Il Greenwich Movement


Storia del Rock | 1955-66 | 1967-69 | 1970-75 | 1976-89 | Anni '90 | 2000
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(Copyright © 2002 Piero Scaruffi )

Indice dei capitoli originali del volume 1 della Storia del Rock

La musica leggera bianca
Il Blues
Il Country
Il Rhythm and Blues
Il Rock and Roll
La Musica Leggera Rock
Il Beat
Il soul
Il Greenwich Movement
Dal Surf al Folk-rock

Il Greenwich Movement

La beat generation

Il secondo Dopoguerra americano, nonostante il trionfo militare e il boom economico, fu travagliato da una serie di turbolenti fenomeni sociali, dovuti a diversi fattori concomitanti: la perdurante ostilita` del Sud verso le leggi sulla eguaglianza dei diritti civili, la minaccia incombente dell' olocausto atomico, lo scollamento fra gli ideali perseguiti dalla generazione dominante e le istanze della nuova.

Il clima esasperato di attrito fra le varie parti sociali fu all'origine del fenomeno artistico della beat Generation. Del fenomeno beat e` trascurabile, in realta`, l'aspetto artistico, mentre e` piu` rilevante il fatto che quel movimento fosse contraddistinto da una comunanza di istinti ribelli e una concezione anti-conformista della vita. I beat si acquartierarono al Greenwich Village, la zona piu` bohemien di New York, che presto divenne il centro verso cui dirigevano i giovani in cerca di esperienze tonificanti.

I beat rappresentavano un malessere esistenziale, piu` che una vera sommossa ideologica. I loro temi di fondo erano polemici piu` che politici: la limitazione delle liberta` individuali seguita alla caccia alle streghe (quindi anti-fascismo), il pericolo della guerra atomica (quindi pacifismo), l'alienazione della societa` capitalista (quindi misticismo e droga), la corruzione degli ambienti politici (quindi contestazione del potere e dei manipolatori d'infomazione).

Per effetto della beat Generation e del suo corredo socio-politico si formo` una generazione di intellettuali che amava ritrovarsi negli scantinati del Greenwich, in quei locali che costituivano la parte sommersa della movimento progressista. Da questa fenomenologia ebbe origine il termine "cultura alternativa", che si riferiva non tanto al fatto artistico in se` quanto a tutto un cliche' di comportamento improntato alla polemica.

La cultura alternativa di Ginsberg e Kerouac si tradusse facilmente in termini generazionali poiche' i primi a riconoscersi nelle loro istanze di pace, liberta` e giustizia furono i giovani, ormai maturi e consapevoli ma ancora emerginati dalla storia e dal potere.

Tradotte in termini giovanili, le istanze dei beat avrebbero preso la forma del flower-power, della contestazione studentesca, della liberazione individuale attraverso la trinita` "sesso/ droga/ rock".

La New Left

La New Left prese l'avvio da posizioni pacifiste, concentrandosi sui diritti civili e sulla guerra del Vietnam, ma nel corso degli anni evolse verso una posizione sempre piu` violenta, fino ad abbracciare la guerriglia dei Weathermen.

Dopo la de-stalinizzazione, ovvero dopo il fatidico 1956, il Partito Comunista si era estinto, e il Partito Socialista Americano era caduto sotto il dominio di Max Shachtman, amico e discepolo di Trotsky. Shachtman intui` che la classe operaia, in una nazione prospera e idealista, non aveva alcuno stimolo ad abbracciare gli ideali socialisti, e cerco` uno sbocco altrove. Con perspicacia davvero unica, si rivolse ai giovani. In breve la Young People`s Socialist League (YPSL) divenne piu` popolare dello stesso Partito Socialista. Nel 1962 la YPSL contava su 800 membri, un numero altissimo per la Sinistra americana.

Un'altra influente corrente della Sinistra americana fu quella raccolta attorno alla rivista "Dissent" e al suo redattore Irving Hope, che contava principalmente sugli intellettuali e gli ideologhi.

