente quella francese (cajun) e poi quella spagnola (flamenco, l'uso stesso della chitarra) e latino-americana (calypso).

La strumentazione comprende, oltre al banjo, violino (lo strumento piu` arcaico, detto "fiddle" per distinguerlo dal "violin" della musica classica, principale differenza quella che il fiddler canta anche, cioe` lo usa come accompagnamento) e chitarra (ma soltanto a partire dal primo Novecento), o altri strumenti locali di origine europea (per esempio, la fisarmonica in Louisiana). Gli stili principali sono: .IP - il vaudeville/medicine show (gli spettacoli musicali itineranti dei "physick wagon") .IP - la musica da ballo (musica a conduzione familiare derivata da jig, reel, square e dalle quadriglie) .IP - le ballate native ("child" e "sharp", ballate sentimentali e religiose di origine pur sempre europea) .IP - le ballate cronachistiche di vita americana (la ferrovia, la miniera, la prateria, il villaggio, l'immigrazione, gli eroi, i fuorilegge)

L'aggregarsi di piu` strumenti diede origine alle string band, passo decisivo verso l'assimilazione del sincopato spirito urbano e di elementi jazz, classici e canzonettistici.

I borghesi delle grandi citta` del Nord avevano a disposizione le ultime novita' europee. Nelle cittadine di provincia, viceversa, la borghesia aveva bisogno di altro, essenzialmente per accompagnare le cerimonie, religiose o civili: musica per "church meeting" (i cosiddetti "white spiritual": armonie solenni, vocali od organistiche) e per "camp meeting" (ritiri spirituali interrazziali all'aperto: bande cittadine con gran spiegamento di fiati e percussioni).

L'old-time music vera e propria ebbe pertanto un singolare carattere regionale, che la relego' a quella zona conservatrice e tradizionalista non contaminata dal capitalismo metropolitano, non coinvolta nei grandi fenomeni migratori, culturalmente isolata e con un'eta` sufficientemente anziana da poter vantare una popolazione omogenea.

I rambler

Dopo la prima guerra mondiale il paese era percorso da diversi "rambler", musicisti folk girovaghi abituati a vivere alla giornata. La tradizione dei rambler fu la via maestra della musica popolare bianca americana. Vi passarono tutte le prime star del genere.

La specialita` degli anni '20 furono le "event song", canzoni moralistiche che prendevano lo spunto da qualche fatto di cronaca di grande risonanza. La prima e piu` famosa fu forse quella di Henry Whitter, The Wreck Of The Old 97 (1924), su un disastro ferroviario (la prima "railroad song"), seguita da Death Of Floyd Collins (1926) di Andrew Jenkins, su un minatore morto nel crollo di una cava. Ma il dominatore del genere fu Bob Miller, autore di Twentyone Years (prima "prison song").

Degno di nota Dock Boggs, musicista country (bianco) che suonava il banjo imitando le chitarre dei bluesman neri e che nel 1927 registro` sette brani per la Brunswick, riediti su Country Blues (Revanant): sei sono blues delle piantagioni e uno, Sugar Baby, e` quello che trent'anni dopo chiameranno rockabilly...

A quel tempo l'old-time music si era diffusa soprattutto nelle pianure popolose (forma "hillbilly", condotta dalla chitarra, contaminata dai vari generi che confluivano nelle citta') e nelle zone montuose dell'Est (forma "mountain": violino e banjo, la tradizione britannica ancora intatta). A sua volta la forma mountain, influenzata da church e camp meeting, si era separata in una forma vocale, la cui star fu Jimmie Rodgers, il cantante che rese popolare il canto yodel, e in una forma strumentale, quest'ultima rappresentata dalle string-band.

La Carter Family (Alvin, Sara e Maybellene) fu che dal 1926 al 1941 l'istituzione della forma "hillbilly", con un patrimonio di circa 300 canzoni, fra cui: My Clinch Mountain Home, Will The Circle Be Unbroken, Worried Man Blues, Foggy Mountain Top, Keep On The Sunny Side, Wild Woodflower (1928, il loro hit maggiore e il capolavoro strumentale di Maybelle). Fu questo trio vocale (Sara la conduttrice, Alvin la voce bassa, Maybelle la voce alta) a definire una volta per tutte lo stile di canto "close-harmony". Maybelle, che e` stata una delle chitarriste folk piu` influenti con il suo stile flat-picking, prosegui` la tradizionale familiare formando un quartetto piu` convenzionale con le tre figlie, fra cui la June autrice di Ring Of Fire e Wall To Wall Love e la Helen di Poor Old Heartsick Me.

