L'Heavy Metal


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Indice dei capitoli originali del volume 3 della Storia del Rock

Indice del volume 3
Il rock futurista
Free-rock
Kosmische Musik
Country-rock
I cantautori
southern-rock
Pop Muzak
Reggae & Funk
Il rock decadente
Heavy-metal
Disco Music & Hip Hop
Blue-collar rock
Le scuole nazionali Volume 4


L'heavy metal

La musica della restaurazione

Passata la moda degli "student riot", dei "sit in", delle marce della pace e di tutto il folklore di sinistra in generale, un'ondata di arresti, esili ed omicidi polverizzano in pochi anni l'ala estremista del Movement.

Alla musica e` affidato un compito assai arduo: tramandare l'umore di quella ribellione intransigente. Ma il disimpegno degli anni '70 e` in aguato, e l'heavy metal che cresce sulle ceneri del rock rivoluzionario finisce per essere una parodia infelice dell'antenato e ancora una volta e' divorato dalla febbre consumista: l'heavy-metal diventa semplicemente un'alternativa all'AOR. Masse di giovani da discoteca si esaltano ascoltando il baccano che risuonava nelle strade infiammate di Detroit.

La volgarizzazione dell'heavy metal e` esemplare del disfacimento delle aree piu` radicali del Movement. Angela Davis, premio Lenin, insegna storia delle minoranze. Tom Hayden, uno dei protagonisti dei disordini di Chicago, e` senatore della California, ma forse e` piu` famoso come marito di Jane Fonda. Jerry Rubin fa l'agente di borsa a Wall Street. Abbie Hoffmann, rimasto latitante fino al 1982, scrive libri per bambini. La "pantera nera" Eddie Cleaver fa il predicatore. Il suo maestro Huey Newton entra ed esce di prigione per reati comuni. (Hoffman si suicidera` nel 1987 e Newton verra` assassinato nel 1989).

A Detroit le feste alternative delle Pantere Bianche sono ormai solo un ricordo, e forse neppure quello. Il "Detroit sound" e` quello della Tamla Motown, non quello degli MC5.

Le scuole orientali

L'heavy metal fa presa soprattutto sulla East Coast, dove si esprime in modo piu` teatrale. A New York il trio power-rock alla Cream era stato importato dai Mountain di Felix Pappalardi (non a caso ex produttore dei Cream). Il loro esempio non aveva comunque fatto molti proseliti. Anni dopo sono i Blue Oyster Cult ad imporre quello che sarebbe diventato il modello locale, riscoprendo i rituali satanici dei Black Sabbath e adattandoli alla civilta` americana.

A questa interpretazione sinistra del suono "pesante" si ispirano, accentuandone i toni decadenti, i due complessi da classifica degli anni '70: gli Aerosmith e i Kiss, grosse attrazioni di massa e splendide parodie di complesso rock. Con loro nasce ufficialmente il rock dell'"horror-shock", perverso e talvolta macabro, figlio del glam-rock inglese. E` grazie al loro successo, e a quello di complessi piu` melodici come i Boston, che viene alla luce il sottobosco di bande ispirate al garage-rock (gli Starz di Pull The Plug e Boys In Action, entrambe del 1976) all'hard rock (i Riot di Swords Adn Tequila, 1981), al blues-rock (i Rods di Nothing Going On In The City, 1981, Devil's Child, 1982).

L'heavy metal trova terreno fertile anche fuori degli States, in Canada prima e in Australia poi, paesi che non hanno vissuto per nulla i conflitti politici da cui ebbe origine, ma che hanno sempre vantato ottime tradizioni di blues-rock e psichedelia. In Australia esercitarono i Buffalo, influenzati da Black Sabbath e Blue Cheer, titolari di Dead Forever (1972), e soprattutto gli AC/DC.

La tradizione del rock duro canadese risale addirittura ai primi anni '60, quando si formarono i Guess Who, evolutisi due decenni dopo nei Bachman-Turner Overdrive. Il successo su scala mondiale premio` i Rush. Ma i piu` originali alfieri della scuola canadese furono forse i Mahogany Rush di Frank Marino, il migliore e il piu` devoto dei discepoli di Hendrix, e i Chilliwack, quintetto di hard rock progressivo capace di suite psichedeliche (l'intero doppio del 1971) come di canzoni melodiche (Fly At Night, 1977, My Girl, 1981). Nel decennio successivo le bande heavy si moltiplicheranno: se gli Anvil (666, 1982) sono i maggiori, April Wine e soprattutto Triumph (Hold On, 1979) saranno i piu` commerciali, mentre gruppi come Teenage Heads (un incrocio fra Flamin' Groovies e Van Halen), Exciter (Heavy Metal Maniac, 1983) e Fist rimarranno sempre in ombra.