C'era infine la League for Industrial Democracy (LDI), retta da Michael Harrington, che, ossessionata dai crimini stalinisti, propugnava un Socialismo senza Comunismo

I pacifisti si ispiravano alle tradizioni indigene (il movimento Quacchero, il trascendentalismo di Emerson e Thoreau, l'abolizionismo di Lincoln) e al fresco insegnamento di Gandhi. Si differenziavano dai socialisti per una maggiore tolleranza e una sincera fede nei valori morali. I loro principali campi di battaglia erano stati la proliferazione delle armi nucleari e la discriminazione razziale. In linea con il loro stile (di derivazione chiaramente biblica) erano i loro leader, come il reverendo Muste. Per la cronaca, il movimento aveva avuto origine in Inghilterra, con la marcia della CND (Campaign for Nuclear Disarmement) e infatti il simbolo divenuto l'emblema del pacifismo americano (cerchio con barra verticale e due barrette diagonali a triangolo) non era altro che il logo della CND.

Nel 1962 la federazione giovanile della LDI si ribattezzo` SDS, Student for Democratic Society, e pubblico` un manifesto noto come il "Port Huron Statement", redatto durante una conferenza di tre giorni in Michigan. Quel documento sanciva la nascita di una Nuova Sinistra, del tutto avulsa dai temi della vecchia. Fin dalla nascita le due generazioni ebbero, infatti, pochissimo da dirsi. I leader della SDS vennero espulsi dal LID, ma la SDS divenne in breve il nucleo catalizzante della Nuova Sinistra. L'universita` di Ann Arbor, in Michigan, rimase per un po' di anni l'epicentro del fenomeno. Nei suoi caffe` si incontravano gli intellettuali piu` influenti, come Al Haber (il primo presidente) e Tom Hayden (l'ideologo dell'organizzazione).

L'SDS fu profondamente influenzata dal pensiero degli esistenzialisti americani, dai poeti beat ai sociologhi dell'alienazione. In particolare Wright Mills colse lo spirito dei tempi mettendo in guardia dalla frattura che si stava creando fra una politica sempre piu` burocratizzata e una massa sempre piu` indifferente. Gli intellettuali di Ann Arbor si posero come obiettivo la creazione di una democrazia partecipatoria, in cui la massa e` cosciente e responsabile della politica nazionale. Questo tema era ben distante da quelli della Sinistra marxista (e da quelli della Sinistra europea) e, a posteriori, ben piu` attuale e maturo. E` indubbio che i teorici dell'SDS sperassero in una riconciliazione con il sistema politico e aborrissero la lotta armata.

Forte del suo credo, nel 1963 Hayden lancio` l'ERAP, "Economic Research and Action Project", con l'obiettivo di sollevare le masse dei poveri. Hayden si oppose strenuamente alla tendenza ad adottare cause popolari, come la guerra nel Vietnam. Ma nel marzo 1965 i pacifisti prevalsero, e l'SDS organizzo` la marcia su Washington che attrasse la prima grande folla di dimostranti (15.000 persone). Da quel momento la guerra divenne l'argomento dominante del movimento.

Nel giro di sei anni l'SDS crebbe fino ad avere centomila aderenti, sparsi in tutti i campus d'America. Ma nel 1968 il movimento stava gia` cadendo a pezzi. Disillusi dal fallimento dei loro ideali, molti reduci del 1964/65 si diedero alla rivolta armata. I cinici, nichilisti Weathermen polarizzarono l'attenzione durante i disordini della Convenzione di Chicago, e durante il 1969 eseguirono diversi atti terroristici in citta` (durante quello che venne definito l' "Assedio di Chicago"). L'anno dopo buona parte dei leader salto` in aria con il loro deposito di bombe nel Greenwich Village.

Un altro fenomeno destabilizzante fu quello del Progressive Labor Party, un movimento marxista-leninista para-militarista i cui membri si infiltrarono nelle file dell'SDS e, approfittando dell'anarchia regnante, si impossessarono del potere nel giugno 1969. Da quel momento l'SDS divenne un perverso fenomeno di intollerenza politica, succube dei deliranti slogan di Herbert Marcuse.

In breve gli ideali di Port Huron furono cancellati, e il movimento si avvio' verso la sua ingloriosa fine.

