Dalla pagina di Piero Scaruffi
(Translation by/ Tradotto da Robert Gecchele)

Neige lancio` il progetto Alcest con il rumoroso ma vagamente orecchiabile singolo Le Secret/ Elevation (2005 - Prophecy, 2011) che in seguito conio` un nuovo sottogenere di Black Metal.

Il primo full-lenght degli Alcest, Souvenirs D'Un Autre Monde (Prophecy, 2007), si rivelò essere uno dei più grandi album Shoegaze dell'epoca. Il riff di Printemps Emeraude, al tempo stesso solenne ed agonizzante, è il trampolino di lancio per una melodia vocale che cresce simile a un inno religioso, che a sua volta spinge la chitarra a intonare una distorsione ancor più maestosa, uno dei motivi più edificanti dello Shoegaze di tutti i tempi. Un pathos altrettanto commovente è racchiuso in Souvenirs D'Un Autre Monde, creata da un'altra esplosione di chitarre, questa volta però in funzione di una delicata e sussurrata elegia (ad un certo punto persino ridotta ad un semplice e sognante "la-la-la"). La più frenetica e incandescente Les Iris esala al tempo stesso un mantra delicato ed etereo, dissociando ulteriormente suono e melodia. Le dinamiche e mutevoli textures delle canzoni precedenti convergono sul Post-Rock nella più intelligente Ciel Errant, mentre i risvolti stridenti vengono ulteriormente esplorati in Sur L'Autre Rive Je T'Attendrai, la cui lunga parte strumentale è puramente atmosferica e quasi impressionista. Il finale, al contrario, riverte su di un formato più semplice: un ben più tradizionale motivetto connota Tir Nan Og, per poi evolversi in un'elettronica melodia New-Age. Questo impeccabile album distilla l'essenza romantica dello Shoegaze, quasi rimuovendone le sue fondamenta psichedeliche.

Ecailles De Lune, secondo lavoro degli Alcest, deve il suo titolo alla sua suite principale in due movimenti, Ecailles De Lune. Il primo include in realtà diversi sotto-movimenti: inizia con una ballata psichedelica dai tratti piuttosto tradizionali, per poi implodere in un introverso assolo di chitarra, fino a esplodere finalmente nel frenetico finale. Il secondo movimento fa risorgere a sorpresa le radici di Neige, e comincia sulla falsariga di un Black Metal magniloquente e isterico, che implode ancora una volta in una fragile filastrocca Folk, per sfumare infine in una composizione dalle tinte astratte. Percees De Lumiere (la vera rivelazione) è un'altra composizione di canto Black Metal che va però estraniandosi in stile More dei Pink Floyd. Solar Song, l'unica canzone che porta avanti il programma Shoegaze del primo album, sembra essere un po' troppo melodiosa e sognante per splendere di luce propria, e la corposa chitarra che la rinforza non è sufficiente. La ballata acustica di otto minuti Sur L'Ocean Couleur De Fer è una spiacevole deviazione che potrebbe presagire un futuro nella musica commerciale.

