Alanis Morissette


(Copyright © 1999-2024 Piero Scaruffi | Terms of use )
Alanis (1991) , 5/10
Now Is The Time (1992) , 4/10
Jagged Little Pill (1995) , 8/10
Supposed Former Infatuation Junkie , 5/10
Under Rug Swept , 5/10
Flavors Of Entanglement (2008), 5/10
Havoc and Bright Lights (2012), 4/10
Such Pretty Forks in the Road (2020), 6/10
Links:

A significant turning point for female singer-songwriters was represented by the success of a Canadian teenager and former disco diva, now transplanted in Los Angeles and acquainted with the punk ethos, Alanis Morissette. Her carefree vocal style and romantic exuberance, enhanced by producer Glen Ballard's edgy rock and hip-hop arrangements (which enlisted the likes of the Red Hot Chili Peppers' Dave Navarro and Flea), transformed the songs of Jagged Little Pill (1995) into generational and gender anthems.
If English is your first language and you could translate my old Italian text, please contact me.
Alanis Morissette (Ottawa, 1974) giunse al successo giovanissima con l'album milionario Jagged Little Pill (Maverick, 1995), che aveva fatto seguito a tre prove minori, Alanis (MCA, 1991), un album di disco-music registrato a 16 anni, e Now Is The Time (MCA, 1992), che la rivela seguace di Madonna.

Trasferitasi a Los Angeles, Morissette aveva trovato la giusta dimensione di cantautrice moderna e alternativa, nonche' un produttore di calibro come Glen Ballard (autore di gran parte degli arrangiamenti) e un complesso di accompagnamento costituito da membri di complessi rock (come Dave Navarro e Flea dei Red Hot Chili Peppers). Nelle sue canzoni la guerra dei sessi acquista nuove sfumature, con lei ragazzina aggressiva a sfidare maschi sempre infidi. Si spiegano cosi` l'irruenza sfrontata e la grinta punk di tante sue canzoni, anche se il successo arrivera` con i ritornelli scanzonati che segnano l'inizio di una fase meno torbida.

Protagonista di Jagged Little Pill (Maverick, 1995) e' la ragazzina-folletto di Head Over Feet, una canzone che fa perno sui suoi caratteristici cambiamenti di umore e su una delle sue melodie piu' orecchiabili, e soprattutto quella di Ironic, in cui l'alternanza di toni e' ancor piu' funambolica e il ritornello e' ancor piu' emotivo. In questo piccolo monologo drammatico Morissette rivela un prodigioso senso dell'affabulazione musicale, capace di parlare, sussurrare, gridare e modulare con la stessa naturalezza, e poi pronta a esplodere in uno stridulo tono da adolescente.

Ma molte delle canzoni si affidano agli arrangiamenti, che trasformano le melodie stentate di All I Really Want in favole psichedeliche. E' semmai You Oughta Know un altro classico, una ballata ringhiosa che esplode in un ritornello-filastrocca e poi in una delle sue urla modulate, scandita dalla chitarra elettrica. Anche in questa canzone comunque il tessuto strumentale si sgretola in maniera psichedelica fra un'impennata e l'altra. Lo shuffle trasandato di Hand In My Pocket la presenta nei panni di una matura e indipendente Chrissie Hynde, ma il suo monologo conserva la tinta drammatica della ragazza vulnerabile.

Mary Jane la presenta invece nei panni della cantante melodrammatica della musica country, un ruolo che non le si confaï per nulla, anche se le consente di sfoggiare doti vocali che le sue ballate raramente richiedono. Le canzoni sono orchestrate in maniera quasi psicotica dal produttore Glen Ballard, che impiega tastiere e chitarre (affidate a diversi sessionman) nella maniera piu` emotiva possibile, indulgendo nelle timbriche estreme e nelle fratture ritmiche, lasciando alla cantante l'intera responsabilita` della melodia. Tutte le sue personalita` esplodono in quel maelstrom di voci impazzite che e` You Learn.

L'album vende 28 milioni di copie in otto anni e contribuisce a rifondare la figura della cantautrice.

Nel film "Dogma" Morissette impersona Dio, un Dio che non parla e che si mette a saltellare come una bambina. Forse il regista Kevin Smith ha dato in questo modo il ritratto critico piu' riuscito di questa cantautrice senza pretese che si limita a cantare la propria vita senza cercarvi significati profondi ma che riesce invece, proprio in questo modo, a trovarvi significati quasi metafisici.

After the exotic Uninvited showed a more experimental side of the angry young girl who came to be known as the epitome of feminist angst, the generous, 17-song 71-minute collection Supposed Former Infatuation Junkie (Maverick, 1998) failed to generate any interest. Front Row is a repetition of the music and themes from the hit album, sprinkles of India (Thank U, one of her best songs) and Middle-East (The Couch) do not invigorate compositions that are fundamentally weak. Nonetheless, the album would go on to sell seven million copies in four years.

(Translation by/ Tradotto da Maria Dolores Perriello)

Dopo che l'esotico Uninvited ha mostrato un lato piu` sperimentale, la generosa collection, 17 canzoni, 71 minuti, Supposed Former Infatuation Junkie (Maverick, 1998) non riesce a suscitare interesse. Front Row e` una ripetizione della musica e dei temi dagli album di successo, le infarinature di temi indiani, come in Thank U, o mediorientali, come in The Couch, non rinvigoriscono composizioni fondamentalmente deboli.

