- Dalla pagina sui Primus di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
In breve
Mescolando brani dementi e innovativi e sciocchi workout strumentali, i Primus sembravano emulare l'irriverenza versatile e iconoclasta di Frank Zappa. Frizzle Fry (1990) fu tipico della loro arte capricciosa: come un parco divertimenti, era una combinazione di giri sulle montagne russe, spettacoli comici, passeggiate rilassanti e giochi infantili. I cambiamenti di velocità, umore e moda sono stati repentini quanto virtuosistici, grazie alle invenzioni del bassista Les Claypool (uno dei più grandi di tutti i tempi), alla stravaganza del chitarrista Larry Lalonde, ex dei Possessed, e al supporto monumentale del batterista Tim Alexander. La convoluzione strumentale alla King Crimson è stata controbilanciata da testi divertenti e da un atteggiamento autodemistificante. Gli enigmi intellettuali divennero canzoni popolari su Sailing The Seas Of Cheese (1991) e Pork Soda (1993), quando la fusione tra heavy-metal, funk, jazz e la musica-hall raggiunse un'efficienza quasi meccanica. L'esplorazione sonora del trio su Tales From The Punchbowl (1995) fu più avventurosa, ma evidenziò anche i limiti del formato pop.
Biografia completa
Gruppo testardamente alternativo, estraneo alle rotte commerciali, insensibile
alle lusinghe dei compromessi, massimo erede della filosofia e dell'etica freak,
e massimo esponente della linea genealogica "neo-freak" inaugurata dai
Butthole Surfers, i Primus del bassista (e cantante) Les Claypool
sono uno dei fari della musica rock al principio degli anni '90.
Ogni loro brano è innanzitutto un rompicapo stilistico.
Il gruppo ha pochi precedenti, perchè la loro musica assomiglia al
progressive-rock (da Frank Zappa ai Rush)
ma ha il piglio dell'hardcore. Si sentono echi di
Minutemen e
Black Flag, ma il portamento dei Primus
è tutto fuorchè punk.
Claypool crebbe nella Baia di San Francisco, frequentando i circuiti del rhythm and blues e del jazz prima di finire in un complesso rock, i Primates, formati nel 1984 con un gruppo di amici. Quando Clayton incontrò il chitarrista Larry Lalonde, reduce da tre album con i Possessed, oscura formazione di "dark metal", e il batterista Tim Alexander, la formazione cambiò nome in Primus e il sound in un punk-metal intellettuale. A guadagnargli subito le simpatie dei fan furono le liriche, paradossali e comiche, e poi, quando i Red Hot Chili Peppers divennero delle star, anche il ritmo funky.
Suck On This (Prawn Song, jan 1990) è un album registrato dal vivo nel 1989
per catturare l'energia del gruppo.
Gli strumenti prediligono timbri sgraziati, le armonie sono spoglie,
i ritmi singhiozzanti.
L'insieme è troppo ispido e fremente per avere dei precedenti salienti,
ma vi confluiscono le lezioni del rock progressivo più vicino al jazz, dai
King Crimson ai Soft Machine, passando per i Pere Ubu e i Butthole Surfers, ma
anche rubando idee a Yes e Rush. Il canto di Claypool è l'elemento unificante
di questo "jamming" spesso gratuito, ma è il jamming, non il canto, a dare
il senso ultimo della musica, con le sue potenti sgroppate, i suoi spunti
altamente creativi, le sue orge dissonanti, i suoi improvvisi
picchi di volume, le sue accelerazioni psicotiche.
Se il metal-funk truculento e irriverente di John The Fisherman, Jellykit e
Harold Of The Rocks
è il genere a cui è più facile ricondurli, a renderli grandi è la fantasia
iconoclasta da cui scaturiscono le mutazioni blues di Groundhog's Day (alla
Zappa), il comico vaudeville di Heckler (alla Weill), il raga
psichedelico di Pressman (alla Pink Floyd) e il baccanale travolgente di
Pudding Time (alla Beefheart), fino al pow-wow sgangherato e delirante della
title-track, summa di tutte le loro ispirazioni. Nel loro composito puzzle
c'è posto per tutti, ma in realtà per nessuno: alla fine l'opera non
potrebbe essere meno epigonica.
Frizzle Fry (Caroline, feb 1990), il primo vero album in studio,
presenta i Primus con un sound più heavy-metal. La miscela si rivela
particolarmente felice perchè le tinte aggressive sono moderate da un
umorismo quasi freak (le liriche lambiscono la scrittura automatica del surrealismo) nonchè da qualche ritornello orecchiabile.