Con questi complessi la fisionomia del genere e` ormai ben definita: esibizionismo teatrale, travestismo decadente e horror satanico si accoppiano a fendenti e ululati sempre piu` viscerali. I Cheap Trick sposano questa prassi alla filosofia dell'"american graffiti" e fungono da trait d'union con il nascente punk rock.

Il guitar hero

La figura del chitarrista diventa ancor piu` mitologica di quanto lo era stata fin dal primo rock and roll. La chitarra, che era stata l'altra voce del bluesman e l'organo sessuale dei rocker, diventa un'arma onnipotente, capace di conferire poteri sovrumani a chi la maneggia. La truculenza del chitarrismo heavy non avra` piu` limiti.

Questa immagine esaltatrice del chitarrista porta alla ribalta tutta una serie di draghi dello strumento, impegnati in un rock possente e acrobatico, e fra i primi si distinguono alcune vecchie glorie in disuso come Joe Walsh, Ted Nugent, Rick Derringer (Rock And Roll Hoochie Coo, 1973) e Billy Squier (The Stroke, 1981, Everybody Wants You, 1982, Rock Me Tonite, 1984, Don't Say You Love Me, 1989), fino al mito di Joe Satriani, il guitar-hero che ha riportato in classifica il rock strumentale con jam di boogie creativo, e al suo comprimario Stuart Hamm, il primo bassista a incidere album strumentali da classifica. Il chitarrista spodesta decisamente il cantante, anche se negli anni '80 vecchi marpioni come l'inglese John Parr (Naughty Naughty, 1984, e StElmo's Fire, 1985) riusciranno a scalare le classifiche sfruttando l'ugola ruggente.

La scuola occidentale

Con gli anni '70 gia` avanzati l'epidemia heavy migra a Ovest, nella California che fu dei Love e dei Blue Cheer, e produce bande fortemente compromesse con il blues-rock, sulla falsariga dei Mountain, come i Montrose. Due gruppi influenzano lo sviluppo di un heavy metal locale, gli Heart e i Journey, entrambi estranei al glamour della East Coast e fedeli discepoli del rock "no nonsense" della Baia. In zona i piu` "duri" sono i Tommy Tutone, eredi dell'hard rock melodico (8675309, 1982) e gli Yesterday & Today (Earthshaker, 1976, Open Fire, 1982, Sommertime Girls, 1986), la cui eredita` verra' raccolta anni dopo dai Sea Hags (Half The Way Valley, 1989) e dai Jetboy (Fire In My Heart, 1988).

Fungono da raccordo con quei complessi capi-scuola due fenomeni commerciali senza eguali nella storia del genere: le Runaways di Joan Jett e Lita Ford, ultimo residuato di rock decadente, e i Van Halen di Eddie Van Halen, il gruppo archetipico della terza generazione.

La scuola di Seattle, iniziata dagli Angel di Greg Giuffria a imitazione dei Kiss, dara` diversi campioni di heavy progressivo (Queensryche) di horror sanguinario (i Metal Church di Merciless Onslaught, 1981), per culminare nella generazione del grunge.

La scuola britannica

Il fenomeno heavy metal fu ancor meno serio in Gran Bretagna, dove i nipotini di Deep Purple e Black Sabbath approfittarono del bailamme dovuto al punk rock per sbandierare le loro micidiali sventagliate chitarristiche.

A cominciare furono in realta` i Judas Priest, ma il fenomeno esplose con i Motorhead, proprio nel fatidico 1977, con uno stile che ricordava i fasti di Detroit. Da loro prese il via l'ondata commerciale dei tanti Iron Maiden, anche loro "dark" come i Priest, e Def Leppard, questi ultimi i piu` venduti.

Nel 1979 gli esponenti riconosciuti del genere erano ancora pochissimi, giusto i Saxon di Stallions Of The Highway (1979), Heavy Metal Thunder (1980) e Wheels Of Steel (1980), e le Girlschool di Kim McAuliffe (un incrocio fra Suzi Quatro e Ann Wilson), controparte femminile dei Motorhead (Take It All Away, 1979, Emergency, 1980, C'mon Let's Go, Demolition Boys, 1980) che piu` tardi avrebbero aderito a produzioni piu` pop (Hit And Run, 1981, Going Under, 1983, Play Dirty, 1983, All Day All Night, 1987). L'anno successivo il numero dei complessi prolifero`, con risultati originali nell'hard rock stilizzato dei Diamond Head (It's Electric, 1980; Am I Evil, 1980) e nei Girl (Hollywood Tease, 1980; Doctor Doctor, 1980).