Particolare importanza ebbero gli strumentisti: i fenomenali banjoisti Charlie Poole dei North Carolina Ramblers (loro sigla l'immortale Don't Let Your Deal Go Down, 1925, e loro capolavoro il Cannonball Blues) e Dave Macon, dominatore del mercato dei 78 giri negli anni ruggenti (Keep My Skillet Good And Greasy, 1924, Chewing Gum, 1924), entrambi trait d'union fra il placido lineare stile "mountain" e il rapido sincopato stile "bluegrass", i primi a usare lo strumento come qualcosa di piu` di un semplice aggiuntivo ritmico; il chitarrista cieco Riley Puckett, che, analogamente, ebbe un ruolo fondamentale nel trasformare la chitarra da strumento a percussione a duttile strumento di accompagnamento.

Il western swing

L'old-time music, procedendo dagli stati sud-orientali verso Ovest, rastrello' una grande varieta` di generi popolari, sicche' gli anni '30, con il primo boom del disco e della radio, furono un'epoca di intrecci paradossali, ma determinanti. Negli stati sud-occidentali sboccio` il "country & western", amalgama di tradizione sud-orientale e di motivi folkloristici locali, con tendenza all'improvvisazione.

Poi, verso la meta` del decennio, il country & western dei cowboy e lo swing delle grandi orchestre bianche cittadine si fusero dando origine al "western swing". Il genere segno` il passaggio dalle antiche string-band rurali alle moderne orchestre da ballo, e divenne un po' la colonna sonora del New Deal.

Il texano Bob Wills, attivo dal 1932, fu il principale responsabile dell' introduzione nel country di strumenti come la batteria, i fiati e la chitarra elettrica. Gli strumenti a corda tradizionali si limitavano ad assecondare i riff dei fiati, i quali suonavano piu` prossimi agli ottoni dei combo neri di New Orleans che alle big band del jazz.

I suoi Texas Playboys divennero l' orchestra da ballo piu` richiesta dell'era. San Antonio Rose (1940) fu il brano che ne fece una star nazionale. Il sound fortemente cadenzato, con le improvvisazioni jazzistiche della steel e le contorsioni del fiddle, fu, con il contemporaneo honky-tonk, il maggior stimolo all'evoluzione del country.

Cajun

La Bajou County (attorno a Lafayette, in Louisiana) e` una terra di paludi ed acquitrini. "Bayou" e` il nome con cui vengono chiamati i rami paludosi dei fiumi: il bayou e` sorgente di cibo, di lavoro e di ricreazione. La zona venne popolata nel 1750 dai canadesi di lingua francese esuli o deportati dalla Nova Scotia (o Acadia) dopo che gli inglesi presero possesso di quella terra (la Louisiana era rimasta l'unica colonia francese).

Gli acadiani coniarono un patois franco-americano, il "cajun", suonato con fiddle, accordion (strumento di origine tedesca), ti-fer (triangolo), un folk stomping ed emozionale reso famoso dalle danze "fais-do-do" che si tenevano per le strade, variazione bianca del sound di colore di New Orleans.

I classici tradizionali del genere si chiamano Crying Waltz e Hold My False Teeth.

A loro volta i neri della zona inventarono lo "zydeco", una specie di blues francesizzato.

Honky-tonk

Gli anni '30 videro un'esplosione economica del Texas e degli stati limitrofi, che si urbanizzarono rapidamente. Di pari passo l'epicentro della musica country si sposto` verso Ovest.

Fu allora che venne alla ribalta la dinastia dei grandi cantanti di "honky-tonk", i cantanti da saloon del Sud (in gergo l'"honky-tonk" e` la fabbrica di gin). Lo stile divenne presto sinonimo di "cowboy", con tutta l'iconografia romantica che il termine porta con se`, soprattutto dopo il successo di Gene Autry, il "singing cowboy" per eccellenza (Silver Hairde Daddy Of Mine, 1931).