La vera causa del fallimento e` tuttora dibattuta. Ma certo la ribellione giovanile che inizialmente era servita da propellente per la Nuova Sinistra in pochi anni si diresse verso sfoghi piu` sterili e puerili: la drug culture, la rivoluzione sessuale, il misticismo orientale. Fu una tipica storia di "decadenza" (dei costumi, dei valori morali, degli ideali) che sfocio` nella decadenza delle strutture stesse.

Ebbe allora inizio il medioevo della "Controcultura". La "Controcultura" ebbe sulla comunita` progressista degli effetti perversi che minarono alla base tutti gli ideali che questa si era posta alle origini. La rivoluzione sessuale e la "drug culture", e cioe` i due fenomeni piu` "visibili" della "Controcultura", finirono per affermare il primato del piacere materiale su qualsiasi forma di continenza e repressione morale. La generazione cresciuta in quel periodo rimase imbevuta di un materialismo cinico e nichilista, sprezzante di ogni ideale o ideologia, sensibile unicamente ai propri interessi privati. In particolare cio` si riflesse in termini drammatici sulla famiglia, con una crescita verticale delle percentuali di scapoli e di divorziati, e provocando, in ultima analisi, una grave crisi di disgregazione del tessuto sociale e di disaffezione dalla politica nazionale.

Per alcuni anni la Controcultura era stata la linfa vitale degli artisti piu` innovativi, ma in prospettiva i danni arrecati alla societa` appaiono sempre piu` gravi, e difficilmente reversibili.

Il liberalismo

Con il discorso di inaugurazione del 1961 John Kennedy riusci` a catturare l'immaginazione di un'intera Nazione e defini` una volta per tutte il paesaggio morale e politico dei decenni a venire. Kennedy chiamo` la nazione a raccolta per costruire la "Nuova Frontiera", che avrebbe dovuto rinnovare nell'era atomica i fasti dell'epopea del West, garantendo all'America e al mondo intero un futuro piu` libero e piu` giusto.

Per quanta ipocrisia si nascondesse fra le righe di quel discorso, non vi sono dubbi che cio' che accadde negli anni seguenti fu una sua indiretta conseguenza. Quella notte la nazione aveva lustrato a nuovo i propri ideali liberali, rimasti sepolti dopo l'assassinio di Lincoln. Al paternalismo di Roosevelt, con cui era nato il nazionalismo americano, e grazie al quale erano state vinte prima la Depressione e poi la Guerra, si sostituiva ora la figura carismatica di un giovane, brillante e dinamico, l'immagine di un'America leader proiettata verso un futuro di pace e benessere.

L'entusiasmo si comunico` soprattutto ai circoli della borghesia illuminata, che da quel momento avrebbero abbracciato tutte le cause piu` impopolari, consentendo ad esse di esistere. Il "Civil Rights Movement" fu l'emanazione piu` visibile di questo umore, e il suo risultato piu` consistente.

I conflitti razziali

Il conflitto fra le minoranze di colore e l'Establishment bianco scoppio` il primo Dicembre del 1955 su un autobus di Montgomery, nell'Alabama, quando una sarta nera di quarantadue anni, Rosa Parks, venne arrestata per essersi rifiutata di cedere il posto a un passeggero bianco. Il Sud allibi` davanti all'ignominioso crimine commesso dalla donna di colore.

Nonostante le pressioni di Washington, la donna fini` in carcere e Martin Luther King, il discepolo nero di Gandhi che organizzo` il boicottaggio in suo favore dei giorni seguenti, fu oggetto di attentati e persecuzioni (due bombe, una pugnalata, quattro denunce, tre arresti).

A Little Rock, due anni dopo, nel Settembre del 1957, una scuola media si rifiuto` di accettare nove ragazzi di colore. Ancora una volta Washington intervenne, e i ragazzi vennero scortati a scuola da un'unita` dell'esercito. Ma, come risposta, il governatore dell'Arkansas sospese le lezioni per tutto l'anno scolastico.