Nel 1981 si moltiplicarono i seguaci degli Iron Maiden e il dark-rock divenne preponderante rispetto agli altri sottogeneri: Angel Witch (Angel Witch, 1980) e Holocaust (Nightcomers, 1981) aprirono le fila di un "black metal" che avrebbe trovato i suoi maestri nei Venom.

Fra le decine di complessi che spuntarono negli anni seguenti si distinsero i Raven (Don't Need Your Money, 1981, Hard Ride, 1981), i Wrathchild, i maggiori esponenti dello shock-rock osceno (Rock The City Down, 1982, Do Ya Want My Luv, 1983, Luv Abuzer), e i Waysted (Price You Pay, 1984).

La scuola continentale

Il fenomeno dilago` anche nel Continente quando le classifiche americane accolsero il pop-metal dei tedeschi Scorpions. L'Internazionale dell'heavy metal annovera Michael Schenker, chitarrista tanto degli Scorpion quanto degli UFO, gli altri tedeschi Accept (antesignani dello speed metal con Fast As A Shark, 1982), i finlandesi Hanoi Rocks (Dead By Xmas, 1982, Sweet Home Suburbia, 1983), gli svizzeri Krokus (Heatstrokes, 1980, To The Top, 1982, Headhunter, 1983), gli altri svizzeri Celtic Frost, i danesi Mercyful Fate, gli olandesi God (Risk Of Regrets, 1988) e il chitarrista prodigio svedese Yngwie Malmsteen, emulo dei riff classicheggianti di Ritchie Blackmore (Heaven Tonight, 1988).

Il pop metal

L'heavy metal si suddivide presto in sotto-generi. Quello piu` innocuo, gettonato da tutti, e` il "pop-metal", melodico e poco rumoroso, che si limita a virilizzare un motivo orecchiabile. Inizialmente viene battezzato "hard rock crossover" l'heavy metal di matrice inglese che affronta la problematica sentimentale. Esponenti tipici di questa corrente sono i Bon Jovi, il piu` grande fenomeno da classifica degli ultimi anni '80. Agli shouter e al blues si rifaranno i Cinderella di Tom Keifer, esplosi con Shake Me (1986) e Nobody's Fool (1986), dal primo album Night Songs (1986), e Gypsy Road (1988), dal secondo Long Cold Winter (1988), provenienti da Philadelphia e migliori eredi degli AC/DC, prima di convertirsi alla power-ballad con Heartbreak Station (1990) e Still Climbing (1994). A rendere ancor piu` patetico il verbo di Bon Jovi saranno gli Skid Row di Rachel Bolan, catapultati alla ribalta (1989) da anthem adolescenziali come Big Guns e Sweet Little Sister e da ballate di strada come I Remember You, 18 And Life e Youth Gone Wild che speculano sull'epos della nuova "generazione perduta".

L'hard rock retro (Cult Of The Personality, Open Letter, Glamour Boys) dei Living Colour, un quartetto nero formato dal critico e chitarrista Vernon Reid, sara` la sorpresa del 1988. Grazie a questi ultimi verranno alla ribalta complessi neri o multirazziali come 24-7 Spyz (fra una polka speed metal e uno strumentale jazz) e i piu` funky Dan Reed Network (Rainbow Child, 1989).

A Los Angeles, dove da anni esercitavano i Legs Diamond (Rock And Roll Man, 1977), i piu` orecchiabili sono i Quiet Riot (Slick Black Cadillac, 1978), specializzati in cover azzannanti dei classici degli Slade, i Dokken di Don Dokken e del chitarrista pirotecnico George Lynch, i piu` raffinati del lotto (Alone Again, 1984; In My Dreams, 1985; Dream Warrior, 1987), i gruppi di Paul Sabu, gli Armored Saint, i Lizzy Borden, i Ratt (Tell The World, 1983; Round 'N' Round, 1984; You're In Love, 1985), i Great White (il rhythm and blues alla mod di On Your Knees, 1984, l'hard rock di Shake Me, 1986, il boogie sguaiato di Once Bitten Twice Shot, 1989), i Kingdom Come di Lenny Wolf, i piu` autentici discepoli dei Led Zeppelin (Get It On, 1988), e gli Stryper, gli unici predicatori cristiani del genere (To Hell With The Devil, 1986; I Believe In You, 1989). Sono complessi in cui si avverte la lezione dei complessi storici del beat "duro", gli Who e i Kinks.

Lo shock-rock

La tradizione del rock osceno, che aveva avuto nei decadenti Alice Cooper e New York Dolls i suoi massimi bardi, mise radici anche nella comunita' heavy metal per via dei complessi farsa Aerosmith e Kiss. Negli anni '80 il "metal-glam" di questi precursori divenne un piu` feroce "shock-rock", che mescolava violenza, erotismo, e satanismo.

