Fetchin Bones
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Cabin Flounder (1985), 8/10
Bad Pumpkin (1986), 7/10
Galaxy 500 (1987), 7/10
Monster (1989), 6/10
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North Carolina's Fetchin Bones were, by far, the most spectacular "cow-punks" of the era. Cabin Flounder (1985) was raw roots-rock dynamated by the vibrant hysteria of vocalist Hope Nicholls (a cross between Patti Smith, X's Exene Cervenka and the Pretenders' Chrissie Hynde). The band played epileptic garage-rock that bordered on the nervous breakdown, blurring the line between rockabilly, slam-dance and hoe-downs. The rhythmic emphasis and the double guitar noise got even more crude and irreverent on Bad Pumpkin (1986), while Galaxy 500 (1987) was mostly a tour de force by the vocalist.
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I Fetchin Bones rappresentarono per cinque anni la versione piu` ruspante del sound della North Carolina, ben prima che la critica si accorgesse che esisteva una forte scuola locale.

Il primo album, Cabin Flounder (DB) del 1985, rivelava un quintetto di abili strumentisti (soprattutto la violinista Danna Pentes). Le canzoni erano grezze e campagnole, pregne di riferimenti alla tradizione, propulse dalla vibrante isteria di Hope Nicholls, un incrocio fra Patti Smith, Exene Cervenka e Chrissie Hynde. Era lei a dar voce e tono a ibridi suggestivi come A Fable, in cui si confondono passi di rockabilly e passi di quadriglia per poi culminare in un ritornello marziale e isterico alla Patti Smith, o all' "hoedown" mozzafiato di Briefcase, due brani che rimarranno nel repertorio essenziale dell'anno. Il gruppo dal canto suo trascinava So Brilliant con un incalzante tribalismo e riff da surf, e soprattutto Kitchen Of Life con un sincopato voodoobilly che suona come un incrocio fra i Gun Club e i B52's. Trovano posto persino una ballata alla Neil Young, Too Much, e un country alla Petty, Spinning. L'insieme era al tempo stesso spettacolare e ruspante.

L'album successivo, Bad Pumpkin, non cambiava di una virgola lo scenario. Le tiritere nervosissime di High Noon e Leaning On The Horn, marchiate a fuoco da fratture ritmiche, sfruttavano al massimo la magistrale orchestrazione delle chitarre di Gary White e Aaron Pitkin. 1/2 Past, blues atmosferico, tutto giocato sulla suspence creata dalla cantante, degno di Horses, e Wine, recitato da grande istriona su una base funky, sono i nuovi show vocali. Il gruppo denotava pero` una singolare forma di regressione temporale in Tag Along, quasi un folkrock degli anni Sessanta, in All Clocks, quasi un garage-rock alla 13th Floor Elevator, e in Chitty Chitty, uno strumentale ad effetto nello stile di Duan Eddy. White, in particolare, sembrava propendere per un hardrock piu` roccioso in Greensburg e per un melodismo piu` immediato in Flounder. Non fu insomma un caso che White e il batterista Marc Mueller se ne andassero poi per fondare gli Skeeters, dei quali nel 1987 dilago` nei campus lo strumentale surf Porno Rock.

Nicholls registro` con i resti del gruppo l'album Galaxy 500 (Capitol). Con Errol Stewart e Pitkin alle chitarre, Pentes al basso e Clay Richardson alla batteria il sound non e` mai stato cosi` compatto. Strappano l'applauso piu` che mai i suoi miracoli canori: in Stray, soul gridato nel registro della Patti Smith piu` strega, a un tempo sincopato quasi hip-hop e un altrettanto veemente riff boogie di chitarra e piano; nella gloriosa Binoculars, ode marziale e arrabbiatissima, degna di Radio Ethiopia; in You Thirst, un sabba lento e cadenzato, rigurgitante di effetti truculenti e di passi da vaudeville.
La strepitosa e incontenibile carica della cantante trabocca nella sfrenata galoppata thrash di Everybody Is A House e soprattutto in quella sorta di bluegrass dissonante che e` Riding Around, strillato come una folle a velocita` epilettica, o peggio ancora nel suo omologo Things Are Happening, tutto sghembo e stonato. L'album e` un tour de force vocale della cantante, ma al tempo stesso mostra (nell'incubo funk di Sammy per esempio) l'intenzione di esplorare nuove direzioni. L'insieme completa la transizione dallo stile rurale degli esordi a uno stile piu` urbano, intellettuale, nevrotico.

I Fetchin Bones affondarono dopo Monster (Capitol, 1989), che pure era un disco di tutto rispetto, con "hoedown" scalmanati come Love Crushing (uno dei suoi capolavori di "dizione"), polka supersoniche come Bonework, rhythm and blues sguaiati come Say The Word (con tanto di fiati e coro). Come sempre e` la voce squillante e rabbiosa di Nicholls a trascinare i brani, anche se il complesso e` al culmine delle sue capacita` di suonare un rock maschio e traboccante di riff e di sincopi; ma la musica dei Fetchin Bones esiste in quanto lei sa librarsi in "voli" alla Grace Slick (Astronaut), lanciarsi nelle sue favorite rampogne in crescendo alla Smith su trascinante jamming di hardrock (I Dig You), domare e animare i boogie piu` sferzanti (Mr Bad), e fondere tutte queste caratteristiche in uno show da "urlatrice" al tempo stesso marziale e sfrenato (Spot). Ormai la musica dei Fetchin Bones "era" le sue inflessioni vocali. La sua abilita` nel "saltare" da una nota all'altra con l'agilita` e la ferocia di una tigre, nel dare un tono e vivacizzare la canzone senza alcun bisogno di supporto dallo strumento solista, nel modulare urla e vagiti in un flusso continuo di fonemi, nel mantenere la tensione a livelli da infarto, ha pochi eguali nella storia del rock.

Il complesso si spense senza aver suscitato lo scalpore che avrebbe dovuto, ma il seme era stato comunque gettato con eruzioni armoniche come Briefcase, Kitchen Of Life, High Noon, Leaning On The Horn, Binoculars, You Thirst, Spot, Mr Bad.

Nicholls continuera` a terrorizzare le folle del country-rock con i Sugarsmack.

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