Greg Ginn
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Greg Ginn: Getting Even , 6.5/10
Greg Ginn: Dick , 5/10
Gone: The Criminal Mind ,6.5/10 Greg Ginn: Let It Burn, 5/10 Gone: All The Dirt That's Fit To Print, 5/10 Gone: Best Left Unsaid , 5/10 Gone: Country Dumb , 5/10 Screw Radio: Talk Radio Violence , 5/10
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L'uomo che nel 1979 fondo` l'etichetta SST e la cui chitarra fu sempre l'asse portante del sound dei Black Flag, era arrivato a un'intuizione importante prima nell'album dal vivo del 1984 a nome October Faction (SST) e poi nell'EP del 1985, Process Of Weeding Out, che rimane il miglior disco della carriera dei Black Flag: un rock strumentale che accoppiasse la veemenza dei punk e la sofisticazione dei jazzisti.

Sciolto il gruppo storico, Ginn persegui` l'idea con i Gone (il bassista Andrew Weiss e il batterista Sim Cain), dei quali uscirono nel 1986 due album strumentali: Let's Get Real (SST) e But Never Too Gone. Il primo, un po' dispersivo e caotico, non riesce a sfruttare appieno le potenzialita` del trio. Tutto sommato Ginn riesce meglio quando fa coagulare il virtuosismo in strutture lineari come l'hardcore Peter Gone, il rock and roll Rosanne, il rhythm and blues Climbing Rat's Wall, e meno bene nei brani di improvvisazione funk-jazz come Get Gone e Ch 69, per quanto ricchi di spunti interessanti. A mettersi in mostra e`, in effetti, soprattutto Weiss, uno dei grandi bassisti degli anni '80.

Il secondo disco, forte di sedici concisi episodi, ridotte le ambizioni e ampliate le fonti di ispirazione, mette a punto la formula: dalle frasi orecchiabili e potenti di New Vengeance, GTV e Daisy Street alla ritmica travolgente di Unglued e` un trionfo del power-trio come veicolo per esprimere emozioni variegate. Il chitarrismo di Ginn, che e` al tempo stesso fluido, infuocato e melodico supplisce senza problemi all'assenza del canto.

Dopo diversi anni di silenzio Ginn torna sulle scene con l'album Getting Even (Cruz, 1993), sul quale si fa accompagnare soltanto da David Raven alla batteria. Ginn sembra improvvisamente ringiovanito di dieci anni: I've Changed e You Drive Me Crazy sono rock and roll esplosivi, che non lasciano dubbi sulle scorte di energia di Ginn. A tratti sembra di ascoltare i Ten Years After in versione punk. In Kill Burn Fluff e I Can't Wait si assiste davvero a un revival ragionato del "beach punk", con il ritmo da "slamdance" e Ginn che ringhia sconnesso senza far rimpiangere per nulla Rollins; e` un metodo che da` luogo a un rumore cieco e globale.
Coronano l'escursione nei meandri piu` oscuri del chitarrismo il passo blues di Hard Thing, le sofisticate cacofonie di Nightmares, la melodia ipnotica di Torn. Per il resto il disco e` suonato a velocita` supersonica; eppure in quella selva di riff lancinanti Ginn riesce a trovare infinite occasioni per le sue sortite swinganti o comunque devianti. E`, insomma, un ritorno alla piena forma.

Molto meno interessante e` invece Dick (Cruz, 1993), una raccolta di duetti e trii che sembrano piu` raffazzonati, forse avanzi di magazzino che Ginn voleva soltanto tramandare ai posteri.

A conferma di una svolta personale che si lascia alle spalle gli ultimi anni vissuti da manager per riprendere l'attivita` artistica, il leggendario chitarrista ha anche riformato i Gone (con Steve Sharp al basso e Gregory Moore alla batteria) per registrare i diciassette brevi, terribili frammenti che compongono l'album The Criminal Mind (SST, 1993).
Il timbro bruciante, ad altissima tensione della sua chitarra dilaga in Off The Chains e raggiunge la massima incisivita` nella travolgente Row Nine, negli eccessi "hendrixiani" di Pull It Out, soprattutto nelle cariche grunge di P.S. Was Wrong. Sul fronte piu` "leggero" Ginn si diletta con vignette melodiche come Spankin' Plank o indulge in arie cantabili come quella felicissima di Freeny. Fra omaggi a Fripp (Pump Room) e al jazz (Snagglepuss), e qualche improvvisazione su metronomie industriali (Punch Drunk), il disco scorre senza intoppi, ricco di episodi avvicenti, e ricolloca Ginn alla testa dell'avanguardia rock.

L'EP Smoking Gun e All The Dirt That's Fit To Print (SST, 1993) hanno un po' ridimensionato il programma. Il sound strumentale sembra indirizzare i "blue collar worker" di mezza eta`.

L'album solo di Ginn Let It Burn (SST) e` ancor peggio.

Su Best Left Unsaid (SST, 1996) i Gone sono diventati un combo di funk, jazz e persino techno, merito in gran parte della formidabile sezione ritmica (Andy Batwinas alle percussioni, Gregory Moore alla batteria e soprattutto Steve Sharp al basso).

Country Dumb (SST) sesto album dei Gone, prosegue lungo quella direttrice di crossover metal-funk.

Screw Radio is a collaboration with percussionist Andy Batwinas that yielded the album Talk Radio Violence (SST, 1996).

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