Dall'underground di New York emersero i suoi apostoli piu` blasfemi, i Twisted Sister.

Il boom si ebbe pero` sull'altra costa, nella Los Angeles divenuta teatro di lotte senza quartiere fra i gangster dell'eroina, con club quali lo "Scream" e con l'avvento dei Motley Crue, i piu` fascisti, violenti e volgari. L'Hollywood Strip, gia` teatro di esibizioni scandalose ai tempi delle Runaways, diede asilo all'heavy metal a luce rossa dei W.A.S.P. e al glam-heavy dei Poison, titolari di classici come Talk Dirty To Me (1986), Every Rose Has Its Thorn (1988) e Nothing But A Good Time (1988). Molti dei complessi di questa generazione avevano suonato per anni nei locali dello Strip prima di poter incidere un disco, tanto erano considerate offensive e disgustose le loro performance.

Lo speed metal

Dallo shock-rock e dal contemporaneo beach-punk ha origine a Los Angeles lo "speed metal" (detto anche "thrash metal"). Ad iniziarlo sono i Metallica, i Megadeth di Dave Mustaine, l'ideologo del movimento gli Slayer, la risposta americana al black metal dei Venom. A San Francisco il movimento ha una propaggine con i Death Angel. Il loro e` un heavy metal primitivista, piu` veloce e piu` assordante delle epilessi degli MC5, ma al tempo stesso piu` realista. In questo si contrappone alla cosiddetta "macho bravado", l'arroganza narcisistica, maschilista e fascista, dei tradizionali eroi heavy metal. Ripudiando le pagliacciate glam, il grand guignol sanguinario, i tediosi riferimenti al sesso, gli eccessi esibizionisti di vita vissuta, e conferendo invece un senso sociale ai testi, questi complessi riportano l'heavy metal a un impegno piu` vicino alle sue origini. Lo speed metal, sia nella versione populista dei Metallica sia in quella intellettuale dei Megadeth, rifonda il genere su basi piu` adulte.

Il fenomeno acquistera` uno spessore sociologico ancora maggiore con l'iper-realismo noir dei Guns and Roses, con l'oltraggio alla New York Dolls dei Faster Pussycat di Taime Downe, titolari dei piu` vertiginosi rock and roll con l'hard-rock post-moderno dei Jane's Addiction, con gli act violenti degli L.A.Guns. Sono questi gli esponenti piu` sinceri della "street scene" di Los Angeles.

Sulla East Coast lo speed metal sara` ben rappresentato dagli Anthrax e dagli White Zombie, altri sacerdoti del barocco orrifico alla Slayer.

Il metal-pomp

Dal matrimonio fra iconografia truce e volgare e vibrazioni sempre piu` epidermiche ebbe origine un heavy metal dai temi mitologici, pomposo e solenne come si conviene al poema di un bardo medievale alla corte di qualche barbaro conquistatore. Ad avere l'idea di collegare heavy metal e saghe arcaiche furono i Manowar, che intuirono come l'essenza primitiva del genere ben si prestasse a commentare le avventure di eroi rozzi e violenti immersi in scenari di desolazione e anarchia.

Dopo di loro vennero i Virgin Steel (Children Of The Storm, 1982), i Thor (Lazer Eyes, 1983), i Warlord di San Francisco (Deliver Us, 1984), con accenti piu` medievali i primi, piu` futuristi i secondi e piu` macabri i terzi, fino ad arrivare al thrash-metal mitologico dei canadesi Voivod.

La sotto-cultura dell'heavy metal

Negli anni '80, e in particolare a partire dall'anno boom 1983, la popolarita` dell'heavy metal e` ormai straripante, e anche un po' abnorme, essendo pochissimi gli hit in testa alle classifiche di vendita. Ma il fanatismo degli "headbanger" e` senza precedenti, e presto invadera' anche le chart (nell'aprile del 1989 le classifiche di Billboard riporteranno 7 singoli e 14 album di heavy metal) e i programmi radiofonici (la KNAC di Long beack e la KSJO di San Jose saranno interamente dedicate al genere 24 ore al giorno).

Da un lato si fa sentire l'influsso della discoteca (il battito quasi metronomico, il sintetizzatore), dall'altro quello del punk rock (il canto tormentato, l'assalto da "panzer divisionen", le vetriolate chitarristiche, gli ululati corali da slogan rivoluzionario).

