Tsunami
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Cow Arcade , 6/10
Headringer, 6/10
Deep End, 7/10
The Heart's Tremolo , 6/10
Liquorice: Listening Cap , 5/10
A Brilliant Mistake, 6/10
Jenny Toomey: Antidote , 6/10
Jenny Toomey: Tempting , 5/10
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If English is your first language and you could translate my old Italian text, please contact me. Gli Tsunami di Washington sono stati per tutti gli anni '90 una delle bandiere del rock alternativo, arroccati attorno a un rock ispido e amatoriale. La cantante Jenny Toomey aveva militato nei Geek, dei quali erano state pubblicate due cassette, Herasure (Geek, 1987) e Hammer (Simple Machines, 1991). Al principio del decennio Toomey militava in tre o quattro complessi, dagli Slack di Bates (Simple Machines, 1991) ai My New Boyfriend di Supersaw (Simple Machines, 1991). Ma soprattutto aveva formato gli Tsunami con Andrew Webster (basso, ex Bricks), Kristin Thompson (chitarra) e John Pamer (batteria).

Il gruppo adotto` l'etica rigorosamente indipendente dell'hardcore cittadino, ma il sound era tutt'altro: la cassetta Cow Arcade (Simple Machines, 1991), in particolare, Answerman fanno pensare al rock dei freak degli anni '60 quando facevano parodia dei gruppi degli anni '50.

Le canzoncine effervescenti dell'EP Headringer (Simple Machines, 1991), Flameproof Suit (un ritornello degno dei Fastbacks), World Tour (hard-rock per riot grrrrls), Ski Trip (un country a passo di valzer), Kickball Babe (strillata in un minuto a ritmo di pow-wow), sono sospinte da cadenze frenetiche e cantate da Toomey in un registro a meta` fra la ragazzina dei girl-group, la riot-grrrrl e la diva rustica di Nashville.

Gli infiniti singoli dei primi due anni, dalla dolente ballata di Genius Of Crack (Homestead, 1991) a Left Behind (SubPop), da Punk Means Cuddle, una progressione alla Velvet Underground al lento sinistro boogie di Walking Tour, da Could Have Been Christmas (Simple Machines) a Beauty Pt II, dalla trascinante Load Hog a Kidding On The Square, da Not Living a Crackers, sono brani confessionali recitati sulle ispide tessiture cromatiche delle chitarre e su ritmiche febbricitanti, con un effetto che e` piu` psichedelico che punk. I testi fanno epoca: "A lie is the shortest distance between two faces".

Il manifesto definitivo del loro "lo-fi pop" fu l'album Deep End (Simple Machines, 1993). Se il piglio e` quello amatoriale dei ragazzi della porta accanto, in realta` gli arrangiamenti sono sofisticati (per quanto lo permettano i mezzi). Ma il disco e` nobilitato soprattutto dall'energia incontenibile dei musicisti.
Il forte timbro rurale di Jenny Toomey cavalca il galoppo di quadriglie forsennate come In A Name, 460 e Stupid Like A Fox, con le chitarre e tutti gli strumenti a battere il ritmo all'impazzata o a "scordare" alla Sonic Youth, lasciando l'impressione di un ibrido fra i pow-wow pellerossa e i boogie-raga dei Velvet Underground. Toomey ci mette una foga degna di Hope Nichols e Patti Smith (benche' su un registro di canto molto diverso, meno isterico e piu` gutturale).
Il complesso l'accompagna sempre al galoppo. Anche la cantilena adolescenziale di Slugger, che potrebbe essere di Juliana Hatfield, e` sospinta da sincopi e distorsioni vigorose. Ma il carattere del gruppo e` dato soprattutto dal canto: sul caos armonico di Lucky, la voce di Toomey si libra forte e incrocia quella degli altri in un fuoco pirotecnico di armonie vocali; e in Water's Edge su un ritmo concitato alla Siouxsee le due voci femminili imbastiscono un racconto drammatico duellando in acuti e in urla quasi stonate.

