Dalla pagina sugli Unrest di Piero Scaruffi
(Testo originale di Piero Scaruffi)

Gli Unrest di Mark Robinson emersero dalla scena di Washington (provenienti da Arlington, Virginia) come uno dei gruppi hardcore piu` originali ed eclettici. Completavano la formazione Phil Krauth alla batteria, Tim Moran alla chitarra e Dave Park al basso.

Il primo album, Tink Of Southeast (Teen Beat), poi raccolto in Fuck Pussy Galore, registrato nell'agosto 1986, usci` soltanto nel 1987, quando il movimento hardcore stava ormai declinando, e venne interpretato come il segno di un'evoluzione. In realta` il gruppo era in circolazione da anni (dal 1983, con un paio di cassette e un singolo) e per l'occasione aveva anzi smussato gli spigoli. La loro tecnica era grossomodo quella di un progressive-rock applicato all'hardcore: la forma-canzone dell'hardcore (breve, veloce, assordante) veniva dilaniata da arrangiamenti e improvvisazioni fuori da ogni convenzione, senza esitare ad appropriarsi di stilemi jazz, folk e blues.
Il disco si apriva con un rude inno degno dei garage degli anni '60 o dei Rolling Stones, Can't Sit Still, ma e` l'eccezione, non la regola. Il resto del disco e` infatti un freddo catalogo di esperimenti sulla canzone rock (come Cats, un incrocio fra bluegrass e Moody Blues, o il lied da cabaret cantato in tedesco Chastity Ballad) e di brevi piece strumentali.
Sia numericamente sia qualitativamente sono queste ultime a dominare l'opera. Con la loro progressione dal rock psichedelico (Holiday In Berlin, che associa lo strimpellio dei Feelies alle progressioni spaziali dei primi Pink Floyd, l'acquarello esuberante di The Tundra) verso il jazz (lo swingante "S" Street Shuffle e l'improvvisazione free-jazz di A Picnic At Hanging Rock) e il raga (l'incalzante crescendo di Hope) fino all'avanguardia pura (Live On A Hot August Night per sole percussioni), gli Unrest fondano di fatto un nuovo genere, che e` ambizioso nei contenuti ma non nella forma, che usa pochi e umili strumenti rock ma tenta fusioni arditissime di teorie musicali. Tornano in mente i momenti piu` creativi degli anni '60, quando i complessi post-psichedelici erano alla ricerca di nuove leggi armoniche, ma questa volta lo spirito non e` quello del "peace and love" bensi` uno spirito da laboratorio.
Infinitamente piu` colto dei dischi di hardcore, questo lavoro sanci` il passaggio del genere dai sottoscala dei teppisti alle soffitte degli intellettuali.

L'intero album verra` inglobato in Fuck Pussy Galore (Teenbeat, 1993).


(Testo originale di Piero Scaruffi)

L'influsso dei Dinosaur Jr, sia pur sempre mediato dalla loro prassi "progressiva", e` piu` evidente sul successivo Kustom Karnal Blackxploitation (Caroline, 1990), che annovera Chick Chelsea Deluxe (manipolata piu` avanti per diventare She Makes Me Shake Like A Soul Machine) e Teenage Suicide (che verra` rifatta nel 1993), due dei loro vertici creativi. Il lied Chastity Ballad, la medievaleggiante Lord Shiva il ritornello bubblegum di She Makes Me Shake Like A Soul Machine e la serenata Christina rivelano un vocabolario musicale assai ampio. L'album e` un concentrato di messaggi cifrati: per esempio il testo di Black Power Dynamo e` composto unicamente di versi tratti da canzoni dei Kiss; per esempio, il titolo stesso e` un macabro scherzo sul Ku Klux Klan. Gran parte del fascino della loro musica scaturisce dal fatto che si tratta di una metafora, e una metafora di qualcosa di indefinibile.

Robinson incide poi un EP da solo, Sammy Supreme My Man (Teen Beat), dedicato al suo idolo Sammy Davis Jr, che raccoglie alcuni scarti dell'album (venticinque canzoni erano state registrate, ma soltanto tredici finirono su KKK).

Degli Unrest escono invece due 7", in uno stile ancor piu` indefinibile, che puo` far pensare tanto ai musical di Broadway quanto all'heavymetal: Yes She's My Skinhead Girl/ Hydroplane/ Feeling Good Fixation (per la K, con Justin Chearno al basso) e Cherry Cherry/ Wednesday And Proud (per la Teen Beat). Hydroplane e Cherry Cherry (due dei loro capolavori) sono indicative della nuova forma-canzone che gli Unrest hanno coniato.

