Il rock romantico


Storia del Rock | 1955-66 | 1967-69 | 1970-75 | 1976-89 | Anni '90 | 2000
Musicisti del 1955-66 | 1967-69 | 1970-76 | 1977-89 | Anni '90 US | Anni '90 non-US | Anni 2000
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(Copyright © 2002 Piero Scaruffi )

Indice dei capitoli originali del volume 2 della Storia del Rock

La Musica Underground
La Musica Totale
L' Acid-rock
La Psichedelia
Il Blues-rock
Sesso Droga e Morte
La Musica del Movement
Art-rock
Il Blues Revival
Il Folk Revival
Il Rock Romantico
La Musica Alternativa
La Musica Progressiva
L' Hard-rock
Canterbury
Volume 3

Rock classicheggiante e rock sinfonico

Dopo i revival del blues e del folk ebbe luogo anche un revival della musica classica. Nemica acerrima del rock fin dai tempi di Roll Over Beethoven, musica troglodita, musica falsa, musica mondana, conservatrice e reazionaria, emblema sonoro del Sistema da combattere, la musica classica dava fastidio per il suo contegno altezzoso, sdegnato, per la sufficienza con cui ignorava il rock, come mezzo secolo prima aveva ignorato il jazz. Ma in Inghilterra il rapporto con la musica classica era meno acrimonioso, un po' perche' gli inglesi non hanno grandi musicisti classici da idolatrare e un po' perche' il beat aveva ricevuto riconoscimenti a iosa dalle autorita` musicali e civili.

Dopo aver saccheggiato il patrimonio del blues e quello del folk, gli inglesi non ebbero percio` ritegno a gettarsi su quello classico. Questo nuovo revival ebbe come primo effetto positivo quello di ampliare la strumentazione, fino a raggiungere le dimensioni dell'orchestra. Il rock sinfonico si rivelo` pero` come uno dei generi piu` deleteri del rock inglese, capace di deturpare in modo orrendo, con spreco di archi e di fiati, le melodie secolari, o addirittura basse canzonette, e di venderle come prodotto di una musica rock piu` colta. La freddezza e la seriosita` che devono permeare la musica affinche' una truffa cosi` meschina possa avere successo si situano ideologicamente all'estremo opposto del rock and roll offensivo e ribelle o del beat fresco e sbarazzino, e di tutta la musica alternativa cresciuta su quelle pur fragili fondamenta.

Il neo-classicismo ebbe inizio gia` alla fine del beat, con Moody Blues, Procol Harum, e Bee Gees. I piu` fedeli trascrittori di classici furono i Nice di Keith Emerson, i Beggar's Opera, gli ELO, e i Renaissance.

Estetismo e romanticismo rock

Il sentimentalismo nato dalla ricerca di effetti orchestrali si fuse intorno al 1967 con l'epidemia psichedelica, dando origine a una scuola meno compromessa, una sorta di neo-romanticismo che, pur sedotto dalle manie estete dei neo-classici, si propose soprattutto di suscitare grandi emozioni nell'animo dell' ascoltatore, visioni di medioevo epico e magico, abissi cosmici, mondi fiabeschi e favole surreali. Il gioco consisteva in genere nell'inventare un universo fantastico, il piu` lontano possibile nello spazio e nel tempo da quello reale, e di popolarlo di creature simboliche, sovente sbirciando nel cinema dell'orrore e della fantascienza, sovente riecheggiando le utopie transplanetarie della West-Coast.

A sospingere questi movimenti fu anche la transizione compiuta dal rock da musica proletaria (beat, blues-rock, folk revival) a musica borghese. All'inizio il rock era stato un affare tutto e solo della classe lavoratrice, che non aveva grandi conoscenze musicali. Ma con l'avvento dei ragazzi provenienti dalla classe media e dalle Universita`, che avevano ascoltato un po' di classica e avevano un concetto piu` "aurale" della musica, una nuova raffinatezza venne a mescolarsi all'istinto brado delle origini. Non a caso nello stesso tempo si compi` la transizione dai rozzi show in bluejeans e maglietta alle variopinte coreografie psichedeliche, dove non contava piu` il dimenarsi e lo sfasciare le chitarre, ma piuttosto l'"arredare" con gusto.

Questo rock soffice e delicato, in voga verso la fine del decennio, rivaluto` la funzione dei testi (al descrittivismo sonoro si accompagnava un descrittivismo "sensazionalista" dei versi), e ando` a rovistare negli anfratti piu` nascosti dello scibile musicale per scovare suoni suggestivi ed arcaici. Dominava la scena il mellotron, il nuovo strumento a tastiera capace di emulare un'intera sezione d'archi, di fiati o di voci miste.

Il neo-romaticismo rock ha inizio con i King Crimson e continua con i Van Der Graaf Generator, i Gentle Giant, e i Genesis.

Vedi la Vertigo di bands come i Catapilla, che avevano un suono alla Van Der Graaf piy jazzati ma con una strana voce femminile trattata con echi (un atmosfera molto bizzarra e sperimentale).

Tecno-rock e flash-rock

Il rock sinfonico degenero` invece durante gli anni '70 nel pop tecnologico delle monumentali opere tastieristiche, il quale tende invece ad annullare i sentimenti in vortici di iper-futurismo inumano, corredati quasi sempre da scenografie altrettanto immani e allucinanti, delle quali in definitiva la musica e` poco piu` che una colonna sonora. Domina qui, in tutti i suoi proteici travestimenti, l'organo elettronico, lo strumento gelido e megalomane per definizione, massima realizzazione della tecnologia musicale e massima imitazione acustica del cervello elettronico.

Il Flash-rock e` dominato dagli Yes, dagli Emerson Lake and Palmer e dai Genesis stessi. Protagonisti celebrati dell'estetismo ne sono i tastieristi, Keith Emerson e Rick Wakeman su tutti.

Nella seconda generazione del rock sinfonico si contano gli Audience di House On The Hill (guidati da Howard Werth), i Barclay James Harvest (un incrocio fra i Moody Blues e i Pink Floyd di Dark Side of the Moon), i primi Electric Light Orchestra (ELO).

L'ultima variante e` rappresentata dai gruppi di classifica dei '70: i Buggles di Geoff Downes, il cui lambiccato kitsch vocale si avvale dell' elettronica da discoteca (Video Killed The Radio Star, 1979); i Supertramp, titolari di un ibrido pop tastieristico influenzato dall' hard-rock; e Alan Parsons.

I supergruppi della ballata "progressiva" degli anni '80 (UK e Asia) costituiscono l'ultimo atto di questa lunga saga.

L'ultimo sussulto romantico verra` con i Marillion di Fish.

Il disimpegno colto

Musica vana e ingabbiata in se` stessa, volta al culto della bellezza formale e sovente priva di contenuti, musica barocca, superflua, inconsistente, l'estetismo in tutte le sue variazioni segna la fine della musica come provocazione e celebra definitivamante l'avvento della musica per la musica. In questo senso e` un anello non trascurabile della lenta mutazione che porta il rock verso l'arte emancipata dall'ideologia. Il totale distacco dalla realta` avviene ad un estremo che neppure il beat aveva mai toccato. Nella sua storia di corsi e ricorsi il rock ritorna al disimpegno, con il rock esteta, fabbrica di sensazioni belle, anche se effimere, artificiose e illusorie.

Per il rock sinfonico:
ELO: Greatest Hits (Jet, 1979)
Audience: You Can't Beat Them (Charisma, 1973) (antologia)

Per il flash-rock:
Alan Parson: Best (Arista, 1984)