Al tempo stesso Claypool si mette in luce come uno dei più grandi bassisti
rock di tutti i tempi.
Brani quali To Defy The Laws Of Tradition e
The Toys Go Winding Down, pur non avendo la velocità e
la furia dell'heavy metal, ne conservono la carica esplosiva.
La vena comica trapela da canzoni-gag come Too Many Puppies,
che è in qualche modo parente dei quadretti più folli
di David Thomas: altrettanto alimentata da una razionalità incalcolabile,
ma in aggiunta devastata dalla violenza del thrash.
Satire come quella di Mr Knowitall non sono meno caustiche di quelle di Zappa,
ma usano un contesto denso e tragico di partiture strumentali tutt'altro che
ironiche e sono cantate con la rabbia e il sarcasmo tipici del punk.
Il gruppo sfodera uno stile più elementare e professionale su
Sailing The Seas Of Cheese (Interscope, 1991), nonostante le
acrobazie del basso non siano meno spettacolari.
Sono ancora una volta le scenette comiche a conquistare le radio alternative:
dalla filastrocca di Here Come The Bastards, degna del primo Zappa,
alla "danza moderna" in stile Pere Ubu di Sgt Baker.
Innesti multipli di jazzrock, funk e hip-hop come Jerry Was A Race Car Driver,
dimostrano un sapiente equilibrio di elementi e una cura per l'arrangiamento
molto maggiore di quanto si potrebbe pensare.
La componente heavymetal è sempre in agguato, e viene fuori all'improvviso
sotto forma di bordate elettriche del basso, ma è sempre un heavymetal
"metaforico", che si riferisce a qualcos'altro:
brani come Eleven e Those Damned Blue-Collar Tweekers sono mini-concerti
di ritmi e vocalizzi di una "pesantezza" grottescamente primitiva.
Il limite di questa maniera sono i selvaggi baccanali edonisti investiti di
nevrosi "industriale", su tutti Is It Luck.
Il sound dei Primus non diventa mai una maniera insistita, non è per nulla
auto-indulgente, non è neppure estremista: è una forma molto evoluta di
interiorizzazione del suono e di ciò che quel suono deve rappresentare.
Ogni brano finisce per essere diverso dai precedenti, e così ogni album.
I testi hanno un ruolo insolitamente rilevante.
Talvolta la canzone è costruita attorno ad essi, come per esempio in
American Life, con il suo incalzante crescendo ritualistico e il
contrappunto di rumori di chitarra, e in Fish Or, la lunga
escursione "jazz-gotico-psichedelica" che corona il disco.
L'album vende mezzo milione di copie e catapulta i Primus all'avanguardia del
rock alternativo per le radio dei college.
Pork Soda (Interscope, 1993) segna forse l'apice della loro ricerca
timbrica e il raggiunto equilibrio fra le varie componenti (liriche, melodiche,
ritmiche), e sorprendentemente fu anche un successo di classifica.
Il gruppo è fin troppo conscio del proprio
valore e delle proprie innovazioni. Persa la gagliarda spontaneità, l'impeto
naif, la fresca improvvisazione degli inizi, i Primus sono diventati un manuale
di pretesti per dissertare sull'essenza della loro stessa musica.
Tanto nel baccano sincopato di canzoni come My Name Is Mud quanto nelle
metamorfosi spettacolari di lunghe jam strumentali come Hamburger Train
Claypool dimostra di essere ormai diventato un compositore di musica seria,
anche se mascherato da liceale mattacchione.
Il canto ubriaco, i fraseggi cacofonici, i tempi sbilenchi, gli accostamenti
sgraziati mimetizzano in realtà complesse partiture strumentali
certosinamente sceneggiate.
Se il leader è al culmine delle sue abilità di autore, direttore e
arrangiatore, al tempo stesso l'elettricità e la pesantezza del sound sono
cresciute per effetto dei nuovi timbri rudi e virili di basso e chitarra.
Esemplare di quella
contraddizione in termini che è il loro sound, trasandato ma precisissimo,
è Bob, nei panni di Rolling Stones molto alienati e rallentati, con un paio
di stecche al posto dei riff di Richards.
Il grottesco rimane comunque il loro forte, che si esprima attraverso
novelty (l'eccellente Welcome To This World, un incrocio fra il blues
scoppiettante di Slim Harpo e il cabaret decadente di Kurt Weill,
o la litania orientale di The Ol' Diamond Black Sturgeon,
o The Air Is Getting Slippery, un ragtime da fiera), infiorettate di
dissonanze e di pressapochismi, o che indulga nella
pantomima demenziale (un'altra imitazione dei Pere Ubu come Nature Boy,
o il ritratto satirico-horror di Mr Krinkle).