Gli Unrest risultano pertanto irriconoscibili su Imperial f.f.r.r. (Teen Beat, 1992), l'album che corona la maturita` dell'artista. Le "canzoni" vere e proprie, come Suki e Cherry Cream On, sono forti di filigrane fitte e nervose alla Feelies; le splendide ballate quasi soul di Isabel e I Do Believe You Are Blushing "nuotano" in armonie tenerissime; Loyola alterna passi spagnoleggianti a fasi di improvvisazione libera da acidrock.
Il limite di rarefazione di questa musica per pochi intimi e` Imperial, sette minuti di un canticchiare a mezza voce (dell'uno e dell'altra), salmo e madrigale, con l'accompagnamento delle sole chitarre che ripetono una breve figura melodica come se fosse il ticchettio di un orologio. Ormai lontanissimo dall'hardcore, Robison sembra alla ricerca di un linguaggio (in chiave minore, in punta di piedi, minimale, solipsista) che mutui dal rock soltanto la strumentazione. Nel suo tentativo di ridefinire cosa sia una "canzone", ha ripreso gli esperimenti sulla sua forma portati avanti dieci anni prima dalla new wave e venti anni prima dai cantautori d'avanguardia (Van Morrison, Tim Buckley).
Il trio di Robinson, Krauth e la nuova bassista Bridget Cross (per qualche mese anche cantante dei Velocity Girl), e una strumentazione che comprende bicchieri di vino, "tintinnabulation", campanelli di slitta, acqua, cespugli e "salsachain", coadiuva il canto con il minimo sforzo e la massima intensita`. Gli strumentali Champion Nines, Sugarshack e Firecracker costituiscono i manifesti delle loro ambizioni e delimitano il loro raggio di sperimentazione: la prima con un etno-funky alla Byrne, la seconda con un ragtime demenziale, la terza con una piece cacofonica alla Varese.

L'evoluzione iniziata in quell'album trova un primo punto di arrivo sul mini-album Isabel Bishop (Teenbeat, 1993), le cui canzoni sono formalmente impeccabili. A parte i rifacimenti di Teenage Suicide e Isabel, brillano lo strumentale Nation Writer, con quel suo incedere incalzante, un trasandato boogie interrotto da pause oniriche, e un'altra delle loro soffuse ballate in chiave minore, Yes She Is My Skinhead Girl.

Nel 1993 esce l'album Perfect Teeth, forse il primo a non apportare alcuna novita` significativa; segno che il complesso ritiene di aver trovato il sound che aveva tanto cercato. Cath Carroll mette a punto quel sound chitarristico frenetico e fremente, con quelle armonie vocali piu` folk che punk. So Sick, con la sua pausa strumentale stralunata, la filastrocca di Six Layer Cake e la lunga Soon It Is Going To Rain, quasi in trance, non sono che variazioni sul tema. Le quali tutte non sono che variazioni della vecchia Cherry Cherry. Su quelle fondamenta armoniche Make Out Club scolpisce un ritornello pop che potrebbe rappresentare il futuro (commerciale) del complesso.
Ai margini del filone principale, invece, esperimenti come West Coast Love Affair (Scritta da Krauth) e Breather X.O.X.O. compiono, rispettivamente, una revisione sui generis del kitsch e della psichedelia, entrambi all'insegna di accompagnamenti striminziti e svogliati, di un languore snervante. Nel primo una ritmica complessa, che nasce dalla sovrapposizione del battito spigliato della batteria con una figura ondulata del basso, e uno strimpellio intermittente e dissonante di pianoforte sospingono un sofisticato duetto vocale di sussurri ripetuti lentamente all'infinito e un "drone" dalla chitarra che aumenta di intensita` e frequenza fino a coprire tutto il resto. Nel secondo, mentre le chitarre battono una cadenza ipnotica e Robinson bisbiglia le liriche, ogni tanto si leva un coro da musica d'avanguardia che ripete meccanicamente una figura melodica.
Esasperando la schizofrenia che dura nel regno hardcore dai tempi degli Husker Du, le canzoni abbracciano uno spettro sonoro che va dal rude al vellutato (Cross canta, quasi al rallentatore, due madrigali spettrali); ma sembrano spesso dei manifesti estetici, piu` che delle canzoni. Razzolando a questa maniera, Robinson finisce per disperdere il proprio talento alla ricerca del proprio talento.

La storia degli Unrest finisce qua. Phil Krauth inizia una carriera solista, che fruttera` due album di Sixties revival: Cold Morning (Teenbeat, 1995) e Silver Eyes (Teenbeat, 1996). Il terzo One Two Three (Teen Beat, 1998) sara` invece una sorpresa: una raccolta di canzoni sornione, sospese fra lounge music e Nick Drake (Inner Symphony, Catherine, Tuesday's Blues).

