Dalla pagina dei Pogues di Piero Scaruffi
I Pogues furono i capostipiti del "rogue-folk", il folk-rock dei punk, irriverente e fracassone. Il loro jig e reel suonati con il piglio strafottente dei Sex Pistols e le loro storie di violenza urbana impressero la prima significativa svolta al folk britannico dai tempi di Donovan.
Il cantante Shane MacGowan ne fu la "voce" in tutti i sensi (musicale e politica), e purtroppo i suoi vizi personali (l'alcol in particolare) ebbero un effetto devastante sul corso del progetto. Quei vizi furono pero` certamente la riserva di energia che diede la carica prima alle loro esibizioni live e poi ai loro dischi. Il gruppo rievocava lo stile delle quadriglie e dei saltarelli del folk celtico attenendosi alla strumentazione tradizionale di chitarre acustiche, banjo, mandolino, concertina, cornamuse. Poi dinamitava tutto con il piglio efferato dei teppisti ubriachi.
Della formazione facevano parte James Fearnley (fisarmonica), Cait O'Riordan (basso), Peter "Spider" Stacy (canto e fischietto), Jeremy Max Finer (chitarra e banjo) e Andrew Ranken (batteria). MacGowan, Fearnley e Stacy si erano conosciuti nei pub di Londra e avevano formato li` il complesso, che pertanto era Irlandese soltanto geneticamente parlando. Benche' raramente il gruppo eseguisse brani tradizionali, i Pogues assimilavano in realta` lo spirito autentico di quella musica, tanto grezzo e selvaggio quanto elegante e forbito era il folk inglese (che alla fine impose il proprio codice estetico anche al folk celtico). I Pogues recupevano la rabbia e l'irriverenza secolari, nonche` le dosi massicce di alcol, sesso e buon umore (un po` come il rock and roll aveva recuperato quelle del blues, altra musica di un popolo oppresso e colonizzato).

L'EP Red Roses For Me (Stiff, 1984) faceva presagire gli sconquassi a venire soprattutto in Down In The Ground Where The Dead Men Go, Boys From The County Hell, Dark Streets Of London.

Rum Sodomy And The Lash (Stiff, 1985) libero` lo spirito luciferino della formazione, ma al tempo stesso mise in un luce il talento melodico del leader e gli arrangiamenti attillati e spettacolari degli altri. Il gruppo scorazzava con disinvoltura fra ballate (A Pair Of Blue Eyes e The Old Main Drag) e balli (la festosa Sally Maclennane, lo strumentale quasi tribale Wild Cats Of Kilkenny e soprattutto la scatenatissima The Sick Bed Of Cuchulainn).

L'EP Poguetry In Motion (Stiff, 1986) dimostro` l'eclettismo della loro drammaturgia, capace di spaziare dal gioviale (la filastrocca cajun di London Girl, con tanto di fisarmonica) al marziale (il saltarello di A Rainy Night In Soho, che comincia con un valzer) e all'epico (la ballata Body Of An American, con arrangiamento orchestrale). I Pogues erano adesso in otto e non risparmiavano gli strumenti. O'Riordan aveva lasciato il gruppo per sposare Elvis Costello, ma Terry Woods era subentrato al banjo e Darryl Hunt aveva preso il posto di O'Riordan.

Anche If I Should Fall From Grace With God (Pogue Mahone, 1988) eccelle tanto nel versante tragico quanto in quello comico. Il gruppo cesella tanto il solenne salmo per piano e violini di Fairytale Of New York (un duetto con Kirsty MacColl) e la ballata epica Thousands Are Sailing (che potrebbe diventare l'inno degli immigranti di tutto il mondo), quanto la fanfara marziale della title-track, lo scatenato tex-mex di Fiesta, la mazurka mediorientale di Turkish Song Of The Damned, lo strumentale jazzato Metropolis. In quasi tutti i brani si sente almeno un'eco della caratteristica fanfara "militare" del flauto.

Yeah Yeah Yeah Yeah, singolo del 1988, rappresento` una novita`, in quanto imitava i classici soul della Tamla Motown, con tanto di fiati e cori.

Peace And Love (Island, 1989) approfitto` dello stato di grazia del gruppo e amplio` ulteriormente il fronte stilistico. Il disco e` cosi` un collage che annovera tanto lo strumentale "televisivo" di Gridlock quanto il calypso di Blue Heaven, e culmina forse nel valzer struggente di Misty Morning Albert Bridge (scritta da Jem Finer). In generale in questa stagione sono meglio amalgamati i jig e i reel in una struttura rock, il che` produce armonie in linea con la sensibilita` del folkrock degli anni 60. White City e Lorelei sono due delle migliori ballate della sua carriera.

Qui si chiuse di fatto la stagione classica del gruppo. Hell's Ditch (Island, 1990) vanta ancora qualche spunto divertente (i graziosi ritornelli di flauto e fisarmonica che vivacizzano Sunny Side Of The Street e Rain Street), ma e` suonato in maniera distratta, come se i musicisti lo avesse registrato in sedi separate. L'eclettismo e` sempre dirompente, capace di sposare colonne sonore per western (Hell's Ditch), jazzrock da cocktail lounge (Summer In Siam, sassofono nostalgico e pianoforte sognante), world-music e folkrock in maniera un po` rocambolesca, senza pero` trovare l'equilibrio giusto. Qualche anno prima sarebbe stato un capolavoro.

A conferma della crisi, il gruppo estromette MacGowan. Che MacGowan fosse la mente (per quanto ubriaca) dell'operazione e` dimostrato dal primo album senza di lui, Waiting For Herb (Chameleon, 1993), che annaspa in una world music poco divertente (Girl From The Wadi Hammamat, Drunken Boat), imbroccando quasi per caso il ritornello memorabile (Tuesday Morning). Forse i Pogues si sentono stretti in un vicolo cieco e cercano di uscirne allargando il loro genere dal folk irlandese al folk mondiale.

Shane MacGowan pubblica invece The Snake (ZTT, 1994 - WB, 1995), che, senza essere un capolavoro, fa capire chi aveva il genio nei Pogues. L'album e` infatti una tipica scorribanda impenitente alla Pogues, che inneggia a un'esistenza beatamente sciagurata. A tener banco e` l'arguzia del personaggio (piu` che il talento del musicista), che dilaga dalla rampogna vitriolica di Church Of The Holy Spook alla sceneggiata indegna di A Mexican Funeral In Paris. The Woman's Got Me Drinking e Song With No Name non fanno rimpiangere il vecchio gruppo. MacGowan sfoggia per comporre la ballata folk lo stesso intuito di un ubriaco cronico per trovare la bottiglia di whiskey.

La formazione dei Pogues cambia nuovamente per l'uscita del fisarmonicista James Fearnley e del banjo di Terry Woods. Pogue Mahone (Warner, 1995 - Mesa, 1996) promuove Spider Stacey al canto (per sostituire Shane MacGowan).

Streams of Whiskey (Castle Music, 2002) e` un album dal vivo.

MacGowan e` morto nel 2023.


Torna alla pagina dei Pogues di Piero Scaruffi