La terza fatica degli Alcest, Les Voyages De l'Ame, appare più come un'introduzione al gruppo per coloro che si fossero persi le uscite precedenti del loro Post-Metal strutturale. L'inno solenne di Autre Temps (non troppo distante da Scorpions et similia) rappresenta gli Alcest per il mercato di massa. Per pro, l'accresciuta qualità di produzione consente al carattere introverso e spirituale della musica di Neige di venire in superficie, specie nell'etereo canto senza parole di Beings of Light, in perenne contrasto con blastbeats infernali, forse l'excursus più creativo dell'album. I toni mistici del primo brano tornano nei nove minuti di La Ou Naissent Les Couleurs Nouvelles, uno Slo-core caratterizzato da chitarre brucianti, un pezzo che ha tempo di evolversi lungo una trama drammatica, con un'esplosione di Black Metal e un intermezzo pastorale prima di convergere nel finale ardente: la Stairway To Heaven dello Shoegaze Metal. Si giunge quindi a Les Voyages De L'Ame, un'altra litania popolare, persino più lenta, nuda su di un letto di chitarre distorte che suonano vigorose melodie. Il tempo di arrivare a Nous Sommes l'Emeraude ed è già possibile immaginare come la musica si svilupperà, vedendo come Neige abbia già esaurito tutte le direzioni in cui poteva andare la sua idea di fondere Black Metal e Shoegaze Rock. Faiseurs De Mondes prova a salvare in extremis questa idea con una teatrale interazione tra urla disperate ed estatici lamenti. La scontata Power-Ballad, Summer's Glory, uno scheletrico motivo di vorticosi arrangiamenti chitarristici, è più vicina al Dream-Pop dei Cocteau Twins piuttosto che, per dire, alla musica dei My Bloody Valentine. Troppo semplicistico per riprodurre il potere drammatico di Souvenirs D'Un Autre Monde, quest'album segna la fine di un inusuale esperimento e l'inizio di una dignitosa commercializzazione.


(Translation by/Tradotto da Stefano Iardella)

Gli Alcest hanno abbandonato il loro post-metal blackgaze per una forma molto più prevedibile di dream-pop (senza blastbeat e senza strilli) nel banale Shelter (Prophecy Productions, 2014), il loro peggior album fino ad allora, prodotto dal produttore dei Sigur Ros Birgir Birgisson. La maggior parte dell'album è costituita da noiose litanie come L'Eveil Des Muses ed Away (cantate da Neil Halstead degli Slowdive), ma l'eterea e serena Voix Sereine, con il suo emozionante crescendo shoegaze, e i dieci minuti lirici simili a inni di Delivrance trovano un interessante compromesso tra i Cocteau Twins and Pink Floyd.

Kodama (Prophecy Productions, 2016) era un compromesso tra dream-pop e blackgaze, con blastbeat e strilli tornati con moderazione. I nove minuti di Kodama sono un'altra interpretazione confusa di shoegazing e dream-pop ma, fortunatamente, i nove minuti di Eclosion si muovono meglio attorno al muro della distorsione della chitarra, specialmente nei momenti furiosi, dove il blackgaze degli Alcest ritorna in tutto il suo splendore. Je Suis D'ailleurs, di sette minuti, un altro pezzo forte, suona come un prete cattolico che canta un "kyrie eleison" mentre Neil Young scatena un assolo torrenziale sull'altare. Untouched è una vignetta toccante con una suspense e un ritornello che evoca Nights in White Satin dei Moody Blues. C'è ancora pochissimo metal, e dove ce n'è (come negli otto minuti di Oiseaux De Proie) non è ben amalgamato con il nuovo corso melodico.

Spiritual Instinct (2019) vanta le canzoni più coese di Neige fino ad ora, canzoni che non alternano veloce e lento, duro e morbido, ma creano semplicemente un flusso continuo, canzoni fluide e melodiche, recuperando gran parte dell'energia metal dei primi album , sia virulento che umile. Gli otto minuti di Les Jardins De Minuit utilizzano ritmi esplosivi e tremoli di chitarra per creare tensione e suspense, non per terrorizzare. Protection, una delle loro canzoni più amichevoli di sempre, inizia ad un ritmo maestoso con un languido canto simile a un inno che alla fine esplode in un urlo disperato. Un ritmo vivace spinge Sapphire, con canti e riff di chitarra che evocano il dark-punk degli anni '80. I nove minuti di L'Ile Des Morts sono il tour de force teatrale dell'album, l'unica composizione che adotta le instabili dinamiche post-rock, con Neige che inizialmente urla a squarciagola. Le Miroir è un intermezzo elettroacustico surreale. Gli otto minuti di Spiritual Instinct sono un crescendo di invocazioni esoteriche trascendentali simili a "om". L'album in generale è il più "romantico", è melodico pur avendo sfumature angoscianti.


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