La reazione da parte dei ceti intellettuali e dei neri militanti fu decisa. Il primo Febbraio 1960 gli studenti di Greensboro scesero in sciopero e tennero n sit-in che provoco` dimostrazioni analoghe in tutto il Sud. Nello stesso anno in una chiesa assediata dai razzisti l'epica voce di Martin Luther King intono` "We shall overcome", che da quel giorno divenne l'inno dei neri. Il 4 Maggio 1961 si costituirono i Freedom Riders, autobus agit-prop che girarono gli Stati del Sud per protestare contro la discriminazione razziale.

Cio` non cambio` nulla. Il 20 Settembre 1962 al giovane nero James Meredith venne rifiutata l'ammissione dall'Universita` del Mississippi, e questa volta dovette intervenire persino la Corte Suprema. L'anno dopo l'Alabama fu messa a ferro e fuoco dai razzisti, che uccisero donne e bambini, uomini politici e cittadini comuni. L'11 Giugno il governatore George Wallace picchetto` personalmente l'Universita` dell'Alabama per proibire l'ingresso ai neri.

Fu un crescendo inarrestabile, e sempre piu` tragico. Duecentocinquantamila neri marciarono su Washington il 28 agosto 1963 e in quell'occasione King pronuncio` il celebre discorso "I have a dream". La risposta al suo "sogno", venti giorni dopo, fu la bomba che causo` una strage in una chiesa nera di Birmingham (sempre Alabama) strapiena di bambini.

Fu allora che Martin Luther King perse il controllo del movimento e Malcom X, dei Black Muslims, il discepolo nero di Lenin, incito` alla violenza per "internazionalizzare il problema nero".

L'escalation di questa guerra civile nascosta fu rapida e drammatica. Il 22 Novembre 1963 a Dallas, nel Texas, venne assassinato John Kennedy; nel 1964 Martin Luther King veniva arrestato per la sedicesima volta; il 21 Febbraio 1965 veniva ucciso Malcom X, durante un comizio nel ghetto di Harlem; in Agosto a Watts, il ghetto di Los Angeles, si contarono trentaquattro morti dopo undici giorni di disordini.

I neri avevano pero` imparato a difendersi con le armi. Nell'ottobre del 1966 a Oakland, in California, Huey Newton, Bobby Seale, Angela Davis fondarono il Black Panther Party, forti del motto "Black Power". Nel 1967 si verificarono in tutto il paese 164 sommosse, con 23 morti nel ghetto di Newark e 43 in quello di Detroit.

Il 4 Aprile 1968 veniva assassinato Martin Luther King. Due mesi dopo lo seguiva nella tomba anche il secondo Kennedy, Bob.

La contestazione studentesca

La contestazione e` il fenomeno giovanile per eccellenza degli anni '60, preparata dal diffuso movimento pacifista a cavallo fra i due decenni ed esplosa nei campus delle universita` durante il 1964.

La "New Left" americana, e in particolare la sua frangia studentesca, prolifero' grazie ad alcuni avvenimenti di risonanza mondiale: la crisi di Cuba del 1962, gli incidenti razziali del 1963, l'assassinio di Kennedy sempre nel 1963, e l'escalation militare in Vietnam a partire dal 1964.

Improntata a un pacifismo ingenuo e superficiale, la protesta tocco` l'apice nei disordini di Berkeley (l'universita` di Marcuse), il 14 settembre 1964 e il 4 gennaio seguente. La data di nascita convenzionale del Movimento Studentesco e` quella del Primo Ottobre 1964, quando sulla Sproul Plaza del campus Jack Weinberg venne arrestato mentre distribuiva volantini politici. Gli studenti, capitanati da Mario Savio e da Jackie Goldberg, fondarono il "Free Speech Movement" e misero in stato d'assedio l'Universita`, bloccando per 32 ore l'auto della polizia che aveva preso in consegna Weinberg.

A partire dal 1967 furono di moda le dimostrazioni civili di massa, culminate nella marcia sul Pentagono del 21 ottobre 1968. Al clima di tragedia incombente in cui si svolgevano le manifestazioni di protesta contribuirono non tanto la repressione, per la verita` piuttosto blanda, quanto gli assassinii di eminenti personalita` del capitalismo illuminato (Kennedy), del riformismo non-violento (King) e del nazionalismo nero (Malcom).

