La Musica Underground


History of Rock Music | Storia del Rock
| 1955-66 | 1967-69 | 1970-75 | 1976-89 | Anni '90 | 2000
Musicisti del 1955-66 | 1967-69 | 1970-76 | 1977-89 | Anni '90 US | Anni '90 non-US | Anni 2000
Torna alla pagina di musica
(Copyright © 2002 Piero Scaruffi )

Indice dei capitoli originali del volume 2 della Storia del Rock

La Musica Underground
La Musica Totale
L' Acid-rock
La Psichedelia
Il Blues-rock
Sesso Droga e Morte
La Musica del Movement
Art-rock
Il Blues Revival
Il Folk Revival
Il Rock Romantico
La Musica Alternativa
La Musica Progressiva
L' Hard-rock
Canterbury
Volume 3

La contro-cultura

All'opposto del concetto di musica come divertimento e` il concetto di musica come cultura. Se il primo aveva trovato nella ricca e spensierata California il suo habitat naturale, il secondo crebbe sul fertile terreno dell'underground newyorkese.

La cultura beat aveva lasciato dietro di se` un clima culturale molto creativo, per quanto relegato nei sotterranei della citta'. I movimenti pacifisti da cui traeva origine la canzone di protesta erano soltanto la punta di un iceberg, la sua punta politica; ma l'attivita` culturale che ferveva nei sotterranei era soprattutto filosofica e artistica.

La filosofia dell'underground era fondamentalmente anarchica: reagiva alla rigida programmazione della societa` tecnologica riscoprendo l'irrazionalismo delle religioni orientali; al meccanicismo esasperato dell'economia capitalista contrapponeva il disordine del flusso di coscienza; imbracciava la fantasia e il sarcasmo come armi di difesa contro la dogmatica "american way of life". Propugnava la droga e il sesso come liberazione della mente e del corpo dalla schiavitu' dell'alienazione; l'aggressione verbale contro l'accademismo del pensiero ufficiale; la fusione delle arti contro la specializzazione della creativita'.

Il fenomeno era gia` imponente al principio del decennio, ma il manifestarsi in superficie di questa civilta' sotterranea venne rallentato dalla riluttanza con cui l'individualismo beat si evolse verso il comunitarismo underground. Ancora una volta un fenomeno che teoricamente doveva essere di rivolta contro le infrastrutture del Sistema americano ne adottava in realta` proprio il principio fondamentale: l'Individualismo. Non appena gli intellettuali riuscirono a liberarsi da quella zavorra, la civilta` underground prese forma e forza, perche' nacque finalmente un'infrastruttura alternativa.

La societa` alternativa

Privi di una vera ideologia, gli intellettuali underground si costituirono attorno al concetto di "contro-cultura", una cultura cioe` che si reggeva su valori alternativi, e spesso conflittuali, rispetto a quelli dell' Establishment. Il mito del successo e del denaro, per esempio, che condiziona da sempre la vita privata e pubblica degli americani, veniva messo alla berlina come il male del secolo, e sostituito nella scala dei valori dalla "creativita'". Per rimanere fedele ai propri principi anti-capitalisti, l'underground dovette ricostruire pezzo per pezzo i meccanismi sociali che consentono a una civilta` di esprimersi, dalla produzione industriale (trasferita nelle comuni) alla stampa (le tipografie alternative della contro-informazione). Il tessuto sociale si venne irrobustendo in fretta, e presto diede garanzie sufficienti per attrarre un numero crescente di giovani.

Nel 1967 si sarebbe costituita anche la frangia militante del movimento, per opera di due mestatori pubblici del calibro di Jerry Rubin e Abbie Hoffmann, che avrebbero coniato la sigla Youth International Party, ovvero "yippy", assumendo caratteri organizzativi che parodiavano quelli dei grandi partiti americani.

Ma il periodo di piu` autentica emarginazione dell'underground fu quello dei primi anni '60, quando i labirinti di New York erano frequentati da una razza bohemien totalmente allo sbaraglio, per lo piu` incolta e impulsiva, che basava tutte le proprie manifestazioni esteriori, politiche e artistiche, sull'istinto del ribelle.