Robison forma i Grenadine con Jenny Toomey dei Tsunami e il trombonista Robert Christiansen degli Eggs. Goya (Shimmy Disc, 1993) coglie di sorpresa la critica e i fan: e` un disco di pura musica leggera ante-rock, una sorta di tributo a Tin Pan Alley (molte firme sono pero` falsificate: i brani sono quasi tutti originali). E` il trionfo del "cheese" (non certo del post-moderno, in quanto l'operazione non ha proprio nulla di intellettuale). Cherishino, Fillings e Gillen tengono alta la bandiera che fu di Imperial f.f.r.r. e da sole valgono la spesa del disco.

Nopalitos (Simple Machines, 1994) scivola invece sull'auto-indulgenza. ballate melodrammatiche come Mexico Big City, Steely Daniel e Barnacle. Il disco sembra soprattutto esistere per dar modo a Robinson di giocare con le musiche arcaiche, ma gli esperimenti raramente (Hell Over Hickory Dew, Roundabout On A Tuesday) funzionano.

Robinson e Cross formano gli Air Miami con il batterista Gabriel Stout, dei quali escono i singoli Airplane Rider (Teenbeat, 1994) e Fuck You TIger (4AD, 1995), l'album Me Me Me (Teenbeat, 1995), e gli EP Fuck You Tiger (Teenbeat, 1995) e Niagara Falls Is Frozen (Teenbeat, 1996). Il ritornello orecchiabile e le armonie vocali di Airplane Rider non preparano adeguatamente per il calderone eclettico dell'album. Il sound e` quello di Imperial f.f.r.r., ma con una produzione che da` risalto anche a drum machine e sintetizzatori. Da un lato ci sono brani che accoppiano la sregolatezza dei Pixies alla veemenza del punk-rock, come I Hate Milk e You Sweet Little Heartbreaker (forse i migliori) e dall'altro ci sono composizioni composite e dilatate, che ricordano la new wave (Sweet As A Candybar) o i Pere Ubu (Afternoon Train). In mezzo c'e` una novelty come le facevano i Cars: World Cup Fever. Cross e` piu` attiva sia come compositrice sia come cantante.

Robinson vara anche il progetto parallelo Olympic Death Squad con l'album Blue (Teenbeat, 1996), le cui This Is Riot Gear e The Anti-Kidnapping Song sembrano pero` scarti degli Air Miami senza la mediazione di Cross.


(Tradotto da Stefano Iardella)

Ogni canzone di Malcolm X Park (Caroline, 1988), era destabilizzata da cambiamenti bruschi e gustose deviazioni. La truppa di Mark Robinson sposa l'energia malvagia del punk-rock e l'estetica futuristica della new wave. Hanno giocato con una versione singhiozzante ed epilettica del garage-rock in Malcolm X Park, hanno approfondito il rhythm'n'blues swingante e rimbalzante di So You Want to be a Movie Star, hanno deriso la frenesia rockabilly in Ben's Chili Bowl, hanno decostruito la furia hardcore in Oli. Ma hanno anche intonato le armonie vocali pop e il ritornello di Can't Sit Still, così come la serenata frizzante di Christina su un ritmo tribale.
Stranger in My Own Hometown vanta l'enfatico tono messianico di Nick Cave, e l'inno autoreferenziale di Disko Magic è quasi un pezzo funk-punk. Infine, ma non meno importante, hanno realizzato lo psicodramma horror Lucifer Rising, con improvvisi scoppi di nevrosi martellante, e hanno sputato veleno e dissonanza in Castro 59. Il collasso emotivo di Unrest è stato vasto e profondo. La melodia elettronica di The Hill ha concluso l'album, come se nulla fosse successo.


(Tradotto da Stefano Iardella)

Il progetto successivo di Mark Robinson furono i Flin Flon, un trio che suona un dance-pop guidato dal basso (Swift Current) e il cui album A-OK (Teen Beat, 1998) suona come una versione nevrotica dei New Order.

Il primo album solista di Mark Robinson, Tiger Banana (Teenbeat, 2000), è una versione semplificata di Grenadine: pop obliquo ed eccentrico basato sulla chitarra con sparsi arrangiamenti di tastiera (French Good Looks, Difficult Situations, Putting Up Good Numbers, Water Crashing In). I migliori sono i due numeri più croccanti (Starfighter e Volunteers Conquering Fires).

Il secondo album solista di Mark Robinson, Canada's Green Highways (Teenbeat, 2001), è ancora più primitivo di Tiger Banana: lo-fi, scarno, ambient.

Tornerà tre anni dopo con Origami & Urbanism (Teenbeat, 2004) e Babe Rainbow (Teenbeat, 2004).


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