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Isabel Arpin e Scott Cortez sono un
duo di Tucson (Arizona) che esordi` con le venti oniriche tracce di
Bloweyelashwish (Projekt, 1994) nel segno dei Cocteau Twins e dei My Bloody Valentine.
Le loro atmosfere sono costruite manipolando il suono delle chitarre e
sovrapponendo poi un canto etereo.
Teardrop e` forse il brano piu` caratteristico.
Sul secondo disco, Xuvetyn (Projekt, 1996),
il formato si stabilizza rinunciando al canto maschile e
raffinando il sound della chitarra fino a farne un puro drone alieno.
La comunione fra il bisbiglio naif, etereo ed evanescente di Isabel
Arpin e il sinfonismo imponente dei suoni oceanici di Scott Cortez da` luogo a
preghiere soffuse come Valerian e Mother Pearl, che talvolta s'impennano in
una sacralita` da cattedrale (Blooded And Blossom-Blown e Golden-handed).
Attraverso i paesaggi sempre piu` fiabeschi e ineffabili di Flowered Smother,
il duo approda alla trance catatonica di Silver e Ghosts That Swirl, le due
visioni piu` estese, e trionfa con Xarella Almandyne, quando le tessiture
della chitarra acquistano spessore sinfonico e i vagiti di Arpin s'inoltrano
in profondita` galattiche.
Si esce dal sogno soltanto con il feedback stridente di Mandragora Louvareen
e con le percussioni metalliche usate a mo' di campanelli cinesi in
Virgin Blue-eyed.
Ogni brano maggiore e` seguito da un breve pezzo soltanto strumentale.
Nell'insieme questi pezzi costituiscono una galleria di acquarelli
impressionisti non meno avvincente, dalle sirene glaciali di Milkysoft
ai vortici minacciosi di Luma.
Talvolta affascinante e talaltra auto-indulgente, il progetto piacera`
soprattutto agli amanti delle musiche per relax (cosmiche o ambientali
che siano), ai fan dei Seefeel e agli psichedelici piu` spaziali.
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