La contestazione pacifista fu comunque un fenomeno tipicamente borghese: non mise mai in discussione il sistema politico americano. Ebbe comunque il grande merito di risvegliare le coscienze intorpidite dei giovani americani e di generare l'entusiasmo per la "lotta" generazionale che avrebbe a sua volta trasmesso entusiasmo a tutta la Controcultura.

La "New Left" maturo` un'ideologia socialisteggiante soltanto dopo la rivoluzione culturale cinese (1966). Allora i suoi centri d'azione si estesero alla Costa Occidentale sotto forma di movimento hippie, e alle citta` industriali dell'interno sotto forma di guerriglia marxista-leninista ispirata dalla leggenda di Che Guevara (l'eroe della rivoluzione cubana braccato e ucciso da agenti americani sulle montagne della Bolivia nell'ottobre del 1967).

Il folk-singer

Musicalmente, dopo la sbornia del rock and roll, la restaurazione aveva rimesso le cose a posto: i neri ascoltavano rhythm and blues e i bianchi cover e orchestrine, tutt'al piu` i cantanti country melodici. In quel periodo turbolento, pero`, i cantanti tradizionali non costituirono un valido corrispettivo musicale degli eventi dramamatici a cui i giovani assistevano quotidianamente. In parallelo si andava diffondendo la moda della musica folk, rilanciata dal revival degli anni '50 (il Kingston Trio di Dave Guard e poi di John Stewart, e Peter Paul and Mary). I giovani identificarono proprio nei folk-singer del Greenwich Village una voce piu` autentica dell'epoca, capace di trasferire in musica la guerra che si stava combattendo nei campus per far trionfare i grandi ideali. In breve il folk divenne la voce ufficiale del dissenso giovanile, e prese a seguire passo passo l'evolversi della ribellione universitaria.

Fu cosi` che, mentre in Gran Bretagna il beat si fermava alla vita quotidiana del teen-ager, in America i cantautori folk si avvicinarono progressivamente alla realta` sociale del mondo che li aveva eletti a cantori delle sue gesta.

Un altro elemento che contribui` alla crescita del movimento dei folk-singer fu la scomparsa di Woody Guthrie, l'amato portavoce dell' America bianca, costretto in un letto d'ospedale senza alcuna speranza di uscirne vivo. Le case discografiche erano alla ricerca del nuovo Guthrie, di qualcuno che sapesse come lui interpretare l'animo desolato e generoso degli sfruttati, il rassegnato rancore dei poveri verso i ricchi; e lo cercavano nei folk-club del Greenwich, dove convergeva la crema dei folk-singer nazionali in cerca di gloria.

La figura del folk-singer subi` una trasformazione radicale. Per definizione il cantante folk era un ragazzo come tanti (l'iconografia era l'esatto opposto di quella del divo di Hollywood), fornito appena di un'armonica e una chitarra, di elementari nozioni musicali ereditate da qualche altro musicista di strada. Ma, entrando in ambienti come quelli del Greenwich, lo stereotipo venne contagiato dal clima di ribellione esistenziale. L'aria triste e il dito puntato, l'insoddisfazione e l'accusa a viso aperto, divennero le armi di quest'eroe senza macchia e senza paura, erede in fondo dei giustizieri del West.

Il cantante folk restaura storie ottocentesche di banditismo e prevaricazione e le spaccia per fatti di attualita'; commuove e indigna con sermoni approssimativi, come i predicatori demagoghi ed equivoci che battevano le strade del peccato ai tempi della Frontiera; esalta ed arringa la nazione come tutti quei maestri della retorica che imperversano nella storia della letteratura americana, da Whitman a Ginsberg stesso. Le nuove ballate populiste vengono ribattezzate "canzoni di protesta", piu` sarcastiche e dure delle "canzoni pacifiste". In qualche caso (quello dei supporter dei disordini universitari) si arriva alla canzone politica vera e propria, all'arringa diretta ad influenzare l'opinione pubblica sui temi scottanti della vita sociale.

