Dalla pagina su Elliott Smith di Piero Scaruffi (Editing di Stefano Iardella):


(Tradotto da Manuel Veronesi e Stefano Iardella)

Elliott Smith, cantante e compositore degli Heatmiser, nativo di Dallas, è emerso come una delle voci più autentiche della sua generazione da quando iniziò la sua carriera solista con il sottovalutato Roman Candle (Cavity Search, 1994).
Gli scarni arrangiamenti acustici e le liriche anemicamente sussurrate creano immagini armoniose della quotidianità che condividono un po' della malinconia di Nick Drake e un po' del romanticismo di Simon & Garfunkel (e forse un po' di blues arcaico alla Leadbelly). I personaggi di Smith sono degli spostati depressi con una passione, che può essere letterale (eccessi di alcool e droga) o metaforica. Last Call, Roman Candle e Condor Ave sono particolarmente calde e toccanti.

Elliott Smith (Kill Rock Stars, 1995) è focalizzato sulla tossicomania dell' eroina. Utilizzando le stesse armi, Smith scende in profondità nella psiche umana e nel malessere della sua generazione con Needle In The Hay, Coming Up Roses, Southern Belle, The Biggest Lie.

L' improvviso successo di Miss Misery, incluso in una colonna sonora, fece di Elliott Smith un nome familiare. Nello stesso tempo, Either Or (Kill Rock Stars, 1997) apre a un suono più rock ed elettrico. Improvvisamente, i ritmi rimbalzanti dei locali da ballo spinsero inevitabilmente le sue ballate a fare un passo indietro. A questo lavoro di transizione, mancò il tocco che contraddistinse gli album precedenti.

Arrangiamenti in chiave bassa di violini, organi e tastiere, seguendo la tradizione dei Beach Boys e dei Big Star aumentano la distribuzione complessiva di Xo (Dreamworks, 1998). Bled White e Baby Britain forse investono troppo in giri melodici piuttosto che nella storia e nel magnetismo, ma d'altro canto Smith ritrova la sua forma migliore, sebbene in un tono meno depresso: la delicata, privata, quasi sussurrata, quasi ipnotica, appena strimpellata ninnananna di Sweet Adeline (che volteggia in un elettrizzante ritornello), il melisma psichedelico e la classica figura di piano di Waltz #1, le armonie vocali a cappella di I Didn't Understand.
Le melodie sono uniformemente eleganti e orecchiabili, sia siano suonate con l' abissale apatia di Nick Drake (la gentil ballata country Tomorrow Tomorrow, il rustico, domestico pathos di Waltz #2), sia accompagnate da un arrangiamento più commerciale (Bottle Up And Explode, Independance Day).

Nel frattempo, Smith si trasferisce a Los Angeles.

I massicci arrangiamenti rovinano la delicata poeticità di Smith su Figure 8 (Dreamworks, 2000): Easy Way Out e Somebody That I Used To Know suonano come se qualcuno stesse cercando di imitare l'Elliott Smith di Miss Misery o I Don't Think.
Son Of Sam e Junk Bond Trader suonano alla George Harrison (e non è un complimento). Infine Everything Means Nothing To Me addirittura minaccia di far rivivere lo spettro di Elvis Costello. Tutto ciò che resta è un mucchio di goffe imitazioni dei Beatles e dei Beach Boys (bands che non sono esattamente Beethoven) senza avere, per altro, il look postmoderno e il tocco dei Jellyfish o dei Posies.


(Tradotto da Raffaella Grandi)

Elliot Smith si è suicidato nell'Ottobre 2003 all'età di 34 anni.

From A Basement On A Hill (Anti, 2004) è il suo ultimo lavoro non finito, terminato da amici e parenti. Il disco è un esercizio di necrofilia che difficilmente riesce a far luce sulla decisione finale dell'artista o sul suo stato creativo prima della morte. Praticamente è diviso equamente tra lo Smith sovra-prodotto del periodo tardo (Coast To Coast) e lo spartano Smith dei primi tempi (Let's Get Lost). Poche canzoni hanno un suono essenziale, nonostante King's Crossing e A Fond Farewell possano avere un durevole impatto grazie al testo. E' impossibile dire se Smith avrebbe approvato la scaletta: Shooting Star è stata spostata in una posizione a cui la maggior parte dei critici non arriva neppure (infatti, la maggior parte delle recensioni non la menzionano), sebbene fosse la canzone preferita di Smith, e Suicide Machines non compare (oppure è stata ri-titolata?).


(Tradotto da Stefano Iardella)

Il doppio CD New Moon (Kill Rock Stars, 2007) colleziona avanzi della meta degli anni '90, in particolar modo Angel in the Snow.

And Introduction to Elliott Smith (2010) è una retrospettiva della sua carriera.


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