Barry Adamson
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Moss Side Story , 7/10
Delusion , 5/10
Soul Murder , 6.5/10
The Negro Inside Me , 5/10 (EP)
Oedipus Schmoedipus , 6/10
As Above So Below , 6/10
Motorlab #3 , 6/10
The King of Nothing Hill , 5/10
Stranger On The Sofa (2006), 5/10
Back to the Cat (2008), 4.5/10
I Will Set You Free (2012) , 4/10
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Magazine's bassist Barry Adamson (1) became a prominent "auteur" of atmospheric music. Moss Side Story (1989) and Soul Murder (1992), performed by a star-studded cast on vocals, electronic keyboards and chamber ensemble, were "imaginary soundtracks" that appropriated the sounds of bebop jazz, film-noir soundtracks and lounge music.
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Barry Adamson (Manchester, 1958), il bassista di colore dei Magazine e dei Bad Seeds, e` diventato negli anni '90 uno dei compositori piu` colti e originali della Gran Bretagna, soltanto superficialmente imparentato con la musica rock. Le sue partiture atmosferiche e melodrammatiche, talvolta per piccola orchestra e talaltra per ensemble da camera, ne hanno fatto un piccolo Ennio Morricone dell'evo ambientale.

L'EP Man With The Golden Arm (Mute, 1988) presento` le sue inclinazioni per le colonne sonore del cinema, che infatti divennero la sua attivita` principale.

Il disco che rivelo` il suo eclettico stile di arrangiamento fu Moss Side Story (Mute, 1989). Coadiuvato da un "cast" d'eccezione (fra cui Marcia Schofield dei Fall, Rowland Howard e Diamanda Galas), il compositore e direttore trasmette le sue ossessioni musicali: il bebop, i film noir degli anni '40 (l'atto unico per voce ed elettronica di Everything Happens To Me), i temi di James Bond (quella mini-sinfonia di Sounds From The Big House), il rock and roll (Autodestruction) e le melodie languide da cocktail lounge (l'interludio per pianoforte di On The Wrong Side Of Relaxation). La musica viene composta seguendo un processo anche troppo programmatico di decostruzione e assemblaggio. In Under Wraps il monologo nervoso del sassofono e` sotteso da minacciose frasi di archi sintetici (degne dei primi King Crimson) su cui si innesta un tema leggero alla James Bond. In The Most Beautiful Girl In The World sassofono e organo ingaggiano un duetto jazz sotto i colpi sferzanti di una cadenza industriale. La musica diventa un flusso di coscienza di reperti del passato e scorre come un sogno surrealista.

L'EP The Taming Of The Shrewd (Mute, 1989), le colonne sonore (vere) per i film Delusion (Mute, 1991) e Shuttle Cock (inedita) e poi quella (condivisa con Mascis) per Gas Food And Lodging non riuscirono a ripetere il miracolo, ma continuarono un'importante ricerca sulle fonti sonore.

Quella ricerca diede i primi frutti su Soul Murder (Mute, 1992), sia pur da una prospettiva "post-moderna" (ovvero di citazioni e manipolazioni) e con venature autobiografiche (numerosi i testi, tutti da brivido, una cosa a meta` fra il reportage dei notiziari e il radiogramma degli anni '60). In Split sassofono, tromba, pianoforte e contrabbasso non fanno che "recitare" parti perfettamente jazz, sia pur scollegate l'una dall'altra. Suspicion e` un'ouverture orchestrale alla Zappa che prende lo spunto dai serial televisivi; Checkpoint Charlie usa allo stesso fine i metodi del synthpop. Reverie e` invece una romantica serenata new age per piano ed elettronica, e On The Edge Of Atonement rifa` il verso alle orchestre di musica leggera. Nonostante la suggestione di alcuni spunti (soprattutto le partiture strumentali), l'opera e` troppo frammentaria ed episodica per essere considerata completamente riuscita.

Il mini-album The Negro Inside Me (Mute, 1993) conferma infatti i limiti della sua operazione: per non ripetersi, e forse per raggiungere un pubblico piu` ampio, Adamson incorpora i ritmi della musica da ballo, con risultati quantomeno goffi.

Adamson's conversion to dance music was sealed by Oedipus Schmoedipus (Mute, 1996). Its "songs" have replaced most of the "cinematic", noir quality with loud and frantic body movement. However, there is continuity between his imaginary soundtracks and these bodily pieces: Adamson's compositional technique has merely migrated to a different realm. The shuffle Set The Controls For The Heart Of The Pelvis is a "collage" of funky beats, soul strings and gospel choir. A more syncopated, quasi hip-hop rhythm, new-agey strings, a jazzy organ and trombone refine Something Wicked This Way Comes. But, soon, the madness takes over the method: Adamson even indulges in the slow, romantic lounge music of The Vibes Ain't Nothin' But The Vibes and in the soul ballad Achieved In The Valley of Dolls.
The experiments make up a secondary album Business As Usual: a sampled phone conversation, pounding drums, shrill dissonances, seven-minute Dirty Barry progression cacophony, ghostly echoes, free-jazz horns, African percussions... a jungle emerges from the desert
Then there's Adamson's passion for jazz, that runs the gamut from the dark, sleepy bebop of In A Moment of Clarity to the grotesque big-band swing of The Big Bamboozle, a cross between Harry Mancini and Frank Zappa.
The only moment of pathos comes when Nick Cave intones the bleak Doors-ian threnody of Sweetest Embrace. The rest is fluff, albeit elegant fluff.
(Translation by/ Tradotto da Gabriele Calderone)