Il cantautore

Fondamentale per far accettare il folk-singer alle masse giovanili fu anche il fatto musicale. L'invasione dei complessi beat stempero` in realta` l' acceso intellettualismo dei cantanti di protesta e li spinse ad adottare una moderna strumentazione elettrica e i ritmi piu` grintosi del rock and roll. Fu grazie a questa iniezione di vitalita` che il folk divenne una musica per i giovani. E soltanto allora il sottobosco folk riusci` ad emergere prepotentemente e ad imporsi a grandi masse di ascoltatori.

Rispetto al contemporaneo beat inglese il folk revival fu pur sempre un genere meno commerciale, anche se rispetto all'ascesi folk di Guthrie suonava un po' eretico. Come il beat, cosi` anche il nuovo folk ha un chiaro debito verso il blues (non fosse che per la figura dell'hobo) e il rhythm and blues, da cui attinge a piene mani. In pratica si compie con due decenni di ritardo la transizione da acustico ad elettrico che il blues aveva compiuto a Chicago nell'immediato dopoguerra.

Da questo processo analogico nei confronti del beat e del rhythm and blues ha origine la figura del cantautore moderno, autore dei pezzi che interpreta. Ma il fenomeno conserva aspetti del conservatorismo musicale americano: ripudia il complesso (a differenza del beat), che rimane una caratteristica esclusiva della musica di colore, e non lascia spazio ai neri, piu` che mai emarginati da questa musica tutta bianca. A farla da padrone e` pertanto ancora la figura del cantante, e cantante bianco. Viene inoltre ignorato il lato spettacolare, gestuale, di costume, della musica nera: in scena il cantante folk si comporta da persona bene educata (abbigliamento compreso), tutto compito e tutto preso dall'esercizio della propria professione/ missione. Infine, rispetto al beat inglese e alla musica dei neri, il folk dei giovani bianchi americani conserva l'individualismo di fondo che e` la vera religione di questa nazione: laddove inglesi e neri accettano che la musica diventi un fatto comunitario (ovvero il "complesso"), gli americani si limitano ad aggiornare moduli artistici che sono ormai antiquati, ma rispettando quelle che sono le regole del gioco, prima fra tutte la possibilita` di identificarsi in un protagonista (e uno solo).

La stessa alleanza fra New Left e folk-singer fa d'altro canto parte di una tradizione molto americana: quella di trasformare ogni vicenda pubblica in uno spettacolo, corredato da una adeguata colonna sonora.

In America il passaggio dal 45 giri al 33 giri avviene invece piu` rapidamente che non in Gran Bretagna, dove il beat e`, dal punto di vista di mercato, la continuazione della canzonetta. Cio` vale anche per il passaggio dal disco di cover al disco di composizioni originali; e per il passaggio dalla canzone di tre minuti al brano di sette-otto minuti. E` questo forse il contributo piu` importante dato dai folk-singer alla storia del rock.

La comunita` folk del Greenwich Village

Nei suoi molteplici travestimenti, da menestrello a pubblico accusatore, da profeta a rocker, da cantante country a folksinger, la personalita` del musicista del Greenwich ha guidato la carovana della musica rock almeno fino agli ultimi anni '60. I meriti di questa generazione sono soprattutto sociopolitici e storici, mentre quelli artistici sono ridimensionati dal fatto che di musicale (e di originale) c'era ben poco.

Fra i veri artisti il piu` leggendario e influente e` senz'altro Bob Dylan, la figura carismatica del movimento. Dopo di lui, Eric Andersen e Paul Simon furono forse i piu` poetici e creativi. emuli di Dylan (Arlo Guthrie). Ma la folla del Greenwich era fatta soprattutto di giovani arrabbiati come Phil Ochs e portavoci del pacifismo come Joan Baez. E presto ci sarebbe stata un'invasione di emuli di Dylan, piu` celebre (se non altro per ragioni anagrafiche) Arlo Guthrie.