Nel 1965 infatti i profeti di questa nuova religione sociale non esistevano ancora, mentre esistevano gia` i suoi maggiori rappresentanti artistici, neo-dadaisti e post-modernisti: dal poeta beat Allen Ginbsberg al pittore pop Andy Warhol e al teatrante happening Julian Beck (Living Theatre), ed esistevano gia` persino le agenzie giornalistiche alternative, nate spontaneamente per gestire tutti i fenomeni dell'underground.

Musica dei bassifondi

Il ruolo della musica all'interno della civilta` underground e` senz' altro di primo piano. Come gia` per l'era degli hipster e per quella dei poeti beat, una musica non classica e non commerciale viene assunta a colonna sonora di tutte le manifestazioni sotterranee, una musica che riesca a rappresentare e al contempo stimolare l'umore alienato del sottosuolo. La musica underground non nasce ne` come fenomeno discografico ne` come fenomeno giovanile ne` come fenomeno musicale. E` un frutto della cultura alternativa, e come tale si mantiene al di fuori delle regole del business, del costume e dell'estetica.

E` una musica che si connota subito in modo diverso. Innanzitutto privilegia l'aspetto sperimentale: intende sottolineare uno stile di vita diverso, e pertanto necessita di regole armoniche diverse. Poi assorbe elementi di satira, perche', esplicito o implicito, e` sempre latente l'obiettivo di aggredire i tabu' borghesi, e in particolare di demistificarli, ridicolizzarli, vituperarli. Infine e` una musica che convive con altre arti, nella promiscuita` piu` totale, e in tal modo favorisce un connubio multi-mediale. Il tipico spettacolo underground presenta contemporaneamente sul palco diverse arti (musica, balletto, scultura, cinema, eccetera).

Satira, cabaret elettronico, espressionismo psichedelico

All'interno di questo fenomeno musicale, identificato piu` che altro dal comune ambiente di diffusione, si possono distinguere due filoni principali, sulla base dello scopo che tale musica si prefigge: la musica satirica, se si tratta di sottofondo per spettacoli militanti, e la musica sperimentale, se si tratta di colonna sonora per spettacoli d'avanguardia. In entrambi i casi si riscontra una crescita tanto nei testi quanto nel sound, piu` impegnati e originali. Da un lato la satira si lancia dietro il dadaismo/cabaret di Bruce e Buckley, lacerando il tessuto austero della canzone di protesta con la clownerie dei giullari del rock, e dall'altro lo sperimentalismo restaura tecniche di scrittura automatica e flusso di coscienza.

Ai secondi, in particolare, spetta il merito di aver rivelato il fascino del suono in liberta': l'estetica del rumore, l'elettronica, la manipolazione del suono a tavolino. Anche gli sperimentali devono qualcosa al cabaret, ma non tanto a quello americano (che discende, ramo povero, dai minstrel show e, ramo ricco, dalle "Ziegfeld folies"), quanto a quello europeo, e in particolare espressionista.

Questa musica sommersa per intellettuali, non essendo accessibile alle strutture convenzionali, ma circoscritta a quelle alternative, non ebbe la diffusione di massa di tanti altri generi del rock, ma rappresento` egualmente uno dei momenti cardine dell'evoluzione della nuova musica, e per piu` versi: la musica underground e` la prima ribellione cosciente al sistema dei 45 giri e al divismo, e` la prima espressione artistica "alta" del rock, e` la prima vera novita` musicale degli anni '60. Se da Chuck Berry a Bob Dylan si e` assistito a un progressivo raffinamento di stili musicali e a un parallelo progressivo avvicinamento alla realta' sociale, la musica underground compie un salto in avanti in entrambe le direzioni, andando a lambire i conservatori e al tempo stesso abbracciando la realta` culturale e artistica dell'epoca.

Della corrente satirica sono maestri i Fugs (fronte teatrale) e David Peel (fronte politico). Della corrente sperimentale sono portavoce i Velvet Underground (espressionismo psichedelico). Comune ad entrambi le correnti e` il gusto per l'innovazione ad oltranza, a cominciare dagli strumenti tradizionalmente sottovalutati, dei quali ha inizio un vero revival, per finire ai generi "minori", che intervengono come elementi di disturbo.