La vendita illecita di alcoolici era dilagata negli anni '30, durante il boom del petrolio, soprattutto nelle taverne all'aperto che disponevano anche di una pista da ballo (piu` che altro un pavimento di legno). Questi saloon, che generalmente correvano tutt'intorno alle citta'-fungo, vennero denominate appunto "honky-tonk". Per effetto dei fumi, dell'alcool e del baccano, il country perdeva la sua rispettabilita` borghese e si trasformava in una musica umoristica, molto ritmata e fracassona. Il miglior esempio dello stile originale e` forse il boogie Honkytonk Train (1929) di Meade Lux Lewis.

Iniziata da Jimmie Rodgers, la dinastia prosegui` con il suo discepolo Ernest Tubb (Walking The Floor, 1942), il primo artista country ad usare una chitarra elettrica e quello che codifico` lo stile nella versione i Nashville, e Lefty Frizzell (If You've Got The Money, 1949, Long Black Veil, 1959, Saginaw Michigan, 1964), entrambi texani.

Agli inizi (negli anni '40) questo genere ibrido di country e musica leggera era visto di malocchio dai puristi, ma la popolarita` conquistata dai suoi esponenti fu tanta e tale che fini` per prevalere persino sul country originale. Si affermo` allora il piu` grande interprete di honky-tonk, Hank Williams, l'unico a saperne catturare il vero spirito da saloon.

Negli anni '60 si assistette a un limitato revival del genere, che favori` l'emergere di nuove personalita`, tutte texane naturalmente, fra le quali Ray Price, compromesso con il western swing (Crazy Arms, 1956), Johnny Horton (Honkytonk Man, 1956, e Battle Of New Orleans, una ballata marziale sulla Secessione che fu uno dei maggiori successi del 1959 e che origino` la moda delle "saga song"), Jim Reeves (Four Walls), e George Jones (The Race Is On, 1965), il meno originale ma anche il piu` tipico.

Il bluegrass

Durante gli anni '30 si formarono numerose coppie di cantanti- strumentisti (sovente fratelli) che imposero uno stile piu` commerciale, caratterizzato da velocita` di esecuzione e pulizia formale, e dal recupero dell'ispirazione domestica della musica popolare bianca.

I Delmore Brothers (Alton l'autore) furono i primi ad adattare senza remore le canzoni e i ritmi dei neri. Il loro repertorio comprendeva ragtime, "novelty song" (Brown Ferry Blues), e canzoni sentimentali. I Delmore usarono sempre le chitarre (la sei corde e la tenore) come strumenti guida.

Dal "brother style" dei cantanti strumentisti ebbe origine il "bluegrass", versione veloce e virtuosistica della "mountain music" strumentale, in pratica un dixieland in chiave country and western.

I complessi con chitarra e mandolino divennero molto popolari durante quel decennio, a partire dai Blue Sky Boys, ovvero Bill e Earl Bolick, ultimi grandi eredi della tradizione "mountain", e autori di Sunny Side Of Life (1935). Uno di questi era quello dei fratelli Monroe, Bill (canto e mandolino) e Charlie (chitarra), resi celebri da Kentucky Waltz (1934). Nel 1938 i due si separarono e Bill formo` un complesso con chitarra, fiddle e contrabbasso che battezzo' Blue Grass Boys in onore del suo stato (la "bluegrass" e` l'erba del Kentucky). In questo periodo lo stile di Monroe non differiva molto dalle tradizionali string-band del country, e le sue composizioni divennero presto molto popolari senza essere associate alla nascita di un nuovo genere. Le sue composizioni piu` celebri sono: Uncle Pen, Blue Moon Of Kentucky (la cui melodia e` divenuta quasi un inno nazionale del bluegrass), Foggy Mountain Breakdown, My Rose Of Old Kentucky, classici ripresi un po' da tutti. Ma e` soprattutto negli strumentali (come Kentucky Mandolin) che si scatena la sua complessa arte di tempi e contrappunti.

Nel 1945 fece il suo ingresso nell'ensemble Earl Scruggs al banjo. Scruggs portava con se` una tecnica sensazionale che ribalto` la tradizionale posizione di gregariato dello strumento, ne fece un suono caratteristico e trasformo` il bluegrass in un fenomeno nazionale. In seguito del complesso fece parte anche Lester Flatt alla chitarra. Al suo apice il complesso suonava un country molto simile al jazz nell' improvvisazione virtuosistica dei singoli strumenti.

