Dalla pagina di Piero Scaruffi
(Tradotto da Stefano Iardella)

Il declino artistico di Mellencamp fu rapido. Gli album pubblicato dopo il suo attacco cardiaco sono lontani parenti dei suoi classici: Mr Happy Go-Lucky (1996), con Key West Intermezzo, John Mellencamp (Columbia, 1998), Rough Harvest (Columbia, 1999), una raccolta di materiale inedito, Cuttin' Heads (2001), con Peaceful World, Trouble No More (2003), una raccolta di cover, Freedom's Road (2007), che termina con l'unica canzone decente, Heaven Is A Lonely Place.
L'atmosfera che caratterizza Life Death Love and Freedom (2008) lo rendono il primo album dopo tanti anni che valga la pena di ascoltare, sebbene il merito sia più del produttore T Bone Burnett che non del compositore John Mellencamp.

Mellencamp ha optato per le nude verità in occasione di No Better Than This (2010), registrato dal vivo in mono senza sovraincisioni, sia in termini di arrangiamenti spartani (il chitarrista Marc Ribot, il batterista Jay Bellerose e il bassista David Roe) sia in termini di tematiche senza tempo (per lo più morte). Proprio come nell'album di cover, Trouble No More, qui Mellencamp ha reinventato la musica vintage dell'era del rockabilly. Un po' della sua verve giovanile trasuda ancora attraverso le crepe di Coming Down the Road e No Better Than This.

Con i suoi 24 studio album, dei quali gli ultimi due sono Strictly a One-Eyed Jack (Republic, 2022) e Orpheus Descending (Republic, 2023), che si aggiungono a due album live e svariate raccolte/compilation, Mellencamp ha venduto circa 30 milioni di album negli USA e più di 60 milioni di album in tutto il mondo.


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