- Dalla pagina sui Basement Jaxx
di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
Seguendo i passi di Chemical Brothers e Daft Punk, i Basement Jaxx (un duo composto dai DJs di Brixton Felix Burton e Simon Ratcliffe), suonano un’esuberante, orecchiabile e frenetica post-techno con sfumature reggae e ispirazioni latino americane. Durante gli anni ’90 hanno prodotto numerose hits underground: Be Free (Atlantic Jaxx, 1995), Samba Magic (1996), Fly Life (1996), Get Down Get Horny (1996), Belo Horizonti (prodotta sotto lo pseudonimo The Heartists), Urban Haze (1997), Wish Tonite (1997). Al contrario della maggior parte dei produttori techno, i Basement Jaxx compongono canzoni vere e proprie. Le prime registrazioni sono state pubblicate su Atlantic Jaxx (Beggars, 2001).
Il loro primo album, Remedy (Astralwerks, 1999), raccoglie la creatività dei loro precedenti EP. Un mix di musica latina (Bingo Bingo) e hip-hop (Jump N’Shout). I due DJs di Brixton si abbandonano al robotico balletto di Yo Yo e scolpiscono la surreale e martellante Same Old Show. Trionfano con il soul-poppy di Red Alert e con l’esuberante flamenco di Rendez-Vu. Nelle migliori composizioni, il loro stile risente dell’influenza "garage house", movimento nato nei tardi anni ’80 nei gay clubs newyorchesi che fondeva sensuali linee vocali rhythm’n’blues con battiti techno. Ma in casi peggiori, i loro pezzi sono banali stereotipi da dancefloor.
Con Roothy (Astralwerks, 2001), invece, Buxton and Ratcliffe compongono un album che è un vero e proprio tributo al rhythm’n’blues. Romeo è una parodia virtuale di Tamla, Get Me Off richiama i girl-groups anni ’50 mentre Do Your Thing pare un incantevole ritorno alle jump-blues band dei ’50. Non mancano riferimenti a generi come tex-mex (Broken Dreams), musica caraibica (I Want You) e funk (Jus I Kiss). Considerando le opere nella loro interezza, comunque, la valenza artistica del duo non è molto alta. Si concentrano troppo sull’esuberanza tipica del dancefloor, come nella hit Where’s Your Head At.
Un lavoro meno brillante, Kish Kash (Astralwerks, 2003) trova Ratcliffe e Buxton sempre più vicini ad un blues (gli archi imprigionati di Good Luck ricordano vagamente Gloria Jones in Tainted Love, Lving Room, Feels Like Home e If I Ever Recover) che si avvicina lentamente a nuove sonorità (come il rap d’avanguardia) e che tenta di allontanarsi dal dancefloor. Il singolo Lucky Star (con la partecipazione del rapper Dizzee Rascal), i richiami electro-clash di Cish Cash (con Siouxsie Sioux alla voce), il funk-soul princiano di Right Here’s the Spot (con Me’shell Ndegeocello) e Plug It In (con JC Chasez degli ‘N Sync) fanno troppo affidamento sulla celebrità dei vari featuring.
L’opera dance-pop Crazy Itch Radio (XL, 2006) fallisce nel tentativo di proseguire quell’originalità che aveva in parte contraddistinto i precedenti album. Hush Boy, Take Me Back to Your House e Hey You sono spiritose ma suonano sobrie e incerte.
I momenti migliori di Scars (Ultra, 2009) arrivano quando l'enfasi è sulla ricreazione di uno stile retrò. Raindrops è l'unico pezzo che si attiene al formato techno/house convenzionale dei loro successi. Feelings Gone è al secondo posto in quello stile. Scars, invece, inizia con una distesa di frammenti sinfonici/operistici avvolti attorno a un ritmo di platazioni ed effetti sonori; poi la voce femminile interagisce con il coro operistico in modalità "chiamata e risposta". She's No Good è un rhythm'n'blues martellante e swing con molte deviazioni tastieristiche.
Day of the Sunflowers (forse il pezzo forte) è una febbrile fanfara di Charleston con una melodia in stile hawaiano. Nel complesso, c'è varietà, ma non qualità: Saga è una tiritera robotica su poliritmi festosi; Twerk è un pezzo rap propulsivo; A Possibility è una ballata lenta e sonnolenta; ecc.
Nessuno di questi pezzi ha sufficiente sostanza per giustificare l'escursione stilistica. I cantanti ospiti includono Yoko Ono, Sam Sparro, Santogold, Kelis, Yo Majesty.
Basement Jaxx vs. Metropole Orkest (2011) raccoglie remix dell'orchestra Metropole Orkest dei Paesi Bassi, diretta da Jules Buckley.
- Torna alla pagina sui Basement Jaxx di Piero Scaruffi -