Negli anni '40 ai Monroe Brothers si aggiunsero gli Stanley Brothers di Molly And Tenbrooks (1948), gli stessi Flatt and Scruggs, e tanti altri. Negli anni '50 il genere era ancora popolare, soprattutto al Sud e all'Ovest. Nel 1955 Flatt & Scruggs e altri gruppi adottarono la chitarra "dobro" dal suono hawaiano appena inventata dai Dopera Brothers: fu l'ultima innovazione tecnica della musica tradizionale.

Il bluegrass aveva fuso elementi di diversi stili: dalla mountain music aveva ereditato il banjo in "three-finger picking" (pollice- indice- medio), dal country and western il violino a lunghe arcate, dal country rambler la chitarra ritmica che conduce anche la melodia, dai canti religiosi il coro condotto dal tenore (o dal baritono) con controcanto basso.

Hobo

La Depressione procuro` nuovo materiale e nuovi stimoli alla musica popolare bianca, che negli anni '40 attraverso` di conseguenza un'altra fase di rinnovamento. Menestrelli solitari come Guthrie e Seeger cominciarono a sfruttare la tradizione per fini sociali, portando in tutte le case i drammi del contadino e del minatore.

I solisti rappresentano la prima generazione di cantautori newyorkesi. Originari delle piu` disparate zone del paese, gli "hobo" si muovevano in continuazione, per lo piu` seguendo le grandi piste dell'emigrazione, e proprio dall'attraversamento della Nazione traevano gli stimoli piu` originali per le loro canzoni. Nel dopoguerra si raccolsero attorno alla intellighentia di New York, uniti dall'industria discografica locale e dall'adesione ai principi umanitari della "New Left" (la Sinistra dell' epoca).

Il loro centro di raccolta era ovviamente il Greenwich Village, un'area non ben definita a sud della Quattordicesima e appartenente per lo piu` al West Side di Manhattan. Poiche' in quella zona gli affitti erano molto bassi, presto si riempi` di artisti squattrinati, e negli anni '50 fini` per essere identificata tout court con essi. In pratica divenne il centro della contro-cultura, sia bianca sia nera. I locali devoti del folk e del jazz si moltiplicarono. Il piu` famoso, il "Village Vanguard" di Max Gordon (7th Avenue e 11th Street), esisteva dal 1939, ed era principalmente un locale di jazz. Nel 1958 apri` (in Bleecker Street) quello che sarebbe stato per anni il centro di ritrovo principale per gli artisti bianchi: il "Village Gate" di Art D'Lugoff.

Woody Guthrie e Pete Seeger furono i beniamini dalle folle, i paladini della giustizia, armati di versi tristi e solenni.

Loro, e con loro Jack Elliot (compagno di viaggi di Guthrie), Cisco Houston, Oscar Brand, Dave Van Ronk, Eric Von Schmidt, rappresentarono l'ala proletaria della musica leggera bianca dell'epoca.

Viceversa il fenomeno del "folk revival" rappresento` la facciata commerciale del ritorno di interesse per il folklore nazionale. A lanciare il fenomeno fu Tom Dooley (1958), una canzone sulla Guerra Civile scritta da Frank Proffitt e cantata dal Kingstone Trio (un trio di studenti della Baia di San Francisco). Harry Belafonte (l'uomo che nel 1957 lancio` il calypso con Banana Boat) e Burl Ives furono le star del fenomeno.

I piu` appassionati revivalisti furono i New Lost City Rambler e Jim Kweskin. In particolare la jug band di quest'ultimo, con Geoff e Maria Muldaur, che a Boston ripescava con verve e ironia materiale degli anni ruggenti, senza distinzione di razza, fu una risposta satirica al revival spesso accademico dei folk-singer aulici, soprattutto in scatenati ed esilaranti rag a ritmo di "pettini", armoniche e chitarre, con dialoghi assurdi di vocine e vocioni: Borneo, I'm Satisfied, Rag Mama, Blues My Naughty Sweety Gave To Me, Beedle Um Bum, Mobile Line, brani zeppi di invenzioni vocali, ritmiche e armoniche.