In questo decennio l'heavy metal ha subito una mutazione che ne ha radicalmente alterato i valori morali. "Metallo pesante" e` diventato sinonimo di musica aggressiva e reazionaria, sospinta dalla mentalita` prepotente e qualunquista del dopo flower-power. La violenza dell'heavy metal si presenta come una perfetta antitesi del movimento pacifista, anzi come il modo piu` crudele di umiliare un hippie. Il posto dei fiori, delle bende in fronte, e delle medaglie inneggianti al libero amore, viene preso da catene, pugni di ferro, uniformi di cuoio, tatuaggi satanici. Il colore dominante e` il nero. I fan dell'heavy metal somigliano piu` ai medievali cavalieri della morte, chiusi in tetre armature e lanciati verso imprese di terrore e distruzione; non hanno piu` nulla in comune con i profeti dell'utopia.

I rari slogan di ribellione che ancora si sentono urlare a squarciagola vanno inquadrati nel complesso di impulsi che spinge il teenager violento a scagliarsi contro tutto, e in particolare contro il sistema degli adulti.

Il sesso e` ormai una componente accessoria. E si riduce comunque alle manifestazioni di maschilismo piu` bieco, tipo "give her inches and feed her well" ("dalle centimetri e nutrila bene", come dicono gli Scorpions).

La musica ad alto volume, con riff terrificanti e ritmo da mezzo cingolato, e` sinonimo di potenza. Il modello di comportamento e` quindi l'arroganza pura, fine a se stessa, fine alla dimostrazione del proprio potere. Qualche volta il tutto degenera in rituale perverso, in sadismo bestiale, in orge di violenza gratuita.

Il "metal-appeal" conquista soprattutto le classi inferiori, che sfogano cosi`, nel modo meno pericoloso, le proprie frustrazioni. E in realta` non fanno altro che continuare, con costumi diversi, una tradizione ben integrata nella societa` americana, la stessa che porta il bravo borghese di Los Angeles a girare con un fucile in macchina, la stessa che esalta la personalita` dei "macho" nella provincia del profondo Sud.

Il metal-appeal si esprime in fondo attraverso due metafore parallele: il flirt con il Demonio e la sfida alla Morte. L'iconografia mortuaria e quella infernale (spesso non a caso con tinte medievali) si sbizzarriscono in scene turpi e turpiloquenti (tipiche le chitarre impugnate come peni giganti o come mitragliatori). Ben lontani dall'officiare una messa nera, i fan dell'heavy metal cercano in realta` di costruire un sistema di simboli in cui la loro liberta` personale, negata e umiliata dalla societa`, trovi un modo d'essere.

La sottocultura dell'heavy metal ha sostituito il culto del potere ai vecchi culti della droga, dell'alcool, dell'auto-distruzione.

L'ultra-metal

Verso la fine degli anni '80 l'universo dell'heavymetal si e` gia' frazionato in una moltitudine di sotto-generi e termini come "speed-metal" (sinonimo della rivoluzione portata da Megadeth e Metallica) sono gia` diventati obsoleti.

Il "thrash-metal" (Anthrax, Nuclear Assault, Slayer), un derivato del punkrock, e` caratterizzato da un ritmo sfrenato ed e` generalmente piu` politicizzato. Il "death-metal" (Possessed, che coniarono il termine nel 1985, Death, Deicide, Morbid Angel, Obituary, Autopsy, Anathema, Paradise Lost) e` un fatto lirico che non dipende dalla velocita', e` aggressivo nelle pose e nei testi, ed e` ossessivo fino alla nausea. Il "black metal" (Darkthrone, Hellhammer, Celtic Frost, Venom) e` dedicato al male e a ogni sorta di forza sinistra. Il "doom" (St Vitus, Obsessed, Stillborn, Candlemass, Cathedral) e` tanto "duro" quanto lento. Il "grindcore" (Napalm Death, Carcass, Sepultura, Morbid Angel) rappresenta l'estremo assordante e frenetico del movimento.

Come il rap ha costituito la valvola di sfogo degli anni '80 per i giovani neri dei ghetti, cosi` l'heavymetal ha rappresentato per i giovani bianchi delle metropoli il veicolo espressivo primario delle loro frustrazioni. L'enfasi posta da entrambi i generi sui rapporti sessuali (visti in entrambi i casi da una prospettiva maschilista) e il sarcasmo impiegato da entrambi nei confronti dei temi socio-politici evidenzia una comunanza di cause, se non di effetti.

A differenza del rap l'heavymetal ha subito pero` la contamizione del suo cugino britannico, genere che apparentemente partiva dalle stesse premesse sonore, ma in realta` discendeva dall'hardrock (e quindi dal blues) e propendeva per le atmosfere gotiche che sono caratteristiche della cultura nordica. Di conseguenza i gruppi "metallici" hanno via via approfondito la scienza dei suoni tenebrosi e minacciosi, conferendo sempre meno importanza alla melodia e sempre piu` importanza al riff. Il culto del riff puo` anzi essere preso come emblematico dell'heavymetal degli anni '80: nel riff, assunto quasi a totem, viene liberata l'energia di istinti primordiali come una volta si faceva nei cerimoniali tribali.