Toomey cresce enormemente come cantante e leader, tanto che gli Tsunami di The Heart's Tremolo (Simple Machines, 1994) sembrano la risposta di Washington sia ai Beat Happening sia alle Indigo Girls. La personalita` introversa e acerba di Toomey si esprime tanto in canzoni semplici e malinconiche come Loud Is As Loud Does, quanto in composizioni scontrose (il tono lamentoso e le chitarre strimpellate meccanicamente di Quietnova, gli scatti nevrotici` di Slaw) che hanno qualcosa di profondamente malato.
La lenta e onirica dissolvenza di Cowed By The Bla Bla, in cui si nasconde una trepida melodia, fa persino pensare ai miracoli armonici di Luna e Mazzy Star, a quelle canzoni che riescono a scovare la poesia anche nelle gelide geometrie dei grattacieli. Se Be Like That rappresenta l'apice di comunicativita` di questo metodo di non comunicare, la title-track rappresenta l'estremo opposto, un sound cosi` degradato e demotivato da diventare violento. Forse soltanto il frenetico flamenco che fa da sfondo per il lamento contrito di Le Bride D'Elegance conserva l'elettricita` naif del primo album. Il gruppo non finisce di mostrare nuove facce: Fast Food Machine e` una ballata jazzata che nasce dall'incrocio fra la Joni Mitchell di Court And Spark e il Tim Buckley di Starsailor.
Ancora una volta siamo nel campo di un rock suonato in maniera volutamente trasandata, badando piu` al contenuto che alla forma. E` soltanto in questo atteggiamento che si nota la parentela con la grande tradizione del punkrock di Washington.

Nel 1995 Jenny Toomey (che ha suonato anche con i Grenadine) sente il bisogno di cantare senza essere sommersa dal rumore strumentale e da` vita al progetto collaterale dei Liquorice. Sul singolo Stalls (Simple Machines) e sull'album Listening Cap (4AD, 1995), coadiuvata alla produzione da Warren Defever (His Name Is Alive), Toomey veste cosi` i panni della cantautrice acustica. In Team Player ricorda persino la Joni Mitchell dell'epoca d'oro. Non ha paura di sperimentare con il banjo del country in Cheap Cuts e con il sintetizzatore della new wave in Blew It, ma nella sostanza e` regredita al formato umile e spartano del folk.

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World Tour (Simple Machines, 1995) collects singles and rarities.

Tsunami's new album, A Brilliant Mistake (Simple Machines, 1997), recorded while the band was falling apart, is affected by Toomey's progress as a singer. The vastly mellower sound of the album is introduced by the artistic manifesto of Old Grey Mare, which is basically a country ballad with tender whisper and hypnotic guitar jangle. And the keyboard that creeps between Toomey's lyrics is a sign of the vastly more professional arrangements. The raw energy of the early days has mutated into the sprightly, edgy pop of Great Mines, and the intellectual tirades Match (with pounding piano) and Enter Misguided are almost catchy. The accordion and a folkish pace turn The Workers Are Punished into a sketch worthy of Weill's cabaret. The transformation of Kristin Thompson is even more appalling, as she rides the hard-rocking Unbridled and the soulful, bouncy, punchy Double Shift (with horns). Luther Gray on drums, Andrew Webster on bass and Rob Christiansen on trombone are in splendid form.

Jenny Toomey's solo debut, Antidote (Misra, 2001), is an ambitious double-disc: one disc recorded in Chicago (with Edith Frost, cellist Amy Domingues and violinist Andrew Bird) and one in Nashville (with Lambchop members). The Chicago session sounds closer to her punk/noise/lo-fi roots (Patsy Cline, Clear Cut, Fall On Me), whereas the Nashville session boasts a more mature and sophisticated approach to songwriting (Know From Me, Artful Dodger, The Smell of Him, Artful Dodger). While not a masterpiece, this album proves that Toomey has the talent to revolutionize the stereotypes of both the country singer and the blues singer.
On her second album, Tempting (Misra, 2002), Toomey interprets Franklin Bruno songs with arrangements in the style of Broadway show tunes and pop orchestras.

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