I maggiori successi del revival furono Greenfields (1960) dei Brothers Four, Green Green (1963) dei Christy Minstrels (scritta da Barry McGuire), e Walk Right In (1963) dei Rooftop Singers.

Di pari passo al successo del genere crebbe anche l'importanza del Festival di Newport, che nel 1963, sotto pressione di Seeger, divenne il festival ufficiale del folk intellettuale e contribui` a far compiere la transizione da musica di club a musica generazionale. E infine Peter Paul and Mary e Joan Baez segnarono il passaggio al folk-singer del Greenwich Village.

Nashville

Il boom economico del dopoguerra travolse anche la musica popolare che, debitamente modernizzata, conobbe un grosso successo revivalistico.

Nashville divenne la capitale di un fenomeno di genuino stampo americano, sia come costume (il perbenismo irritante dei festival country, dove un pubblico di tutte le eta` applaude composto e i cantanti portano i capelli corti, quando non sono addirittura degli attempati professionisti in abbigliamento giovanile o pudiche ragazzine sorridenti, e raccontano storie di campagna o di vita domestica), sia come industria discografica (il divismo e le vicende mondane raccontate dai rotocalchi scandalistici, i battage pubblicitari per imporre le nuove leve o rilanciare vecchie glorie dimenticate), sia come ideologia (l'esaltazione patriottica dell'"american way of life" e la mentalita` profondamente fascista che l'ispira, l'intolleranza nei confronti della musica di colore e del rock and roll).

Il 28 Novembre 1925, al quinto piano dell'edificio all'incrocio fra la 7th Avenue e Union Street, era stata impiantata la prima stazione radiofonica (la WSM). Il suo programma "Grand Ole Opry" (ironicamente, il corrispondente sudista della "Grand Opera") era diventato l'intrattenimento musicale del Sud e nel decennio successivo aveva attratto nella cittadina un numero sempre maggiore di musicisti country.

Fra le sue prime vedette vi era Roy Acuff, che si esibiva con una string band dello stile mountain. Acuff fu la prima star nazionale del country di Nashville, vendendo circa trenta milioni dei suoi hit, caratterizzati dal suono del dobro. I piu` gettonati furono la biblica Great Speckled Bird (1936), Wabash Cannonball (1936), una delle grandi "railroad song", la sua Precious Jewel, e Wreck On The Highway, una delle prime canzoni sull'automobile. Nel 1942 Acuff avrebbe fondato, con l'altro divo Fred Rose, la prima compagnia di scrittori di canzoni country, un passo decisivo per il boom del business musicale di Nashville.

Nel 1939 il "Grand Ole Pry" divenne un programma fisso delle "network" (le stazioni televisive a diffusione nazionale) e si trasferi` in quella che sarebbe stata la sua sede per oltre trent'anni, il "Ryman Auditorium" (una ex-chiesa cattolica che, per acustica ed estetica, e` una delle piu` famose concert hall d'America). Negli anni '40 lo studio comincio` a raccogliere il calco dell'impronta degli artisti country, come fa il Mann's Theatre di Hollywood con le star cinematografiche. In quel periodo "Nashville sound" voleva dire chitarre acustiche, slide, baritoni nasali e niente batteria.

Il boom si verifico` negli anni '50, quando il posto comincio` a pullulare di case discografiche (la prima era arrivata nel 1945). L'hit che sanci` l'inizio dell'epoca d'oro del country fu Tennessee Waltz, scritta da Acuff e Rose, che nel 1951 vendette cinque milioni di copie.

Nel 1954 venne istituita la Country Music Disc Jockeys' Association, oggi nota semplicemente come "CMA", con l'intento di promuovere la trasmissione di brani country: nel 1961 le stazioni country erano 81, nel 1966 erano diventate 328. Anche il sound si evolse di conseguenza, lasciando spazio a strumentisti piu` capaci, come Atkins e Cramer.

Nel 1963 il 50% delle registrazioni degli States usciva dagli studi di Nashville. Il country conservatore di Nashville divenne in pochi anni il catechismo di ogni buon americano bianco.

Nel 1961 venne anche istituita la Country Music Hall of Fame. I primi eletti, tutti postumi, furono Jimmie Rodgers, Fred Rose e Hank Williams. L'anno dopo venne aggiunto il primo membro vivente: Roy Acuff. Fra gli altri che ottennero il riconoscimento: Ernest Tubb (1964), Uncle Dave Macon (1966), Bob Wills (1968), Bill Monroe (1969), la Carter Family (1970), Chet Atkins (1973), Kitty Wells (1976), Merle Travis (1977), Johnny Cash (1980).