Il riff "pesante", granitico e assordante e` una metafora ambivalente, inventata negli anni '60 per esprimere i sentimenti piu` violenti di ribellione controculturale e ripreso negli anni '80 per dar voce alla rozza cultura proletaria. Nella seconda accezione ha trovato la sua vera missione.

L'immedesimazione del popolo giovanile di tutto il mondo con le sonorita' dell'heavymetal e` praticamente unica nella storia del rock. Negli anni '80 sono spuntate migliaia di "band", da un estremo all'altro del pianeta, dal Quebec (Voivod) al Brasile (Sepultura). A molte e` stato tributato un successo di massa che ai primi gruppi di heavymetal sarebbe parso impossibile. Il fatto e` tanto piu` incredibile in quanto il genere non ha mai goduto del livello di promozione decretato dall'industria discografica e dai media ad altri generi (in particolare in termini di diffusione radiofonica).

Se il fenomeno del punkrock fu sempre relegato a un'"elite" di giovani particolarmente arrabbiati e frustrati, l'heavymetal ha raccolto consensi in tutte le classi sociali.

Paradossalmente, il successo strepitoso dell'heavymetal ha rischiato di uccidere ogni altra forma di alternativa.

L'"internazionale" dell'heavymetal e` ormai un'organizzazione tentacolare, che si estende su quattro continenti.

Il problema di questi gruppi metallici e` che, anche quando hanno qualcosa di interessante da dire, sono obbligati dalle leggi del mercato a dirlo con scadenza annuale. Finiscono inevitabilmente per ripetersi e annoiare. Ogni nuovo fenomeno del metal dura esattamente un disco: il primo.

Negli ultimi anni, poi, si e` abusato di riferimento al dark-rock barbaro ed elementare dei Black Sabbath e all'hardrock barocco dei Led Zeppelin. Ne e` risultato, nella gran maggioranza, una musica di luoghi comuni, raramente capace di uscire da schemi angusti.

La sensazione e` che all'inizio degli anni '90 il genere si stia noiosamente citando addosso, sia entrato in un vicolo cieco e non riesca a trovare una via d'uscita.

In effetti, pur attraverso tutte le sue evoluzioni, l'essenza dell'heavymetal e` sempre rimasta la stessa: la preminenza della chitarra. .bp

Lo speedmetal

Ad aprire l'era del rinnovamento dell'heavymetal erano stati per la verita` i Motorhead nel 1975, mentre negli USA regnavano ancora Blue Oyster Cult e Montrose. E da una costola dei Motorhead (Lars Ulrich era il titolare del loro "fan club") sarebbero nati i Metallica, destinati a ridefinire il genere incorporando sonorita` dell'hardcore (Bad Brains, Black Flag, Misfits) e capitanando la rivoluzione dello "speedmetal".

Il "thrash" (coniato dai canadesi Exciter) si distingueva all'interno della nazione heavymetal in quanto era basato sul punkrock piuttosto che sull'heavymetal tradizionale, sia nel formato (concisione e frenesia) sia nelle tematiche. L'enfasi veniva posta sulla chitarra ritmica e sul canto urlato.

Lo "speedmetal" (che spesso viene usato come sinonimo) e` altrettanto veloce, ma le voci sono meno arrabbiate e i pezzi consentono piu` assoli chitarristici del thrash. I capostipiti del genere sono a Los Angeles i Megadeth, i Metallica, gli Slayer; a New York gli Anthrax e i White Zombie; a San Francisco i Death Angel, gli Exodus, i Testament, i Vio-Lence (i piu` politicizzati), i Vicious Rumours; in Arizona i Flotsam And Jetsam e i Sacred Reich.

Il grindcore, inventato in Gran Bretagna, verra` portato alla massima perfezione dai gruppi americani, che rileveranno di fatto la missione politica anti-Establishment del punkrock britannico (Crass, Discharge) e dell'hardcore californiano (Dead Kennedys).

Il death metal

Agli inizi degli anni '90 il mondo heavymetal e` scosso dall'epidemia del "death metal". Si tratta di un genere piu` legato all'heavymetal classico e all'hardcore, fra i cui antesignani vanno certamente contati gli svizzeri Celtic Frost. Gli argomenti delle canzoni "death" sono quasi sempre gli stessi: la morte, l'oltretomba, la necrofilia, e via rabbrividendo. Il genere era stato in un certo senso latente per decenni, e improvvisamente dilaga sui palcoscenici piu` prestigiosi del mondo per un pubblico inebriato dalle immagini piu` stomachevoli. Anche se talvolta la qualita` musicale e` talmente bassa da far pensare a dei macellai che abbiano imbracciato per la prima volta uno strumento e siano ossessionati da incubi macabri.

