Dalla pagina su Ethel Cain di Piero Scaruffi
(Tradotto da Stefano Iardella)

La cantautrice della Pennsylvania Hayden Silas Anhedönia, alias Ethel Cain, ha pubblicato gli EP Golden Age (2019) e Inbred (2021), in una vena Lingua Ignota (in particolare in Inbred), prima dell'ambizioso album Preacher's Daughter (2022), un'opera gothic rock di 75 minuti ambientata nel profondo sud degli Stati Uniti e apparentemente "incentrata sul personaggio di Ethel Cain, che fugge di casa solo per andare incontro a una fine raccapricciante per mano di uno psicopatico cannibalista". Sono 75 minuti di elegie sinistre, maestose, striscianti, quasi slowcore, ispirate alla musica sacra e a racconti gotici del sud con sfumature religiose. Gli otto minuti di A House in Nebraska sono paradigmatici: implacabili ondate tranquille di canto fatalistico e pieno di angoscia su un'orchestrazione densa e marziale guidata dal pianoforte. Nel frattempo, la cupa e liturgica Family Tree Intro ha dato il tono all’intero album. Nella prima parte c'è effettivamente un po' di varietà, ma richiede un ascolto profondo: i sette minuti di Family Tree, un'esibizione della sua estensione vocale su jam di chitarra blues, la radiofonica American Teenager alla Taylor Swift (con echi di Don't Stop Believin dei Journey) e la fragile ballata country valzer Hard Times, forse il momento maggiormente in stile Mazzy Star. Lo psicodramma di nove minuti Thoroughfare, che inizia come un sonnolento remix di Dog Days Are Over dei Florence and the Machine e si eleva in un inno vibrante prima di decadere in un'agonia senza parole in forma libera, divide l'album in due. Gibson Girl si cala in un'atmosfera fredda e oscura su un ritmo hip-hop sommesso e un assolo di chitarra alla Pink Floyd. Poi, in rapida sequenza, arrivano la lugubre e per lo più strumentale Ptolemaea (di nuovo, echi di Pink Floyd ai tempi di Animals), il mantra senza parole, horror, in stile Grouper, August Underground, e la sonata per pianoforte Televangelism, che segnala la transizione del protagonista verso il paradiso. La narrazione (dall'aldilà) riprende nei sette minuti di Sun Bleached Flies, che segna anche un ritorno a orchestrazioni dense e marziali, che potrebbero essere su un album di Kate Bush, mentre il capitolo conclusivo di Strangers oscilla tra grandiosa apoteosi e lo stile più semplice di American Teenager. Nella migliore delle ipotesi, la sua voce austera e fluttuante ha lo stesso impatto dei canti gregoriani che l'hanno ispirata. Nel peggiore dei casi, la musica si ripete senza porre sufficiente accento sulla narrazione. In ogni caso, è pioniera di un nuovo tipo di opera rock, di narrazione immaginaria con gli strumenti limitati della musica popolare, e allo stesso tempo fa rivivere il personaggio del cantautore erudito.


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