La CMA completo` il suo programma di consacrazione del country nel 1967, quando introdusse l'"oscar" per la musica country, del tutto simile nel cerimoniale a quello cinematografico di Hollywood. Dal 1974 il teatro della premiazione si trova a Opryland, un parco di divertimenti donato a Nashville dal presidente Nixon che e` diventato anche il nuovo studio del Grand Ole Opry, per l'esattezza il piu` grande (e costoso) del mondo.

Ma quello fu anche il periodo in cui Nashville dovette capitolare di fronte all'avanzata del rock. Le chitarre elettriche e la batteria invasero la capitale del country. E gli "outlaw" misero a sconquasso l'ambiente. Cio` nonostante il "Nashville sound" e` tuttora il sound di una comunita` di benestanti conformisti e reazionari, aggrappati ai valori piu` retorici e fascisti (il maschio rude e impulsivo, la femmina oca e massaia). Piu' che di Nashville si deve ormai parlare di Music City, il conglomerato compreso fra la 16esima e la 17esima, la cosiddetta "Music row", dove sono assembrate tutte le maggiori compagnie e centinaia di altre societa' musicali di vario tipo, un mostro tentacolare che ogni giorno perfeziona il suo torvo meccanismo di produzione.

I divi

A partire da Eddy Arnold (nella seconda meta` dei '50) il connubio fra country e pop divenne sempre piu` plateale. I maschi si avvicinarono allo stile e all'iconografia dei crooner di musica leggera, mentre le femmine cercavano di emulare le pose delle dive cinematografiche.

Le regine del country sono quattro. Kitty Wells domina nei '50. La procace Dolly Parton, la soprano piu` petulante e vibrata del West, con la sua immagine di rustica ragazza all'antica impersona tutti gli ideali conservatori del Sud (Joshua, 1970, Jolene, 1974, Here You Come Again, 1977, 9 To 5, 1980, When You Think About Love, 1985). Tammy Wynette domina i '70 (tipico il suo anthem domestico Stand By Your Man, 1968). Loretta Lynn rappresenta l'ala proletaria di Nashville (vedi l'autobiografica Coal Miner's Daughter, 1970). Sua sorella Crystal Gayle e` la soprano piu` cristallina (Don't It Make My Brown Eyes Blue, 1977). L'unica che abbia seriamente contaminato il country con ritmi rock e` la secca e sgolata Juice Newton, il cui maggior successo e` Queen Of Hearts (1981).

Johnny Cash apre il corteo dei cantanti maschi, ma in seguito fu altrettanto importante per il rock.

Il californiano (di Bakersfield) Merle Haggard e` il piu` grande. Le sue canzoni (Strangers, 1967, Sing A Sad Song, 1965, Okie From Muskogee, 1969) compongono uno dei piu` vividi affreschi della classe lavoratrice bianca dai tempi di Rodgers. Okie, un anthem red-neck critico dello stile di vita hippie e sostenitore dell'intervento in Vietnam, spiega pero` da che prospettiva parli Haggard.

Altro esponente del "duro" honky-tonk di Bakersfield e` Buck Owens, accompagnato dal miglior complesso country dell'epoca (i Buckaroos di Don Rich), che si affermo` anche nelle classifiche pop con Tiger By The Tail (1964) e la novelty Hee Haw (1969).

Tom Hall, di gran lunga il piu` sofisticato cantautore country, e` un compositore drammatico di storie alienate: Ballad Of Forty Dollars (un giorno da becchino), A Week In A County Jail, Salute To A Switchblade (1970), Kentucky Feb 27 1971 (1971, il pellegrinaggio da un vecchio montanaro), Pamela Brown. Harper Valley PTA fu portata al successo nel 1968 da Jeanne Riley. Un altro compositore importante e` John Loudermilk, avendo scritto classici come Tobacco Road (1964), Language Of Love (1961), Norman (1962), Abilene (1963), Indian Reservation (1971), Break My Mind.