Molte idee vengono riprese dal Grand Guignol di Alice Cooper, dalla letteratura e dal cinema "gore", dal movimento "splatter" (voyeurismo della putrefazione e del sadismo), dalle riviste Fangoria e Gorezone, senza dimenticare Cramps e Misfits, che queste cose le facevano per ridere, ma le facevano meglio.

I Venom in Inghilterra, gli Slayer a Los Angeles, i Death in Florida, i Possessed a San Francisco stabiliscono le coordinate del "death": preminenza della chitarra ritmica, liriche mormorate in maniera incoerente, tempo piu` lento del thrash. E' impressionante la quantita` di complessi che sono nati per sfruttare quelle anguste premesse.

La Florida vanta un poker di maestri: Death, Obituary, Deicide, Morbid Angel. Negli anni '90 si faranno avanti soprattutto i Malevolent Creation, con The Ten Commandments, Retribution e Stillborn, uno piu` feroce dell'altro. I Nocturnus, formati da Mike Browning (batterista originale dei Morbid Angel), incorporano le tastiere (Louis Panzer) nell'album The Key (Earache), nobilitato da suite di un "techno-metal" visionario come Lake Of Fire. Il secondo Thresholds esagerera` la tematica mitologica e fantascientifica (Aquatica) con scarsa immaginazione. Gli Atheist, con Unquestionable Presence e Elements (MFN), e i Cynic, con Focus, saranno fra i primi a cercare sfoghi "progressivi" al genere, introducendo sonorita` jazz.

Solstice Solstice (Steamhammer, 1992) e Lamentations (Candlelight, 1994)

Nei casi migliori il macabro diventa un'occasione di ribellione anti-establishment, una bandiera di provocazione. Il satanismo viene talvolta interpretato come una religione naturale, che non ha bisogno di falsi miti e pertanto rappresenta ancora una volta una critica ai fondamenti della societa'. In questi casi il "death" diventa addirittura musica terapeutica, taumaturgica, catartica, per guarire dal male.

Ma a dominare e` inevitabilmente la patologica passione per il "gore"; la predisposizione per rendere in suoni il senso di marcio, malato, putrescente; l'indulgere in scene sempre piu` truculente e raccapriccianti; la predilezione per viscere, organi interni, parti sessuali, liquidi organici, cimiteri, obitori; l'apologia di fantasie sempre piu` macabre.

In parte e` un genere che riflette il nuovo medioevo, il neo-decadentismo, il gotico realista della nostra era. Sono la crisi mondiale dei valori, la fine degli equilibri politici del Dopoguerra, la crisi economica, il dilagare dei conflitti etnici, a ritornare a galla nelle formule propiziatorie, nelle formule da esorcista, di questo genere.

Il "doom-metal" e` una variante che flirta con la morte senza mai fare l'amore. Le sue componenti fondamentali sono la magia, il mistero, l'arcano. Le canzoni si svolgono ad una lentezza esasperante, come se fossero eseguite in uno stato di ipnosi catatonica, e con il tono di chi sta soffrendo una forma acuta di claustrofobia catacombale, dando l'impressione di disperazione e solitudine assolute, di anemia e fatalismo totali. Il genere non e` necessariamente soltanto heavymetal, ma anche progressivo in senso lato.

Fra gli antesignani del "doom" si contano i londinesi Angel Witch (stabilitisi a San Francisco), Saint Vitus (Los Angeles) e tanti altri californiani come Cirith Ungol, dei quali e` il classico Frost And Fire (Liquid Flames) del 1981. A Chicago esercitarono i Trouble, capitanati dal cantante Eric Wagener, il cui primo album del 1984 (per la Psalm 9) era gia' ossessionato dalle cadenze funeree dei Black Sabbath.

Pentagram di Bobby Liebling, titolari di Relentless (Peaceville, 1985) e Day Of Reckoning (1987), furono antesignani del doom metal con Saint Vitus e Trouble, e torneranno nel 1995 con Be Forewarned (Peaceville).

Blood Farmers, esorditi nel 1995 (per la Hellhound)

Il "doom" costituisce indirettamente lo studio piu` approfondito dell'aggressivita` umana dai tempi di Freud. Le sue liriche sono dei cataloghi raccapriccianti di perversioni.

Sia per il death sia per il doom vale il problema dell'instabilita` delle formazioni. Si tratta spesso di complessi formati da minorenni, che riescono a registrare un disco a sedici anni e a vent'anni hanno gia` una carriera alle spalle.

