Dalla pagina di Piero Scaruffi
(Tradotto da Stefano Iardella)

I The Very Best nascono dall'incontro del cantante nato in Malawi Esau Mwamawaya e del duo di produzione franco-inglese Radioclit (Etienne Tron e Johan Karlberg, alias "Hugo"). Dopo il tedioso e prevedibile mixtape Esau Mwamwaya e Radioclit Are the Very Best (2008), un classico caso di afro-xploitation, il vero e proprio album di debutto Warm Heart Of Africa (Moshi Moshi, 2009) si pone come una pietra miliare del global-pop, un fusione festosa e spericolata di pop, grime, world-beat ed elettronica. Almeno l'orecchiabile danza sincopata Warm Heart Of Africa (un duetto con Ezra Koenig dei Vampire Weekend), la polka carnevalesca Kamphopo e la cadenza fluida di Julia giustificavano l'hype. La raccolta mostra un equilibrio di canzoni radicate nella musica folk africana (la balbettante Yalira, la propulsiva Rain Dance e soprattutto il canto tribale Nsokoto) e canzoni radicate nella musica elettronica occidentale (l'infantile synth-pop di Chalo, il deviante techno di Mfumu, il balletto industriale sincopato Ntende Uli).

MTMTMK (Moshi Moshi, 2012), senza Etienne Tron, ha elevato l'interazione tra il produttore Karlberg e le varie voci (non solo quella di Mwamawaya) a un'arte a sé stante. Il trattamento virtuosistico di Karlberg di quelli che sono essenzialmente ritmi caraibici spesso ruba la scena. Per quanto riusciti, il pulsante dance-pop di Yoshua Alikuti (il singolo) e l'inno Kondaine (una collaborazione con il cantante nigeriano Seye Adelekan) sembrano quasi insultare la sua intelligenza, che è invece meglio rappresentata dal downtempo acid raga Bantu (con la coppia del Mali Amadou e Mariam più la cantante senegalese Baaba Maal). We O.K. mette insieme il rapper somalo-canadese K'naan e il cantautore Bruno Mars. La pop star britannica Taio Cruz subisce abusi nella destrutturata Rumbae industriale.


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