After playing God in Kevin Smith's film "Dogma", Morissette released her most personal album yet, Under Rug Swept (Maverick, 2002), the first one not to feature Ballard's production skills. But her confessions sound too pretentious and self-important, while retaining little or nothing of her childish exuberance. Only 21 Things That I Want in a Lover attempts to recover than energy, but falls flat, while Narcissus (reminiscent of Leona Naess' Charm Attack), Hands Clean and Precious Illusions display melodic flair but little content. At the Particular Time and Flinch display too much (self-indulgent) content but little melodic flair.

(Translation by/ Tradotto da Roberto Morelli)

Dopo aver recitato Dio nel film "Dogma" di Kevin Smith, Alanis Morissette rilasciò il suo album più personale, sebbene Under Rug Swept (Maverick, 2002) sia il primo a non essere caratterizzato dall’abilità di Ballar come produttore. Ma le sue confessioni suonano troppo pretenziose e importanti soltanto per lei, mentre rimane poco o niente della sua esuberanza infantile. Solo 21 Things That I Want in a Lover tenta di riprendere quell’energia, ma alla fine risulta piatta, Narcissus (una reminiscenza di Charm Attack di Leona Naess), Hands Clean e Precious Illusions mostrano un certo fiuto melodico ma hanno poco contenuto. At the Particular Time e Flinch mostrano troppo contenuto (auto-indulgente) ma veramante poca melodia.

Alanis Morissette still refuses to face the evidence on So Called Chaos (Maverick, 2004): what she has to say is just not so interesting, so the music has got to be more relevant. Instead, she seems to really enjoy telling people the story of her life, and treats the music as an afterthought. Eight Easy Steps captures the attention for a few seconds, but Not All Me and Knees Of My Bees fail to inject (sonic) life into her (rather plain) stories.

The breakup concept Flavors Of Entanglement (Warner, 2008) tried to remedy the problem by hiring electronic-pop producer Guy Sigsworth, but the arrangements were so unrelated to the confessional lyrics and the songs were so weakly designed that one wondered why the artist didn't simply write a book about herself instead of turning it into music. That said a few songs do radiate enough emotion to make the cut into her canon: Versions of Violence, Tapes and the electronic Giggling Again for No Reason.

Now married and a mother, Morissette veered towards sanitized mainstream pop on Havoc and Bright Lights (2012). There is little to be salvaged here, barely the romantic ballad Til You and the solemn elegy Havoc.

After a long hiatus she released her ninth album, Such Pretty Forks in the Road (2020), her most mature album but certainly not her most groundbreaking. At its core are poignant mid-tempo piano meditations such as Her (the top vocal performance), the martial Pedestal, Diagnosis, and Losing the Plot. They are typically wrapped in string arrangements that are not always a good idea. The first three songs are actually more telling of her musical evolution and her emotional state: the solemn orchestral lied Smiling, the poppy and spunky Ablaze (the only rocking song on this album, a little reminiscent of the La's There She Goes) and the magniloquent, Jim Steinman-esque Reasons I Drink. Unfortunately, too many songs are pure filler or feel under-produced Nemesis deserved a more emotional crescendo instead of a disco-like drumming pattern), but there is enough variety and soul to make it her best album since her masterpiece.

She was more successful as the composer of the Broadway musical Jagged Little Pill (2020).

(Translation by/ Tradotto da Francesco Romano Spanò )

Su So Called Chaos (Maverick, 2004), Alanis Morissette si rifiuta ancora una volta di guardare in faccia la realtà: se non hai qualcosa di interessantissimo da dire, dovresti concentrarti di più sulla musica. Mentre lei, invece, sembra davvero divertirsi a raccontare alla gente la storia della sua vita, sorvolando sulla musica. Eight Easy Steps cattura l’attenzione per qualche secondo, ma Not All Me e Knees Of My Bees falliscono nel tentativo di infondere vita (sonica) nelle sue storie (piuttosto piatte).

Il concept di rottura Flavors Of Entanglement (Warner, 2008) tentò di rimediare la situazione ingaggiando il produttore di pop-elettronico Guy Sigsworth, ma gli arrangiamenti hanno così poco a che fare con i testi intimisti e le canzoni sono architettate così debolmente che uno si chiede come mai Morrisette non abbia semplicemente scritto un libro su sé stessa invece di trasformarlo in musica. Detto ciò, qualche canzone irradia abbastanza emozioni da rientrare nei suoi canoni precedenti: Versions of ViolenceTapes e l’elettronica Giggling Again for No Reason.

Ora moglie e madre, Morissette virò verso il mainstream pop sanificato su Havoc and Bright Lights (2012). C’è poco da salvare qui, a malapena la ballata romantica Til You e l’elegia solenne Havoc.

Dopo una lunga assenza, pubblicò il suo nono album, Such Pretty Forks in the Road (2020), il suo album più maturo ma di certo non quello più innovativo. Al cuore ci sono toccanti meditazioni mid-tempo al piano come Her (la sua miglior performance vocale), la marziale PedestalDiagnosis, e Losing the Plot. Sono spesso avvolte in arrangiamenti ad archi, il che non è sempre una buona idea. Le prime tre canzoni dicono di più sulla sua evoluzione musicale e sul suo stato emotivo: il solenne lieder orchestrale Smiling, la poppeggiante e audace Ablaze (la sola canzone rock su questo album, che un po’ ricorda There She Goes dei La) e la magniloquente, Jim Steinmaniana Reasons I Drink. Sfortunatamente, molte canzoni sono puro riempitivo o sembrano sotto-prodotte (Nemesis si meritava un crescendo più emotivo invece che un ritmo da discoteca), ma c’è abbastanza varietà e sentimento da poter essere l’album migliore dal suo capolavoro.

Fece meglio come compositrice del musical di Broadway Jagged Little Pill (2020).

What is unique about this music database