Il Progressive Metal

L'heavymetal coltiva da tempo immemore sacche "progressive", ovvero legate al rock progressivo degli anni '70. A Seattle la tradizione e` tenuta viva da Giuffria, Queensryche e Sanctuary. Nell'Ohio esercitano i Fates Warning; a Boston gli Extreme; a New York i Dream Theatre; in Texas i King's X e i Pantera; nel Missouri i Galactic Cowboys; a Detroit i Warrior Soul; a Cincinnati i Fates Warning; in Canada i Voivod.

I Magellan dei fratelli Trent e Wayne Gardner, influenzati da Rush e Kansas, sono dei Dream Theatre piu` progressivi e meno heavymetal. La loro sigla, Magna Carta, sull'album Hour Of Restoration (Magna Carta), non risparmia citazioni dal rock sinfonico e dal jazz.

L'hardrock di strada di Los Angeles

Le due grandi rivoluzioni dell'heavymetal, quelle che ne hanno fatto quasi un genere a se stante, sono venute da Los Angeles: prima il "rock di strada" di Guns And Roses e Jane's Addiction, e poi lo "speemetal" di Metallica e Megadeth.

La "street generation" di Guns And Roses, Jane's Addiction, Faster Pussycat, Junkyard e L.A. Guns e` in effetti la scuola piu` importante degli ultimi vent'anni di heavymetal.

Dei gruppi che a meta` degli anni Ottanta diedero vita all'epoca d'oro dell'heavymetal di Los Angeles sono in circolazione ancora gli Armored Saint, capitanati dal cantante John Bush, che dal 1984 di March Of The Saint (Chrysalis) al 1991 di Symbol Of Salvation (Metal Blade), passati per diversi cambiamenti di formazione e la morte di Dave Prichard, non sono mai riusciti a definire la propria personalita`, un po' succube dei Judas Priest (Reign Of Fire e Warzone sull'ultimo disco) e tentata da ambizioni sperimentali (l'etno-metal di Tribal Dance, sempre su Symbol). Non bastano le chitarre affilatissime di Phil Sandovan e Jeff Duncan.

Nel 1988 fecero notizia i Circus Of Power, subito battezzati "i Guns And Roses di New York", in realta` fedeli ai modelli di AC/DC e Aerosmith.

Ma saranno scaramucce: quel genere era destinato a spegnersi tanto in fretta quanto era esploso, un'altra delle mode effimere di Los Angeles.

L'effetto di quel boom fu soprattutto di commercializzare il movimento, trasformando autentici punk di strada in marionette dello "showbiz", vendendo al supermercato l'immagine di rozzi ubriaconi maschilisti. Scalano le classifiche i Bullet Boys nel 1988 con Smooth Up In Ya e For The Love Of Money, i Giant nel 1989 con I'm A Believer, e gli Extreme nel 1990 con le loro "metal-opera". Nel 1990 faranno man bassa del revival dell'hardrock da un lato gli inglesi Quireboys (emuli dei Faces) con Hey You, 7 O'Clock e There She Goes Again, e dall'altro i californiani (di Sacramento) Tesla (emuli di Aerosmith e AC/DC) con Love Song e l'acustica Sign.

Sono venuti contratti galattici che dieci anni prima sarebbero stati impensabili: gli Aerosmith hanno firmato per 30 milioni di dollari, i Motley Crue per trentacinque.

Sono progrediti dal pressapochissimo del 1985 i californiani Dark Angel, forti dal secondo album del pirotecnico batterista Gene Hoglan e dal quarto del cantante Ron Rinehart. Proprio quest'ultimo disco, Time Does Not Heal (Combat) del 1991, segna forse la raggiunta maturita`; ma si tratta di un altro complesso rispetto a quello degli esordi (rimane soltanto il primo chitarrista Eric Meyer).

A Los Angeles il gruppo leader del grindcore e` quello dei Terrorizer del cantante Oscar Garcia e del chitarrista Jesse Pintado (futuro Napalm Death). Loro e` il fondamentale World Downfall (Earache) del 1989, con l'aiuto di Vincent e Sandoval dei Morbid Angel. (Garcia registrera` poi Crime Against Humanity alla testa dei Nausea).

A San Francisco lo speedmetal diede origine a una buona scuola locale: i Death Angel, gli Exodus, i Testament, i Vio-Lence (i piu` politicizzati), i Vicious Rumours.

A San Francisco il gruppo death per eccellenza e` quello dei Sadus, seguiti dagli Autopsy del batterista Chris Reifert (ex Death).

Chilliwack (A&M, 1971)
Mahogany Rush (CBS, 1977)
Riot: Fire Down Under (Elektra, 1981)
Saxon: Greatest Hits (Carrere, 1985)
Diamond Head: Behold The Beginning (Metal Masters, 1986) antologia
Angel Witch (Bronze, 1980)
Sabu: Heartbreak (Heavy Metal, 1985)
Skid Row (atlantic, 1989)