Il black humour del gruppo si qualifica sempre più come una variante
maniacale della parodia:
Pork Soda è un affresco della società contemporanea viziato di una
malignità infernale. In tal senso è un album concept, e non a caso i membri
del gruppo l'hanno paragonato alle colonne sonore dei cartoni animati.
Anche troppo arzigogolato, il sound di questo disco segna comunque un punto di
arrivo. Claypool non è più un amatore che tenta di divertire un pugno di
ragazzi post-hardcore, ma un intenditore che intrattiene un pubblico molto
più vasto ed esigente.
L'album consacra il gruppo fra le istituzioni del nuovo rock.
Dal 1988 Claypool suona anche nei Sausage, con
Jay Lane alla batteria (anche nel Charlie Hunter Trio) e Todd Hut
alla chitarra (anche nei Porch).
Il loro primo e unico album,
Riddles Are Abound Tonight (Interscope, 1994)
è un esercizio un pò vanesio di funk-rock concettuale.
Il breve Prelude To Fear rimanda ai primi Primus, sregolati e metallici,
ma Riddles Are Abound Tonight, con il suo
funky metallico e la sua recitazione nevrotica, sembra un reperto di new wave,
e il denso e oscuro maelstrom di Here's To The Man suona come un incrocio
fra Steve Albini, Lydia Lunch e i Sonic Youth.
Temporary Phase è una lunga trance con un forte battito sincopato,
quasi dub, su cui sono incollati brani-conversazione casuali.
Nel brano che più assomiglia a una canzone, Toyz 1988, riecheggia
persino il progressive-rock degli Art Bears.
Il trio si accontenta per lo più di disporre sul tappeto sonorità
raffinate (la lunga Shattering non è che blaterio di
chitarra dissonante su un trotto country & western).
Da questo punto di vista l'apice è forse rappresentato dalla jam strumentale
Recreating, un piccolo capolavoro di assimilazione dei rumori
(elicottero, sega elettrica, sirena)
in una serrata improvvisazione jazz di gruppo.
Se tutto il disco fosse a questo livello, si tratterebbe di un capolavoro
del jazz-rock d'avanguardia.
L'opera conferma più che altro il momento di crisi esistenziale di Claypool,
incerto fra le tante strade che gli si aprono dinanzi.
Si versano fiumi di inchiostro per analizzare l'arte di Claypool. Claypool
li accontenta scodellando un lavoro di pura avanguardia come
Tales From The Punchbowl (Interscope, 1995).
Tre lunghi brani quasi strumentali danno la misura della sofisticata alchimia
ritmica e armonica del trio. In Professor Nutbutter's House Of Treats
Larry Lalonde fa grondare riff atonali con il piglio trascendente di un Robert
Fripp, Claypool fa riverberare i suoi accordi in modo ipnotico e meccanico,
e il lavoro monumentale alla batteria di Tim "Herb" Alexander corona i loro
duetti.
Stessa atmosfera noir, stesso svolgimento sconclusionato, ma con in più una
tensione e un crescendo psichedelico, per Southbound Pachyderm.
Fallisce invece il jamming nervoso di Over The Electric Grapevine,
forse vittima di un eccesso di cerebralismo.
Sono comunque strutture improvvisate in continuo movimento, ancorate soltanto
alle contromelodie del basso.
Venendo al lato faceto dell'operazione Primus,
la novelty di turno è Wynona's Big Brown Beaver, condotta come una
quadriglia, ma le fanno da spalla il
De Anza Jig per banda dell'Esercito della Salvezza
e quel carnevale di stravaganze di Hellbound 17 1/2.
Molto minori suonano invece i reperti del passato, il funk di
Del Davis Tree Farm, le
canzoni dell'assurdo Year Of The Parrott e Glass Sandwich.
Il basso di Claypool sovrasta il resto della musica come un tempo si faceva
con le chitarre (o con l'organo di Keith Emerson), denunciando un culto della
personalità che è nocivo alla musica.
Vuoi per la preponderanza dell'improvvisazione, vuoi per la registrazione fedele
alle esibizioni dal vivo, vuoi per la predilezione per il sound di gruppo, vuoi
per le armonie paradossali
adesso i Primus sembrano più prossimi ai Phish che al funk-metal.