Fra i compositori rimasti sempre nell'anonimato vanno ricordati almeno gli autori di brani portati al successo da altri: Fred Neil, Tim Hardin, Buffy Saint-Marie, Hoyt Axton, Jack Nitzsche, David Blue (Grand Hotel, 1966, Outlaw Man, 1969), Tom Paxton, whose first album Ramblin' Boy (1965) included Ramblin' Boy, The Last Thing On My Mind, My Lady's A Wild Flying Dove, Standing At The Edge of Town and Bound For The Mountains And Sea,

Altri, divulgatori canzonettistici, hanno goduto di un fugace momento di popolarita` dovuto alla loro abilita` come interpreti: Judy Collins, voce cristallina di tante canzoni di protesta (ma in seguito piu` autentica interprete del patrimonio folk); Tom Rush, figlio degenere del folk-blues pedante di John Hammond; Ritchie Havens, melodrammatico folk-singer di colore (Freedom); Richard Farina, l'ultimo dei beatnik o il primo degli hippie (Pack Up Your Sorrows, 1965); "Ramblin' Jack" Elliott Adnopoz, il primo ad ottenere riconoscimenti fuori dall'America; Barry McGuire. Con loro la figura del folk troubadour supero` lo stereotipo di Woody Guthrie ed entro` nell'era del Vietnam, del consumismo, dei diritti civili.

Il gruppo degli arrabbiati non comprende grandi geni della musica, anzi per lo piu` e` composto da mediocri dilettanti a cui la corrente folk pacifista consenti` di emergere in fretta. Ma, finita la sbornia dei sit-in e delle marce, a galla rimasero soltanto quelli che erano realmente dotati e quelli avevano in realta` ben altro da dire.

La ballata di protesta, la canzone d'amore e la ballata introspettiva sono in effetti discendenti dirette della tradizione populista che Guthrie e soprattutto Seeger avevano contribuito a conservare e diffondere. La vera novita` sta piuttosto nello stile visionario di certi racconti, e nella psicologia delle emozioni che dilata i ristretti temi originari e si addentra in territori ancora inesplorati dell'espressione poetico-musicale.

Il folk-rock

La commercializzazione del folk fu un effetto deleterio dell'invasione beat, la quale, diffondendo moduli espressivi piu` varii ed orecchiabili, condiziono' le scelte delle case discografiche. La canzone di protesta divenne di colpo obsoleta e pedante.

Nel 1965 Dylan risolse il problema a modo suo inventando il folk-rock, immettendo cioe` i ritmi moderni nel folk secolare. Spiego` cosi` agli onesti come sopravvivere nella stretta morsa del beat e della musica leggera. Continuare a suonare la chitarra acustica sarebbe equivalso al suicidio professionale.

Simon & Garfunkel furono i primi a scalare le classifiche con il nuovo sound. Il sound dei folk-singer si arricchi` allora di arrangiamenti multiformi, e i locali del Greenwich (Night Owl, oggi un negozio di poster, Cafe Bizarre, Cafe Au GoGo, oggi scomparso, e Cafe Wha) divennero teatro dei primi concerti elettrici. Gli Youngbloods, i Loving Spoonful e i Blues Project furono i primi ad adeguarsi (rispettivamente nelle persone di Jesse Colin Young, John Sebastian e Al Kooper).

Poi arrivo` anche la psichedelia, che scompagino` ancor piu` la struttura armonica dei brani e mise quindi seriamente in pericolo la forma- ballata. I testi si fecero piu` visionari, i brani si dilatarono a dismisura. Ma qualcuno riusci` egualmente a compiere il balzo senza rinunciare ai principi del Greenwich Movement: i Pearls Before Swine di Tom Rapp, sul fronte magico e fantastico, i Fugs e gli Holy Modal Rounders sul fronte caustico e parodistico.

Alla fine degli anni '60 si ebbe la seconda grande trasformazione: l'estinzione del movimento di protesta ebbe come conseguenza un generale senso di rilassamento, un bisogno generale di semplicita` e di tranquillita'. L' improvvisa riscoperta del country, la musica popolare dell'Establishment bianco restauro` valori che sembravano definitivamente superati. Anche quello fu un messaggio politico, il messaggio di una disfatta generale.

Greatest Folk Singers Of The Sixties [Vanguard]
Bleecker And MacDouglas [Elektra, 1985] (quadruplo antologico]
Tim Hardin: Best [Verve, 1970]
Judy Collins: Best [Decca, 1975]