La conversione di Adamson alla musica ballabile è sancita da Oedipus Schmoedipus (Mute, 1996), le cui canzoni sostituiscono la maggior parte della qualità "cinematografica" e noir con frenetico e rumoroso movimento corporeo. Comunque, c’è pur sempre continuità tra le sue immaginarie colonne sonore e questi pezzi più corporei. La tecnica compositiva di Adamson è semplicemente migrata verso un regno differente. La confusionata Set The Controls For The Heart Of The Pelvis è un collage di beats funky, venature soul e cori gospel. Un ritmo più sincopato, vicino all’hip-hop, atmosfere che ricordano la new-age, organo jazz e trombone delineano Something Wicked This Way Comes. Ma, ben presto, la follia succede al metodo: Adamson indulge anche nella lenta, romantica e oziosa musica di The Vibes Ain't Nothin' But The Vibes e nella ballata soul di Achieved In The Valley of Dolls. Tali esperimenti danno vita al secondario album Business As Usual: una conversazione telefonica campionata, batterie martellanti, acute dissonanze, i sette minuti di progressione cacofonica di Dirty Barry, echi spettrali, trombe da free-jazz, percussioni che ricordano l’Africa…una giungla che emerge dal deserto. C’è poi la passione di Adamson per il jazz, che percorre strade che vanno dallo scuro e sonnacchioso bebop di In A Moment of Clarity al grottesco swing da big-band di The Big Bamboozle, un incrocio tra Harry Mancini e Frank Zappa. Il solo momento di pathos arriva quando Nick Cave intona la lugubre e lamentosa Sweetest Embrace, in stile Doors. Il resto è inconsistente, elegante ma pur sempre inconsistente.

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Intanto Adamson ha finalmente realizzato il suo sogno privato ed e` diventato compositore di colonne sonore di primo piano, come Natural Born Killers per Oliver Stone e Lost Highway per David Lynch.

L'avvicinamento al formato convenzionale della canzone culmina invece con As Above So Below (Mute, 1998), composto durante una convalescenza, E` il primo album della sua carriera in cui canta. Forse non e` un caso che questo e` anche l'album in cui si sublima il tema che era stato anche dei precedenti, ma piuttosto ermeticamente: la lotta dell'individuo contro se stesso. Fra psicanalisi freudiana e filosofia di Schopenhauer, con toni quasi biblici e sovratoni quasi da messa nera, Jazz Devil (uno dei suoi vertici), Deja Voodoo e Come Hell Or High Water discutono dei massimi sistemi con l'aria di chi e` appena tornato fra i vivi. Here I Stand sembra quasi Leonard Cohen alla presa con un canto gregoriano. Sia questo disco sia il precedente soffrono soltanto del fatto di essere cosi` frammentati e discontinui. Come spesso accade con i suoi dischi, sembra di leggere un quaderno di appunti piu` che ascoltare un disco di musica, e poco conta che gli appunti li abbia presi un genio della musica.

Intelligenza tragica e inquieta, ma non negativa, fantastica e fiabesca, ma non idilliaca, Adamson con i suoi "mind movies" e le sue elaborazioni di Harry Mancini, John Barry ed Ennio Morricone ha fornito soprattutto un testamento sonoro al derelitto e angoscioso paesaggio urbano; ha coniato una sorta di "musique noir". Piu` che ai thriller la sua opera rimanda ai romanzi di Kafka.
Ma la sua malattia di "faux film" lo ha portato a una carriera di "faux auteur" specializzato in falsi d'arte. I dischi di Adamson sono pieni di stereotipi interpretati in maniera profondamente impersonale, e questo e` anche il limite di fondo di tutti i suoi dischi.

The Hymn Of The Seventh Illusion on the EP Motorlab #3 (Kitchen Motors, 2001) is a composition by Barry Adamson and Pan Sonic for Iceland's Hljomeyki Choir. The music is austere and ghostly in the best tradition of Gyorgy Ligeti and Arvo Part. The album includes a remix done by Hafler Trio.

The King of Nothing Hill (Mute, 2002) is another over-produced work of lounge music, that mostly sounds like the orchestral funk-soul sound of the 1970s (Cinematic Soul, Whispering Streets, Black Amour) or the Broadway musicals of the 1950s (That Fool was Me). The sound effects in The Crime Scene make Pink Floyd's Dark Side of the Moon sound like a work of genius. To make things worse, Adamson sings, and his crooning makes you miss even Bryan Ferry.

(Translation by/ Tradotto da Greta Caserini)

The King of Nothing Hill (Mute, 2002) e` un’altra sovrapproduzione di musica da camera che solo a tratti assomiglia al sound d’orchestra soul degli anni settanta (Cimatic Soul, That Fool was Me) o ai musical di Brodway degli anni cinquanta. Gli effetti sonori di The Crime Scene fanno sembrare Dark Side of the Moon dei Pink Floyd un lavoro geniale. A peggiorare le cose Adamson canta ed il suo cantare sommesso fa addirittura rimpiangere Bryan Ferry.

Stranger On The Sofa (Central Control, 2006) is another product of Barry Adamson the songwriter (as opposed to the imaginary-soundtrack sculptor). Theresa Green, The Long Way Back Again and You Sold Your Dreams are unpretentious melodic and rhythmic artifacts. The instrumentals Dissemble and The Sorrow and the Pity sound more like fillers than the descendants of his heroic soundtracks. The creative jams Free Love and Officer Bentley's Fairly Serious Dilemma offer plenty of ideas but not quite a center of mass.

Back to the Cat (Central Control, 2008) is spineless muzak for the new century: songs (not instrumentals) that hark back to Bacharach and soul balladry. The instrumental Shadow Of Death Hotel provides one of the few moments of relief.

I Will Set You Free (2012) contains even less value (The Trigger City Blues).

(Translation by/ Tradotto da xxx)

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