Membranes
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The Gift Of Life (1985), 7/10
Songs Of Love And Fury (1986), 6/10
Kiss Ass Godhead (1988), 7/10
To Slay The Rock Pig (1989), 6/10
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I Membranes hanno scritto alcune delle pagine piu` eretiche del punk-rock britannico. In quegli anni soltanto i Fall possono competere con la loro folle genialita`, che contrasta vivamente con le mode ipocrite del dark-punk, del synth-pop, etc etc.

Altrettanto arrabbiati, eterodossi e rumorosi, iniziarono la loro gloriosa carriera nel 1982 con due EP tanto approssimativi da far invidia ai Fall: Muscles (Rondelet) e Pin Stripe Hype (Rondelet). Il gruppo (capitanato dal cantante e chitarrista John Robb e propulso dalle percussioni maniacali di Coofy Sid) si avventava su ogni brano con la foga di un branco di lupi affamati.

Il minialbum Crack House (Criminal Damage, 1983) e` un coacervo di brani volutamente approssimativi, con in testa la vertiginosa propulsione ska di Get A Head, l'epilettico rockabilly per matti del manicomio di Kafka's Dad e il pow wow di Myths And Legends. Uragani sconnessi come Spike Mulligan's Tape Recorder (singolo del 1984) fondono free jazz, hardcore e semplice dilettantismo.

Sull'EP Death To Trad Rock del 1984 la demenza chiassosa del gruppo approda a Shine On Pumpkin Moon, mentre il voodoobilly Kiteman fa impallidire generazioni e generazioni di complessi psichedelici.

L'album The Gift Of Life (Creation, 1985), che si avvale anche di un bruttissimo sassofono free jazz, fu per il rock britannico l'equivalente sonoro del sacco di Roma. Il pressapochismo di Shot By Own Gun e Gift Of Life ha la stessa funzione dell'estetica postmoderna nel decostruire quella che altrimenti sarebbe una canzone pop. All'insegna di un proditorio festival del bambinesco la fanfara ska More Skin And Bore viene eseguita con la baldanza di un crocchio di ubriachi e l'hardrock di Mr Charisma Brain viene disinnescato dallo spirito gioviale di una banda paesana.
La furia demente di Captain Beefheart dilania Dreadful Sound Engine. Barbed Snake Fish Thing barcolla sotto gli ululati di Robb, il girotondo delle chitarre, il cicaleccio del sax. Lo stesso humour sardonico e vitriolico disintegra i passaggi da colonna sonora western di Chewing The Fat. La fantasia sbrigliata dei Membranes ha pochi eguali in Gran Bretagna in quegli anni.

I Membranes erano diventati per molti versi i Big Black della provincia inglese.

L'album Songs Of Love And Fury (Homestead, 1986) mise invece un po' d'ordine nell'armonia, abbassando il caos al livello dei Fall. Big Fun Tonight e Thank Heavens For The Iron Horse sono le pagine piu` ilari dell'album. La ritmica febbrile e le armonie vocali anacronistiche di Kennedy '63 resuscitano il ballabile scipito dei B52's, ma neppure i Fall possono competere con le follie armoniche di The Murder Of Sister George. Di gag in gag il gruppo finisce per sfiorare la trance del raga in Postdetergent Vacuum Cleaner Man e l'alienazione dell'industriale in 1986. Come sempre, e` l'imprevedibilita` l'arma piu` potente del quartetto. Il singolo Everything's Brilliant (In Tape) e` di gran lungo la loro canzone piu` orecchiabile, persino a ritmo ballabile.

Un'ulteriore trasformazione porto` il gruppo alle canzoni psichedeliche arrangiate in maniera moderna, con tanto di sintetizzatore e drum-machine dell'EP Time-Warp (Homestead, 1987), dal demoniaco voodoobilly di Time Warp 1991 all'aria sinfonica ed enfatica di Too Fast To Live, sconfinando nell'hip-hop di Groovy Fuckers e tentando una fusione di techno e psichedelia in Dragon Fly.

Invece che attenuare il loro piglio infernale, la musicalita` di questi lavori li doto` di una nuova arma. Kiss Ass Godhead (Homestead, 1988) esce infatti dallo stesso inferno dei primi lavori, anzi risulta uno dei loro prodotti piu` mostruosi, con i due chitarristi aggiunti Keith Curtis e Nick Brown ormai integrati stabilmente nel combo. Se dalla muta fanno capolino anche il Merseybeat a ritmo sferragliante di Tatty Seaside Town e quella variazione sulla My Generation degli Who che e` Fuck My Old Boots, a dominare e` il piglio piratesco di voodoobilly febbricitanti come Love Your Puppy e Viva! Spanish Turncoat, in progressione esaltante fino alle sciabolate tremebonde di Electric Storm. E` quello il genere a loro piu` congeniale, quello in cui la loro energia luciferina viene convogliata in maniera piu` incisiva. Irruente, sporco, rozzo, avventato, questo prodotto della sottocultura degli "hooligan" ha tutti i crismi del vero rock and roll. Il disco potrebbe essere un capolavoro se, fedeli alla loro fama di geni sregolati, i Membranes non riempissero la seconda meta` di scarti.

I Membranes rimarranno incorreggibili fino alla fine. To Slay The Rock Pig (Vinyl Drip, 1989) si apre con una sceneggiata demenziale in stile Devo, Auto Flesh, che su uno stentoreo battito da discoteca e sugli accordi sferraglianti della chitarra infila un ritornello eroico cantato in tono da zombie. Il tono epico del gruppo viene fuori quando Robb intona a squarciagola l'aria tanto melodrammatica quanto sguaiata di Caretaker Mentality o quando bisbiglia lo scongiuro psichedelico di More Than A Kiss. Il loro sarcasmo abrasivo e` invece in bella vista nel nevrotico rap di England Expects Every Man To Do His Booty e nel concitato voodoobilly di A Missive From Couch Potato Command.

John Robb formera` negli anni '90 i Gold Blade.

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