- Dalla pagina su Lenny Kravitz di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Testo originale in italiano di Piero Scaruffi)

Lenny Kravitz e` un personaggio singolare della musica rock. Musicista di colore come Jimi Hendrix, ha un retroterra multiculturale come pochi e una sensibilita` retro quasi unica.

Lenny Kravitz, nato a New York nel 1965, figlio di un'attrice televisiva di colore e di un produttore di telegiornale russo-ebreo, cresciuto a Los Angeles (dove ebbe per compagni di classe il futuro Slash e Maria McKee) e alle Bahamas, si affermo' con Let Love Rule (Virgin, 1989), sul quale suona chitarra, organo e batteria, come un tardo esponente della generazione di Woodstock (o, meglio, di Monterey), che ricicla la fusion di soul, funk e rock resa celebre da Hendrix, Sly Stone e Prince (Let Love Rule, Mr Cab Driver ), e la psichedelia piu` barocca degli anni '60 (I Built This Garden For Us), con il pretesto di tematiche hippie.

A renderlo famoso non furono tanto i brani di quel disco ne' il successivo Mama Said (Virgin, 1990), in cui spaziava con maggior padronanza da Stop Draggin' Round in chiave "hendrixiana" al soul "dolce" di It Ain't Over Till It's Over, dal lamento Lennon-iano di Stand By My Woman al singolo violento Always On The Run, bensi` la Justify My Love che scrisse per Madonna nel 1991.

Are You Gonna Go My Way (Virgin, 1993) ripete stancamente il canovaccio dei dischi precedenti, oscillando fra un rock alla Hendrix (Are You Gonna Go My Way) e un popsoul sempre piu` sensuale (Black Girl). Le novita` sono un hard-rock come Is There Any Love In Your Heart e un funk da discoteca come Sugar. Il disco sara` comunque il suo best-seller.


(Tradotto da Stefano Iardella)

Circus (Virgin, 1995) segna l'apice di Kravitz come polistrumentista, ma il suo stile vocale al confine tra Prince e Lennon è ancora noiosamente derivativo (Don't Go And Put A Bullet In your Head, In My Life Today) e il suo modo di scrivere canzoni non è mai stato sorprendente (e ora che ha trovato una vita spirituale può diventare veramente idiota).
Ciò che è sorprendente è il modo in cui copia i grandi del rock and roll, dai Rolling Stones (Rock And Roll Is Dead) ai Led Zeppelin (Beyond The 7th Sky). Questi ultimi, soprattutto, sono copiati in ogni sfumatura dell'album, tanto da dare l'impressione che si tratti di una sorta di tributo ai Led Zeppelin. Il funk pesante di Tunnel Vision è la canzone migliore, o la meno prevedibile.

5 (Virgin, 1998) presenta un Kravitz riformato e "domestico", che dedica canzoni a sua madre e sua figlia (Thinking Of You e Little Girl's Eyes) e piange il suo matrimonio fallito. Live e If You Can't Say No sono i brani che suonano caratteristici di Kravitz. Tutto il resto suona come un noioso album mainstream.

Lo straordinario singolo Again (2000) presenta ancora un altro Kravitz, con poco o nulla in comune con il maestro retrò e molto in comune con l'alt-rock degli anni '90.

Lenny (Virgin, 2001) offre altro hard-rock di Kravitz radio-friendly: Stillness Of Heart, Battlefield Of Love, God Save Us All (simile a Rocky Mountain Way di Joe Walsh), e soprattutto l'inno Let's Get High. L'intero album scorre liscio e disinvolto, soprattutto perché è difficile distinguere If I Could Fall In Love da Dig In o da Bank Robber Man.

Baptism (Virgin, 2004) offre generici piatti Kravitziani (California, Minister of Rock 'N Roll) per fan incalliti.

It Is Time For A Love Revolution (2008) e Black and White America (2011) sembrano degli esercizi per copiare i classici dell'hard-rock.


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