Dalla pagina sui Bee Gees di Piero Scaruffi
(Testo originale di Piero Scaruffi)

I tre fratelli Gibb (Barry, Robin e Maurice) cominciarono a cantare prima del beat a Manchester nello stile dei gruppi vocali bianchi. Nel 1962 ottennero un ingaggio presso la televisione australiana e li` ottennero i primi successi. In patria tornarono soltanto nel 1967, a beat ormai estinto, con uno stile piu` sofisticato ed orchestrale. La progressione che li porto` al sound della maturita` fu molto rapida: si affermarono con la novelty Spicks And Specks (1967), complicarono gli arrangiamenti con l'imitazione "beatlesiana" di New York Mining Disaster (1967), pervennero alla sezione d'archi con il commossa Massachussets (1967), e adottarono l'intera orchestra per il soul patetico di A Message To You (1968). Le ballate To Love Somebody (1968), I Started A Joke (1968), Lonely Days (1970) e How Can You Mend A Broken Heart (1971), loro primo numero uno negli USA, segnarono un'inversione di rotta, verso le vignette sentimentali, e alienarono loro il pubblico giovanile.


(Tradotto da Stefano Iardella)

Per quanto riguarda gli album, Sing and Play 14 Barry Gibb Songs (1965) li ha presentati come fornitori originali di musica pop nell'era del Merseybeat.
Turn Around Look At Us (1967) segnò la fine della loro esperienza australiana con un assortimenti di vecchio materiale.
La lussureggiante orchestrazione di First (1967), che in realtà rappresentava il loro terzo album, scimmiottava i Beach Boys e il Merseybeat (To Love Somebody) ma offriva anche una certa genuina eccentricità (New York Mining Disaster 1941, Every Christian Lion Hearted Man Will Show You).
Quello stile fu abbandonato per un suono più snello influenzato dal folk-rock su Horizon (1968), che conteneva la hit Massachusetts (1967).
Idea (1968) trovò un equilibrio sentimentale tra questi due e produsse A Message To You e I Started A Joke.
L'orchestrazione venne ulteriormente perfezionata per Odessa (1969), in particolare nella rapsodia della title track Odessa, di sette minuti, con Black Diamond, Melody Fair e Lamplight, che mettevano in mostra i loro discreti ritornelli melodici.


(Testo originale di Piero Scaruffi)

I Bee Gees si re-inventarono una carriera nel 1975, grazie al produttore Arif Mardin (veterano di jazz e soul), fondendo abilmente l'arte del falsetto con il ritmo funky, e confermando cosi` il passaggio dall'armonia vocale bianca a quella nera: Jive Talking (1975), improvvisata in studio con i nuovi accompagnatori (Alan Kendall alla chitarra, Dennis Byron alla batteria e Blue Weaver alle tastiere), Nights On Broadway (1975), il primo singolo in cui Barry Gibb si converti` al falsetto, You Should Be Dancing (1976), Love So Right (1976). Nel 1977 scrissero la colonna sonora del film Saturday Night Fever, che lancio` in tutto il mondo il fenomeno della disco-music e i loro hit archetipici Staying Alive, How Deep Is Your Love (1978), Night Fever (1978), Too Much Heaven (1978), Grease (cantata da Frankie Valli, ma composta da Barry Gibb), Tragedy (1979). Tutti contrassegnati da una produzione certosina, da oceani di archi, vocalizzi banalmente eterei e ovviamente il "thump-thump" da discoteca.

Andy Gibb ebbe su quelle basi anche una fortunata carriera solista (I Just Want To Be Your Everything, 1977, Shadow Dancing, 1978). Finiti i fasti della discoteca, fini` pero` anche la loro seconda stagione.


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