A Les Claypool And The Holy Mackerel è accreditato Present Highball With The Devil (Interscope, 1996), primo album solista dell'enigmatico bassista e cantante dei Primus (che qui suona anche la chitarra e la batteria). Parecchi di questi brani sembrano jam di rhythm and blues con amici del sottoscala. La breve e melodica Running The Gauntlet e il surf-rock di Hendershot non hanno molto in comune con il suo passato; The Awakening è invece troppo simile al suo passato. Troppo auto-indulgente per essere anche ascoltabile.
Claypool è tanto imprevedibile quanto la sua musica. Si era appena riabilitato
alle orecchie dei critici, e subito si rovina la reputazione con il disco più
banale e accessibile della sua carriera:
Brown Album (Interscope, 1997).
Naturalmente la classe sua e quella
del chitarrista Larry Lalonde (sempre più in vista) rimangono indiscutibili,
ma c'è poca sostanza dietro gli sketch di questo disco.
Il problema di canzoni come Shake Hands With Beef e Golden Boy (quelle nel
loro più classico stile funk) è che si limitano a ripetere pedestramente un
riff (per quanto elegante ed elaborato il riff possa essere).
I pochi brani concettuali, Bob's Party Time Lounge e Arnie, si perdono in
un frastuono disordinato di idee.
Il cuore del disco sta, d'altronde, altrove: nel comizio mussoliniano di
The Return Of Sathington Willoughby, sottolineato da un passo marziale/
industriale (con pigolio dadaista di chitarra), nel passo da music-hall di
Fisticuffs e Puddin' Taine, nello ska grottesco di Duchess And The
Proverbial Mind Spread, nello speed-metal da circo equestre in Coddingtown,
nella rhumba sgangherata di Kalamazoo.
Questo è puro e semplice avanspettacolo.
Come certi album del periodo minore di Zappa, questo è un disco che si regge
quasi esclusivamente sul wit dell'accoppiata testi/musica.
Il batterista Brian "Brain" Mantia (ex Limbomaniacs e Bootsy Collins)
è subentrato a Tim Alexander.
L'EP Rhinoplasty (Interscope, 1998) contiene cover e le lunghe Tommy the Cat (otto minuti) e Bob's Party Time Lounge (sette minuti).
Antipop (Interscope, 1999), con molti ospiti d'onore, riprende in modo fin
troppo sciolto e casuale i loro vertici stilistici, culminando con la jam
di nove minuti Eclectic Electric. I Primus ripropongono il loro formato
demented-rock originario dopo aver flirtato con il funk commerciale leggermente ironico.
Laquerhead, The Heckler, The Final Voyage Of The Liquid Sky e il
waltz di chiusura Coattails Of A Dead Man mostrano la classe della band pur senza dire nulla di nuovo. Ricorda purtroppo un vigile del fuoco in pensione alle prese con
il barbecue la domenica pomeriggio.
Frog Brigade è un nuovo progetto collaterale di Les Claypool, sebbene Love Frogs (Prawn Song, 2001) contenga materiale per lo più pubblicato dalle sue band passate.
Successivamente Claypool si unì agli Oysterhead.
L'EP dei Primus Animals Should Not Try To Act Like People (Interscope, 2003) neppure si avvicina alla magia del periodo classico.
I Colonel Claypool's Bucket di Bernie Brains constano di Les Claypool a
voce e basso,
Buckethead alla chitarra, Bernie Worrell alle tastiere
e Bryan "Brain" Mantia alla batteria.
Il prog-rock a ruota libera e la funkadelia The Big Eyeball In The Sky
(Prawn, 2004)
culminano con i dieci minuti di jam strumentale di Elephant Ghost.
Les Claypool pubblicò Of Whales And Woe (Prawn Song, 2006), eccentrica raccolta tipica del personaggio: "vignette" eclettiche e argute che disdegnare ogni possibile clichè della musica popolare.
Clayton ha riformato i Primus con il batterista Jay Lane e il chitarrista Larry LaLonde e ha pubblicato Green Naugahyde (2011), che contiene Jilly's on Smack e poco altro degno di nota.
Dopo aver pubblicato due album a intervalli di tre anni, Primus & the Chocolate Factory with the Fungi Ensemble (ATO, 2014), un remake della nota colonna sonora cinematografica, e The Desaturating Seven (ATO, 2017), e dopo un tour (2021/2022), nel 2024 Tim Alexander abbandona (di nuovo) i Primus.
Al suo posto la band ingaggia part-time Danny Carey dei Tool.
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