Seaweed
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Seaweed , 6/10
Despised , 6/10 (EP)
Weak , 7/10
Four , 6.5/10
Spanaway , 6.5/10
Actions And Indications , 5/10
Gardener, 7/10
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I Seaweed si sono formati a Tacoma alla fine degli anni '80 sulle ceneri degli Swill del bassista John Atkins e del batterista Bob Bulgrien. Tipici teenager mattacchioni della citta` industriale, capitanati dal cantante Aaron Stauffer, esprimono nelle loro canzoni un misto di rabbia ed esuberanza. I singoli Inside (Leopard Gecko), Just A Smirk (Leopard Gecko) e Deertrap (K Records), raccolti nel 1990 nell'album omonimo (per la Tupelo), straripanti di energia, propongono un punk/metal in cui melodie latenti vengono sommerse da folate di distorsioni a passo frenetico e a tutto volume (Husker Du e Soul Asylum fra i modelli, lambendo talvolta l'intensita` degli Squirrel Bait).

Nessuno era ancora diventato maggiorenne quando incisero l'EP Despised (SubPop, 1991), che annovera una delle migliori canzoni hardcore dell'anno: One Out Of Four. All'epoca vennero avvicinati ai fautori moderati della fusione fra punk e metal, come Bullet Lavolta e My Sister's Machine.

The Way It Ends e Bill, sul successivo Weak (Subpop, 1992), e il singolo Measure, sono altre canzoni suggestive che segnano la progressione verso la maturita`, conquistata definitivamente con l'album del 1993, Four (SubPop), e le sue due gemme melodiche: Losing Skin e Wait For The Fade; nelle quali si riascoltano gli accenti patetici dei Replacements (Kid Candy) e le litanie catatoniche dei Codeine (Chalk The Cracks); talvolta ricucendo quelle seducenti armonie con le spavalde progressioni del punk (Turnout) e con le galoppate mozzafiato dell'heavymetal (In Fairness). Nell'insieme il sound della maturita` e` diventato un suggestivo compromesso fra stili moderni della ballata rock.
Stauffer secerne il meglio dai modelli Mould, Westerberg e Pirner; Wade Neal e Clint Werner imbastiscono duelli scintillanti alle chitarre, poco distorte ma molto amplificate, piu` "metal" che psichedeliche; la sezione ritmica incalza irrequieta, memore delle epilessi di "slam dance". Il risultato non ha piu` nulla dell'hardcore, ma, come nel caso dei Nirvana e dei Love Battery, costituisce la miscela ideale di energia ed emozione per rinnovare l'AOR.

L'idea giunge a maturazione con Spanaway (Hollywood, 1995), che puo` essere considerato una piccola pietra miliare del dopo-hardcore. Seguendo la strada melodica degli Soul Asylum con Start With, il gruppo (e Stauffer in particolare) trova l'equilibrio fra irruenza punk e nuovo romanticismo. Free Drug Zone complementa il programma con la verve disperata degli Smashing Pumpkins. Gli altri brani appartengono all'uno o all'altro filone, di qua la power-ballad di Magic Mountainman, di la` il grunge di Crush Us All. Nei riff trascinanti di Common Mistake e Undeniable Hate si riconosce piu` un gruppo di hard-rock che i reduci dell'hardcore. I chitarristi, Neal e Werner, guidano un quintetto affiatato e competente, capace di superare tutti i limiti del genere, anche se incapace di scodellare il brano geniale.

Atkins e` anche attivo negli Hush Harbor, titolari di un EP (per la Up).

Actions And Indications (Merge, 1999), con il batterista Alan Cage dei Quicksand, ripete stancamente gli stessi cliche`.

Gardener e` il nuovo progetto del cantante Aaron Stauffer, accompagnato dal bassista Van Conner degli Screaming Trees, entrambi trasferitisi da Seattle in California. New Dawning Time (SubPop, 1999) non inventa nulla, ma secerne una simpatica e appassionata sintesi degli stili che Seattle ha rubato in giro per il mondo. Arrangiato meticolosamente (per lo piu` da Conner) con sitar, flauto, tromba, mellotron, trombone, tablas, bongos, e cosi` via, il disco e` un catalogo di profumi degli anni '60, dal raga-rock di New Dawning Time, che sciorina schitarrate assordanti, progressioni melodiche, strimpellii di sitar e si chiude con una jam improvvisata, al garage-rock di End Up That Way, forte di un trascinante riff alla Who, di una tromba suonata come il sassofono dei Fleshtones e di un finale jazz; dal folk-rock di Backseat, tintinnato alla chitarra nel modo piu` timido e spartano, al Mersey-beat di Raincoat, cantato nel tono stridulo di Elvis Costello e accompagnato da un organo gospel. E forse non e` un caso che il brano-manifesto, Tamed renda omaggio ai Rolling Stones di Paint It Black, rievocata in maniera commossa dal tema del flauto. Ogni brano si spinge oltre l'imitazione grazie a architetture sonore lievemente eccentriche, mai spettacolari ma sempre originali. Tanto i ritmi quanto i contrappunti fra gli strumenti tendono a esplorare nuovi rapporti, nuovi "insiemi". Per esempio, Canyon fa leva tanto su una cadenza sincopata in continuo cambiamento e su un febbrile "controcanto" di sitar. L'umore oscilla fra l'estasi dolce degli hippie e la nevrosi febbricitante dei punk. Il disco si chiude con Come Again, ballad epica in un vento di trombe.

Seaweed moved from the popcore of Weak (1992) to the grunge, metal and punk hybrid of Four (1993) to the power-ballads of Spanaway (1995), showing a maturity that was unusual within the hardcore scene; and then vocalist Aaron Stauffer, a worthy heir to the melodic/populist tradition of Bob Mould (Husker Du) and Paul Westerberg (Replacements), formed Gardener (1) with Screaming Trees' bassist Van Conner, which released the natural evolution of Seaweed's sound: the romantic New Dawning Time (1999).
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