Dalla pagina di Piero Scaruffi
Con Dance of The Headless Bourgoisie (Alternative Tentacles, 1998) e le sue canzoncine demenziali i fratelli tornarono alle loro radici clownesche. Per una ventina di minuti i NoMeansNo sono semplicemente irresistibili. Going Nowhere sfoggia anche un ritornello infetto e una progressione chitarristica galvanizzante. Disappear è un gioco febbrile attraverso il rhythm and blues e rockabilly, con la chitarra che improvvisamente carica un tema surf acuto mentre il basso ripete una frase minacciosa e il coro che intona un inno grottesco mentre il piano tintinna in disparte.
Il trio è dappertutto. Il punk-boogie I Am An Asshole suona come una versione goffa dei Dead Kennedys. Le jam di This Story Must Be Told sono la quintessenza dei Grateful Dead, ma il canto è pura satira di Frank Zappa e il ritmo presto si trasforma in un singhiozzo comico.
Sfortunatamente, i brani più lunghi non sono allaltezza di quelli più brevi. Dance of The Headless Bourgoisie (sette minuti) e The World Wasn't Built In A Day (nove minuti) rappresentano teatro, non musica.
I fratelli non migliorano con l'età, come mostra No One (Wrong, 2000). Diventano ancora più prolissi e incoerenti. Nonostante risultati minori come A Little Too High e The Graveyard Shift, quella che era una virtù (la loro mancanza di rispetto per la forma) ora è una maledizione.
The People's Choice (Wrong, 2004) è una compilation di vecchi brani scelti dai fan.
Nonostante sia più musicale del suo prolisso predecessore, All Roads Lead to Ausfahrt (AntAcidAudio, 2006) si concentra ancora sui testi, e tratta la musica come un mero "post scriptum".