Nella massa anonima degli altri si segnalano gli esponenti del genere "novelty", prediletti dalle stazioni radio. E` una tradizione che ha origini lontane, e che negli anni '50 ebbe per protagonisti cantanti come Conway Twitty, ex minore del rockabilly (It's Only Make Believe, 1958), negli anni '60 annovero` gli scioglilingua di Roger Miller (Dang Me, 1964, e Chug-a-lug, 1964, poi celebre per King Of The Road (1965) e culmino` nelle gag di Ray Stevens, da Ahab The Arab (1962) a The Streak (1974), passando per il pop di Everything Is Beautiful (1970).

Negli anni '70 dominano Mac Davis, il piu` reazionario di tutti (Baby Don't Get Hooked On Me, 1972), Eddie Rabbitt (I Love A Rainy Night, 1980) e B.J.Thomas (Raindrops Keep Falling On My Head, 1969), i piu` vicini alla musica leggera, e soprattutto Kenny Rogers, il baritono piu` dolce e fluente, esordito con un brano quasi psichedelico (Just Dropped In, 1968), ma divenuto presto il piu` famoso del lotto dei conservatori.

Le novelle da rotocalco di Rogers hanno definito il modello piu` corrivo di ballata pop-country. Le ballate piu` tipiche sono quelle scarne, cadenzate e spedite, come Ruby Don't Take Your Love To Town (1969), l'archetipo a cui si sono ispirate Lucille (1977), Coward Of The County (1979) e l'immortale Gambler (1978), tutte affidate alla calda saggezza e alla malinconia esistenziale del suo canto. Piu' avanti si cimentera` anche nella canzone romantica con accompagnamento di archi: She Believes In Me (1979), la classica Lady (1980), I Don't Need You (1981), We`ve Got Tonight (1983), Islands In The Stream (1983).

Il panorama degli strumentisti e` molto piu` vivace, anche se spesso i suoi protagonisti hanno speso la vita a fare da oscuri session-man.

Molti sono i virtuosi della chitarra. Chet Atkins, morto nel 2001 all'eta` di 77 anni, popolarizzo` il modo di suonare lo strumento non pizzicando le corde ma toccandole con il polpastrello (finger style). Lui e Les Paul sono i piu` grandi e i piu` influenti. Chet Atkins, morto nel 2001 all'eta` di 77 anni, Insieme incisero negli anni '70 gli album d'avanguardia jazz Chester & Lester e Guitar Monsters.

Elizabeth Cotten e` l'autrice del classico Freight Train. Essendo mancina e auto-didatta, imparo` a suonare la chitarra alla rovescia con due sole dita.

Merle Travis adatto` alla chitarra il modo di suonare il banjo a cinque corde e scrisse lo standard Sixteen Tons (1947).

La chitarra in flat-picking di Maybellene Carter, che ha proseguito da sola dal 1942 la saga familiare, e` uno dei suoni piu` caratteristici del country.

Doc Watson e` forse il maggiore degli strumentisti di Nashville, uno dei piu` virtuosi e prolifici.

Al di fuori dei chitarristi si devono citare almeno il piano di accompagnamento di Floyd Cramera e infine il dulcimer di Jean Ritchie.

Per l'old-time music:
Anthology Of American Folk Music [Folkaways]
(antologia tripla di 78 giri del periodo 1927-32)
Smithsonian Collection Of Classic Country Music [Smithsonian, 1981]
(otto dischi con tutta la storia del Novecento folk)

Per la mountain music:
Going Down The Valley [New World, 1977]

Per il bluegrass:
30 Years Of Bluegrass [Gusto,1977]
Bill Monroe: Best [MCA,1975]
Flatt & Scruggs: World Of [CBS,1972]

Per il western swing:
Okeh Western Swing [Epic, 1982] (con una facciata intera per Wills)
Bob Wills Anthology [Capitol,1973]

Per il revival
Orignal And Great Carter Family [Camden,1975]
Jim Kweskin: Best [Vanguard,1968]

Per i cantanti di Nashville:
Roy Acuff Greatest Hits [CBS,1970]
Merle Haggard: Very Best [Capitol,1989]
Kenny Rogers Greatest Hits [UA,1980]
Dolly Parton Best [RCA,1975]

Per i chitarristi:
Chet Atkins Legendary Performer [RCA,1977]
Doc Watson And Son [Vanguard,1965]